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martedì 12 febbraio 2013

L'ultimo Papa e l'anticristo




Malachia e Nostradamus concordano sul fatto che con l’ultimo Papa arriveranno molte tribolazioni. E la chiesa com’è ora cesserà di essere. L’interpretazione si presta a diverse interpretazioni. Si pensa infatti che l’elenco dei Papi si fermi a 111 e non a 112. Considerando il motto di Petrus Romanus, come appartenente a Papa Ratzinger; Pietro perché Papa e Romano di adozione.
Nostradamus è più analitico in questo, e racconta che la civiltà occidentale sarà scossa sia dall’esterno, dall’Anticristo che unirà sotto di sé tutti i popoli islamici garantendosi l’appoggio di Cina e Russia, che dall’interno, a causa di quest’ultimo Papa vizioso, che con una nefanda enciclica creerà un tale sconvolgimento che molti abbracceranno la religione dell’Anticristo che si dimostrerà più retta e pura. L’anticristo naturalmente proverrà da un islamismo riformato.

La notizia delle dimissioni di Benedetto XVI sta rimbalzando sui siti di tutti il mondo e su molti siti arabi. I principali quotidiani egiziani Al Ahram e Masri el Youm lanciano la notizia come breaking news sia nelle versioni in arabo che in inglese. Lancio in evidenza in rosso anche su Al Jaziira. Egypt Independent cita la notizia con un messaggio su Twitter. Anche il quotidiano algerino El Watan ha dato la notizia delle dimissioni.
La cancelliera Angela Merkel ha commentato, tramite il suo portavoce Steffen Seibert, la notizia delle dimissioni del pontificato di Benedetto XVI, previste per il 28 febbraio. Il cancelliere ha espresso “gratitudine e rispetto” per il pontificato del Papa “tedesco”, durato quasi otto anni: “il governo federale vuole esprimere il più grande rispetto per il Santo Padre, per il suo operato e per aver dedicato la sua vita alla Chiesa cattolica“, ha concluso il portavoce.

Padre Lombardi ha precisato che sono state rispettate le norme del diritto canonico, che prevede le dimissioni Papa e che il Pontefice ha specificato data e ora in cui il seggio sarà vacante: “Il codice del diritto canonico, al canono 332 paragrafo 2, prevede la possibilità delle dimissioni del Romano Pontefice“. Lombardi, ha sottolineato che il diritto canonico prevede – come riecheggiato nell’annuncio di dimissioni di Benedetto XVI – che per la loro validità, le dimissioni devono essere fatte “liberamente” e “debitamente manifestate“.
Il Papa dice di aver ripetutamente esaminato la sua coscienza davanti a Dio. È una decisione personale e profonda ed alla base della decisione vi è “l’esame di coscienza sulle sue forze in base al compito da svolgere”. Lo ha detto in conferenza stampa il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Federico Lombardi. “Il Papa dice che il vigore fisico negli ultimi mesi è diminuito, questo forse – ha aggiunto – anche noi lo abbiamo notato. Un po’ di stanchezza e affaticamento maggiore rispetto al passato.

Le “dimissioni” di Papa Benedetto XVI mi invitano a delle riflessioni ed a ricordarmi degli scritti studiati in precedenza tra preti e profeti come Nostradamus ed il vescovo irlandese Malachia che nel 1134 profetizzò le successioni papali, sino al tempo in cui Pietro sarebbe ritornato sulla terra per riprendere le chiavi della Chiesa.
Leggiamo con interesse e curiosità che le profezie di Malachia sono state scritte addirittura con la collaborazione ispirata di San Bernardo e che furono pubblicate per la prima volta dal monaco benedettino Dom Arnold Wion nel 1595 nel suo libro “Lignum Vitae”. La nostra curiosità aumenta quando nell’avida lettura ti accorgi che la stragrande maggioranza di queste profezie si è avverata. Bisogna dire che le profezie di Malachia si riferiscono per lo più al luogo di provenienza dei pontefici, allo stemma della famiglia o eventi storici che caratterizzeranno il pontificato dei singoli papi, il che ci lascia sconcertati e perplessi, ma si sa che le profezie sono scritte in modo criptico in alcuni casi offrendo diverse interpretazioni. I Papi indicati da Malachia sono 112 ed un po’ come nella profezia Maya, Ratzinger è stato il 111°

