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giovedì 11 marzo 2010

Rapimenti alieni : testimonianze degli addotti




Abduction è un termine nuovo. Wikipedia lo riferisce al presunto rapimento di esseri umani da parte di razze aliene. Gli esperti del ramo parlano di incontri del IV tipo. Gli abdotti. Li chiamano così quei tanti che in questi ultimi anni hanno raccontato di essere stati rapiti da esseri extraterrestri, condotti a bordo di veicoli spaziali o in luoghi difficilmente accessibili, come basi militari sotterranee, e sottoposti ad esami medici. Non è il caso di Andrea, Clelia e Luca che però hanno una storia molto particolare da raccontare. Gialli.it ha deciso di intervistarli. Ecco il resoconto di tre storie ai limiti dell’incredibile.

a cura di Gialli.it

Andrea lavora nel settore delle energie rinnovabili. Ma è anche un fonico e si muove nel mondo della musica. Luca è un militare. Clelia è “moglie e mamma”.
Il primo ha trentasette anni. Il secondo una decina in meno. Lei ne ha “più di quaranta” ed è meridionale. Come Luca. Lei vive in un paesino del Nolano che non ha nessuna difficoltà a citare. A differenza di Andrea che, invece, vive nel nord Italia. E la sua vita ha voglia di raccontarla tutta. Clelia invece no. Lei è quella più divertita e divertente, ma anche la più diffidente. “Non lo so, non ho capito a che cosa serve, ma ci provo..!”.

Ecco. Proviamoci. Perché alla fine la cosa più facile è proprio parlare delle loro vite normali. Il difficile viene quando bisogna spiegare “perché”. Perché Gialli.it ha deciso di raccontare la storia di Andrea, Clelia e Luca. Tre persone come tante che però sono accomunate da un “dettaglio”. Hanno vissuto un’esperienza che in qualche modo ha a che fare con il “paranormale”. E, almeno secondo alcuni di loro, potrebbe avere a che fare con… gli alieni. Ma andiamo per ordine.

La storia di Andrea, Clelia e Luca noi di Gialli.it l’abbiamo appresa per caso. Subito dopo una serie di articoli sugli ufo e sulla possibile presenza di entità extraterrestri sul nostro pianeta.
Andrea, Clelia e Luca sono lettori del nostro giornale. Seguono i nostri articoli e in maniera molto naturale hanno cominciato a commentare le notizie. Una domanda, una risposta, poi un’altra domanda. La discussione si è aperta, si è allargata e così è cominciato tutto. I nostri tre amici prima cautamente, poi sempre con maggiore fiducia hanno lentamente deciso di raccontare le loro esperienze personali. E mentre i racconti prendevano forma noi della redazione abbiamo chiesto loro di trasformare quei racconti in un’intervista che vi riportiamo integralmente.

Dieci domande. Per capire, per farci spiegare cosa è accaduto. Dieci domande per raccontare una storia. La loro storia. Queste sono le loro risposte. E c’è da rimanere senza fiato.

Raccontateci chi siete, quanti anni avete, cosa fate nella vita.

L. Mi chiamo Luca sono un militare di 27 anni campano. Vita regolare, ordinaria.

A. Mi chiamo Andrea, Andrea Catena, ho trentasette anni, da un anno lavoro nel settore delle energie rinnovabili, ma nella vita ho fatto di tutto. Dall’operaio al meccanico, all’insegnante di musica.

C. Mi chiamo Clelia, sono moglie e mamma. Ho più di 40 anni. Sono nata a Napoli e vivo attualmente a San Vitaliano, nel Nolano.

Che cosa vi è accaduto? Raccontateci la vostra esperienza.

