MYSTERIUM ARCANUM

BABBO E NASTRO

BABBO E NASTRO

FRASE LUTTO

FRASE LUTTO

CANDELA GIF

Translate

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Massoneria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Massoneria. Mostra tutti i post

domenica 7 ottobre 2018

domenica 13 maggio 2018

Astana, futura capitale del Nuovo Ordine Mondiale (schifosissimi Illuminati)

informazioneconsapevole.com

Il mistero di Astana, la capitale del Kazakistan considerata come centro dei cosiddetti Illuminati




Di Salvatore Santoru



Come riporta Wikipedia, l'attuale termine deriva dal persiano "Astane"(آستانه), che significa "soglia sublime" e "porta reale", ed era "una parola usata di solito per una capitale di uno stato monarchico o in una città-santuario, sacra".
Tale struttura, ideata e progettata dall'architetto inglese Sir Norman Foster, è alta 62 metri e si divide in tre parti.
La prima è il teatro dell'opera.


La seconda è il "The Research Center of World Religions".


Ed infine l'ultima è la "Meeting Room".


Esternamente la struttura ha una forma di piramide, tanto che è conosciuta anche come "Piramide della Pace".

Molti ricercatori hanno fatto notare l'elevato grado di simbolismo presente in tale palazzo, e richiami  mondo dell'esoterismo e dell'occultismo, a iniziare ovviamente dalla piramide, uno dei simboli più usati dalla massoneria e dalle società segrete paramassoniche.
Inoltre ci sarebbero da segnalare le due colonne presenti all'esterno, che evocano le colonne tipiche del tempio massonico, Jachin e Boaz ( il cui utilizzo risale al Tempio di Salomone).

Tra l'altro c'è da notare che la suddivisione in tre parti della struttura potrebbe richiamare anche la divisione in tre gradi della Massoneria ufficiale:apprendista, compagno e Maestro.
Aprendo una piccola parentesi, c'è da dire che i "tre gradi" sono usati solo dal Grande Oriente, la cosiddetta massoneria regolare, mentre altri riti ne hanno molto di più.
Alcuni hanno definito Astana come la "capitale" dei cosiddetti Illuminati.
Sia come sia, indubbiamente il palazzo di Astana risulta avere forti affinità simboliche con il mondo dell'occulto, e tale tematica merita sicuramente di essere approfondita, per capire meglio la situazione.

"Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che fanno produrre gli avvenimenti; un gruppo un po' più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, e infine una vasta che maggioranza che giammai sarà ciò che in realtà è accaduto" (Nicholas Murray Butler).

Tenendo conto che la prima parte è costituita da un teatro, si potrebbe affermare, che oltre al significato esoterico/spirituale ("teatro" inteso come rappresentazione della vita ordinaria dei "profani" senza la consapevolezza spirituale degli "iniziati" ), da un punto di vista "complottista" esso si potrebbe accostare alla metafora del "teatrino politico e sociale", atto a intrattenere e dividere la popolazione, mentre le élite egemoni comandano.

martedì 15 agosto 2017

Le Verità Nascoste - Schifosissimi ILLUMINATI - Massoneria 33° - DOCUMENTARIO HD - Nuovo Ordine Mondiale



"Gli illuminati determinano il futuro che va ad innestarsi sugli eventi cosmici e terrestri, da sempre schiavizzano l’intera umanità e perseguono un obiettivo soprattutto religioso-spirituale, infatti il loro scopo non e’ soltanto quello di dominare il mondo per arricchirsi materialmente. Sono ossessionati dal simbolismo e dai rituali occulti, le alte posizioni del potere sono esercitate da poche famiglie di aristocratiche di sangue blu, attraverso la Massoneria hanno il controllo della politica, dell'economia, della religione e dell'occultismo. Pensiamo di essere liberi ma siamo sotto il controllo della matrice, ciò incide principalmente sulla coscienza umana."

 https://www.youtube.com/watch?v=z-N24tbFahQ



martedì 9 maggio 2017

Nuovo Ordine Mondiale FILM COMPLETO (NWO 2015)



Un commissario di polizia assiste all'assassinio della compagna, incinta, ad opera di un gruppo di malviventi, durante una rapina. Dopo minuziose indagini, scopre che dietro la rapina, ed altri atti di violenza e criminalità c'è un gruppo ben organizzato il cui unico scopo è quello di comandare il mondo, con qualsiasi mezzo (criminalità, crisi economica, malattie). Con la collaborazione della polizia, di militari ed una ricercatrice (le cui ricerche vertono sull'utilizzo della ghiandola pineale), il commissario riuscirà non solo a vendicarsi della perdita della compagna e del bimbo mai nato, ma riuscirà a far arrestare una delle menti del complotto, un ministro del governo italiano. 

domenica 7 maggio 2017

Licio Gelli, P2 e schifosissimi Illuminati


 Licio Gelli (Pistoia, 21 aprile 1919Arezzo, 15 dicembre 2015[1]) è stato un imprenditore e faccendiere italiano, principalmente noto come maestro venerabile della loggia massonica segreta P2[2][3]. Fu condannato per depistaggio delle indagini della strage di Bologna del 1980. Dopo essere stato detenuto in Svizzera e Francia, è vissuto ad Arezzo, a Villa Wanda.
 Il 17 marzo 1981, i giudici istruttori Gherardo Colombo e Giuliano Turone, nell'ambito di un'inchiesta sul finto rapimento del finanziere Michele Sindona, fecero perquisire la villa di Gelli a Castiglion Fibocchi (AR) e la fabbrica di sua proprietà (la Giole, sempre a Castiglion Fibocchi), che portò alla scoperta di una lunga lista di alti ufficiali delle forze armate e di funzionari pubblici aderenti alla P2[12]
La lista, la cui esistenza era presto divenuta celebre grazie ai media, includeva anche l'intero gruppo dirigente dei servizi segreti italiani, parlamentari, industriali, giornalisti e personaggi facoltosi come il più volte Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (a quel tempo non ancora in politica), Vittorio Emanuele di Savoia, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Costanzo. Vi sono molti elementi, a partire dalla numerazione, che lasciano tuttavia ritenere che la lista rinvenuta fosse incompleta.
« Con la P2 avevamo l'Italia in mano. Con noi c'era l'Esercito, la Guardia di Finanza, la Polizia, tutte nettamente comandate da appartenenti alla Loggia. » Licio Gelli





nwo-truthresearch.blogspot.it

La vita di Licio Gelli connette il Vaticano, la CIA e Reagan al Nuovo Ordine Mondiale


di
Greg Anthony Szymanski

http://www.arcticbeacon.com

5 Aprile 2008

traduzione

:
http://nwo-truthresearch.blogspot.com  
Lavorando come agente doppio con la benedizione del Vaticano, le attività di Gelli illustrano come l'America sia stata ingannata dai suoi leader religiosi e politici.


 

Per comprendere le losche attività di un uomo come Gelli è necessario capire come opera il Nuovo Ordine Mondiale Illuminista guidato dal Vaticano.
Gelli, nato a Pistoia, in Toscana, il 21 Aprile 1919 è pubblicamente conosciuto come un finanziere italiano, noto soprattutto per il suo ruolo nello scandalo del Banco Ambrosiano, Banca Vaticana. Nel 1981 si è scoperto che era anche Maestro Venerabile della Loggia Massonica Propaganda 2 (P2).


Ma dietro la conveniente copertura di un finanziere, il ruolo clandestino di Gelli per la CIA e il Vaticano è praticamente sconosciuto all'americano medio. Egli fu anche un buon amico dell'amministrazione Reagan e fu visto nella foto dietro l'ex Presidente al suo insediamento.
Un sito web chiamato Forbidden Knowledge fornisce dei buoni spunti, dietro le quinte di Gelli, che gli americani dovrebbero leggere se pensano che il Vaticano e l'Ordine dei Gesuiti non sono coinvolti fino al sudicio collo nel Nuovo Ordine Mondiale:

 
LICIO GELLI
: Capo di una Loggia Massonica segreta, P2, di 2400 membri, un'organizzazione neo-fascista italiana che ingaggiava solo l'elite; Gelli aveva forti legami nel Vaticano, anche se non era un cattolico. L'appartenenza alla P2 è totalmente segreta e non è nemmeno a disposizione della sua Loggia Madre in Inghilterra. Gelli fu incaricato della fornitura di missili Exocet all'Argentina. 

Era un agente doppio della Cia e del Kgb. Assistette molti ex ufficiali nazisti nella loro fuga dall'Europa verso l'America Centrale. Egli aveva stretti legami con la mafia italiana. Gelli fu uno stretto collaboratore di Benito Mussolini. Fu anche strettamente connesso con Roberto Calvi, direttore della Banca Vaticana sommersa dagli scandali. Calvi fu ucciso. La loggia segreta di Gelli consisteva di persone estremamente importanti, tra cui i comandanti delle forze armate, i capi dei servizi segreti, il capo della polizia finanziaria italiana, 30 generali, otto ammiragli, direttori di giornali, alti dirigenti aziendali e televisivi e banchieri chiave, incluso Calvi. Licio Gelli e altri Piduisti furono dietro l'assassinio del Papa Giovanni Paolo I. 

Licio Gelli è stato la figura centrale in Europa e Sud America che collegava la CIA, la Loggia Massonica, il Vaticano e gli ex Nazisti con diversi governi Sud Americani, e il governo italiano con diverse banche internazionali. Egli, con Klaus Barbie e Heinrich Rupp, si incontrò con Ronald R. Rewald in Uruguay per organizzare l'acquisto dei missili Francesi Exocet per conto dell'Argentina, utilizzati durante l'attacco delle Isole Falkland per uccidere i soldati britannici.


Perché Gelli è così importante?

Per capire Gelli si deve capire il complesso periodo post bellico dell'Europa. La più grande minaccia per l'Europa nell'epoca pre guerra era il Comunismo - fu la grande paura del Comunismo che fece nascere i Fascisti e i Nazisti. Anche se erano temute entrambe le parti, i Fascisti rappresentavano un governo di destra, mentre i Comunisti rappresentavano un governo di sinistra. Fu la destra che gli Stati Uniti e la Chiesa Cattolica scelsero rispetto al Comunismo, perché il Comunismo avrebbe distrutto il sistema Capitalistico. Per questo motivo la Cia e il Vaticano dovettero andare fino in fondo con L'Operazione Paperclip. I Nazisti avevano grandi quantitativi di intelligence Sovietica, avevano infiltrato i partigiani Comunisti e non erano in nessun modo intenzionati a rinunciare all'Unione Sovietica.