Soffermiamoci agli ultimi due papi, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, rinviandovi ad altri siti dove abbiamo attinto notizie per tutti gli altri. Doveroso è citare la fonte Mondo Misteri scritto da Gabriele Pizzurro.
Nelle profezie di Malachia Giovanni Paolo II, viene identificato come “De labore solis”. Karol Wojtyla, infatti, era polacco e, probabilmente, Malachia nella sua profezia si riferisce al fatto che egli provenisse da un paese dell’est (levante del sole). Ma c’è chi si è soffermato sul suo enorme lavoro di diffusione mondiale della fede cristiana durante il suo pontificato. Wojtyla è stato il Papa che in assoluto ha visitato più paesi del mondo ed ha portato la Chiesa a possedere un “regno” su cui non tramonta mai il sole.
Nelle profezie di Malachia Giovanni Paolo II, viene identificato come “De labore solis”. Karol Wojtyla, infatti, era polacco e, probabilmente, Malachia nella sua profezia si riferisce al fatto che egli provenisse da un paese dell’est (levante del sole). Ma c’è chi si è soffermato sul suo enorme lavoro di diffusione mondiale della fede cristiana durante il suo pontificato. Wojtyla è stato il Papa che in assoluto ha visitato più paesi del mondo ed ha portato la Chiesa a possedere un “regno” su cui non tramonta mai il sole.


Un fatto molto curioso si aggiunge; Papa Giovanni Paolo II, nato il 18 maggio 1920, è nato proprio il giorno di una eclissi solare; ed è morto il 2 aprile 2005, giorno in cui, però, non è avvenuta alcuna eclissi. Tuttavia la salma del pontefice è dovuta rimanere esposta ai fedeli per un periodo lunghissimo. Tutti noi ricordiamo l’enorme affluenza di milioni di fedeli giunta a Roma per rendere l’ultimo omaggio al pontefice. Per tale ragione il funerale e la sepoltura sono avvenuti solo l’8 aprile 2005, giorno in cui è avvenutaun’eclissi solare.
Passiamo a Benedetto XVI. L’avvento al pontificato di Papa Ratzinger sembrava scongiurava le profezie di Malachia e Nostradamus e la conseguente fine del mondo, perché entrambi i profeti parlavano di un “Papa Nero“. Ma nell’osservare bene gli elementi che compongono lo stemma di Benedetto XVI si scopre che nello spazio sinistro dello scudo vi è una testa di moro (un re negro) con labbra, corona e collare rosso appunto il De Gloria Olivae, il PAPA NERO di Malachia prima dell’APOCALISSE.
Malachia e Nostradamus concordano sul fatto che con l’ultimo Papa arriveranno molte tribolazioni. E la chiesa com’è ora cesserà di essere.


Il tedesco Ratzinger viene indicato attraverso il simbolo dell’ulivo, simbolo di pace. Nella sua prima Udienza Generale del 27 aprile 2005 ha voluto richiamarsi a Benedetto XV, il Papa che tentò in ogni modo di porre fine alla prima guerra mondiale: “egli“, ha detto Ratzinger, “fu coraggioso e autentico profeta di pace, e si adoperò con strenuo coraggio dapprima per evitare il dramma della guerra, e poi per limitarne le conseguenze nefaste. Sulle sue orme desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell’armonia tra gli uomini e i popoli, profondamente convinto che il grande bene della pace è innanzitutto dono di Dio“.
Ma, come è stato segnalato, Benedetto XVI presenta altre sorprendenti attinenze con il motto di Malachia. Innanzitutto i membri dell’ordine benedettino sono noti anche come “olivetani“. Ancor più impressionante è il fatto che Ratzinger sia nato nel Sabato Santo del 1927, il 16 aprile, al culmine del periodo pasquale, caratterizzato dal simbolo dell’Ulivo.
Infine l’ultimo papa Petrus romanus. Il nome è quanto mai suggestivo: Pietro fu il primo pontefice, un altro Pietro sarà anche l’ultimo. A costui Malachia non ha dedicato un semplice motto, bensì alcuni versi latini: “In persecuione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen.” La traduzione ci lascia sconcertati e timorosi: Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa, siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia


Purtroppo, come si legge nella quartina riportata, l’ultimo papa “Petrus Romanus” secondo Malachia; è consuetudine che nessun papa dopo Pietro possa prendere il suo nome, non durerà a lungo : ”Sept moys sans plus obtiendra prelature, Par son deces grand scisme fera naistre, Sept moys tiendra un autre la preature, Pres de Uenise paix union renaistre”
Le prime tre righe recitano che il suo mandato (prelature) durerà solo sette mesi. Alla morte vi sarà un grande scisma.