L. E’ iniziato tutto nel 2001 ed è andata avanti fino al 2006. Per 4 volte a distanza di tempo mi è capitato di ritrovarmi paralizzato ma cosciente. Sentivo, vedevo ma non potevo muovermi. Le prime due volte è accaduto a Roma mentre ero di servizio, la prima volta durante il turno di guardia dalle 2 alle 4 di notte. La seconda volta in pieno pomeriggio. Di nuovo paralizzato ma cosciente. Ho sentito come se qualcuno mi toccasse la schiena e non appena mi sono sbloccato l’ho vista. Per un attimo. Una nave spaziale di colore scuro con la classica forma a disco che si allontanava prima lentamente e poi di scatto alla velocità della luce. Volli dimenticarla quell’esperienza pensando che fosse stato il freddo, la stanchezza ma poi è accaduto di nuovo. Nel 2006. La terza e la quarta volta nella stessa notte, a casa mia, nel mio letto. Entrambe le volte accanto a me c’era qualcuno. Qualcuno che mi parlava. Un essere fatto di luce che non riuscivo a vedere ma di cui percepivo la presenza e che vedevo solo con la coda dell’occhio. Ero di nuovo paralizzato e quell’essere mi diceva di stare tranquillo, di andare con loro, che non mi sarebbe accaduto nulla. Poi improvvisamente mi sono sbloccato nello stesso istante in cui solo nella mente gridavo con tutte le mie forze che no! Non volevo, non sarei andato da nessuna parte! Poi, da allora, più nulla.

A. Ho vissuto tre eventi che hanno cambiato radicalmente la mia visione della realtà, la mia vita. Il primo mi è capitato quando avevo ventuno anni. Era sera, mi trovavo in casa ed ero alla ricerca di qualcosa da mangiare. La luce era spenta e di fronte a me c’era la televisione accesa. Avevo fatto la stessa cosa milioni di volte e nelle stesse condizioni. Ma quella volta girandomi mi ero ritrovato di fronte una “nuvoletta luminosa”che mi aveva attraversato. Un brivido di freddo fortissimo mi percorse la schiena e mi trovai come disconnesso dalla realtà, come se qualcuno o qualcosa mi avesse scollegato la mente. Buio, per pochi secondi, poi il risveglio con una strana sensazione addosso. Nei giorni seguenti continuai a sentirmi strano con la sensazione di avere accanto a me una presenza costante. Una presenza che per mesi ha influenzato la mia vita, il mio sonno, i miei sogni, negativamente. Ho dovuto combattere contro questa sensazione, contro il “demone” (che poi ho scoperto essere Lux) che perseguitava la mia vita ed il mio sonno per oltre due mesi. Fino a che non me ne sono liberato.

Ma poi è accaduto di nuovo anche se in questo caso l’esperienza è stata completamente diversa, positiva.

Nel 2007 ero in un periodo molto difficile della mia vita. Durante un’escursione in montagna mi sono improvvisamente trovato immerso in un’energia enorme che sembrava emanare da tutte le cose, che sembrava trasformarle ai miei occhi. La stessa energia mi ha tolto completamente ogni dolore e ogni ansia nel giro di un pochissimi secondi. Anche in questo caso ho avuto netta la sensazione di una presenza non umana. Per uscire dallo stato di shock ci ho messo un pomeriggio intero. Dopo circa due settimane dal primo episodio mi è successo di nuovo, sempre in alta montagna, anche se in modo più leggero.

Nel 2008 poi ho avuto esperienze di trasmissione telepatica e di “chiarudenza”. La telepatia è importante nel discorso delle “abductions”, perché è il mezzo che viene usato per comunicare tra alieni e abdotti e tra alieni e alieni (persino Freud negli ultimi anni della sua carriera iniziò a studiarla e, naturalmente, venne ostacolato i tutti i modi dalla comunità scientifica). Nel dormiveglia ho sentito chiaramente le voci, prima della mia ragazza, che era a quaranta chilometri di distanza, poi di un mio amico che si trovava lontano alcuni chilometri da me. In seguito sono riuscito a comunicare con loro tramite i sogni. Posso affermare questa cosa perché l’ho verificata con delle domande precise che ho fatto loro senza dirgli nulla di ciò che mi era successo.