Gelli lavorava su entrambe le sponde. Contribui a fondare le Brigate Rosse, spiò i Partigiani Comunisti e , nello stesso momento, lavorò per i Nazisti; un agente doppio. Contribuì a istituire la Rat Line, che assistette il volo degli alti funzionari nazisti dall'Europa al Sud America, con passaporti forniti dal Vaticano e con il pieno riconoscimento e la benedizione della comunità d'intelligence degli Stati Uniti. Se da un lato gli Stati Uniti parteciparono ai tribunali dei crimini di guerra di ufficiali Nazisti chiave e mantennero un'alleanza con l'Unione Sovietica comunista, segretamente si stavano preparando per la Guerra Fredda e avevano bisogno dei nazisti nella lotta finale che gli Stati Uniti avrebbero condotto con L'Unione Sovietica. 

L'accordo di Gelli con l'intelligence statunitense per spiare i comunisti dopo la guerra fu determinante nel salvargli la vita. Egli fu responsabile dell'assassinio e della tortura di centinaia di partigiani jugoslavi.
Il Vaticano fornì il sostegno ai Nazisti e ai Fascisti perché i Comunisti erano la vera minaccia alla sopravvivenza della Chiesa. I Comunisti Italiani avrebbero tassato i vasti possedimenti della Chiesa e la Chiesa aveva avuto una triste esperienza con i governi Comunisti in tutto il mondo - dove le libertà religiose erano represse.
Gelli fu ben connesso col Vaticano dai giorni della Rat Line e lavorò pure per l'Intelligence Americana. Gelli costituì la loggia massonica P2 che non segui nessuna direttiva di qualsiasi Gran Loggia ed era finanziata dalla Cia con la somma di 10 milioni di dollari al mese. La sua composizione fu un Who's Who di intelligence, militari e società italiana. 

L'influenza di Gelli fu così importante che egli fu anche un ospite d'onore all'insediamento in carica del Presidente Ronald Reagan nel 1981.
Gelli usava il ricatto per acquisire membri di spicco della sua loggia P2; i suoi iscritti erano stimati a 2400, inclusi 300 uomini più potenti del mondo occidentale. Egli fu uno stretto amico di Papa Paolo VI, di Juan Peron in Argentina, del dittatore libico Muammar Gheddafi e di molti alti funzionari del governo italiano a di quello americano - è si dice che egli ebbe alcuni rapporti finanziari con il George Bush per la sua Campagna Presidenziale.
Gelli e la sua loggia P2 avevano stupefacenti connessioni con il sistema bancario, l'intelligence e i passaporti diplomatici. 

La CIA versò centinaia di milioni di dollari in Italia sotto forma di sovvenzioni segrete a partiti politici, sindacati e imprese di comunicazione. Allo stesso tempo l'Agenzia continuò le sue relazioni con gli elementi violenti di estrema destra come sostegno che doveva essere necessario per un colpo di stato per rovesciare un possibile governo comunista. Questo finanziamento segreto fu esposto dal Primo Ministro Italiano in un discorso al Parlamento. Egli indicò che più di 600 persone in Italia restavano ancora sul libro paga della CIA. Licio Gelli fu un fervente Nazista e un patrimonio perfetto per la CIA. Come parte del team di intelligence di Reinhard Gehlen, egli aveva contatti eccellenti. Licio viaggiava tra la CIA e il Vaticano attraverso la loggia P2. 





Il Progetto Paperclip fu fermato nel 1957, quando la Germania Ovest protestò nei confronti degli Stati Uniti per il fatto che questi sforzi l'avevano spogliata delle "competenze scientifiche".
Non ci fu nessun commento circa il supporto ai Nazisti. Il Paperclip vide la sua conclusione nel 1957, ma come si può vedere da Licio Gelli e i suoi rapporti internazionali con la CIA in Italia tramite la P2, e con Heinrich Rupp per via del suo coinvolgimento nell'October Surprise, le ramificazioni del Paperclip sono in tutto il mondo. I Nazisti furono impiegati come agenti della CIA, impiegati in lavori clandestini con tipi come George Bush, la CIA, Henry Kissinger e la loggia massonica P2. Questo fu solo uno dei risultati dell'Operazione Paperclip. L'MK-ULTRA fu un altro vasto progetto che fu prodotto dal Paperclip
Il direttore della CIA Allen Dulles istituì e finanziò un laboratorio segreto a Montreal, in Canada, alla McGill University nell'Allen Memorial Institute, capeggiato dallo psichiatra Ewen Cameron.


Ewen Cameron
Nei successivi anni il Dottor Cameron condusse la sua guerra privata in Canada. Ciò che è ironico del Dottor Cameron è che egli servì come membro del Tribunale di Norimberga che esaminò le cause contro i Dottori Nazisti. Mentre si era all'apice negli esperimenti sulle droghe, fu costituita l'operazione MK-ULTRA. Questa fu il frutto della mente di Richard Helms che divenne in seguito il direttore della CIA. Essa fu progettata per sconfiggere il "nemico" attraverso le tecniche del lavaggio del cervello. MK-ULTRA ebbe un altro braccio coinvolto nella guerra chimica e biologica (GCB), noto come MK-DELTA. I medici che parteciparono a questi esperimenti usarono alcune delle stesse tecniche dei "medici" Nazisti. 

Le tecniche utilizzate dal Dottor Cameron e dagli scienziati  Nazisti precedenti includevano elettroshock, privazione del sonno, impianto di memoria, cancellazione di memoria, modificazione sensoriale, esperimenti con droghe psicoattive e molte altre pratiche crudeli.
Il Progetto Paperclip ci ha portato l'MK-ULTRA. Paperclip in ultima analisi ci ha portato gli attori chiave coinvolti nell'assassinio di Papa Giovanni Paolo I, nell'October Surprise (il sabotaggio dei colloqui di pace di Carter) e una grande quantità di altre cose ancora classificate ai giorni nostri. I risultati del progetto Paperclip furono devastanti e di portata molto vasta. Credo che questo è ciò che ci si deve aspettare dalla collaborazione con i Nazisti. Questa ricerca dimostra che l'OSS/CIA, che fu formata nel National Security Act, la stessa agenzia che impiegò centinaia di lavoratori Nazisti, fu alleata con il Vaticano attraverso varie Agenzie di collegamento come quella di Licio Gelli. 

L'alleanza CIA/Vaticano che assassinò Papa Giovanni Paolo I, JFK e centinaia di dittatori dei paesi del terzo mondo sono gli Illuminati.
Gli Illuminati Bavaresi, in un modo o nell'altro, sono andati in giro per secoli. La loro presenza nel XX secolo è il risultato diretto dei Nazisti. Le connessioni Naziste all'occultismo e alla Società Thule Bavarese sono paragonabili ai membri americani del 33°grado della Massoneria. Una volta che l'Operazione Paperclip fu portata a termine con successo, gli elementi Nazisti della società Thule Bavarese furono fusi con i membri americani della Massoneria per creare gli Illuminati. L'Operazone Paperclip, l'MK-ULTRA, l'October Surprise e George Bush sono tutte facce degli Illuminati, un gruppo i cui ideali sono radicati nell'occulto, e che hanno come obiettivo il dominio del mondo. Appena dopo la Rivoluzione Americana, John Robinson, un professore di filosofia rurale all'Università di Edimburgo in Scozia e un membro di una loggia massonica, disse che gli fu chiesto di unirsi agli Illuminati. Dopo aver studiato il gruppo, concluse che gli scopi degli Illuminati non erano compatibili con le sue convinzioni. Nel 1798 egli pubblicò un libro intitolato "
Prove di una Cospirazione
", dove affermava:


"E' stata costituita un'associazione con il preciso scopo di sradicare tutte le istituzioni religiose e sradicare tutti i governi esistenti...I leader avrebbero governato il mondo con un potere irrefrenabile, mentre tutto il resto avrebbe dovuto essere impiegato come strumento delle ambizioni dei loro superiori sconosciuti."
La CIA e il Vaticano hanno sradicato tutte le istituzioni religiose nel mondo. La CIA ha sradicato e insediato dittatori sotto il suo controllo in tutto il mondo. La CIA e il Vaticano hanno raggiunto lo scopo degli Illuminati. La CIA e il Vaticano sono gli Illuminati. P.S. nwo-truthresearch

domenica 5 febbraio 2017

Testimonianza di un ex massone su segreti, riti magici ecc. dell'esercito degli (schifosissimi) Illuminati

Per l'ultima puntata della stagione di Vade Retro. Ospite della trasmissione condotta da David Murgia sarà Maurice Caillet, Venerabile frammassone per 15 anni in Francia che svelerà segreti e inganni della Massoneria: rituali, norme di funzionamento interno, giuramenti oltre all'influenza sulla politica da parte di questa organizzazione.

Maurice Caillet nato a Bordeaux nel 1933 e specializzato in Ginecologia e Urologia, ha effettuato aborti e sterilizzazioni prima e dopo la legalizzazione nel suo Paese delle interruzioni di gravidanza. Membro del Partito Socialista Francese, è arrivato a ricoprire incarichi di rilievo nell'amministrazione sanitaria.

Nel 1984, all'apice della carriera politica e professionale, si reca in pellegrinaggio a Lourdes per accompagnare la moglie Claude, gravemente ammalata. 

Improvvisamente si converte al cristianesimo e decide di lasciare la Massoneria, dopo quasi quindici anni di appartenenza, incontrando, in seguito a questa decisione, difficoltà di ogni tipo: deve rinunciare alla carriera di medico e viene emarginato dal Partito Socialista Francese, del quale era diventato un "notabile". 

giovedì 2 febbraio 2017

TESTIMONIANZA DI UN EX MASSONE: LA MASSONERIA E' UNA SETTA SATANICA

Testimonianza di un ex massone che racconta cosa sia davvero la Massoneria, esercito degli schifosissimi Illuminati il cui simbolo di cui si sono indebitamente appropriati (occhio che tutto vede) si trova all'interno del tempio del Grande Oriente. Rischiò la vita per il suo abbandono ma riuscì a fregarli tutti. Parole chiare che spiegano che razza di setta sia la Massoneria ed un esempio che deve essere di monito.

