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sabato 31 marzo 2018

Resurrezione di Cristo (puntata televisiva di ENIGMA)



In questa puntata di Enigma si affronta la morte e resurrezione di Cristo, analizzando gli aspetti biblici paragonandoli con quelli scientifici, e le "prove" tra cui la Sindone. (Archivio Storico Privato dicecca.net).

Ho creato questa playlist con i relativi 12 video. Buona Visione.

MYSTERIUM

mercoledì 6 gennaio 2016

Gesù e l'ammonimento sui falsi profeti e sulla terza guerra mondiale

La Sacra Bibbia - Matteo24 (C.E.I.)

Matteo 24

1 Mentre Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. 2 Gesù disse loro: «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata».

3 Sedutosi poi sul monte degli Ulivi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo».

4 Gesù rispose: «Guardate che nessuno vi inganni; 5 molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno.

6 Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. 7 Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; 8 ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori. 9 Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. 10 Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno e odieranno a vicenda.

11 Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti

12 per il dilagare dell'iniquità, l'amore di molti si raffredderà. 13 Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato. 14 Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine. 15 Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge comprenda -, 16 allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, 17 chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, 18 e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 19 Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni.

20 Pregate perché la vostra fuga non accada d'inverno o di sabato. 21 Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati.

23 Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete. 24 Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti.

25 Ecco, io ve l'ho predetto.

mercoledì 6 agosto 2014

Le profezie sull'eterna guerra tra Israele e Palestina

"Quando vedrete Gerusalemme
circondata da eserciti, sappiate allora che la sua desolazione è vicina" (Luca 21:20).