Malachia e Nostradamus concordano sul fatto che con l’ultimo Papa arriveranno molte tribolazioni. E la chiesa com’è ora cesserà di essere. L’interpretazione si presta a diverse interpretazioni. Si pensa infatti che l’elenco dei Papi si fermi a 111 e non a 112. Considerando il motto di Petrus Romanus, come appartenente a Papa Ratzinger; Pietro perché Papa e Romano di adozione.
Nostradamus è più analitico in questo, e racconta che la civiltà occidentale sarà scossa sia dall’esterno, dall’Anticristo che unirà sotto di sé tutti i popoli islamici garantendosi l’appoggio di Cina e Russia, che dall’interno, a causa di quest’ultimo Papa vizioso, che con una nefanda enciclica creerà un tale sconvolgimento che molti abbracceranno la religione dell’Anticristo che si dimostrerà più retta e pura. L’anticristo naturalmente proverrà da un islamismo riformato.
A proposito dell’Anticristo tutte le profezie concordano che verrà da Oriente, o da una terra del Sole, e nascerà a ridosso o durante il papato di Giovanni XXIII, Roncalli, protrattosi tra il 1958 ed il 1963. Ahmadinejad è nato nel 1956, Osama Bin Laden nel 1957. E Barack Obama? Nel 1961. Ma Obama è americano. Però è un meticcio di sangue Kenyota. Dunque mettiamoci anche lui.
Ancora, le profezie sono concordi nel dire che l’Anticristo sarà un uomo di grande appeal personale, di grande eloquenza, che affascinerà le masse e che compirà strani prodigi perché guidato dal demonio. Dopo avere preso il potere in una grande Nazione, rivelerà tutta la sua malvagità, costringendo l’intera Umanità ad incredibili tribolazioni. La descrizione esteriore si adatta al presidente iraniano. L’Anticristo sarà democraticamente eletto o scelto. Si parla anche di un Re d’Europa, che al momento non s’intravede e che avrà una grande importanza per contrastare l’Anticristo, “che sarà infine ucciso da una lingua di fuoco, di origine Celeste” (Fonte Il nostradamus)
Purtroppo, come si legge nella quartina riportata, l’ultimo papa “Petrus Romanus” secondo Malachia; è consuetudine che nessun papa dopo Pietro possa prendere il suo nome, non durerà a lungo : ”Sept moys sans plus obtiendra prelature, Par son deces grand scisme fera naistre, Sept moys tiendra un autre la preature, Pres de Uenise paix union renaistre”
Le prime tre righe recitano che il suo mandato (prelature) durerà solo sette mesi. Alla morte vi sarà un grande scisma. Un altro prenderà il suo posto per sette mesi. L’ultima riga contiene un anagramma sorprendente. “Uenise” è “E. Unise” Stati Uniti in francese. Negli Stati Uniti pace e unione di rinascere. Perchè gli Stati Uniti? Perchè l’Anticristo arriverà dal medio oriente?
Le sue truppe occuperanno l’Italia e la Spagna.
I Maya avevano ragione su di una cosa: La storia si ripete. Infatti, affermavano la ciclicità del tempo. Non lo intendevano come linea retta come noi, bensì come una ruota i cui eventi che la compongono, tendono a riprodursi. Il 21/12/12, in ossequio al loro calendario, accadrà qualcosa di drammatico. E può benissimo collimare con le profezie del Francese e dell’Irlandese.
Il Papa vizioso verrà catturato e poi ucciso. Si penserà dunque di trasportare la Santa Sede nei più sicuri Stati Uniti, che comunque avranno subìto anche loro un profondo dispiacere, come si evince dalla seconda parte.

Nostradamus:
Vento Aquilon farà partire il Seggio,
da mura cenere e calce gettati:
la pioggia, dopo farà ancor di peggio,
soccorsi estremi alle frontiere andati


 http://www.roadtvitalia.it/il-papa-abbandona-il-seggio-pontificio-nostradamus-e-malachia-tra-storia-e-profezie-la-fine-della-chiesa-e-vicina/

sabato 24 aprile 2010

I presunti miracoli di Giovanni Paolo II



Piccolo brano del discorso tenuto da Papa Wojtyla ad Agrigento nel 1993 contro la mafia

I diversi presunti miracoli segnalati da varie zone nel mondo ed attribuiti a Giovanni Paolo II hanno spinto moltissimi fedeli a volerlo proclamare santo ma la Chiesa ha bisogno di tempo per il processo di beatificazione e canonizzazione (leggere linq in merito).

