Nuovi ritrovamenti in ogni parte del mondo confermano
antiche leggende sull'esistenza di un popolo di giganti nel passato.
Reperti ossei e, in alcuni casi, scheletri completi di eccezzionale
altezza, trovati in Bolivia, Stati Uniti ed Ecuador, sono allo studio di
"archeologi non allineati.
Individui di enorme
statura sono esistiti in ogni epoca. Le creature di cui ci parlano miti e
leggende non vanno però scambiate per "anomalie della natura".
I
giganti, talvolta caratterizzati come titani, ciclopi e mutanti, sono
stati una specie a sé. Golia, Polifemo, Rtibezahl (il genio del monte
dei giganti) e altri colossi sono esempi che derivano dal mondo delle
leggende. Tutti i popoli della Terra narrano dell' esistenza di esseri
incredibilmente alti e dotati di forze sovrumane.
Talvolta appaiono come esseri dotati solo di forza
bruta, in altri casi sono considerati eroi o addirittura creatori del
mondo (cfr. HERA n° 46, pag. 70).
IL RUOLO DEL MITO
L'origine
di coloro che erano chiamati giganti risale ad epoche antidiluviane. In
quei tempi, secondo le fonti, popolarono la Terra. Anche coloro che
erano nati dall'unione tra figli degli dèi e donne terrestri sarebbero
stati « giganti sulla terra» (Genesi, 6,4). Qui si inserisce la
mitologia norvegese. Essa racconta che la prima creatura vivente fu il
gigante Ymir. Da questi, secondo la leggenda, avrebbe avuto origine sia
l'attuale razza umana sia una diversa di uomini giganti.
Gli
indiani del nord-ovest degli Stati Uniti hanno tramandato racconti su
giganti primitivi che divoravano gli uomini. Da alcune descrizioni
risulta che queste mostruose figure possedevano parti del corpo di
animali, come i serpenti velenosi ai piedi o la coda squamosa del drago.
In Giappone il prode Raiko annientò, insieme a fedeli soldati,
un'intera banda di giganti, i quali stando a quel che si dice
aggredivano le donne e bevevano il loro sangue. Lo stratagemma di Raiko
fu quello di travestirsi da scimmia insieme ai suoi' soldati e di
indebolire i giganti facendogli bere un filtro magico.
Nell'
Antico Testamento vengono nominati diversi giganti, come ad esempio gli
Anakiti, i Refei, Og e il noto Golia, sconfitto da Davide, Nella Bibbia
si legge: «Davide corse contro il filisteo... trasse fuori un ciottolo,
lo frombolò, colpì Golia alla fronte ed egli cadde con la faccia a terra
[...], Davide corse e si fermò sulfilisteo, afferrò la spada di lui, la
estrasse dal fodero e lo uccise troncandogli la testa» (Samuele 1,
17-51). Da allora il suo trionfo vale come simbolo della vittoria del
buono sulla violenza del malvagio. Questa storia del Vecchio Testamento è
una delle tante tradizioni che raccontano di come un uomo riesca a
sconfiggere un gigante con l'astuzia. Stando a ciòche si dice, Golia
raggiungeva i tre metri e mezzo di altezza, e la sua corazza doveva
pesare 104 chilogrammi.
Og è un altro gigante citato nella Bibbia.
Mosè lo sconfigge durante la conquista di Canaan da parte degli
israeliti (Numeri,21, 32-35). «Il suo letto di ferro - sta scritto -
aveva nove cubiti di lunghezza e quattro cubiti di larghezza»
(Deuteronomio, 3.11).
Og dev' essere stato dunque un colosso di
circa 4 metri di altezza. Secondo la mitologia ebraica, Og faceva parte
dei numerosi giganti antidiluviani. Tra di loro egli è stato l'unico
sopravvissuto, perché l'acqua gli arrivava appena fino alle ginocchia.
Si dice anche che Noè lo abbia preso con sé nell'arca durante il
diluvio. Dentro la nave il gigante non aveva posto, ma poté sedere sul
tetto.
Un altro episodio biblico si svolge nei dintorni di Ebron.