PROBABILI CONSEGUENZE DELLA PRESENTE GUERRA TRA ISRAELIANI E PALESTINESI
Ondate devastanti di attentati terroristici e ritorsioni militari a Gerusalemme tornano puntuali,
giorno dopo giorni, a destare l'attenzione del mondo sul sempre bollente Medio Oriente.
Notizie sempre più tragiche sulla guerra contro il terrorismo internazionale, inducono molti a
chiedere se il mondo cesserà mai di essere tormentato.
Molti si domandano che cosa possono significare tutti questi conflitti per il futuro dell’umanità.
Gli eventi nel Medio Oriente, in modo particolare, stanno spingendo verso la biblica "battaglia di Armaghedon"? L’èra presente è ormai prossima alla sua fine, come Gesù ha profetizzato?
Alcuni giorni prima della sua crocifissione, Gesù Cristo condusse i suoi discepoli sul Monte
degli Ulivi ad est di Gerusalemme, per far loro osservare la città dall’alto. Egli aveva appena
previsto la distruzione del tempio che si innalzava maestoso davanti a loro attraverso la valle di
Kidron. Ancora scossi dalle parole del Maestro, i discepoli gli chiesero: "Dicci, quando accadranno
queste cose? E quale sarà il segno della Tua venuta e della fine del mondo?" (Matteo
24:3). Per "fine del mondo" i discepoli di Gesù si riferivano alla fine dell’"èra presente", ancora
dominata dal Diavolo, "il seduttore del mondo" (Apocalisse 12:9).
Gesù allora rispose loro proferendo la famosa profezia del Monte degli Ulivi. In essa Egli ha
descritto una serie di eventi che sarebbero accaduti da quel secolo in poi sino agli "ultimi giorni"
dei governi umani; tempo ancora futuro, che vedrà il Suo personale e glorioso ritorno sulla
terra. Fra i "segni" preannunciati da Gesù ce n’è uno molto specifico, che aiuta a discernere
l’approssimarsi del profetizzato "tempo della fine"; ed è questo: "Quando vedrete Gerusalemme
circondata da eserciti, sappiate allora che la sua desolazione è vicina" (Luca 21:20).
Anche il profeta Zaccaria ha preannunciato questo stesso evento futuro (Zaccaria 14:2-5).
Quando Gerusalemme sarà invasa da eserciti stranieri, afferma la profezia, quelli della Giudea
[gli abitanti dell’attuale Stato d’Israele] dovrebbero fuggire sulle montagne. Quei giorni saranno
pieni di violenza perché, da quel tempo in poi, le profezie bibliche sulla fine del mondo si adempiranno
rapidamente. Sarà un periodo di tribolazione inimmaginabile per Gerusalemme, perché
sarà occupata da eserciti stranieri (Luca 21:21-24).
Alcuni credono che tali eventi si siano avverati definitivamente con la presa di Gerusalemme
nel 70 d.C., da parte dell’Impero Romano. Ma questo fatto adempì solo alcuni aspetti della profezia
di Cristo. Quest’ultima infatti preannuncia anche avvenimenti su scala mondiale, che
dovranno avverarsi nel nostro futuro, poco prima del ritorno di Gesù Cristo.
Dove siamo diretti?
Dove ci stanno portando gli eventi del Medio Oriente? Anche se non possiamo sapere con
assoluta certezza come avverranno gli eventi della fine del mondo, molti episodi recenti sembrano
indicare che possiamo essere vicini alla fine, più di quanto non l’avevamo immaginato.
Il continuo spargimento di sangue in tutta la regione mediorientale sottolinea la mutevolezza
della situazione attuale. L’enorme divisione tra la cultura e i valori occidentali e quelli di molte
nazioni islamiche indica che la pace durevole rimarrà a lungo sfuggente. Nel frattempo, una
crescente retrocessione in tutto il mondo ci ricorda che l'occidente rimane fortemente dipendente
dal petrolio arabo, il “sangue” vitale delle sue economie.
Esplosioni di violenza continuano fra gli Israeliani ed i Palestinesi nonostante le ripetute
richieste di pace. I negoziati di pace hanno continuato a fallire e un accordo politico fra le due
parti, salvo intervento esterno, sembra quanto mai improbabile. Nel frattempo, Palestinesi e
Israeliani continuano ad attaccarsi gli uni gli altri, uccidendo il loro rispettivi patrimoni più preziosi,
i loro giovani! La lista delle tragedie e delle occasioni mancate nella regione prosegue
senza sosta.
Imperialismo moderno
Soltanto alcune settimane prima dell’attacco terroristico dell’11 settembre agli Stati Uniti, la
Global Intelligence Co. di Stratfor ha pubblicato un rapporto sul suo sito Internet che analizza
una linea di confine del conflitto, che va dai Balcani al Caucaso e poi fino a Gerusalemme. Il
rapporto ha evidenziato che queste zone facevano parte del vecchio Impero Ottomano, crollato
dopo la Prima Guerra Mondiale. Appena l'Impero Turco ha imposto la sua versione di pace
alle popolazioni di quella regione, le potenze moderne, compresi gli Stati Uniti e parecchi paesi
dell’Europa occidentale, hanno subito iniziato a discutere su un nuovo tentativo per imporre una
“pace” simile a questa regione di antichi conflitti etnici.
Il rapporto ipotizza che i conflitti potrebbero prendere una di tre direzioni. "La prima possibilità
è la guerra continua senza risoluzione. La seconda è l'ascesa di una potenza locale che
imporrebbe una pace su tutta la regione. La terza possibilità, quella che potrebbe adempire la
profezia biblica, "è che una potenza esterna più forte potrebbe imporre il proprio potere sulla
regione". "Quest’ultima", continua l'articolo, "è l’unica alternativa possibile: l'intervento diretto
da parte di una potenza esterna, finalizzato ad imporre l'ordine in tutto l’ex Impero Ottomano".
L’unica potenza esterna capace di imporre l’ordine è la NATO. Ma la quantità di truppe