 



sabato 28 novembre 2015

DON AMORTH: "LA MASSONERIA COMANDA IL MONDO". Ecc..


Questa non me l'aspettavo! Che il noto esorcista padre Amorth si intendesse, in qualche modo, del Nuovo Ordine Mondiale dichiarando pubblicamente che "la Massoneria comanda il mondo" (vero, sono l'esercito segreto che opera per conto di chi è al vertice della piramide, gli schifosissimi Illuminati) era una cosa che non sapevo. Altre importanti avvisi su come difendersi da Satana.



venerdì 6 novembre 2015

Riina : le sue accuse contro i servizi segreti per Falcone e Borsellino



Le dichiarazioni che Riina fece al processo sono da ascoltare con attenzione. 
Se vere ci sarebbe la mano dei servizi segreti comandati dalla massoneria dietro a tutto. Sappiamo bene che gli schifosissimi Illuminati controllano e danno ordini alle logge massoniche e sappiamo benissimo che, uno dei loro metodi per imporre il NUOVO ORDINE MONDIALE è la strategia della tensione (vedere link).
Falcone era riuscito con le sue indagini a scoprire che esisteva un governo ombra al di sopra dei governi nazionali.



CHI E' VERAMENTE IL CAPO DEI CAPI? 

 

 


Di Solange Manfredi



In questa calda estate, dopo 16 anni di detenzione, Riina ha deciso di parlare, di raccontare la sua verità.

Ovviamente sarà compito della magistratura verificare la veridicità delle affermazioni di Riina ma, ipotizzando che il boss di Corleone dica la verità, alcune domande possiamo, e dobbiamo, porcele.

Vediamo quali.


1. Nelle ricostruzioni operate dalle sentenze che si sono occupate delle stragi del 1992-1993 si afferma che tra l'agosto e il dicembre 1992 sarebbe intercorsa una sorta di “trattativa” tra Stato e mafia che avrebbe visto da un lato il generale Mori del Ros e dall'altro Riina. Mediatore tra le parti, Vito Ciancimino.

Oggi Riina afferma : “Io non so niente di queste cose. Da me non è venuto nessuno”.

Ipotizzando che Riina dica la verità, la prima domanda che sorge spontanea è:

Con chi Ciancimino ha portato avanti la trattativa? Una trattativa del genere si porta avanti con il vertice di Cosa Nostra, non con un subalterno. Ma se nessuno è andato da Riina, allora da chi? In altri termini: Riina era veramente il capo dei capi o, invece, era solo il “prestanome” di qualcuno molto più potente, protagonista occulto della mai finita strategia delle tensione?



Riina afferma anche che il giudice Borsellino non sarebbe stato ucciso dalla mafia ma, probabilmente, da uomini dello Stato.

Ipotizzando, anche in questo caso, che Riina dica la verità, la domanda da porsi è: Perchè? E' possibile che Borsellino sia stato ucciso perchè, come anni prima il giudice Occorsio, aveva capito che la c.d. Trattativa in realtà (come aveva ipotizzato un'inchiesta svolta dalla procura di Palermo, poi archiviata per scadenza dei termini nel 2000) non era altro che un accordo per la realizzazione di un piano eversivo di destabilizzaizone dello stato condotta da un “sistema criminale” composto da mafia, massoneria deviata e servizi segreti deviati?

L'ipotesi non deve sorprendere e non rappresenterebbe certo una novità per il nostro paese; la storia della nostra Repubblica è costellata di eventi che vedono i vertici di cosa nostra trattare, attraverso esponenti massonici, con “presunti” terroristi ed ideatori di progetti golpistici al fine di alimentare la c.d. “strategia della tensione”

Ciò che sorprende, invece, è come, analizzando gli atti delle pagine più buie della storia del nostro paese compaiano, collegati tra loro, sempre alcuni nomi. Per rendersi conto di ciò basta fare una semplice analisi della storia professionale e massonica di un protagonista: Giuseppe Mandalari, il commercialista della mafia

E' il 1954 quando Giuseppe Mandalari entra in massoneria e viene iniziato presso l' Obbedienza di Piazza del Gesù.

Punto di riferimento costante di Mandalari in ambito massonico è il principe Alliata di Monreale, in rapporti con la destra eversiva, coinvolto anche nelle inchieste sul Golpe Borghese, sul Golpe Sogno, sulla organizzazione eversiva denominata “Rosa dei Venti”, il suo nome compare negli elenchi P2 di Licio Gelli.

Unico Sovrano Gran Commendatore ad vitam nella storia della massoneria italiana, Alliata di Monreale balza alle cronache dei progetti golpistici già negli anni '50, accusato da Gaspare Pisciotta (poi morto in carcere per aver bevuto un caffè alla stricnina) di essere il mandante della strage di Portella della Ginestra, eseguita dal boss Salvatore Giuliano.

Nello stesso anno del suo ingresso in massoneria il giovane ragioniere Giuseppe Mandalari diviene dipendente dell'assessorato regionale ai Lavori Pubblici. Sono gli anni dell'ascesa di Luciano Liggio, il boss di Corleone che, grazie al legame con Vito Ciancimino, assessore ai Lavori Pubblici, si arricchisce a Palermo con l'abusivismo edilizio.

Oggetto di richieste di rinvio a giudizio sin dal 1964, Luciano Liggio (che, secondo quanto testimoniato da Tommaso Buscetta, e confermato dallo stesso Liggio, avrebbe preso parte alle riunioni tenutesi con la massoneria deviata e pezzi delle istituzioni per partecipare al Golpe Borghese e al Golpe Sogno) si dà alla latitanza nel 1969, riuscendo a scappare, mezz'ora prima di essere arrestato, da una clinica romana presso cui era ricoverato.

Luciano Liggio, durante la sua latitanza, si dedica ai sequestri di persona (Anonima Sequestri) i cui proventi, come vedremo poi, si sospetta vengano riciclati in società cui era commercialista Giuseppe Mandalari.


Durante la latitanza accanto a Luciano Liggio troviamo Carlo Fumagalli, anche lui pare dedito ai sequestri di persona e sospettato di aver chiesto un riscatto di mezzo milione di dollari per il sequestro dell'industriale Aldo Cannavale.

Carlo Fumagalli è un personaggio ambiguo. “Estremista di centro” come lui stesso si definiva, seppur noto come leader del movimento di destra MAR (Movimento di Azione Rivoluzionaria), secondo alcune testimonianze sarebbe stato in realtà legato alle vicende della c.d. “strategia della tensione”, ai servizi segreti e, in rapporti con Giangiacomo Feltrinelli (morto a Segrate a 200 metri dalla carrozzeria DIA di Fumagalli), avrebbe dato vita al gruppo Brigate Rosse, preparando l'attentato alla pista di collaudo della Pirelli del 1971 (questo dato risulta particolarmente interessante proprio in considerazione del fatto che sul volantino di rivendicazione MAR del 13 aprile 1970 compare il simbolo della stella a cinque punte, simbolo poi adottato dalle Brigate rosse).

Principale finanziatore di Fumagalli risulta essere Jordan Vessellinoff, consuocero di Igor Markevitch, il direttore d' orchestra coinvolto nel rapimento dell'onorevole Aldo Moro. Anche lui personaggio ambiguo, che alcune informative indicano avere legami con faccendieri, trafficanti di armi ed appartenenti a vari servizi segreti, Jordan Vessellinoff aveva fondato nel 1958 a Santa Margherita Ligure, insieme al generale Giovanni Allavena (a capo del servizio segreto trafugherà alcuni fascicoli per consegnarli a Licio Gelli) la Loggia C.A.M.E.A. (Centro Attività Massoniche Esoteriche Accettate). Tale loggia risulta collegata con le logge cameine siciliane, nei cui elenchi compare il nome di Giuseppe Mandalari, e i cui vertici furono inquisiti nel 1979, dalla magistratura milanese, per avere aiutato Sindona (coinvolto nel Golpe Sogno) nel suo finto sequestro.

 

Fallito il golpe del '74 per Luciano Liggio, Michele Sindona e Giuseppe Mandalari iniziano i guai. Luciano Liggio viene arrestato a Milano e tra le sue carte viene rinvenuto un numero di telefono riservato di Ugo De Luca, al vertice della Banca Privata Finanziaria di Milano di Michele Sindona. E' l'inizio del crollo dell'impero finanziario di Sindona.

Passano pochi mesi e il 14 agosto del 1974 il giornale della Sicilia titola: “Anonima sequestri - Si indaga sulla personalità di Giuseppe Mandalari. Specialista nell'amministrare società costituite da mafiosi”. Secondo l'articolo gli investigatori sospettavano che alcune società di cui Mandalari era amministratore, considerate paravento di grossi mafiosi (Liggio, Riina e Bagarella), servissero a ripulire il denaro proveniente dai sequestri di persona.

E' il giudice Occorsio, che negli anni aveva indagato sul Golpe Borghese, sul Piano Solo, sullo scandalo Sifar, che, per primo, sospetta che molti sequestri avvengano, in realtà, per finanziare attentati e disegni eversivi, e confida al giudice Imposimato: "Sono certo che dietro i sequestri ci siano delle organizzazioni massoniche deviate e naturalmente esponenti del mondo politico. Tutto questo rientra nella strategia della tensione”.

Il 09 luglio 1976, Occorsio viene assassinato e la sua borsa, contenente documenti della sua indagine, viene trafugata (esattamente come accaduto per le agende dei giudici Falcone e Borsellino). L’autore materiale del suo assassinio è un neofascista, Pierluigi Concutelli, nella cui abitazione vengono rinvenuti dei soldi provenienti dal sequestro di Emanuela Trapani e la cui scheda, con l’indicazione della tessera n. 11.070, verrà ritrovata anni dopo da Giovanni Falcone a Palermo, nella sede della Loggia massonica Camea.

Ma, mentre per Liggio e Sindona (quest'ultimo morirà nel carcere di Voghera dopo aver bevuto un caffè avvelenato, esattamente come Gaspare Pisciotta, grande accusatore del Principe Alliata di Monreale) è la fine, Giuseppe Mandalari pare divenire ancora più forte e, nel 1978, riunisce diverse logge massoniche sotto la denominazione profana di Accademia di Alta Cultura (identico nome di una comunione massonica creata anni prima proprio dal principe Alliata di Monreale), cui fa seguire un collegamento operativo con altre logge presenti a Trapani. Collegati alle logge massoniche trapanesi troviamo i mafiosi Asaro e Calabrò, boss che gestiscono ad Alcamo il laboratorio di morfina-base più grande d’Europa, un miliardo di proventi al giorno, scoperto solo nel 1985. Tra i fornitori di droga del laboratorio di Alcamo vi era l'organizzazione di cui faceva parte il killer Alì Agca che, poco prima di attentare alla vita di Papa Giovanni Paolo II, soggiornerà per alcuni giorni in quelle località.