C. Anche a me è capitata una cosa analoga. Molti anni fa e per ben due volte. Ero a letto sveglia e all’improvviso mi sono sentita paralizzata. Ero cosciente, vedevo, ma non potevo muovermi nè gridare. Poi ho sentito la voce di un uomo dal tono imponente ma caldo e amorevole. Ricordo ancora le sue parole: “Vedi che non è come tu…”. Poi mi sono sbloccata e sono riuscita a chiamare mio marito. La seconda volta è capitata la stessa cosa. Come un discorso rimasto in sospeso. Mi ero appena messa a letto e girata sul lato sinistro quando mi sono ritrovata di nuovo paralizzata. Questa volta la stessa voce aveva detto “tre giorni…” e nello stesso momento ho visto il volto di un uomo. Ero terrorizzata. Non mi sono mossa, non ho guardato fuori, non ho associato questa cosa agli alieni. Non mi sono data nessuna spiegazione. La voce che ho sentito era particolare, perché la sentivo dentro e fuori di me.

Il vostro racconto è cresciuto mano a mano che scrivevate nel forum. Prima semplici affermazioni, poi lentamente la storia ha preso corpo. Come mai? Cosa è accaduto? Perché avete deciso di “fidarvi”?

L. Ho deciso di scrivere della mia esperienza sul forum perché leggendo le altre ho notato tante, troppe similitudini. Così ho voluto confrontarmi. Ne ho sentito l’esigenza.

A. Con il tempo e l’esperienza ho imparato a raccontare le cose un pò alla volta e a regolare da solo la mia ansia, facendola anche scomparire. Raccontando, si esorcizzano paure, fatti, emozioni non sempre belli. Sono cosciente della “stranezza” dei miei racconti e dell’effetto che possono avere sugli altri ma volevo che altri raccontassero, spiegassero le proprie esperienze. Esattamente come avevo fatto io.

C. Il tema mi interessava e così ho cominciato a scrivere senza pensare che quello che dicevo sarebbe stato pubblico. Ma quando ho trovato persone che raccontavano la stessa esperienza che avevo avuto io allora mi sono lasciata andare per un bisogno di confronto, per capire, per condividere ansie e paure.

Andrea, forse il più esperto, ha un po’ guidato la discussione. E’ stato lui a far emergere con le sue domande alcuni particolari, forse a farvi prendere coscienza di alcune cose che non avevate notato. Andrea ha parlato di Malanga, dei Lux e poi ha fatto una domanda strana, precisa: “avete cicatrici?”…

A. Le cicatrici sono una costante per gli addotti e Corrado Malanga ha pubblicato in rete un trattato intitolato “Alien Cicatrix”, scaricabile gratuitamente, nel quale spiega tutti i tipi di traumi fisici e psicologici degli addotti. Per addotto lui intende chi è stato effettivamente prelevato fisicamente. C’è una cicatrice particolare che Malanga chiama “il marchio” ed è una cicatrice comune a tutti gli addotti. Io ho scoperto di averla, esattamente uguale a quella descritta: circolare, come un piccolo avvallamento della pelle, con un piccolo rilievo al suo interno e posta sulla tibia sinistra. Non ricordo come e quando me la sono fatta. La situazione di Luca e Clelia mi aveva ricordato la classica abduzione, nella quale c’è una persona a letto che si trova improvvisamente paralizzata e poi viene prelevata. Loro non ricordavano di essere stati presi, ma molti addotti ricordano l’abduzione solamente sotto ipnosi e quindi non sanno di esserlo stati finché non si interviene. Quindi ho ricollegato l’esperienza di Clelia e Luca a ciò che sapevo da “Alien Cicatrix” e dalla mia cicatrice e gliel’ho chiesto.

Avete cicatrici?