MILANO - Si parla di un bambino guarito dalla sordità, di un carcinoma al seno scomparso, di «mali spietati» che non hanno lasciato traccia, e più spesso di istanti che arrivano a interrompere la catena di tragedie quotidiane, il bimbo che non arriva, il figlio che non ti parla più, l'adozione attesa invano, processi, debiti, o il vuoto senza senso che d'improvviso si riempie delle ultime immagini di Giovanni Paolo II in San Pietro, come scrive Gabriella di Aosta, «la serenità che emana da questo Papa, pur nella sofferenza, mi ha dato l'assoluta certezza dell'esistenza della vita eterna».
Basta un clic nel sito del Vicariato di Roma, al www.vicariatusurbis.org/Beatificazione, e la piazza virtuale riflette lo stesso clima dell'8 aprile 2005, un milione di fedeli ai funerali del pontefice, l'affetto del mondo, la gente che gridava «santo subito» in san Pietro. Alla «causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio Giovanni Paolo II», aperta il 28 giugno 2005, il Vicariato ha di lì a poco dedicato un sito. L'idea era di catalogare le e-mail che arrivano all'indirizzo postulazione.giovannipaoloII @vicariatusurbis.org, materiale che sarà vagliato dal postulatore don Slawomir Oder. Finora si registrano 356 utenti che hanno scritto 19.837 messaggi in italiano, polacco, inglese, francese e spagnolo. Per lo più non hanno l'aria di voler «suffragare» la causa di Wojtyla. La Chiesa procede con i suoi tempi e va benissimo, il miracolo da accertare (la guarigione di una suora francese, in ottobre) è già stato individuato, ma per i fedeli la santità di Giovanni Paolo II è, semplicemente, un dato di fatto. Lo chiamano già santo, come in San Pietro. E raccontano le loro storie, Tommaso d'Aquino avrebbe distinto tra miracoli «soprannaturali» e miracoli «naturali».
Quasi tutti, comunque, si riferiscono al periodo successivo alla morte di Wojtyla: nelle cause di canonizzazione, per cercare un sostegno alle «virtù eroiche» del candidato, si prendono in considerazione solo i «segni» avvenuti dopo la sua scomparsa. E così Maria Teresa, il 15 luglio, racconta dell'amica Carmela, «ha 34 anni, è sposata, ha due bambine di 13 e 5 anni e vive come a Palermo». In aprile, nei giorni dei funerali, «si è accorta di avere un nodulo al seno» e in ospedale «le è stato diagnosticato, con una mammografia, un carcinoma maligno allo stadio G4». I medici le consigliarono l'«asportazione immediata del seno, preceduta da alcune sedute di chemioterapia». In quel periodo, scrive Maria Teresa, «io e mia madre abbiamo chiesto a Giovanni Paolo II di intercedere per la guarigione di Carmela», dopo una decina di sedute di chemioterapia il carcinoma è scomparso: «Gli stessi medici tuttora sono sbalorditi».
La messicana Leticia Sales De Bores parla invece di sua figlia, «sposata da 14 anni senza essere rimasta incinta», dopo i funerali «continuai a parlare con Giovanni Paolo II e gli chiesi: come la Vergine ti tiene nel suo grembo, così io desidero vedere mia figlia col suo bambino», la notizia della gravidanza è arrivata il 31 maggio. Gianni Montani narra una storia simile, «mia moglie è rimasta incinta a luglio», la bimba si chiamerà Isabel Ester e spera nasca il 2 aprile, primo anniversario della morte di Wojtyla. Manuela, 52 anni, di Roma, racconta «del miracolo della rinascita interiore». Bruno, anche lui di Roma, aveva un altro problema, «mio figlio Andrea non voleva più incontrarmi dall'ottobre 2004», dopo la preghiera di intercessione «tre settimane fa mi ha telefonato invitandomi a cena», scrive il 26 luglio.
Allo stesso periodo risale la storia di Andrew Jospeph, due anni, la mamma Jennifer la scrive da Baltimora, nel Maryland: «In maggio ci fu detto che aveva una sostanziale perdita dell'udito come effetto di una infezione permanente. Pregai Papa Giovanni Paolo II perché potesse risparmiargli una simile disgrazia». Alla visita seguente l'otorinolaringoiatra era stupefatto, «ci fece: non so che dire, il suo udito è perfetto!». C'è anche un prete, Octavio Alberto, che ha trovato i soldi per raggiungere i funerali da Medellin. Brunetto che parla di problemi economici e «cause devastanti» scampate a maggio. Il messaggio più semplice lo scrive E., da Padova, ma contiene l'essenziale: «Dopo la morte del Santo Padre ho ritrovato la fede».
Gian Guido Vecchi
FONTE - http://www.corriere.it