richieste per imporre una "pace NATO" a questa regione dell’ex Impero Ottomano sarebbe sbalorditiva.
Indebolirebbe fatalmente la forza militare dell’Occidente.
La storia inoltre ha mostrato che qualsiasi paese collochi truppe nel Medio Oriente corre il
grave rischio che esse siano attaccate da membri di cellule terroristiche. Nel 1983 il bombardamento
delle caserme militari a Beirut che ha ucciso 241 marines degli Stati Uniti è un esempio
calzante.
Dove potrebbe venire una forza militare tale da essere abbastanza grande da imporre l’ordine
nel Medio Oriente oggi? Quale potenza oserebbe far appello alla volontà politica e morale
per fermare la lotta fra Israeliani ed Arabi, ed imporre la pace nel punto più caldo del mondo?
Oggi gli Stati Uniti sembrerebbero essere l'unica potenza mondiale abbastanza grande per
osare una tale mossa. Tuttavia non saranno di certo loro a dare luogo ad un’azione simile.
Perché? Dobbiamo rivolgerci alla Bibbia per una risposta e comprensione profetica.
Conflitto armato a Gerusalemme
Per comprendere quale potenza invaderà il Medio Oriente e la stessa città di Gerusalemme,
con la pretesa di “imporre” la pace e la sicurezza, occorre leggere e comprendere una delle più
lunghe profezie della Bibbia, in Daniele 11, concernente appunto il "tempo della fine".
In questa profezia sono menzionati due blocchi di nazioni da lungo tempo antagonisti, identificati
uno come il "re del mezzogiorno" e l’altro come il "re del settentrione" del nord (vedi
anche l’articolo La lotta Nord-Sud per il Medio Oriente, a pagina 6).
In Daniele 11:40 leggiamo di eventi del "tempo della fine", cioè quando colui che guiderà il
blocco di paesi del "mezzogiorno", attaccando il blocco dei paesi del "settentrione", provocherà
un contrattacco furioso "come la tempesta" che permetterà a quest’ultimo di invadere molti
paesi del Medio Oriente. La profezia dice che l'Egitto, la Libia e l'Etiopia cadranno davanti a lui
(versetti 42-43). Egli "entrerà pure nel paese splendido", cioè nella Terra Santa, quindi anche in
Gerusalemme (versetti 40-41), e "pianterà le tende del suo palazzo", il suo controllo militare,
"fra i mari e il bel monte santo", cioè tra il Mediterraneo e il Mar Morto e la città di Gerusalemme
(versetti 43-45).
Quando tutto questo accadrà ci sarà la cosiddetta "abominazione della desolazione" profetizzata
da Gesù Cristo. In Matteo 24:15-16, infatti, Gesù ammoniva: "Quando dunque avrete
veduta l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in
luogo santo, allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano sui monti". L’ammonimento di
Cristo di scappare sulle montagne si collega allo stesso evento accennato in Luca 21:20, dove
preannuncia che Gerusalemme sarà di nuovo circondata dagli eserciti stranieri.
Eventi precursori
Un primo adempimento di questa profezia di Daniele si era già verificato molto tempo prima
della nascita di Gesù, durante cioè il regno del re Antioco IV Epifane, nel 167 a.C. (Daniele
11:31). Dalle parole di Gesù, apparve chiaro ai Suoi discepoli, che "l’abominazione della desolazione",
accaduta secoli prima, era destinata a ripetersi in futuro (vedi pag. 7).
Dopo la predizione di Gesù, un’"abominazione della desolazione posta in luogo santo",
avvenne nel 66-70 dopo Cristo, quando gli eserciti romani, condotti dall’imperatore Tito, invasero
e saccheggiarono Gerusalemme distruggendo perfino il tempio. I rituali del tempio sono
cessati e rimasti inattivi fino ad oggi.
Nemmeno quest’evento ha però adempiuto in modo totale la profezia, la quale si riferisce in
special modo ad un’abominazione della desolazione del "tempo della fine" - poco tempo prima
cioè del ritorno glorioso di Cristo e della fine del mondo - eventi che ancora attendono d’esser
adempiuti.
Ricordiamo, infatti, la profezia che Gesù enunciò in risposta alla domanda, "Dicci, quale
sarà il segno del tuo ritorno e della fine dell’età presente?" (Matteo 24:3). La risposta di Gesù
fu chiara: Eserciti stranieri sarebbero tornati a circondare Gerusalemme - non nel 70 d.C. soltanto,
ma in special modo nel "tempo della fine", poco tempo prima cioè del Suo ritorno e della
fine di quest’èra! La risposta di Gesù ai Suoi discepoli si riferiva al "segno" che avrebbe indicato
il culmine di questi eventi.
Prima del 1948, quando non esisteva ancora l’attuale Stato d’Israele, questa profezia non
avrebbe potuto materializzarsi. Adesso però essa sembra potersi concretizzare da un momento
all’altro. La disputa internazionale, che spinge il resto del mondo a togliere il controllo di
Gerusalemme dalle mani dei Giudei, nonché a ridurre quest’ultimi nuovamente vassalli di altre
nazioni, è il "segno" che il ritorno di Gesù Cristo e la fine dell’èra presente sono vicinissimi!
Quando gli eserciti stranieri circonderanno di nuovo Gerusalemme, forse nel tentativo di
garantire la pace nella regione, vedremo l’adempimento totale dell’"abominazione della desolazione
posta nel luogo santo", come predetto da Daniele e da Cristo. Ciò significa che, proprio
nell’area dove sorgeva il tempio, verrà collocata ed esaltata la pratica idolatrica promossa da
un grande leader religioso. Quest’ultimo è biblicamente chiamato "l’uomo del peccato... colui
che s’innalza sopra tutto quello che è chiamato Dio ed oggetto di culto; fino al punto da porsi a
sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch’egli è Dio" (2Tessalonicesi 2:3-4).
Con grande abilità egli sedurrà e farà apostatare [sviare] moltissimi dalla fede originale.
Questa profezia si riferisce ad un personaggio che parlerà ed agirà come "vicario di Dio in
terra". In realtà, Dio lo chiama il "figliuolo della perdizione... l’avversario" (vv. 3-4) . Questo personaggio,
che nel tempo della fine diverrà "oggetto di culto" da parte di molti popoli e nazioni e
lingue, sarà però annientato al ritorno glorioso di Gesù Cristo (v.8).
Ricordiamo quindi che, secondo le profezie bibliche, il "tempo della fine" sarà caratterizzato
dal fatto che le forze militari di nazioni straniere interverranno nella Terra Santa, forse con l'intenzione
annunciata di imporre una pace forzata a causa della disputa apparentemente senza
fine che circonda Gerusalemme ed il Medio Oriente. Quando questo accadrà, avremo il "segno"
che stiamo vivendo nel profetizzato "tempo della fine" e che il ritorno glorioso di Gesù Cristo è
vicino.
Le cause scatenanti
La profezia biblica predice la nascita di una coalizione di nazioni, nel tempo della fine, sul
modello dell’antico Impero Romano, che giocherà un ruolo significativo sulla scena degli eventi
mondiali. Alcuni credono che tale potenza sarà rappresentata dall’ONU o dalla
Globalizzazione, altri dagli Stati Uniti d’America, altri ancora dall’intero blocco della NATO e c’è
chi predice che essa sarà rappresentata dall’Unione di varie nazioni europee. Quest’ultima
sembra diventare la più probabile candidata. In futuro questa potenza profetizzata diventerà
così influente e forte, che tutte le altre nazioni dovranno avere a che fare con essa. C’è la possibilità
che questa potenza, notevolmente più ampia di qualsiasi altra mai vista nella storia, si
sviluppi nel continente europeo?
Fino adesso le nazioni europee hanno sistemi democratici e leader amanti della libertà e
della pace. Le nazioni europee hanno infatti tentato innumerevoli volte di fare da paciere nel
conflitto Israeliano-Palestinese. Alcuni mesi fa l'Unione Europea è stata utile nella negoziazione
dell’espulsione di un esercito israeliano da Beit Jala, un sobborgo palestinese di
Gerusalemme prevalentemente cristiano. L'accordo di ritirarsi è stato mediato dai ministri degli
affari esteri di Germania, Francia e Italia.
Questa è stata un’importante pietra miliare per la diplomazia europea nel Medio Oriente.
Non è un caso che la Germania, la nazione più potente dell'Unione Europea, abbia ospitato un
vertice dei leader tribali afghani nel novembre e dicembre scorsi per elaborare un governo del
dopo-guerra e per stabilire la condivisione del potere per l'Afghanistan.
L'intero mondo occidentale ha un interesse strategico nel Medio Oriente a causa del suo
petrolio, linfa vitale per le economie occidentali. Nella Guerra del Golfo, soltanto una decina
d’anni fa, molte potenze occidentali si sono unite per impedire la dominazione irachena sulle
altre nazioni che producono petrolio, e per garantirne la libera circolazione nel resto del mondo.
Molte nazioni europee in particolare dipendono da questo petrolio, avendo poche risorse
domestiche o non avendone affatto. Le potenze occidentali potrebbero trovarsi costrette ad
usare la forza per accedere a quei rifornimenti per non vedere le loro economie appassire e
morire.
Si sa che i paesi musulmani dell'Iran, dell'Iraq, della Siria e del Sudan hanno già o stanno
attivamente cercando di costruire o comprare dispositivi nucleari e armi biologiche e chimiche
mortali. Il Pakistan li ha già. Alcuni di questi paesi continuano anche a richiedere la conquista
musulmana forzata di Gerusalemme. Ironicamente, a causa degli sforzi di pace dell’America e
dell’Europa nella regione, molti paesi islamici, tra i quali l'Arabia Saudita, il Kuwait, l'Egitto, la
Giordania ed il Pakistan, sono armati pesantemente con i più sofisticati armamenti militari,
garantendo così che il prossimo scoppio di guerra sarà veramente sanguinoso.
Nel corso dell'anno scorso siamo stati testimoni di un incessante aumento del conflitto fra
Ebrei e Palestinesi nel Medio Oriente. In quello stesso periodo è avvenuto l'attacco al World
Trade Center di New York e al Pentagono a Washington D.C.. Le cronache degli attacchi terroristici
si sono diffuse in tutta l’Europa.
Molta gente si è resa conto che il nostro è un mondo diviso e pericoloso, e che il Medio
Oriente, Israele e Gerusalemme in particolare, sono al centro di molta di quella divisione e di
quel pericolo.
Gerusalemme rimarrà, per il prossimo futuro, una "coppa di stordimento" e "una pietra
pesante per tutti i popoli" (Zaccaria 12:2-3). "Pesante" fino al punto che, secondo la profezia
biblica, questa situazione condurrà all'intervento di una nuova e spaventosa potenza straniera
proveniente dal settentrione, la quale assumerà, per breve tempo, il controllo di gran parte del
Medio Oriente. La città di "Gerusalemme sarà calpestata dai Gentili per quarantadue mesi"
(Apocalisse 11:2). Questo indicherà che il glorioso ritorno di Cristo è vicino.
Infatti, è scritto che Gesù Cristo discenderà sul Monte degli Ulivi con la potenza ed immortalità
di Dio ed Egli, assieme ai Suoi santi allora risuscitati, neutralizzerà tutte le forze militari in
gioco e stabilirà il Suo regno su tutte le nazioni e i popoli. Soltanto allora il Medio Oriente e il
resto del mondo conosceranno la giustizia e la pace. BN