L. Io No, non ho cicatrici o per lo meno non dopo le cosiddette esperienze.

C. Non so se ho qualche cicatrice, non ho mai guardato né pensato di farlo. Ma forse dovrei!

Vi sentite degli “abdotti”. Ritenete realmente che nelle vostre esperienze c’entrino entità extraterrestri?

L. Non e’ una questione di sentirsi o meno un “abdotto” ma di sentire che manca del tempo della nostra vita in cui, incoscienti, non siamo stati in grado e non siamo tuttora in grado di ricordare quanto accaduto.

A. Che c’entrino delle entità extraterrestri non ho il minimo dubbio. Non entità fisiche però.

Non posso dire di sentirmi un “abdotto”, perché non ho ricordi completi di abduzione, non ho ricordi di stanze blu, cilindri e alieni come descritto dagli addotti. Però ci sono alcune cose che mi lasciano perplesso e ci sono tanti sogni che ho fatto, quello in cui sognavo un me stesso che non riconoscevo allo specchio, o quello in cui vedevo due pupille verticali, che sono tipici degli abdotti.

Le apparenti coincidenze sono molte ma non posso dire di essere un abdotto fino a che non mi avranno dato risposta al test di autovalutazione che ho fatto.

C. No non mi sento un “abdotto”, assolutamente no! Anche se ho sognato cose strane nell’arco della mia vita e mi sono successe cose strane, ma la vita dell’uomo è fatta di stranezze.

Non avete mai pensato di esservi condizionati a vicenda?

L. Non credo di essermi fatto condizionare da nessuno. E’ improbabile perché le nostre esperienze anche se simili sono diverse in alcuni particolari.

A. Assolutamente no. Sono sempre attento e cerco di essere lucido e razionale. Ho subito capito che Luca e Clelia avevano molte cose da dire e che erano realmente accadute. Sono certo che per loro sia stato lo stesso. Se qualcuno mente su queste cose si capisce, perché ignora dei dettagli che chi ha vissuto simili esperienze non può ignorare. Anche le sensazioni trasmesse sono inequivocabili, perché quelle esperienze causano degli stati emotivi fortissimi che permangono per lungo tempo, anche per sempre.

Quando vivi questo tipo di esperienze la tua lucidità aumenta, cambi modo di pensare e di essere e questo lo riconosci anche in loro. Non solo si hanno gli stessi interessi, ma si pensa in modo molto simile, aperto, lontano da luoghi comuni e dal pensare tradizionale, ci si accorge di essere arrivati alle stesse conclusioni percorrendo la stessa via e partendo in precedenza da vite e convinzioni molto diverse.

C. Ho un carattere molto forte, venuto fuori da un vissuto forte, non mi lascio condizionare molto facilmente.

Andrea dice di aver parlato con Malanga. Lo conosci?

L. Non lo conosco.

A. Io non lo conosco direttamente. Gli ho solo scritto. In autunno ho fatto il test di autovalutazione che è disponibile sul suo sito, ma non mi è ancora giunta la sua risposta.

C. Non conosco Malanga. Non so proprio chi sia, anzi ho chiesto ad Andrea di spiegarmi dei Lux. Tante definizioni tecniche non le conosco io ho imparato dal mio vissuto.

Avete mai parlato di queste cose con familiari o amici? Che cosa ne pensano?

L. Non ho mai detto a nessuno dei miei familiari cosa mi è successo ma alla mia ragazza si. Lei fortunatamente crede in altre forme di vita intelligenti oltre alla nostra. Da qui la mia fiducia a raccontargli la mia esperienza a cui lei ha creduto incondizionatamente.

A. Ne ho parlato con la mia ragazza, con alcuni amici, con mia mamma, con mio fratello e con due persone che hanno avuto esperienze di trasmissione energetica come la mia. Le ultime due mi hanno creduto senza battere ciglio, visto che avevano vissuto la stessa cosa. Gli altri mi hanno creduto perché mi conoscono e sanno che non sono uno che s’inventa le cose. L’unico vero scettico al quale ne ho parlato è stato il mio psicologo. Ovviamente non mi ha creduto, ma non è riuscito comunque a dare una spiegazione che reggesse ai molti fenomeni che gli ho raccontato.