Official (Classics) Era - Bach + Ritus Pacis (Giovanni Paolo II) + Concerto N°3 [Real Music]:

giovedì 28 gennaio 2010

Musica e mistero : il canto gregoriano


Il canto gregoriano ha una struttura complessa, nonostante la sua apparente semplicità ed impone una preparazione specifica per essere compreso, non tanto sul piano musicale, quanto sul piano esoterico: ognuno dei suoi elementi ha particolari significati simbolici, liturgici, rituali e fonici atto a favorire lo stato di ascesi.


Tra le forme più antiche di canto religioso, ricordiamo la salmodia dei Laici.
Tra le forme più primitive del rito cristiano, dobbiamo invece ricordare le letture che si svolgevano per mezzo della "cantillazione": sorta di amplificazione sonora di ogni parola, regolata dal ritmo verbale (14).
Non sappiamo di preciso cosa fosse ma penso che la cantillazione sia in parte sopravvissuta nel canto gregoriano, tipico esempio si musica liturgica.
Il canto gregoriano ha una struttura complessa, nonostante la sua apparente semplicità ed impone una preparazione specifica per essere compreso, non tanto sul piano musicale, quanto sul piano esoterico: ognuno dei suoi elementi ha particolari significati simbolici, liturgici, rituali e fonici atto a favorire lo stato di ascesi.
La sua ripetitività è consapevole e progressiva: si deve cioè ripetere la formula ogni volta come se fosse nuova, così come ogni giorno è nuovo.
Questo fattore di novità è essenziale alla musica: quando essa manca la musica si trova al servizio del caos e del disordine (15).

C'è un altro aspetto che non deve essere né dimenticato né sottovalutato. È quello dell'elemento di magia presenta nella musica.

La chiesa cristiana ha riconosciuto la presenza di valenza magiche in alcuni canti rituali: ne è dimostrazione la circostanza che il Concilio di Colonia del 1316 vietò l'intonazione della "Media vita" adversus personas, salvo speciale dispensa.
Si ritenne, infatti, che la melodia potesse produrre danno e sofferenza negli ascoltatori (16). In effetti potrebbe trattarsi dello stesso principio secondo il quale il canto gregoriano dovrebbe esser intonato solo dai monaci: perché essi, unici, possederebbero la consapevolezza iniziatica della sua simbologia (17).

L'introduzione del tema del canto gregoriano mi induce a considerare il rapporto tra musica e religione cattolica che è stato molto stretto fin dalle origini.
Storicamente, nelle prime comunità cristiane la munisca era utilizzata unicamente nella liturgia. Tuttavia, nel medioevo, con il mutare delle condizioni politico-sociali, si produsse una sorta di teatralizzazione del rito religioso: nel popolo crebbe l'esigenza di poter assistere a rappresentazioni (per altro verso spesso condannate dalla Chiesa), ma anche la necessità di conoscere i sacri testi, quanto meno nelle forme divulgative (al di fuori del testo latino divenuto incomprensibile ai più).
Dalla drammatizzazione delle sacre scritture derivò, abbastanza presto, da un lato, la cristallizzazione e volgarizzazione dei testi che rimasero da quel momento estranei al linguaggio degli iniziati; dall'altro, la nascita del dramma liturgico.