domenica 4 aprile 2010

BUONA PASQUA!


Quand ' egli fu uscito , Gesù disse:
"Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato,e anche Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui,anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli,ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei,lo dico ora anche a voi : dove vado io voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo : che vi amiate gli uni gli altri ; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri .Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri ".

Simon Pietro gli dice :
" Signore , dove vai ?".

Gli rispose Gesù:
"Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi ; mi seguirai più tardi".

Pietro disse :
" Signore,perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!".

Rispose Gesù : " Darai la tua vita per me?In verità,in verità ti dico:non canterà il gallo,prima che tu non mi abbia rinnegato tre volte ".


Dal Vangelo secondo Giovanni 13,21-33.36-38






sabato 30 gennaio 2010

Che lingua parlava Gesù?



Un episodio raccontato nel vangelo di Luca (4,16-30) ci fa capire che la lingua ebraica biblica era familiare a Gesù. In questo passo si dice che Gesù lesse il rotolo della legge (il profeta Isaia) nella sinagoga di Nazareth; certamente questa proclamazione fu fatta in ebraico. Le poche parole che Gesù aggiunse come commento furono enunciate più probabilmente in aramaico che era la lingua della “predica”, un po’ come nelle nostre chiese prima della riforma liturgica si proclamavano le letture in latino e l’omelia veniva data in italiano.




L'aramaico

L’Aramaico, una lingua semitica come l’akkadico, il fenicio, l’ebraico, era parlata da popolazioni stanziatesi in Mesopotamia nel XII-XI sec. a.C., dapprima nomadi, poi assimilate nei regni assiro-babilonesi.


I Greci chiamarono questa lingua Siriaco e il termine passò all'Occidente mentre in Oriente fu sempre chiamata con il suo nome : Lishana Aramaya, cioè la lingua aramaica.

L'Aramaico si sviluppò in 5 fasi .
-Aramaico antico 925-700 a.C.
La prima iscrizione conosciuta scritta in aramaico è l'iscrizione di Tel Dan, in Galilea. E' scritta su una stele di basalto e viene datata tra il 9° e l'8° sec. a.C. Attualmente si trova al museo di Gerusalemme.
L'impero Assiro aveva adottato l'aramaico come lingua ufficiale invece dell'accadico e l'aveva diffusa dall'Asia all'Egitto dove aveva sostituito molte lingue locali diventando una lingua internazionale.
-Aramaico ufficiale o Imperiale (Assiro) 700-200 a.C.


La sua scrittura alfabetica, improntata a quella fenicia, più facile a scriversi dell’assiro-babilonese dai caratteri cuneiformi, si impose a poco a poco già durante l’impero assiro (VIII sec. a.C.).
Quando, dopo la distruzione di Ninive (612 a.C.), Nabopolassar, arameo, fonda la dinastia neo-babilonese, l’aramaico è già la lingua commerciale e diventerà di li a poco la lingua dei rapporti diplomatici.
Nel VI sec., Ciro il Grande, fondatore dell’impero Achemenide, che si estendeva dall’Egeo all’Indo, dal Caucaso all’Egitto, farà dell’aramaico la lingua ufficiale del suo Stato (parecchi documenti in aramaico di quest’epoca provengono dalla colonia ebraica di Elefantina, nel sud dell’Egitto).
Gli Ebrei, che avevano adottato l’aramaico durante la loro lunga prigionia a Babilonia, continuarono a parlarlo dopo il loro rientro in patria per opera di Ciro, nel 539 a.C.
Alcune parti dei libri biblici di quest’epoca sono redatti direttamente in aramaico (Esdra e Daniele), e divenne necessario tradurre le stesse Scritture ebraiche in aramaico: questa fu l’origine dei targum.
Con la conquista dell’impero persiano da parte di Alessandro Magno, alla fine del IV sec., in tutto il Medio Oriente lingua ufficiale dello stato diventerà il greco e l’aramaico si ramificherà in dialetti regionali. Si classifiicano in dialetti orientali e dialetti occidentali , in realtà molto simili tra loro.
Nel III sec. a.C. l’ebraico era relegato al rango di lingua liturgica e letteraria. Il popolo parlava l’aramaico. Questo aramaico giudeo-palestinese sarà la lingua di Gesù, degli apostoli e dei rabbini.
-Medio Aramaico 200 a.C.-200 d.C.
-Tardo Aramaico 200-700 d.C.
L'aramaico resisterà in medio oriente fino all'avvento dell'arabo, nel 9° secolo d.C. due secoli dopo la conquista islamica di Damasco e Gerusalemme.
-Aramaico moderno 700 d.C. fino ad oggi