Lì vive da anni una stirpe di giganti che discende da Anak, gli Anakiti
(o Anakim cfr. HERA n° 41, pago 80). In particolare tre figli di Anak,
Achiman, Sesai e Talmai, gettano nel panico gli israeliti durante il
loro cammino verso la terra promessa (Numeri, 13, 22 e 31 sgg.). Qui vi è
una relazione col mondo greco, che venerava una stirpe di dèi e di
antichi re, gli anachi. Il nome deriverebbe nuovamente dai giganti
biblici. La mitologia greca è una miniera di racconti sui giganti.
Sono
universalmente noti i viaggi di Ulisse, re di Itaca. In essi si parla
dell'incontro con il ciclope Polifemo. Gli studiosi di mitologia
ritengono che a far nascere la saga dei ciclopi siano stati teschi di
elefanti nani, rinvenuti nelle isole greche del Mediterraneo. Quei
teschi presentavano un grande foro all'altezza della proboscide, cosa
che faceva pensare al cavo orbitale sulla fronte di un gigante. In
Grecia sono comunque molti i luoghi connessi alle peregrinazioni di
Ulisse, considerati scenari storici di alcuni eventi. Uno di questi è
"l'antro del ciclope", situato presso Maronia, a nord del Paese.
Gli
scavi hanno rilevato che questa grotta è servita per secoli come
abitazione e luogo di culto. Al centro dell'ingresso si trova una grande
stalagmite a cui è stato dato il nome di "sigillo di pietra di
Polifemo".
Non lontano si trova una grande galleria, denominata "zona
dei giganti". Molte leggende e racconti sui giganti hanno a che fare
con le grotte. Il Bayernkonigloch (tana dell'imperatore bavarese), ad
esempio, situato tra le rocce del Kaisergebirge, nella regione
settentrionale del Tirolo, secondo il cultore di leggende Anton Karg
deve il suo nome ad alcuni giganti che avevano cura di sorvegliare
«l'ingresso ai padiglioni dell'imperatore».
Anche la tradizione
inglese è ricca di storie fantastiche e impressionanti sulla nascita di
colline, valli e altre forme paesaggistiche. Così i giganti avrebbero
più volte gettato cumuli di terra e scagliato in mare imponenti blocchi
di roccia. Nelle loro poesie gli anglosassoni citano spesso giganti che
sarebbero esistiti prima del loro arrivo in Inghilterra.
Nelle
antiche leggende, il noto santuario megalitico di Stonehenge,
nell'Inghilterra meridionale, viene definito il luogo della "danza dei
giganti". Il mago Merlino, coi suoi poteri magici, avrebbe trasferito
quel colosso di pietra dall'Irlanda alla sua sede attuale.
Anche i
tedeschi hanno i loro giganti. Riibezahl, il genio del monte dei
giganti, secondo la leggenda ha assunto numerose sembianze. Egli avrebbe
aiutato i viandanti, ma si sarebbe anche vendicato dei suoi
dileggiatori: così viene detto nei testi antichi. Sono molti i giganti
che rivestono un ruolo nelle saghe del Reno. Un gigante di nome Tannchel
avrebbe fatto saltare le rocce che facevano ristagnare le acque del
Reno tra la Foresta Nera e il Volgi. Dicono poi che l'imperatore
Massimiliano in persona abbia sconfitto l'ultimo gigante dell' 0denwald
in un torneo medievale svoltosi nella città di Worms, situata sulla riva
sinistra del Reno.
MAMMUT O UMANI?
La maggior parte
degli scienziati dubita che per tutte queste tradizioni mitiche vi siano
fondamenti reali. «La figura dei giganti è nata probabilmente da
molteplici rappresentazioni originarie», presume lo scrittore e
divulgatore scientifico Ernst Probst. Secondo lui la fonte è da cercarsi
«nei criteri di misurazione assai diversi che esistevano allora, nel
vedere in insoliti fenomeni della natura la manifestazione di creature
dalla forza eccezionale (si pensava che l'avversario sconfitto avesse
proporzioni sovrumane: tali concezioni avevano un loro ruolo nell storie
di draghi), forse anche nelle allucinazioni dovute al consumo di
droghe».
Per Ernst Probst la faccenda è chiara: «Quasi ogni Paese
aveva un tempo il suo gigante nazionale, che risaliva quasi sempre al
ritrovamento di ossa di elefanti, la cui vera natura era sconosciuta.