Note:

14. In questo modo si declamavano i Vangeli e le Epistole: ad essa erano addetti esclusivamente lettori dell'ordine sacerdotale (chierici): si trattava evidentemente di una pratica interpretativa esoterica del testo sacro per la quale era necessaria una preparazione iniziatica.
15. Si è diffusa ultimamente negli Stati Uniti, tra le sette integraliste cristiane, la teoria secondo la quale certi generi musicali, particolarmente frastornanti (musica da discoteca, musica rock, heavy metal) sarebbero frutto di un insidioso intervento Diretto di Satana e dei suoi adepti.
16. Più di recente ricorderemo che nel 1990 Giovanni Paolo II ha utilizzato la melodia "Ad petendam pluviam" per invocare la pioggia dopo un periodo di siccità. Ma ricorderemo anche le veglie di preghiera ad Assisi accompagnate da canti.
17. Per questo si ritiene che l'introduzione del canto dei fedeli nelle cerimonie religiose sia una pura e semplice concessione alla mondanità. Sul significato del canto monodico e della cantillazione si veda il "quaderno" sui Salmi di V. M. Romano. Al contrario si deve ricordare che nel Congresso nazionale di Musica sacra di Bologna (1992), il Card. Biffi, ispirandosi ad un testo forse mal compreso di S. Agostino, ha ribadito che la musica sacra deve costituire "la voce unanime del popolo di Dio" anche se occorre saper distinguere tra la semplice emozione estetica e la profonda sostanza rituale.



Fonte : http://www.edicolaweb.net/arca026g.htm










domenica 3 gennaio 2010

Il terzo anticristo


Il terzo anticristo ben presto attaccherà,

27 anni di sangue durerà la sua guerra,

gli eretici morti, i prigionieri seguitati,

sangue di corpi umani arrossa l'acqua,

la grandine distrugge la terra.


Nostradamus, al secolo Michel de Notre-Dame o Miquèl de Nostradama in occitano
Saint-Rémy-de-Provence, 14 dicembre 1503
Salon-de-Provence, 2 luglio1566





All'ipotesi di Michel si aggiungono ricerche di studiosi civili - come la giornalista americana Kathleen Keating e Tom Gaughan - che ecclesiali, quali l'ex-gesuita Malachin Martin, Padre Nicholas Gruner e l'Arcivescovo Emmanuel Milingo, con simili conclusioni. Secondo la Keating è totalmente illogico che il segreto si riduca principalmente alla previsione dell'attentato al Papa per mano di Ali Agca. Perché mantenere il silenzio tanto a lungo anche dopo che l'attentato era avvenuto? La Keating ha intervistato più volte Padre Malachi Martin (recentemente deceduto) ed entrambi - in una puntata del programma radiofonico statunitense Art Bell Show, basandosi su fonti del Vaticano, hanno dichiarato che: "Il Terzo Segreto di Fatima contiene quanto di peggio potremmo mai riuscire ad immaginare e ancora di più".

Per la Keating, chi abbia potuto leggere la profezia ha ammesso che è sufficiente a sconvolgere le menti più forti. Un frate gesuita, presente quando Giovanni XXIII lesse il testo della profezia, dichiarò che il Papa svenne per lo shock (circostanza confermata da Padre Martin). Tutte le tesi e congetture sul contenuto integrale del messaggio rimangono quindi ancora valide. Le più accreditate ipotizzano che la profezia identifichi, nel successore di Giovanni Paolo II, il Falso Profeta, ovvero l'antipapa: una persona altamente carismatica e, apparentemente, di grande saggezza ma che, in realtà, minerà le fondamenta stesse della Chiesa e preparerà il terreno per l'avvento dell'Anticristo.
La Keating, in "The Final Warning" (Ultimo avvertimento) e Tom Gaughan in "Countdown to Armageddon and Beyond" (Conto alla rovescia per l'Apocalisse ed oltre) sostengono che, molto verosimilmente, Giovanni Paolo II verrà "Ucciso oppure dichiarato ufficialmente morto o incapace di adempiere i suoi doveri, in modo da accelerare l'elezione del prossimo Papa". Wojtyla avrebbe molti nemici in Vaticano, che si oppongono ai suoi insegnamenti tradizionali. Per quanto apparentemente scioccante e incredibile, in tale scenario, secondo la Keating, si inseriscono quelle gerarchie ecclesiastiche che hanno mantenuto il più assoluto segreto sulla Terza Profezia in quanto essa potrebbe minare in modo irreparabile la fede dei Cattolici, allontanandoli dalla Chiesa.