Dando per scontata la vostra buona fede dite con estrema sincerità come “inquadrate” quanto vi è accaduto?

L. Inquadrando razionalmente la mia esperienza e documentandomi meglio in rete ho visto che le paralisi di questo genere si chiamano “paralisi notturne”. Una sorta di risveglio prematuro. Il cervello è sveglio ma non del tutto e quindi non riesce a coordinare i movimenti del corpo provocando nel soggetto l’idea di una paralisi forzata. In verità non so se quello che è successo a me sia una cosa del genere, nel caso lo fosse ci sono tante cose che comunque non riesco a spiegarmi: le voci, la percezione di una presenza, le visioni e le allucinazioni.

A. Adesso inquadro tutto come qualcosa che ha cambiato la mia vita in meglio, nonostante i momenti brutti. Quando si guarda al di fuori del mondo che conosciamo quest’ultimo diventa più chiaro. Non mi chiedo più se è dipeso da entità non terrene, ora le domande che mi faccio sono altre, quel punto l’ho oltrepassato e sarebbe solo un tornare indietro. Faccio molta fatica a parlare con chi non vede oltre il proprio naso, ma so che è l’unica cosa che posso fare per dare il mio contributo, perché ognuno è libero di scegliere per sè.

Mi avete chiesto di raccontare la mia storia, ma è impossibile farlo senza parlare di almeno alcune delle risposte che ho avuto la necessità di trovare per me stesso e che servirebbero anche per quanti immaginano gli alieni ancora come degli omini verdi.

Conoscete altri che hanno fatto esperienze simili? Ci avete parlato? Vi siete confrontati?

L. No, non conosco nessuna persona che ha fatto esperienze simili a parte l’amico Andrea e Clelia che ho conosciuto su Gialli.it.

A. Da quegli eventi in avanti è stato un crescendo continuo d’incontri con persone che avevano vissuto fatti paranormali. Una mia ex mi parlò di una sua amica che sognava una faccia orribile, la più brutta che si possa immaginare e subito mi vennero in mente i miei sogni con il Lux e quella faccia. La mia ex mi disse che si trattava di un’entità. Lei stessa aveva avuto esperienze di poltergeist che avevo avuto anch’io prima del Lux, con luci che andavano ad intermittenza e lo stereo che si fermava, accelerava, si riavvolgeva e ripartiva. Ho conosciuto una ragazza che sostiene di vedere le entità, ma ancora non ho avuto occasione di parlare con lei direttamente, e una medium che utilizza la telescrittura abitualmente, ma anche con lei non sono in contatto. La mia ragazza ha avuto spesso episodi paranormali, come l’incontro di un’entità nel sonno che le dava spiegazioni sulle altre dimensioni. Riguardo all’episodio di trasmissione energetica ho conosciuto due persone che l’hanno avuta. A differenza delle abduzioni penso che vivere queste esperienze sia un grosso privilegio e vorrei che tutti provassero quella sensazione. Uno di loro, come me, ha sviluppato capacità pranoterapeutiche. Infine, riguardo la trasmissione telepatica, un mio amico ha avuto per mesi delle autentiche conversazioni in sogno con la sua ex. Dopo qualche tempo si sono accorti di dialogare in sogno, al punto da ripetersi cosa si erano detti e spiegarsi il sogno a vicenda. L’unica differenza era l’ambientazione dei due sogni.

C. Ho conosciuto su gialli.it Steefy. Un ragazzo impulsivo, un pò come me, ma molto verace. Non ho avuto modo di farmi raccontare la sua esperienza, ma credo che qualcosa da raccontare di interessante l’abbia anche lui.

(10 marzo 2010)

Gialli.it

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