Su
tali errori si basano anche le leggende dei draghi e degli unicorni».
Questo
significa che tutte le tracce scoperte finora sui giganti debbono
necessariamente essere relegate nel regno della fantasia? Noi riteniamo
vi siano indicazioni sufficienti che, nonostante le valutazioni errate,
fanno pensare chiaramente alla remota esistenza di giganti.
Non tutti
i fossili possono essere identificati con sauri o mammut. In tutto il
mondo esistono ritrovamenti di fossili e gigantesche impronte
pietrificate, lasciate da antiche generazioni di uomini. Un esempio tra i
più noti sono le impronte giganti ritrovate nel letto essiccato del
fiume Paluxy in Texas. Anche il ritrovamento di enormi attrezzi potrebbe
fare pensare ai giganti. Alcuni di questi oggetti sono esposti nel
museo di Weilbauer a Quito (Ecuador). Gigantesche asce e coltelli di
pietra sono stati presentati nella mostra Unsolved Mysteries.
Il
significato di quei reperti risalenti a 2.000 anni fa non è ancora
chiaro. A causa della loro smisurata grandezza, sono stati etichettati
ufficialmente come "scuri di culto" e "coltelli di culto", serviti non
per scopi artigianali ma religiosi. Accanto ad altri utensili che, in
base al peso e alla grandezza, avrebbero potuto essere impiegati solo da
uomini di enormi dimensioni, queste testimonianze destano il sospetto
che un tempo vi sia stata una popolazione di uomini giganti. Inoltre,
sul modo con cui sono state realizzate tonnellate di enormi pietre in
tutto il mondo, sulla risoluzione dei problemi del loro trasporto nelle
culture megalitiche, non è ancora stata fatta completa chiarezza.
I GIGANTI NEGLI USA
Impronta
di un piede gigante ritrovata presso il fiume Paluxy, in TexasNel corso
delle nostre ricerche abbiamo scoperto verosimili tracce relative ai
giganti. Le dimensioni di questi individui potevano oscillare tra i 2,5
metri fino all'incredibile altezza di 10 metri. Ho avuto l'occasione di
incontrare uno dei nativi americani più autorevoli: Vine Deloria.
Ricevetti un suo invito per un meeting di tre giorni in una riserva
indiana di Lacey, nello Stato di Washington. Il tema dell'incontro era
inusuale: "Giants and little people" alla conferenza presero parte 15
capi di grandi tribù indiane e tutti raccontarono degli antichi miti
della loro stirpe, degli incontri con nani e giganti. Fu un grande onore
il fatto di poter essere presente. Quell'esperienza indimenticabile
confermò il sospetto che in passato su questa terra vi fossero stati
ovunque giganti e nani.
Nel XIX secolo, negli Stati Uniti, furono
scavati molti dei mound (tumuli) presenti sul territorio. Vi furono
trovati diversi scheletri umani che presentavano una lunghezza compresa
tra i 2 e i 3,70 metri. Alcuni di questi scheletri, secondo le
descrizioni che ne fecero i giornali dell' epoca, possedevano due file
di denti. Ritrovamenti i cui resoconti sono conservati ancora nei vecchi
archivi, ma che nell'ultimo secolo sono caduti nel dimenticatoio.
Enormi
sandali ritrovati all'interno delle tombe dei giganti nello UtahDai
nostri amici indiani abbiamo però ricevuto una copia di alcuni
promemoria scottanti. Ci èstato promesso che saremo avvertiti non appena
uscirà fuori qualcosa di nuovo su questa storia. Se vi saranno scavi,
saremo presenti!
Vogliamo rivelare al lettore alcune di quelle notizie riportate negli archivi americani:
nel
1800 furono ritrovati a Willamson County e a White County, nel
Tennessee, diversi scheletri umani dalla lunghezza di oltre 2,10 metri;
nel 1879, in un mound situato nei pressi di Brewersville, nell'Indiana, fu scoperto uno scheletro lungo 3,40 metri;
nel
1883 alcuni soldati, mentre effettuavano scavi a Lompock Rancho, in
California, trovarono uno scheletro umano di 3,70 metri. Lo scheletro
era stato seppellito con conchiglie e pietre, sulle quali erano presenti
incisioni non decifrabili. Nella tomba si trovava inoltre un'enorme
ascia di pietra. Un'ulteriore particolarità: il gigante aveva una doppia
fila di denti nella mascella superiore e inferiore;
nel 1926
alcuni minatori scoprirono in una galleria della miniera di Bay Creek
(Montana) grossi zigomi umani. Con grande sorpresa degli antropologi, i
denti erano conficcati in uno strato roccioso che risaliva ad almeno 30
milioni di anni fa.