Coordinatore dei fratelli di Piazza del Gesù in Sicilia, l'importanza di Mandalari in seno alla massoneria, viene alla luce, per la prima volta, solo durante le indagini che hanno ad oggetto le logge trapanesi che si nascondevano dietro il Centro studi Scontrino, logge massoniche all'obbedienza di Giuseppe Mandalari, cui risultavano affiliati mafiosi, politici, funzionari dei servizi segreti, e presso la cui sede era presente l’Associazione musulmani d’Italia, sponsorizzata da Gheddafi (secondo il giudice Palermo affiliato nel 1969 a Londra alla loggia massonica dei Senussi) e facente capo a Michele Papa, capofila per la Sicilia del Supersismi di Santovito e Musumeci, al quale era partecipe anche Pazienza.

Ma neppure questo ennesimo “incidente” ferma Mandalari, la sua carriera continua sino al periodo stragista del 92 -'93 e all'appoggio dato alla neonata formazione politica: Forza Italia.

Come si può notare, seguendo la storia professionale e massonica di un solo protagonista si possono ripercorrere 40 anni di c.d. “misteri” italiani.

Per concludere, e ritornando alla prima domanda con cui abbiamo aperto l'articolo: se Riina dice la verità, Ciancimino con chi potrebbe aver trattato? Forse con Giuseppe Mandalari? Giuseppe Mandalari viene indicato, oltre che come il commericalista della mafia, anche come prestanome di Riina ma, vista la sua storia professionale e massonica, non potrebbe essere vero il contrario?

Ed ancora, se Borsellino non è stato ucciso dalla mafia, è possibile che la sua morte sia stata decisa perché aveva capito, esattamente come anni prima il giudice Occorsio, che la "trattativa" altro non era che un accordo, tra i soliti noti, che rientrava nella mai finita strategia della tensione?

Non lo sappiamo. Noi, basandoci su dati di fatto acquisiti, non possiamo che porci delle domande ed avanzare delle probabili ipotesi, il resto è compito della magistratura.


domenica 1 novembre 2015

Pasolini capì in anticipo il NUOVO ORDINE MONDIALE. Fu assassinato?

"La visione di Pasolini di un nuovo totalitarismo, in cui l’ipermaterialismo distrugge la cultura italiana, può essere considerata un’acuta previsione di ciò che è avvenuto in tutto il mondo nell’era di Internet. Pasolini aveva lavorato al volume “Petrolio”, pubblicato postumo, in cui si delineavano le figure, a malapena dissimulate, di Mattei e Cefis, e si mostrava a conoscenza di come lo scandalo Eni e l’assassinio conducessero al cuore del potere e della loggia massonica P2, di cui Cefis era membro fondatore." 

Chi c’era quella notte all’idroscalo di Ostia? Che cosa aveva scoperto Pasolini? Chi ha firmato la sua condanna a morte?

"Beati voi che siete tutti contenti quando potete mettere su un delitto la sua bella etichetta." Con queste parole cariche di profetico sarcasmo, Pasolini liquidava i suoi colleghi giornalisti e intellettuali. E lo faceva poche ore prima di essere ucciso e diventare lui stesso uno di quei delitti etichettabili, carne da prima pagina e niente più. Infatti, all'indomani della sua morte, quasi tutti i giornali trovarono il modo più remunerativo per presentare il caso: Pasolini era stato ammazzato dal povero ragazzo che aveva tentato di violentare. L'opinione pubblica abboccò e così, quella notte del 1975, Pasolini fu ucciso due volte: prima dalle mani di chi lo aveva aggredito, poi da quelle di chi ne ha per sempre cancellato il ricordo. In "La Macchinazione" David Grieco, che di Pasolini è stato amico e collaboratore, racconta una storia che comincia proprio nel punto in cui finisce il suo omonimo film. Se la pellicola ricostruisce la spaventosa rete di complicità che si nasconde dietro al delitto, nel libro Grieco presenta le prove, le testimonianze e i documenti di un caso giudiziario complesso, abilmente ripercorso nei suoi chiaroscuri dalla postfazione di Stefano Maccioni, l'avvocato che dal 2009 lotta per fare luce sull'intera vicenda. Nel tempo, l'ombra di quel sordido delitto ha oscurato l'opera di Pasolini. Generazioni di studenti sono cresciute senza conoscere i suoi libri, le sue poesie, i suoi articoli, i suoi film.


L'ho notato in libreria e dando una rapida occhiata mi sono subito insospettito. Quando sento P2, loggia massonica di qui o di là, io e chi si interessa di NUOVO ORDINE MONDIALE sappiamo subito dove si andrà a parare (cioè qui).





Nell’aprile di quest’anno il Vaticano, che aveva a suo tempo perseguitato Pasolini e ne aveva appoggiato una condanna per blasfemia, ha definito il suo capolavoro, “Il Vangelo secondo San Matteo”, «il miglior film mai realizzato su Gesù Cristo». Questa espressione della fede radicale di Pasolini dipinge Gesù come un rivoluzionario “Messia rosso”, secondo la dottrina francescana della santa povertà, che ha una parziale influenza sull’attuale pontefice Francesco. Ma l’attenzione ossessiva per la sua morte è meno spiegabile: nel 2010 l’ex sindaco di Roma e leader del Partito Democratico di centro-sinistra Walter Veltroni chiese che il caso venisse riaperto sulla base di un insieme di strane circostanze convergenti e politicamente rilevanti. Pasolini venne ucciso il giorno dopo il suo ritorno da Stoccolma, dove aveva incontrato Ingmar Bergman e altri dell’avanguardia cinematografica svedese, e aveva rilasciato un’esplosiva intervista al settimanale “L’Espresso”, in cui aveva esplicitato il suo argomento preferito: «Ritengo che il consumismo sia una forma di fascismo peggiore delle versioni classiche».


La visione di Pasolini di un nuovo totalitarismo, in cui l’ipermaterialismo distrugge la cultura italiana, può essere considerata un’acuta previsione di ciò che è avvenuto in tutto il mondo nell’era di Internet. Ma la sua critica era stata, per molti mesi prima dell’assassinio, più specifica. Aveva accusato la televisione di esercitare un’influenza estremamente pericolosa, prevedendo con grande anticipo l’emergere e la presa del potere di un soggetto come il magnate mediatico e primo ministro Silvio Berlusconi.

Ancor più nello specifico, aveva scritto una serie di articoli per il “Corriere della Sera” di denuncia della dirigenza del partito al potere, la Democrazia Cristiana, come pervasa dall’influenza della mafia, prefigurando gli scandali della cosiddetta Tangentopoli di 15 anni dopo, quando un’intera classe politica venne messa agli arresti nei primi anni ’90. Nei suoi articoli, Pasolini affermava che la dirigenza democristiana doveva essere processata non solo per corruzione, ma per associazione con il terrorismo neofascista, come le bombe sui treni e i fatti di Milano.
 
Un ulteriore elemento agghiacciante: quelli erano i cosiddetti “anni di piombo” in Italia, culminati nella bomba alla stazione di Bologna cinque anni dopo la morte di Pasolini, per mano di neofascisti in collaborazione coi servizi segreti, che uccise 82 persone. Io ero uno studente nella turbolenta Firenze del 1973, dove ritornai da allora ogni anno, e militante in un’organizzazione radicale chiamata Lotta Continua; e ricordo bene che il giornale “Lotta Continua” riceveva contributi da Pasolini, benché il suo rapporto con i movimenti radicali nati nel 1968 fosse ambiguo. Lui si identificava con i poliziotti contro gli studenti che manifestavano, perché, diceva, loro erano “figli dei poveri” attaccati dai borghesi “figli di papà”. Sta di fatto che al momento dell’omicidio nel 1975, le persone vicine a Pasolini videro la mano del potere dietro al suo assassinio. Non sarebbe stato il primo caso: eminenti personaggi della sinistra furono spesso aggrediti o uccisi; la femminista Franca Rame, che avrebbe sposato l’artista anarchico Dario Fo, venne rapita da neofascisti appoggiati dai carabinieri.
 
Membri della famiglia di Pasolini, il giro dei suoi amici, e gli scrittori Oriana Fallaci e Enzo Siciliano evidenziarono possibili motivi politici per l’assassinio e fornirono prove che contraddicevano la confessione di Pelosi, come un maglione verde ritrovato nella macchina che non apparteneva né a Pasolini né a Pelosi, e un’impronta insanguinata della mano di Pasolini sul tetto (c’era appena qualche macchia di sangue su Pelosi). Dei motociclisti ed un’altra macchina furono visti seguire l’Alfa Romeo. Nel gennaio 2001 uscì un articolo su “La Stampa”, che portava la teoria della cospirazione su un terreno pesante. Si trattava della morte, nel 1962, in un incidente aereo, di Enrico Mattei, presidente del gigante dell’energia Eni, su cui fu girato un famoso film da Francesco Rosi, con cui Pasolini aveva lavorato. L’autore dell’articolo, Filippo Ceccarelli – uno dei più esperti giornalisti politici italiani – citava le inchieste di un giudice, Vincenzo Calia, sugli intrighi politici interni ad Eni, che rivelarono che l’aereo era stato abbattuto. Il giudice Calia coinvolse il successore di Mattei, Eugenio Cefis, in connivenza con leaders politici. Il rapporto citava un giornalista, Mauro di Mauro, che aveva lavorato con Rosi per il film “L’affare Mattei”, che fu rapito e di cui si perse ogni traccia.
 