Alfabeto aramaico antico




A Nord della vecchia Gerusalemme è stata scoperta la " tomba di Abba" con una iscrizione in aramaico. La cosa strana è l'uso dell'antico alfabeto ebraico, inusuale per il periodo cui è datata la tomba, cioè il periodo del secondo Tempio.
Io, Abba, figlio del sacerdote Eleazaro, figlio di Aronne il supremo (sacerdote)
Io, Abba, l'oppresso e perseguitato
che nacque in Gerusalemme e andò in esilio a Babilonia
e riportò (a Gerusalemme ) Mattiatia
figlio di Giuda e lo ha tumulato
in una tomba( grotta) che ho acquistato per testamento



Le lingue ebraica e aramaica al tempo di Gesù.
L'ebraico


La lingua ebraica biblica, quella in cui è scritto l’Antico Testamento, non era più parlata all’epoca di Gesù; veniva comunemente usata nella liturgia sinagogale del sabato anche se ben pochi potevano comprenderla pienamente. Questa era la lingua letteraria conosciuta e capita solo dal ceto colto.

Contemporaneamente vi era una variante più “popolare” della stessa lingua ebraica (la cosiddetta “lingua dei saggi” o “ebraico rabbinico”) caratterizzata da forme meno complesse e da un periodare più semplice. Questo secondo tipo di ebraico continuò ad essere parlato a Gerusalemme e in qualche altro centro minore della Palestina fin verso il 200 d.C.
L'aramaico

Da molti secoli la lingua ebraica era affiancata, come detto prima, dall' aramaico .Questa lingua era la lingua familiare che parlava il popolo in molti villaggi e cittadine della Palestina in particolare al nord (Nazareth, Cafarnao, ecc.) dove Gesù fu educato, crebbe e trascorse la maggior parte della sua vita. Anche al di fuori dei confini di questa regione era parlata e capita.

Un episodio raccontato nel vangelo di Luca (4,16-30) ci fa capire che la lingua ebraica biblica era familiare a Gesù. In questo passo si dice che Gesù lesse il rotolo della legge (il profeta Isaia) nella sinagoga di Nazareth; certamente questa proclamazione fu fatta in ebraico. Le poche parole che Gesù aggiunse come commento furono enunciate più probabilmente in aramaico che era la lingua della “predica”, un po’ come nelle nostre chiese prima della riforma liturgica si proclamavano le letture in latino e l’omelia veniva data in italiano.



Alfabeto aramaico-carattere estrangelo

La Peshitta

E' la Bibbia ufficiale delle Chiese cristiane di Oriente. Il nome Peshitta in aramaico significa "dritto" a significare che il libro è il solo autentico ariginale testo che contiene i libri del Nuovo testamento che erano stati scritti in aramaico, la lingua del Messia [Mshikha in aramaico ] e dei suoi discepoli.

In Assiria , la città di Adiabene si convertì al giudaismo e molte bibbie ebraiche furono scritte in aramaico , le Peshitta Tanak , per le numerose comunità sviluppatesi in tutto il territorio. Si persuppone che una versione in aramaico della bibbia ebraica, comunemente chiamata " vetus syriaca" fosse diffusa in quei territori.
Da questa antica versione deriva la Bibbia in aramaico conosciuta come la "Peshitta" .

Durante il periodo apostolico la Peshitta venne completata con gli scritti del Nuovo Testamento e venne adottata da tutte le comunità cristiane orientali [che ancora oggi parlano aramaico] , dalle comunità dell'India, del Turkestan e della Cina . In Cina a Hsian-Fu (nello Shanhsi ) un monumento commemorativo dell'arrivo del cristianesimo nel periodo 635-781 oggi a Pei-lin riporta una iscrizione di 1900 caratteri cinesi e 50 parole in aramaico (in caratteri Estarngelo) che riportano i nomi di almeno 70 missionari Assiri .