IMPRONTE E SCHELETRI
Vi sono
numerosissimi esempi di spettacolari ritrovamenti di scheletri di
giganti, avvenuti negli Stati Uniti tra il 1800 e il 1930. La maggior
parte dei reperti furono spediti allo Smithsonian Institute; non è stato
possibile (o non si è voluto) rispondere alle domande in merito.
Il
prof. James. J. Hurtak, filosofo, teologo, orientalista e presidente
dell' Academy of Future Science, ci ha inviato diverse foto dell'enorme
impronta di un piede, rinvenuta su una roccia in Sudafrica. Queste le
misure gigantesche: lunghezza 130 cm, larghezza 69 cm, profondità 18 cm.
L'impronta si trova in una roccia di granito antica diversi milioni di
anni. Si tratta di una scoperta che risale già al 1912. Le ricerche
hanno dimostrato che non si tratta assolutamente di una moderna
falsificazione. Inoltre, è possibile vedere come il fango di allora sia
stato schiacciato tra le pesanti dita del piede del gigante. La cosa più
misteriosa è che si tratta dell'impronta di un piede sinistro. Come si
spiega, allora, il fatto che in una zona del tutto diversa come lo Sri
Lanka sia stata trovata l'orma di un piede destro altrettanto grande? E
come interpretare i reperti dissotterrati in Australia dal dottor Rex
Gilroy (direttore del Mount Natural History Museum, situato nei pressi
della città di Bathurst, nel Nuovo Galles del Sud). Negli ultimi anni il
dott. Gilroy ha rinvenuto utensili, scuri, mortai, clave e diverse
impronte di eccezionale dimensione fossilizzate in cenere di vulcano.
Tali
fanno pensare ad una razza umana sconosciuta che, in base alle
dimensioni, può essere definita come "razza di giganti". Wayne May
(curatore della rivista di archeologia Ancient American) ci ha
comunicato la notizia di una sorprendente scoperta nello Utah: in un
luogo di sepoltura sono stati trovati diversi scheletri umani, tutti
della grandezza compresa tra 2,20 e 2,40 metri (cfr. HERA n° 34, pago
20). Sono stati riportati alla luce sandali, parti di reti e altri
oggetti. Inoltre, sono state scoperte sconosciute iscrizioni incise
sulle pareti dei sepolcri. Grazie alle favorevoli condizioni climatiche,
questi ornamenti sepolcrali si trovano in ottime condizioni. Purtroppo
su tali entusiasmanti ritrovamenti non è stata ancora effettuata nessuna
analisi del DNA e nessuna indagine per la datazione. Diventa di estremo
interesse sapere in quale epoca hanno vissuto queste persone in America
e quali sorprese riserveranno le analisi genetiche.
GIGANTI IN SUDAMERICA
A
quella che è forse la prova più significativa dell'esistenza di una
sconosciuta razza di giganti, siamo giunti attraverso una notizia
riportata su un sito internet brasiliano. Riguardava il ritrovamento di
un enorme scheletro umano in Ecuador. Secondo l'articolo, nel 1992 un
sacerdote di nome Carlos Vaca avrebbe trovato, in una musica; ha
composto oltre 300 brani musicali. La famiglia mi ha accolto
amichevolmente, e dopo un po' il discorso è caduto sulle ossa dei
giganti. Mi è stato confermato che tutto corrisponde ai fatti e sono
stato condotto nella stanza di padre Vaca.
Vi si trovavano molti
reperti archeologici, per me quasi incomprensibili, e un intero m'madia
era stato riempito con le ossa dello scheletro del gigante umano. Mi è
stata mostrata una conferma scritta, datata 1993 e firmata da 11
scienziati ecuadoriani. Secondo quel documento sonò state fatte ricerche
precise, in base alle quali questa ricerca sensazionale riguarderebbe
davvero le ossa di un gigante.