Molto prima dell’indagine di Calia, pubblicata nel 2003, Pasolini aveva lavorato al volume “Petrolio”, pubblicato postumo, in cui si delineavano le figure, a malapena dissimulate, di Mattei e Cefis, e si mostrava a conoscenza di come lo scandalo Eni e l’assassinio conducessero al cuore del potere e della loggia massonica P2, di cui Cefis era membro fondatore. «Con 25 anni di anticipo», scrisse Ceccarelli, «lo scrittore Pasolini era consapevole dell’esito di una lunga indagine». Poi, nel 2005, si ruppero gli argini. Pelosi, intervistato in televisione, ritrattò la confessione, dichiarando che due fratelli e un altro uomo avevano ucciso Pasolini, chiamandolo “pervertito” e “sporco comunista”, mentre lo colpivano a morte. Disse che essi frequentavano la sede tiburtina del partito neofascista Msi. Tre anni dopo, Pelosi fece altri nomi in un saggio dal titolo “Profondo Nero”, pubblicato dall’editore radicale “Chiarelettere”, in cui rivelava connessioni con cellule fasciste ancor più estreme, legate ai servizi segreti, dicendo che non aveva osato parlare prima, a causa di minacce alla sua famiglia.
 
Uno degli amici più stretti di Pasolini, l’aiuto regista Sergio Citti, uscì allo scoperto dicendo che le sue personali indagini avevano condotto a prove del tutto trascurate: dei pezzi di bastone insanguinati scaricati vicino al campo di calcio, e un testimone, ignorato dall’indagine ufficiale, che aveva visto cinque uomini tirare fuori Pasolini dalla macchina. Citti introdusse un nuovo argomento: il furto delle bobine dell’ultimo film di Pasolini, “Salò”, di cui aveva tentato di negoziare la restituzione. Venne fuori che la banda di ladri frequentava lo stesso bar del biliardo di Pelosi, e aveva contattato Pasolini l’ultimo giorno della sua vita per combinare un incontro. Un’altra ricerca dello scrittore Fulvio Abbate collegava gli assassini alla famosa banda criminale della Magliana, che operava nella periferia del litorale romano. Il caso è ormai chiuso, e c’è chi, nella cerchia di Pasolini come nella classe politica, preferisce così.
(Ed Vulliamy, estratto da “Chi ha davvero ucciso Pier Paolo Pasolini?”, articolo pubblicato sul “Guardian” il 24 agosto 2014 e tradotto da “Come Don Chisciotte”, in occasione della presentazione a Venezia del film di Abel Ferrara. Il film ricostruisce la figura del grande intellettuale partendo dalla sua tragica e misteriosa fine, il 1° novembre 1975, nel corso di un’esecuzione in cui risultò dapprima coinvolto il solo Giuseppe “Pino” Pelosi, allora diciassettenne).

FONTE :  
http://www.libreidee.org/2014/09/pasolini-profetizzo-gli-orrori-di-oggi-chi-lha-ucciso/

Biografia di Pasolini :  https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini

Da leggere anche : 
http://www.signoraggio.it/registra-video-sul-nuovo-ordine-mondiale-e-poi-tira-le-cuoia/



VIDEO SU PASOLINI :

Ombre sul Giallo - Pier Paolo Pasolini sapeva troppo

https://www.youtube.com/watch?v=BnQL1q3SNtM

venerdì 21 novembre 2014

Alieni coinvolti nel crollo delle torri gemelle

11 Settembre : forse fu un accordo tra gli Illuminati e le potenti logge massoniche americane (Bilderberg) agli ordini degli alieni a causare il crollo delle torri gemelle secondo il prof. Corrado Malanga il quale riuscì a parlare con uno di loro durante una delle sue ipnosi regressive che confermò il tutto.

venerdì 7 settembre 2012

Schifosissimi Illuminati - Come si riuniscono i loro sudditi


Massoneria, milizia degli schifosissimi Illuminati per reclutare adepti (meglio se giovani). Le telecamere della RAI sono riuscite ad entrare in una assemblea del GRANDE ORIENTE.

Filosofia, sporca loro religione e luridi mezzi per arrivare al tanto agognato sogno dei loro padroni : il NUOVO ORDINE MONDIALE.


lunedì 23 luglio 2012

Film e mistero : La leggenda del cacciatore di vampiri











Lincoln apprende in giovane età che sua madre è stata uccisa da un predatore soprannaturale. Questo provoca la sua curiosa ma non documentata sanguinosa vendetta, che dura per tutta la sua vita, contro i vampiri (vedere link in merito) e gli alleati proprietari di schiavi.

Un film fantabiografico che mescola appunto storia con fantasia. Una cosa è certa: Lincoln era dotato di molta intelligenza, forse troppa per gli schifosissimi Illuminati a cui stava mettendo i bastoni tra le ruote. Per questo motivo fu assassinato.



Abraham Lincoln (generalmente citato, nei testi in lingua italiana, come Abramo Lincoln; Hodgenville, 12 febbraio 1809Washington, 15 aprile 1865) è stato un politico statunitense. È stato il 16º Presidente degli Stati Uniti d'America, e il primo ad appartenere al Partito Repubblicano. È considerato sia dalla storiografia sia dall'opinione pubblica uno dei più importanti e popolari presidenti degli Stati Uniti.
Fu il presidente che pose fine alla schiavitù, prima con la Proclamazione dell'Emancipazione (1863), che liberò gli schiavi negli Stati dell'Unione, e poi con la ratifica del Tredicesimo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America, con il quale nel 1865 la schiavitù venne abolita in tutti gli Stati Uniti. A Lincoln è riconosciuto il merito di aver allo stesso tempo preservato l'unità federale della nazione, sconfiggendo gli Stati Confederati d'America (favorevoli al mantenimento della schiavitù) nella Guerra di secessione statunitense.
L'operato di Lincoln ha avuto una duratura influenza sulle istituzioni politiche e sociali degli Stati Uniti, dando inizio a un maggiore accentramento del potere del governo federale e ponendo un limite al raggio d'autonomia dei governi dei singoli Stati. L'autorevolezza di Lincoln è stata rafforzata dalla sua abilità di oratore, e il Discorso di Gettysburg, il più significativo e famoso da lui pronunciato, è considerato una delle pietre miliari dell'unità e dei valori della nazione americana.
Alcuni sostenitori dei "diritti degli Stati" (in particolare coloro che guardavano con favore alle posizioni dei Confederati), hanno considerato Lincoln un autoritario, che sospese le libertà civili e la segretezza della votazione, fece giustiziare i dimostranti contrari alla guerra, e soppresse il diritto di secessione, per il quale lo stesso Lincoln aveva discusso nel 1848. Altri critici enfatizzano il credo di Lincoln nella supremazia bianca (si veda il Dibattito Lincoln-Douglas del 1858) e l'iniziale appoggio alla schiavitù.


Gioventù

Lincoln nacque il 12 febbraio 1809, in una fattoria di Nolin Creek, in Kentucky, da Thomas Lincoln e da Nancy Hanks (quest'ultima un'antenata del padre dell'attore Tom Hanks[senza fonte]), due contadini privi di una formale educazione. Gli fu dato il nome di suo nonno paterno, il capitano Abraham Lincoln. Lincoln si trasferì in giovane età nell'Indiana, e successivamente a New Salem nell'Illinois. Prestò servizio come capitano nell'esercito degli Stati Uniti d'America durante la Guerra di Aquila Nera.
In seguito si cimentò in alcune imprese politiche e commerciali e godette di ottima reputazione come avvocato. In breve tempo venne eletto al Congresso degli Stati Uniti nel 1846, ed ebbe un ottimo tirocinio nell'Illinois, sia prima sia dopo il suo singolo mandato alla Camera dei Rappresentanti USA.

Inizi della carriera politica

Lincoln passò la maggior parte del suo tempo da solo e non fece una grande impressione presso i suoi colleghi politici. Usò la propria posizione per poter parlare contro la guerra con il Messico, che attribuì al desiderio di "gloria militare". Quando il suo mandato finì, si dedicò principalmente a guadagnarsi da vivere come avvocato.

L'attività legale

All'inizio della propria carriera legale, Lincoln girò di città in città finché non si stabilì nella cittadina di Springfield. A Springfield dimostrò subito la propria abilità di oratore, tanto che durante i processi a cui egli partecipava la gente accorreva per ascoltarlo. La gente capiva ciò che diceva a causa del suo linguaggio semplice. Una causa che riuscì a vincere fu per una truffa nel commercio dei cavalli: la vittoria venne a colpi di ironia contro il pubblico ministero, che si era messo la camicia al contrario, riuscendo a scoraggiarlo e vincere la causa.
Lincoln divenne famoso nell'ambiente legale dell'Illinois alla metà degli anni cinquanta, specialmente per la sua partecipazione a processi riguardanti interessi in competizione nel campo dei trasporti, sia fluviali sia ferroviari.
Per esempio, egli rappresentò la Alton & Sangamon Railroad in un processo del 1851 contro uno dei suoi azionisti, James A. Barret: quest'ultimo aveva rifiutato di pagare il dovuto all'impresa con la motivazione che essa aveva cambiato il percorso progettato inizialmente.
Lincoln sostenne che, secondo la legge, una società non è legata dal suo statuto originario quando questo può essere corretto nell'interesse del pubblico, che il nuovo percorso era migliore e meno costoso, e che di conseguenza la società aveva il diritto di citare Mr. Barret per il suo mancato pagamento. Lincoln vinse la causa, e la decisione da parte della Corte Suprema dell'Illinois fu citata da molte altre corti in tutti gli Stati Uniti.
Un altro importante esempio del talento di Lincoln come avvocato per le ferrovie fu una causa su un'esenzione dalle tasse che lo stato concesse all'Illinois Central Railroad. La contea di McLean sostenne che lo stato non aveva l'autorità per concedere una simile esenzione, e voleva tassare comunque la società. Nel gennaio del 1856, la Corte Suprema dell'Illinois decise di confermare l'esenzione dalle tasse, dichiarandosi d'accordo con gli argomenti di Lincoln.