La "Assakhta Peshitta" , AT e NT , è tutta scritta in aramaico , anzi nel dialetto della Mesopotamia del nordest così come si è evoluto e perfezionato nella città di Orhai, un tempo città imperiale poi chiamata Edessa dai Greci , l'attuale Urfa in Turchia. ( Harran, la città del fratello di Abramo ,Nahor, dista solo 38 km da Edessa.)

Molte chiese cristiane utilizzano ancora oggi l'aramaico come lingua della liturgia :

- the Chaldean Catholic Church,
- the Syriac Orthodox Church,
- the Syriac Catholic Church, and
- the Maronite Catholic Church.

I manoscritti cristiani in aramaico orientale sono scritti nei caratteri antichi chiamati Estrangelo senza le vocali annotate.

Dopo il 5° sec. d.C. l'aramaico venne scritto in due alfatbeti diversi : in Occidente si diffuse il Serto' (che significa strofa) e che utilizza per le vocali 5 lettere maiuscole del greco scritte sopra o sotto la lettera; in Oriente si diffuse il 'Madinkhaya' o 'Swadaya' dove solo poche lettere sono state leggermente modificate e le vocali sono indicate con diversi accenti .

Questioni

Secondo una opinione comune tra gli esegeti cristiano-occidentali il Nuovo Testamento è stato scritto in greco e ciò viene sostenuto nonostante tutti sappiano che Gesù e i "12" parlavano l'aramaico e molte frasi in aramaico si ritrovano nei manoscritti :
- talita qum = fanciulla alzati - effata = apriti
- eloi eloi lamma sabactani = dio mio dio mio perchè mi hai abbandonato? etc.
Anche Paolo, originario di Tarso in Cilicia apparteneva ad una famiglia di lingua madre aramaica. Secondo At 26,14 Gesù chiama Paolo in aramaico : te ebraidi dialekto.

Le Chiese cristiane d'Oriente hanno sempre respinto questa teoria : gli scritti cristiani furono stesi in aramaico e poi tradotti in greco dai cristiani non ebrei d'Occidente. In Oriente gli scritti originali rimasero sempre in aramaico perchè era la lingua franca dell'Impero Persiano. Quando la Chiesa di Occidente fu composta in maggioranza da persone che non erano ebree e parlavano solo greco allora gli scritti in aramaico vennero abbandonati.
Le comunità cristiane d' Oriente , come quelle di Babilonia e Adiabene, erano invece composte in maggioranza da ebrei convertiti ed anche quando la maggioranza cambiò vennero conservati testi in aramaico.
L'aramaico sopravvisse anche nelle comunità ebraiche di Palestina : nel 1947 sono stati scoperti più di 500 documenti nelle grotte di Wadi Qumran tutti in ebraico ed aramaico. Il Gemara del Talmud di Gerusalemme fu scritto in Aramaico, e ricevette la sua forma definitiva nel 5° secolo d.C.

L'ebraico

alfabetebraic

L'alfabeto

L'ebraico appartiene alla famiglia "occidentale" delle lingue dette
" semitiche" , come il cananaico ,il moabita, il fenicio,l'amorrita ,l'aramaico e l'ugaritico, cioè quelle lingue che si sono sviluppate come dialetti di un'unica antica lingua originale mediorientale.

Appartengono alla famiglia delle lingue semitiche "orientali, il babilonese,l'assiro o accadico.
Lingue semitiche meridionali sono l'arabo e l'etiope.

L'ebraico si differenzia solo per alcune varianti del fenicio e dal moabita.
Si scrive con l'alfabeto semitico-occidentale di 22 lettere, da destra a sinistra.

La " stele moabita del Re Mesha ", datata intorno all' 850 a.C. porta una iscrizione in lingua cananaica che viene utilizzata per la decodificazione di alcuni antichi testi dell' AT. Altri reperti utili sono il "calendario di Gezer" , ritrovato nel Nord della Palestina; l' "ostraca di Samaria" una iscrizione su coccio datato intorno al 760 a.C. ; le "lettere di Lakish" datate intorno al 588 a.C.; le iscrizioni sul" condotto di Siloe" , tubazione per l'acqua rinvenuta a Gerusalemme e datata intorno al 700 a.C.



Le lettere dell'alfabeto ebraico sono tutte consonanti : le vocali sono assunte nella scrittura.