Dunque, se è vero che il prossimo Papa sarà il Falso Profeta, si dovrà trattare di persona estremamente influente, che già possiede un grande potere all'interno del Vaticano. Pertanto, Giovanni Paolo II, ormai anziano e malato, potrebbe aver subìto pesanti pressioni ed essere stato costretto a non rivelare il Terzo Segreto nella sua interezza. Suor Lucia è ormai una fragile donna di 93 anni, in clausura dal 1929 ed è improbabile che possa confermare o negare la veridicità di tali rivelazioni, afferma la Keating.

Il Santo Padre ha dichiarato, prosegue la giornalista americana, che ci troviamo nel mezzo del Libro delle Rivelazioni, capitolo 12 verso 3:

"E comparve un nuovo segno in Cielo; si vide un grande Dragone Rosso, con sette teste e dieci corna; e sulle teste aveva sette diademi. L'Era dell'Anticristo è giunta. Non ci sono dubbi a riguardo".

Non è tutto. Il Terzo Segreto includerebbe riferimenti all'avvicinarsi di catastrofi che coinvolgeranno tutti i Paesi del mondo. Disastri che, per mano dell'uomo o di origine naturale, devasteranno le acque e le terre, e cataclismi avranno luogo nel cielo e nell'atmosfera (la Keating menziona le frequenti perturbazioni solari degli ultimi anni). Altri avvenimenti riguarderanno la sfera spirituale e saranno particolarmente difficili da accettare per i Cattolici, perché essi vedranno crollare la propria fede e vi sarà incredulità di massa ovunque nel mondo e la Russia avrà un ruolo fondamentale.

Questi eventi, di cui parlò Suor Lucia nella sua lettera sulla Terza Profezia di Fatima, secondo Malachi Martin: "Verranno condotti in una sequenza fatale di cui la Russia sarà il perno". "Se il Terzo Segreto - ha affermato la Keating - fosse stato svelato nel 1960, ad esempio, forse avremmo avuto una possibilità di evitare la devastazione che ci aspetta. Se Giovanni XXIII avesse rivelato il segreto nel 1960, e consacrato la Russia al Cuore Immacolato di Maria, com'era stato richiesto dalla Madonna, forse avremmo avuto una possibilità di sfuggire al possibile olocausto. Tuttavia, il Papa si convinse che il messaggio non era riferito al suo tempo ed affidò la Profezia alla cassaforte. Il suo successore, Paolo VI, la pensò allo stesso modo. Quando il Papa Giovanni Paolo I lesse la Profezia, non ebbe il tempo di divulgarla perché venne ucciso in circostanze misteriose, solo 33 giorni dopo la sua elezione al soglio papale. Anche Giovanni Paolo II lesse la Profezia e la ripose in cassaforte ma, dopo l'attentato ai suoi danni da parte di Alì Agca, in Piazza S. Pietro, si ricredette e capì che la profezia si stava avverando. Con l'aiuto del Cardinale Wyszinski, cambiò il tenore e l'ordine degli impegni presi per il suo papato. Sia il Cardinale che il Pontefice si trovarono d'accordo sulla necessità di agire a livello globale, cercando di disarmare quella che, all'epoca, era l'Unione Sovietica. Il Santo Padre basò le proprie azioni sul fatto che la Profezia non era un semplice messaggio religioso ma un messaggio che implicava importanti cambiamenti geopolitici. Inoltre, Giovanni Paolo II capì che, poiché Giovanni XXIII non aveva compreso ed esaudito la richiesta divina formulata dalla Madonna per mezzo dei tre pastorelli portoghesi, l'umanità sarà costretta ad affrontare l'alternativa prospettata nella stessa profezia. Per questo motivo il Papa si è incessantemente impegnato nel tentativo di unificare l'umanità. Anche se le catastrofi non potranno più essere fermate, potremo comunque mitigarle, ciononostante, il Terzo Segreto parla di milioni di morti in tutto il mondo e della sofferenza del Papa".

E la Russia, grazie ai suoi agenti segreti infiltrati nel Vaticano - ancora per la Keating - sarebbe sempre stata al corrente del contenuto della profezia e, quindi, del proprio ruolo. Così, il mondo ha assistito alla presunta fine dell'Unione Sovietica ed alla nascita di una Russia pacifica. I leader del Cremlino avrebbero fatto di tutto per far accettare al mondo la loro immagine "benevola", proseguendo così indisturbati nei propri piani di dominazione mondiale.

Fonte : http://www.edicolaweb.net