 

Verso la presidenza


Il Kansas-Nebraska Act del 1854, che aprì i due citati territori alla schiavitù (annullando quindi i limiti alla diffusione della schiavitù che erano parte del Compromesso del Missouri del 1820), aiutò inoltre Lincoln a tornare nella politica. A farlo risaltare rispetto agli altri fu un discorso contro il Kansas-Nebraska, il 16 ottobre 1854 a Peoria.
Durante la sua campagna (perdente) per essere eletto senatore nel 1858 contro Stephen A. Douglas, Lincoln condusse molti dibattiti contro Douglas in una serie di eventi che rappresentarono una discussione a livello nazionale su problemi che avrebbero presto spaccato la nazione in due. Tali dibattiti furono l'anticipazione delle elezioni presidenziali del 1860, in cui Douglas e Lincoln erano nuovamente pretendenti. Il 6 novembre 1860 Lincoln venne eletto sedicesimo Presidente degli Stati Uniti d'America, il primo repubblicano a raggiungere tale carica.
Poco dopo la sua elezione, la parte Sud degli Stati Uniti fece vedere inequivocabilmente che la secessione era inevitabile, il che aumentò notevolmente la tensione che attraversava la nazione. Lincoln sopravvisse a un tentativo di assassinio a Baltimora, e il 23 febbraio 1861 arrivò a Washington in segreto e sotto mentite spoglie. I sudisti attaccarono Lincoln per questo suo atto di prudenza, ma l'impegno nella protezione della sua carica, della sua politica e della sua stessa vita non era da sottovalutare: i fatti dimostrarono che Lincoln aveva ben ragione a non esporsi inutilmente, poiché fu assassinato pochi anni dopo.

Lincoln presidente

All'insediamento di Lincoln il 4 marzo 1861, i Turner formarono la sua guardia del corpo; era inoltre presente una considerevole guarnigione di truppe federali, pronta a proteggere il presidente e la capitale dall'invasione dei ribelli.

Lincoln e la schiavitù

La posizione di Lincoln riguardo alla liberazione dalla schiavitù degli afrostatunitensi è a tutt'oggi oggetto di controversie, nonostante la frequenza e la chiarezza con cui la sostenne sia prima della sua elezione come presidente (vedi Controversie Lincoln-Douglas del 1858) sia dopo (vedi Primo discorso inaugurale di Lincoln). Espose la sua posizione con forza e in brevi parole in una lettera a Horace Greeley del 22 agosto 1862.

« Io salverei l'Unione. La salverei nella maniera più rapida al cospetto della Costituzione degli Stati Uniti. Prima potrà essere ripristinata l'autorità nazionale, più simile sarà l'Unione "all'Unione che fu". Se ci fosse chi non desidera salvare l'Unione, a meno di non potere allo stesso tempo salvare la schiavitù, io non sarei d'accordo con costoro. Se ci fosse chi non desidera salvare l'Unione a meno di non poter al tempo stesso sconfiggere la schiavitù, io non sarei d'accordo con costoro. Il mio obiettivo supremo in questa battaglia è di salvare l'Unione, e non se porre fine o salvare la schiavitù. Se potessi salvare l'Unione senza liberare nessuno schiavo, io lo farei; e se potessi salvarla liberando tutti gli schiavi, io lo farei; e se potessi salvarla liberando alcuni e lasciandone altri soli, io lo farei anche in questo caso. Quello che faccio al riguardo della schiavitù, e della razza di colore, lo faccio perché credo che aiuti a salvare l'Unione; e ciò che evito di fare, lo evito perché non credo possa aiutare a salvare l'Unione. Dovrò fermarmi ogni volta che crederò di star facendo qualcosa che rechi danno alla causa, e dovrò impegnarmi di più ogni volta che crederò che fare di più rechi giovamento alla causa. Dovrò provare a correggere gli errori quando dimostreranno d'essere errori; e dovrò adottare nuove vedute non appena mostreranno di essere vedute corrette »

« Ho sostenuto qui i miei propositi in accordo con il punto di vista dei miei obblighi ufficiali; e non ho intenzione di modificare la mia più volte ribadita volontà personale che tutti gli uomini possano essere liberi »
In ogni caso, al momento in cui scrive questa lettera, Lincoln stava già andando verso l'emancipazione, cosa che avrebbe portato alla Proclamazione dell'emancipazione. È inoltre rivelatoria la sua lettera scritta un anno dopo a James Conkling il 26 agosto 1863, che includeva il seguente estratto:

« C'è voluto più di un anno e mezzo per sopprimere la ribellione prima che fosse tenuta la proclamazione, gli ultimi cento giorni dei quali passati con l'esplicita coscienza che stava arrivando, senza essere avvertita da quelli in rivolta, ritornando alle loro faccende. La guerra è progredita in modo a noi favorevole dall'annuncio della proclamazione. So, per quanto sia possibile conoscere le opinioni degli altri, che alcuni comandanti delle nostre armate in campo, che ci hanno dato i successi più importanti, credono nella politica dell'emancipazione e l'uso delle truppe di colore costituisce il colpo più pesante finora sferrato alla Ribellione, e che almeno uno di questi importanti successi non sarebbe stato raggiunto se non fosse stato per l'aiuto dei soldati neri. Tra i comandanti che hanno queste opinioni ve ne sono alcuni che non hanno mai avuto alcuna affinità con quello che viene chiamato abolizionismo o con le politiche del partito repubblicano ma le sostengono dalla prospettiva puramente militare. Sottometto queste opinioni come intitolate a una certa rilevanza contro le obiezioni spesso mosse che emancipare e armare i neri siano scelte militari poco sagge e non siano state adottate come tali in buona fede »

« Voi dite che non combatterete per liberare i negri. Alcuni di loro sembrano disposti a lottare per voi; ma non importa. Combattete allora esclusivamente per salvare l'Unione. Ho emanato la proclamazione di proposito per aiutarvi a salvare l'Unione. Nel momento in cui avrete vinto tutta la resistenza all'Unione, se vi inciterò a combattere ancora, sarà il momento buono per voi di dichiarare che non combatterete per liberare i negri »

« Ho pensato che nella vostra lotta per l'Unione, a qualsiasi livello i negri abbiano cessato di aiutare il nemico, a tale livello hanno indebolito la resistenza del nemico nei vostri confronti. La pensate diversamente? Ho pensato che qualsiasi negro che possa essere impiegato come soldato, lascia meno da fare ai soldati bianchi per salvare l'Unione. Vi sembra vada diversamente? Ma i negri, come le altre persone, agiscono in base a motivazioni. Perché dovrebbero fare qualcosa per noi, se non faremo niente per loro? Se mettono a rischio le loro vite per noi, devono essere spinte dal più forte dei motivi—anche la promessa della libertà. E la promessa fatta, deve essere mantenuta »
Lincoln si incontra con il suo gabinetto per la prima lettura della bozza della Proclamazione di emancipazione, il 22 luglio 1862. Dirà in seguito: "Non mi sono mai, nella mia vita, sentito più certo di stare facendo la cosa giusta, che quando firmai quel documento."

 


Proclamazione dell'emancipazione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Abolizionismo.
Lincoln è spesso accreditato come colui che liberò gli schiavi afro-americani con la Proclamazione dell'emancipazione, anche se questo liberò solo gli schiavi nelle aree della Confederazione non ancora controllate dall'Unione; nei territori occupati e del nord, gli schiavi non vennero liberati. In ogni caso, la proclamazione abolì la schiavitù negli stati ribelli, uno degli obiettivi della guerra, e divenne l'impulso per la modifica del tredicesimo e del quattordicesimo emendamento della costituzione americana che rispettivamente abolivano la schiavitù e stabilivano i diritti civili federali. Nonostante le conseguenze che ebbe la sua azione determinante nella lotta alla schiavitù, le sue posizioni su tale fenomeno non erano poi così all'avanguardia. A dimostrazione di ciò è chiarificante una sua dichiarazione del 1858:

« Non sono, e non sono mai stato, favorevole a una qualsiasi realizzazione della parità sociale e politica della razza bianca e nera; esiste una differenza fisica tra la razza bianca e nera che credo impedirà per sempre alle due razze una convivenza in termini di parità sociale e politica. E poiché esse non possono convivere in questa maniera, finché rimangono assieme ci dovrà essere la posizione superiore e inferiore, e io, al pari di chiunque altro, sono favorevole a che la posizione superiore venga assegnata alla razza bianca »
Alcuni studiosi, tra cui Stacy Pratt McDermott[1], contestano questa interpretazione della visione di Lincoln sul razzismo.

 

Il discorso di Gettysburg

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Discorso di Gettysburg.
Lincoln mostrò un carisma magnetico alla popolazione dell'Unione durante la guerra come è evidenziato dal discorso di Gettysburg, un discorso tenuto in occasione della dedica di un cimitero per i soldati dell'Unione morti nella battaglia di Gettysburg del 1863. Mentre la maggioranza di coloro che tennero discorsi (come per esempio Edward Everett) parlarono a lungo dell'evento, alcuni per ore, le poche parole scelte da Lincoln risuonarono attraverso la nazione e la storia, sconfiggendo la predizione fatta da Lincoln stesso che "il mondo non le annoterà, e non sarà ricordato a lungo quello che diciamo qui". Mentre ci sono pochi documenti relativi agli altri discorsi del giorno, quello di Lincoln è ritenuto essere uno dei più grandi della storia.

 

La guerra di secessione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Guerra di secessione americana.
La guerra fu una fonte di costante frustrazione per il presidente, e occupò quasi tutto il suo tempo. Dopo ripetute delusioni da parte del generale George McClellan e di una fila di altri comandanti generali di scarso successo, Lincoln si affidò alla fiduciosa decisione di nominare un comandante dell'esercito radicale e in qualche modo scandaloso: il generale Ulysses S. Grant. Grant avrebbe applicato il suo sapere militare e il suo talento nella conduzione degli uomini, per arrivare alla fine della guerra.
Quando Richmond, la capitale confederata, venne infine catturata, Lincoln vi si recò per compiere un gesto pubblico, sedendosi alla scrivania di Jefferson Davis, dicendo in maniera simbolica alla nazione che il Presidente degli Stati Uniti aveva autorità su tutto il territorio. Venne accolto in città come un eroe conquistatore dagli schiavi liberati, i cui sentimenti vennero riassunti dalla frase di un ammiratore, "So che sono libero perché ho visto il volto di Padre Abramo e l'ho sentito."
La ricostruzione dell'Unione pesò molto sulla mente del presidente. Egli era determinato a intraprendere un percorso che non avrebbe alienato permanentemente gli ex stati confederati.
Nel 1864, Lincoln fu il primo e unico presidente ad affrontare un'elezione presidenziale durante la guerra. La durata della guerra e la questione dell'emancipazione apparvero ostacolare gravemente le sue prospettive e una sconfitta elettorale nei confronti del candidato democratico George McClellan appariva probabile. Comunque, una serie di tempestive vittorie dell'Unione, poco prima del giorno delle elezioni, cambiarono la situazione in modo sostanziale e Lincoln venne rieletto.
Durante la guerra di secessione Lincoln ebbe poteri che nessun presidente precedente aveva detenuto; sospese il precetto dell'habeas corpus e imprigionò di frequente le spie e i simpatizzanti sudisti senza processo. D'altra parte, spesso annullò le esecuzioni.
Famosa è rimasta la cosiddetta Bixby letter, lettera inviata dal presidente Lincoln nel novembre del 1864 a Lydia Bixby, madre di cinque figli rimasti uccisi durante la guerra di secessione. Il testo di tale lettera è ritenuto uno dei migliori scritti di Lincoln. Se ne riporta appresso la traduzione.
« Mansion esecutivo,
Washington, 21 novembre 1864.
Gentile Signora,
il Dipartimento di guerra mi ha mostrato una dichiarazione del Generale del Massachusetts che lei è la madre di cinque figli che sono morti gloriosamente sul campo di battaglia. Sento che le mie parole per alleviarle il dolore di una così forte perdita sono deboli ed inutili. Ma non posso evitare di scriverle perché sono il ringraziamento della Repubblica per cui hanno lottato per la sua salvezza. Prego il Padre Celeste perché l’orgoglio per il sacrificio dei suoi figli sull’altare della libertà prevalga sul dolore per la loro assenza.
I più sinceri e cordiali saluti
A. Lincoln »