Esempio :Gn 1,1
( Ebraico ed aramaico si scrivono da destra a sinistra ) <---------------- Le radici Come tutte le lingue antiche l'ebraico è formato da poche radici su cui si innestano varianti. Per esempio, partendo dalla radice vdq ( qdsh ) si possono fare molte variazioni : qdsh = l'idea della santità, attributo divino. qodesh = la santità stessa qadosh =il santo qadoshim = i santi qedoshah= la santa qedoshoth = le sante qodsho=la sua santità qadesh= santuario qedeshim = prostitui sacri qedeshot= prostitute sacre qadash= fu santo qaddesh= santificare haqdesh =far santo meqaddesh = santificante mithqaddesh = santificantesi eqadesh= sarò santo etc. La grammatica l'articolo determinativo è unico : h' (ha) e si applica anche agli aggettivi . Per ottenere i possessivi ,il plurale e il duale ( le cose che sono a coppie come le mani,i piedi, etc) esistono suffissi. I verbi ebraici non hanno vere e proprie coniugazioni : la radice verbale assume varianti che esprimono : -una azione compiuta -una azione incompiuta -un aspetto perfettivo -un aspetto imperfettivo Le principali forme verbali sono sette: 1- Forma elementare QAL : (radice che significa :) fece 2.1- Forma NIPHAL ; permissiva : fu fatto =, fu eseguito 2.2- Forma NIPHAL , riflessiva : si fece 2.3- Forma NIPHAL; passiva : venne fatto 3- Forma intensiva PIEL : fece funzionare 4- Forma PUAL, passiva di PIEL : fu fatto fare 5- Forma HITPAEL, riflessiva di PIEL : venne eseguito 6- Forma HIPHIL : fece lavorare 7- Forma HOPHAL passiva ; causativa : fu fatto funzionare L'ebraico biblico non conosce il discorso indiretto : usa sempre il discorso diretto anche per riportare i fatti. Non conosce discorsi astratti ma solo realtà concrete.

Come sarebbe stata la preghiera del PADRE NOSTRO in aramaico detta da Gesù e dagli apostoli del tempo? Sarebbe stata così :


domenica 30 agosto 2009

Quando scopriremo la nostra MATRIX cosa faremo?

Cosa succederebbe se scoprissimo che Gesù non era altro che un uomo in carne ed ossa?
E' la domanda che ci si pose allora nel film THE BODY (vedi scheda sotto) nel 2001.
Cambiando la domanda con quello che sostengono oramai molti quando davvero avverà il famoso contatto:
Cosa accadrebbe se si scoprisse che Gesù, il Dio di una religione di milioni di adepti, in realtà era solo o una creazione aliena o un alieno egli stesso? Forse molti si suiciderebbero per avere dedicato una vita a qualcosa che non era assolutamente nel modo in cui la si immaginava come padre Lavelle nel film?

Cosa faremmo se scoprissimo chi davvero ci ha creati, che la storia insegnataci sin da piccoli era solo una copertura? Questi ed altri interrogativi simili mi ponevo e mi pongo ancora oggi.


THE BODY : SCHEDA DEL FILM

In uno scavo a Gerusalemme, Sharon, giovane archeologa israeliana, trova la tomba di un ricco con i resti di un uomo crocifisso intorno al 33 d.C. Insinuatosi il sospetto che si tratti del corpo di Gesù, le autorità israeliane cercano una conferma dal domenicano padre Lavelle, a sua volta archeologo, il quale ha una forte crisi di fronte all'eventualità che si tratti del corpo di Gesù. Il Vaticano invia sul posto padre Matt Gutierrez, gesuita con un passato nei servizi segreti sudamericani, con il compito di fare chiarezza nella vicenda. La caccia alla verità è complicata dal fatto che Palestinesi e Israeliani cercano di trarre reciproci vantaggi dalla sensazionale scoperta. Il capo dei servizi segreti israeliani, Moshé, aiuta padre Matt ma insieme tiene sotto pressione il Vaticano e si intende con un alto prelato. Quando, dopo analisi e riscontri, sembra che si tratti proprio del corpo di Gesù, padre Matt lo riferisce a padre Lavelle che, in preda al delirio, si suicida. Intanto un terrorista palestinese rapisce i figli dell'archeologa per farsi i preziosi resti. Dopo ulteriori indagini però, padre Matt si convince che quello non è il corpo di Gesù, e poco dopo, un'esplosione programmata d'intesa tra l'israeliano e l'alto prelato fa saltare in aria tutta la tomba. Viene allora allo scoperto un'iscrizione che rivela non trattarsi del corpo di Gesù. Finito tutto, padre Matt prende le distanze dal prelato e resta solo in preghiera vicino a San Pietro, ricordando l'amicizia con Sharon.

LINK : Ottimo montaggio video con colonna sonora del film. Da non perdere.