Nel 1929, apparvero a Cuzco -
Peru'- i membri di una comunita' indios, caratterizzati da alta statura.
Nella foto il gigante e' alto 2.30 metriDa questa famiglia ho ricevuto
cinque pezzi di ossa di dimensioni minori per le mie ricerche in
Austria».
Nel frattempo un professore di anatomia dell'Università di
Vienna ha identificato come "occipitale" uno di quei frammenti (tali
reperti sono stati da me mostrati per la prima volta in TV, alla
trasmissione italiana di Rai Due, Voyager).
Ha, però, detto,
riflettendoci, che questo individuo, in base a precise misurazioni,
avrebbe dovuto raggiungere l'inconcepibile altezza di 7,50 metri. In
annotazioni del 1543 di Juan de Olmos, governatore militare di Puerto
Viejo, e di Pedro Cieza de Leon, scritte nl 1553, si legge che in
Ecuador erano stati rinvenuti diversi scheletri umani di giganti. Tutte
le notizie si riferiscono ad individui cinque o sei volte più alti
rispetto agli uomini di quell'epoca. È stato calcolato che l'altezza
media di una persona a quel tempo doveva essere di circa 1,50 metri.
Moltiplicandola per 5 otteniamo nuovamente l'altezza già citata di 7,50
metri. Negli appunti di padre Carlos Vaca sono state annotate tutte le
aree di ritrovamento degli scheletri, nonché precise indicazioni di
luoghi in cui vi sono state altre scoperte sensazionali. Di più non
viene detto su queste zone. Stiamo comunque seguendo attentamente le
tracce di questi ritrovamenti.
IL LIQUIDO MIRACOLOSO
La
famiglia di padre Vaca ci ha mostrato un altro oggetto singolare: una
piccola bottiglia di vetro contenente un liquido rossastro, oleoso.
Hanno detto che padre Vaca avrebbe trovato questo liquido accanto allo
scheletro, e che con esso, per quanto la cosa suoni strana, si potevano
ammorbidire le pietre.
Potrebbe essere questa la soluzione a
domande irrisolte, come quella sulla costruzione della fortezza di
Sacsayhuaman in Peru'? Il muro settentrionale di quest'ultima, dalle
triplici gradinate, nella parte inferiore è composto da enormi blocchi
di pietra calcarea grigia, lavorati e messi l'uno sull'altro con
precisione. Nella zona delle Ande, il perfetto lavoro di rifinitura era
noto già secoli prima della civiltà degli inca ( Tiahuanaco, Picara,
Chullpas e Sillustani). La particolarità delle mura di Sachsayhuaman è
la collocazione senza giunture di pietre ciclopiche, alcune fino a 100
tonnellate di peso, dai contorni irregolari. Fino a oggi la scienza non
ha fornito alcuna spiegazione per questa tecnica.
Il prodigioso
liquido con cui si potevano ammorbidire le pietre dure, potrebbe
finalmente dame spiegazione, considerando che esiste una leggenda
peruviana associata a un elemento di questo tipo, che sarebbe stata
ricavata da una pianta ancora non identificata dalla botanica moderna. È
stato già fissato il prossimo viaggio in Ecuador. In questa occasione
preleveremo un po' di questo liquido misterioso, come ci è stato
accordato dalla famiglia Vaca, per farlo analizzare in Austria. Siamo
già ansiosi di conoscere il risultato!.
Le tante notizie sui
ritrovamenti di giganti non possono più essere ignorate. Tutti questi
elementi fanno supporre che i giganti siano esistiti, non furono solo
leggenda. Perché si estinsero? Vi sono diverse ipotesi. Personalmente
penso che l'impatto con un meteorite, come accaduto per i dinosauri,
cambiò radicalmente l'assetto terrestre causando un cambio repentino
nella forza di gravità e nelle condizioni climatiche del pianeta. Ma
questa è solo un'ipotesi...
(Traduzione dal tedesco di Marco Di Serio)
di Klous Dono e Reinhort Hobeck
Fonte: Heramagazine.net
http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.66