 

L'assassinio

L'assassinio del Presidente Lincoln di Currier e Ives




Dopo la fine della guerra, Lincoln si era incontrato di frequente con il generale Grant. I due uomini pianificavano la ricostruzione del Paese ed era nota a tutti la loro stima reciproca. Durante il loro ultimo incontro, il 14 aprile 1865 (Venerdì Santo), Lincoln aveva invitato il generale Grant a un evento mondano per quella sera, ma Grant aveva declinato.
Senza la compagnia del generale e senza la sua guardia del corpo Ward Hill Lamon i Lincoln andarono al Ford's Theatre, a Washington, dove era in programmazione Our American Cousin, una commedia musicale dello scrittore britannico Tom Taylor (1817-1880). Nell'istante in cui Lincoln prese posto nel palco presidenziale, John Wilkes Booth, un attore della Virginia simpatizzante sudista, entrò nel palco e sparò un colpo di pistola calibro 44 alla testa del Presidente, gridando "Sic semper tyrannis!" (Latino: "Così sia sempre per i tiranni!" - motto dello Stato della Virginia e frase storicamente pronunciata da Bruto nell'uccidere Cesare. Secondo altre versioni gridò "Il Sud è vendicato"), saltando successivamente giù dal palco e rompendosi una gamba.
I cospiratori avevano pianificato l'assassinio di altri ufficiali del governo nello stesso istante, ma Lincoln fu l'unica vittima. Booth si trascinò al proprio cavallo e riuscì a fuggire, mentre il Presidente colpito a morte fu portato in una casa dall'altro lato della strada oggi chiamata Petersen House, dove giacque in coma per alcune ore prima di spirare. Fu ufficialmente dichiarato morto alle 7:22 del mattino del 15 aprile 1865.
Booth fu scoperto nascosto in un granaio e venne ucciso; diversi altri cospiratori vennero infine catturati e impiccati o imprigionati. Quattro persone furono giudicate da un tribunale militare e impiccate per complicità nell'assassinio: David Herold, George Atzerodt, Lewis Powell (alias Lewis Payne) e Mary Surratt (la prima donna a essere giustiziata negli Stati Uniti). Tre persone vennero condannate all'ergastolo (Michael O'Laughlin, Samuel Arnold, e Samuel Mudd), mentre Edman Spangler fu condannato a sei anni di carcere. John Surratt, giudicato successivamente da una corte civile, fu prosciolto. L'equità delle condanne, in particolare quella di Mary Surratt, è stata messa in discussione ed esistono dubbi sul grado del suo coinvolgimento nella cospirazione.
Negli Stati Uniti è entrata nel folclore la "leggenda sulle coincidenze Lincoln-Kennedy", riguardante le pretese concomitanze tra i decessi dei due presidenti.




Il treno funebre di Lincoln




Il corpo di Lincoln fu riportato in Illinois in treno, con un grandioso corteo funebre che attraversò diversi stati. L'intera nazione pianse l'uomo che molti consideravano il salvatore degli Stati Uniti, nonché protettore e difensore di ciò che Lincoln stesso chiamava "il governo della gente, dalla gente e per la gente". Alcuni critici sostengono come in realtà fossero i Confederati a difendere il loro diritto all'auto-governo, diritto che Lincoln aveva soppresso, e come l'unità degli Stati fosse stata preservata a discapito della sua natura volontaria.

 

La famiglia Lincoln

Abramo Lincoln e Mary Todd Lincoln ebbero quattro figli. Solo uno sopravvisse fino all'età adulta.
  1. Robert Todd Lincoln: nato il 1º agosto 1843 a Springfield (Illinois) - morto il 26 luglio, 1926 a Manchester (Vermont).
  2. Edward Baker Lincoln: nato il 10 marzo 1846 a Springfield (Illinois) - morto il 1º febbraio 1850 a Springfield (Illinois)
  3. William Wallace Lincoln: nato il 21 dicembre 1850 a Springfield (Illinois) - morto il 20 febbraio 1862 in Washington, D.C.
  4. Thomas "Tad" Lincoln: nato il 4 aprile 1853 a Springfield (Illinois) - morto il 16 luglio 1871 a Chicago (Illinois).
Lincoln non ha discendenti viventi.

 

La riesumazione

Lincoln venne seppellito all'"Oak Ridge Cemetery" di Springfield, dove nel 1874 fu terminata la costruzione di una tomba in granito alta 54 metri, sormontata da diverse statue di bronzo. Vi sono sepolti anche sua moglie e tre dei suoi quattro figli (Robert è sepolto nel Cimitero Nazionale di Arlington). Negli anni successivi alla sua morte vennero compiuti dei tentativi di rubare la salma di Lincoln allo scopo di ottenere un riscatto. Attorno al 1900 Robert Todd Lincoln decise che per prevenire il furto del corpo era necessario costruire una cripta permanente per il padre. La bara di Lincoln fu racchiusa da spesse pareti di cemento, circondate da una gabbia, e sepolta sotto una lastra di pietra. Il 26 settembre 1901 il corpo di Lincoln venne riesumato così da poter essere nuovamente sepolto nella nuova cripta. I presenti (23 persone compreso Robert Lincoln) temendo che il corpo potesse essere stato trafugato negli anni intercorsi, decisero comunque di aprire la bara per controllare. Quando l'aprirono, furono meravigliati dallo stato di conservazione del corpo sebbene fosse stato imbalsamato. Era infatti perfettamente riconoscibile, anche a ormai più di trent'anni dalla morte. Sul suo petto vennero rinvenuti i resti della bandiera americana (piccoli brandelli rossi, bianchi e blu) con la quale era stato seppellito, che si era ormai sgretolata.
Tutte e 23 le persone che videro i resti di Lincoln sono scomparse da tempo. L'ultima di queste fu Fleetwood Lindley, che morì il 1º febbraio 1963. Tre giorni prima di morire, Lindley venne intervistato. Disse: «Sì, la sua faccia era bianca come il gesso. I suoi vestiti umidi. Mi venne permesso di reggere una delle strisce di pelle quando calammo il feretro per versare il cemento. Non fui spaventato al momento, ma dormii con Lincoln per i sei mesi successivi».[2]

 

In memoria di Lincoln

La scultura di Lincoln del Lincoln Memorial, opera di Daniel Chester French





Lincoln è stato ricordato in molti modi. Diverse città statunitensi portano il suo nome, soprattutto la capitale del Nebraska. Gli è stato dedicato il Lincoln Memorial di Washington, ed è raffigurato sulla banconota da cinque dollari, sulla moneta da un centesimo e nel monumento del Monte Rushmore. La Tomba di Lincoln e la Casa di Lincoln a Springfield, New Salem (una ricostruzione della cittadina dove visse all'inizio dell'età adulta), il Ford's Theater e la Petersen House sono tutti luoghi conservati come musei.
Il 12 febbraio 1892 il compleanno di Lincoln venne dichiarato come festività federale negli Stati Uniti, anche se venne in seguito combinato con il compleanno di George Washington nel President's Day (sono ancora celebrati separatamente in Illinois).
Il sottomarino Abraham Lincoln (SSBN-602) e la portaerei Abraham Lincoln (CVN-72) sono stati battezzati in suo onore.

Nei media

Nel 2010 è uscito il film The Conspirator che racconta la storia di Mary Surratt, l'unica donna ad essere accusata di cospirazione nell'assassinio del presidente.
Nel romanzo del 1992 di Clive Cussler Sahara viene raccontata una storia alternativa, e immaginaria, riguardo la sua morte, secondo la quale i Confederati, durante le ultime fasi della Guerra di Secessione avevano catturato Lincoln e trasferitolo su una delle loro corazzate, la Texas. Dopo un'epica battaglia sul fiume James, Virginia, la Texas sbaragliò una flotta unionista e riuscì a guadagnare il fiume Niger, in Africa, dove si arenò. Secondo il romanzo, l'uomo ucciso al Ford's Theatre era un attore, ingaggiato dal Segretario della Guerra Edwin M. Stanton, così come Booth, nel quadro di una cospirazione orchestrata da Stanton per assumere il potere. Gli eroi del romanzo, Dirk Pitt e Al Giordino scopriranno la nave e rimanderanno la salma del Presidente negli Stati Uniti.

Il gabinetto Lincoln

Nomine alla Corte Suprema




Lincoln l’ammazzavampiri E se non fosse solo fantasia?

Il presidente Usa era appassionato d’occulto (e di asce). Per questo ora è un super eroe horror. Molto credibile

A bramo Lincoln era un cacciatore di vampiri. Molti storici potrebbero inquietarsi davanti a un’affermazione del genere ma i lettori americani che hanno divorato le pagine de La leggenda del cacciatore di vampiri - Il diario segreto del presidente (Editrice Nord) di Seth Grahame-Smith sono convinti che ci sia qualcosa di vero in quella affermazione. Questa bizzarra ipotesi viene sviluppata in un originale romanzo horror in cui sono mescolate pagine dei diari veri del presidente americano, fotografie dell’epoca e racconti in prima persona che ci danno un’appassionante versione alternativa della storia americana. Seth Grahame-Smith era già diventato un autore di culto grazie al fortunatissimo Orgoglio e pregiudizio e zombie con il quale aveva dimostrato di saper reinventare il classico di Jane Austen in chiave splatter.
La leggenda del cacciatore di vampiri dimostra che il buon sangue letterario non mente fin dalla sua premessa: «Per più di duecentocinquanta anni, fra il 1607 e il 1865, i vampiri hanno popolato le ombre degli Stati Uniti d’America. Pochi umani credevano alla loro esistenza. Abramo Lincoln è stato tra i più zelanti cacciatori di vampiri del suo tempo, e di questa lotta ha tenuto per tutta la vita un diario segreto. Le dicerie sull’esistenza del diario appassionano da tempo gli storici e i biografi di Lincoln. I più ritengono che si tratti di una leggenda». E proprio su leggende credibili e verità storiche mescolate ad arte è costruito tutto il libro di Grahame-Smith che per mesi ha stazionato nelle zone alte della top ten dei bestsellers del New York Times.
Tutto ha inizio nell’Indiana nel 1818 quando Abramo Lincoln assiste impotente alla morte di sua mamma. Solo anni più tardi scoprirà che a toglierle il respiro è stato un vampiro e deciderà così di dedicare la vita alla caccia dei signori della notte. Per certo, sappiano che il futuro presidente degli Stati Uniti fu davvero un uomo dotato di una forza fisica incredibile e che apprese fin da bambino l’uso dell’ascia, arma che nel romanzo gli vediamo impugnare contro i vampiri. Seth Grahame-Smith sostiene di avere scritto il suo libro pensando «sia agli appassionati di storia che a quelli di vampiri senza voler fare alcuna concorrenza a Stephanie Meyer». Così, per rendere intrigante la trama, l’autore ri-racconta in chiave horror molti degli eventi misteriosi che rivoluzionarono la vita del futuro presidente americano: da quando sopravvisse nel 1818 a una terribile caduta da cavallo a quando venne processato nel 1858 per omicidio ma venne scagionato perché dimostrò la sua innocenza mostrando uno strano calendario; da quando gli venne predetta la morte nel 1861 da uno sconosciuto a quando nel 1865 scampò a un pericoloso rapimento. Dietro a questi eventi c’è un tassello della parallela guerra contro i vampiri. «Ci sono più di quindicimila libri che parlano di Lincoln - spiega Grahmame-Smith - Analizzano la sua infanzia, la sua salute mentale, la sua sessualità, le sue opinioni su razza, religione e giustizia. Quasi tutti contengono una buona dose di verità. Alcuni hanno persino accennato all’esistenza di un diario segreto e a una sua personale ossessione per l’occulto. Eppure nessuno di essi contiene una sola parola riguardo alla lotta più importante della sua vita. Una lotta che finì per riversarsi sui campi di battaglia della Guerra Civile».
Tutto sembra incredibile e allo stesso tempo possibile nella narrazione ironica e allucinata di Seth Grahme-Smith e gli appassionati di camei non potranno che emozionarsi davanti all’incontro fra Abramo Lincoln ed Edgar Allan Poe: il cacciatore di vampiri suggestionerà il maestro dell’horror americano dandogli spunti per creare la sua «non morta» Lady Ligeia. La leggende del cacciatore di vampiri è diventato anche un pirotecnico horror movie realizzato dal regista kazako Timur Bekmambetov (già autore del ciclo de I guardiani del giorno e di Wanted) che approderà nei cinema italiani il prossimo 20 luglio e in cui a vestire i ruoli del presidente Abramo Lincoln e del vampiro Henry Sturgess sono rispettivamente gli attori Benjamin Walker e Dominic Cooper. Hollywood ha già sperimentato il talento di Seth Grahme-Smith facendogli sceneggiare Dark Shadows di Tim Burton e il regista americano, entusiasta, non solo ha deciso di produrre La leggende del cacciatore di vampiri ma ha anche affidato allo scrittore la sceneggiatura del suo prossimo Beetlejuice 2.


http://www.ilgiornale.it




COMPLOTTO MASSONICO PER UCCIDERE LINCOLN E J.F. K.?


Gli Stati Uniti d'America sono un nazione controllata dalla Massoneria1, sin dal tempo di George Washington (membro della Massoneria e dell'Ordine degli Illuminati Bavaresi) e di Benjamin Franklin (fondatore della Loggia del Grembiule di Pelle e Gran Maestro della Loggia di Philadelphia, la prima loggia massonica americana)2. La storia statunitense è permeata di simboli massonici, dall'anno di fondazione della nazione, il 1776 (anno della fondazione dell'Ordine degli Illuminati Bavaresi di George Washington, l'1 maggio 1776), alla bancona da un dollaro. Tutti i Presidenti degli Stati Uniti furono iscritti alla Libera Muratoria, fra i quali Franklin Delano Roosevelt (33° Grado del Rito Scozzese della Libera Muratoria), Henry (Harry) Truman (che quando raggiunse il 33° Grado si fece aggiungere il secondo nome di Solomon, in onore del re Salomone, eroe della Massoneria), William (Bill) Clinton (33° Grado) e George Herbert Walker Bush (33° Grado). Tutti iPresidenti, eccetto cinque. Di questi cinque, uno è Barack Hussein Obama (che comunque è membro del Bilderberg Club e della para-massonica e segreta Society of Skull and Bones, Società del Teschio e delle Ossa, già Fratellanza della Morte) e un altro è George Walker Bush (membro anch'egli della Società del Teschio e delle Ossa, come suo padre, suo nonno paterno e il padre della sua nonna paterna), che fa rifiutato dalla Massoneria3.
Restano tre Presidenti, di cui uno fu Richard Nixon, eliminato da Henry Kissinger tramite il celeberrimo scandalo del Watergate.
Rimangono soltanto due uomini, entrambi assassinati secondo un rituale ben definito (unica spiegazione razionale alle decine di “coincidenze” su di loro e le loro morti), come dimostrerò nella tabella seguente. I loro nomi sono Abraham Lincoln e John Fitzgerald Kennedy.
E Kennedy fu ucciso da Lee Harvey Oswald, 33° Grado del Rito Scozzese della Massoneria.




 


LINCOLN


KENNEDY
 1
Pare che avesse una segretaria di nome Kennedy. Ebbe una segretaria di nome Lincoln.
 2
Amava le sedie a dondolo. Amava le sedie a dondolo.
 3
Era uno dei tre Presidenti U.S.A. a non appartenere né a logge massoniche, né a sette para-massoniche. Era uno dei tre Presidenti U.S.A. a non appartenere né a logge massoniche, né a sette para-massoniche.
 4
Fu assassinato da John Wilkes Booth, nome di 15 lettere. Fu assassinato da Lee Harvey Oswald, nome di 15 lettere.
 5
Il suo successore era un massone. Il suo successore era un massone.
 6
Il suo successore si chiamava Johnson. Il suo successore si chiamava Johnson.
 7
Il nome del suo successore, Andrew Johnson, contiene 13 lettere, numero esoterico rappresentante l'anno e i 12 mesi, il Sole e lo zodiaco, Horus e i 12 discepoli, il qumraniano Moreh ha-Tseddq, il Maestro di Giustizia, e i 12 consiglieri, Re Artù e i 12 Cavalieri della Tavola Rotonda, Himmler e i 12 leaders delle S.S., ecc. Il nome del suo successore, Lyndon Johnson, contiene 13 lettere.
 8
Lincoln” è composto da 7 lettere, numero esoterico (presente anche nella Menorah, il Candelabro giudaico a Sette Bracci). Kennedy” è composta da 7 lettere.
 9
Prese il nome da suo nonno. Prese il nome da suo nonno.
 10
Era secondogenito. Era secondogenito.
 11
Subì la morte di sua sorella prima di venire eletto. Subì la morte di sua sorella prima di venire eletto.
 12
Si sposò nel suo quarto decennio di vita, a 33 anni, numero esoterico relativo a Horus e a Cristo e ai gradi (33) del Rito Scozzese della Massoneria; il 3 inoltre (ripetuto due volte in “33”) è simbolo della Trimurti induista, delle Moire, delle Parche, delle Norne, di Amon-Khonsu-Mut, di Osiride-Horus-Iside, di Nimrod-Tammuz-Semiramide, di El-Baal-Astarte, della Trinità cristiana, ecc. Si sposò nel suo quarto decennio di vita.
 13
Sua moglie era bruna. Sua moglie era bruna.
 14
Sua moglie al momento delle nozze aveva 24 anni. Sua moglie al momento delle nozze aveva 24 anni.
 15
Sua moglie al momento delle nozze era già socialmente importante. Sua moglie al momento delle nozze era già socialmente importante.
 16
Sua moglie parlava fluentemente il francese. Sua moglie parlava fluentemente il francese.
 17
Sua moglie era conosciuta per il di lei stile. Sua moglie era conosciuta per il di lei stile.
 18
Sua moglie era stata precedentemente fidanzata (cosa che all'epoca non era comune). Sua moglie era stata precedentemente fidanzata (cosa che all'epoca non era comune).
 19
Sua moglie portò grandi rinnovamenti alla Casa Bianca Sua moglie portò grandi rinnovamenti alla Casa Bianca.
 20
Subì la morte di un figlio durante il suo mandato. Subì la morte di un figlio durante il suo mandato.
 21
I suoi figli cavalcavano dei pony sul prato della Casa Bianca. I suoi figli cavalcavano dei bony sul prato della Casa Bianca.
 22
Il funerale di suo figlio Tad si tenne il 16 luglio 1871. Mary Todd Lincoln morì il 16 luglio 1882. Suo figlio John Fitzgerald Kennedy junior morì il 16 luglio 1999 (assassinato, come suo padre e suo zio Robert (Bobby) Kennedy).
 23
Due dei suoi figli si chiamavano Robert e Edward. Due dei suoi fratelli si chiamavano Robert e Edward.
 24
Era imparentato con dei senatori U.S.A. Era imparentato con dei senatori U.S.A.
 25
Dopo che fu assassinato, la sua famiglia si trasferì in una casa all'indirizzo 3014 N Street, N.W., Georgetown. Dopo che fu assassinato, la sua famiglia si trasferì in una casa all'indirizzo 3017 N Street, N.W., Georgetown.
 26
Era imparentato con dei procuratori generali democratici laureatisi a Harvard. Era imparentato con dei procuratori generali democratici laureatisi a Harvard4.