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venerdì 26 agosto 2011

Presunti fantasmi


 ATTENZIONE : VIDEO NON ADATTI AI SOGGETTI IMPRESSIONABILI.



Più che fantasma si potrebbe dire mondo parallelo o quarta dimensione? La ragazza sulla destra contrassegnata dal cerchio e con una luce intorno passa in mezzo ai passanti...anzi...non in mezzo ma attraverso:







Allo spettro non sembra piacere la birra :









Fantasma di donna appare sul muro di un garage:







Il Poltergeist non gradisce l'arredamento del ristorante:






Collezione foto e loro descrizione:

martedì 23 agosto 2011

UFO nella storia : il miracolo di San Lodovico

Anno 1306, l'esercito lucchese e fiorentino assediano oramai da quattro mesi il castello di Serravalle Pistoiese. Il popolo invoca in preda alla disperazione l'aiuto di San Lodovico che successivamente apparirà da una nuvola e con una spada fiammeggiante ricaccerà indietro gli assalitori scagliando loro addosso una gran forza. Tutti elementi che nel corso della storia ricorrono spesso come, ad esempio, le nuvole "divine". Io sono stato sul posto facendo il seguente video e le seguenti foto.

Foto in alto : rievocazione storica dell'assedio al castello. - FOTO MYSTERIUM

Il Miracolo di San Lodovico è un'antica tradizione, che risale ai primi del XIV secolo. Esso narra che un giorno arrivarono al castello di Serravalle Pistoiese un pellegrino accompagnato da un bambino chiedendo ospitalità per rifocillarsi e riposare dalle fatiche del loro lungo viaggio. Prontamente e generosamente i Serravallini si prodigarono ad accogliere la loro richiesta ed il bambino promise che si sarebbe ricordato in futuro dell'accoglienza data dagli abitanti di questo castello in modo così nobile e misericordioso ai pellegrini. Questo fanciullo in realtà altri non era che Lodovico d'Angiò, figlio di Carlo d'Angiò, re di Napoli ed erede al trono, corona in seguito lasciata per intraprendere la disciplina ecclesiastica, che lo volle prima Vescovo e poi Santo per le sue opere misericordiose ed i suoi miracoli. Egli tenne fede a questa promessa salvando, molti anni dopo, Serravalle da un pesante assedio. Nell'anno 1306 infatti accadde che i Lucchesi, ritornando alla propria città dopo aver partecipato, insieme ai Fiorentini all'occupazione ed al sacco di Pistoia, decidessero di punire anche Serravalle, rea ai loro occhi di essere rimasta leale agli statuti del comune di Pistoia nonostante essa fosse stata precedentemente presa e costretta a giurare fedeltà alla signoria dei Lucchesi. Il nemico quindi pose subito assalto al castello che era sulla loro strada, ma questo, tenacemente difeso dai suoi abitanti non cedette e fu così messo sotto duro assedio, un accerchiamento durato circa quattro mesi. Allo stremo delle forze, quando il nemico stava dando la scalata alle sue mura, fu indetta nella chiesa principale del castello una solenne orazione: improvvisamente sulla torre più alta apparve la figura di un uomo avvolto in una nube risplendente. Era San Lodovico che armato nella mano destra di una spada fiammeggiante faceva cenno con il pastorale di respingere gli assalitori: all'istante una fitta nebbia coprì la roccaforte e una grande forza si abbatté sul nemico che si sentì come ricacciato dalla fortezza. Incredulità e panico per questo evento soprannaturale si impossessò delle milizie nemiche che si dettero a precipitosa fuga tornando alla loro città. Da quel momento San Lodovico divenne il Patrono dei Castello di Serravalle e si istituì di celebrarne "in perpetuo" solennemente la ricorrenza ogni 19 di agosto.


" ED EGLI APPARVE DA UNA NUVOLA". Questa citazione appare spesso nella Bibbia. Leggendola in chiave ufologica significherebbe che da sempre gli alieni ci condizionano:



"I Dropa (nome attribuito agli esseri alieni) scesero dalle nubi del loro oggetto volante. I nostri uomini, donne e bambini si nascosero dieci volte nelle caverne prima dell'alba, finché capimmo che i Dropa avevano intenzioni pacifiche...".


UFO CRASH NELLA PREISTORIA

Solo nel 1965, con la pubblicazione di un documento intitolato Navi Spaziali di 12.000 anni fa, iniziò la divulgazione della scoperta: Tsum Um-Nui spiegò che, secondo le sue traduzioni, effettuate dai geroglifici dei vari dischi di pietra rinvenuti, si raccontava di una navicella spaziale, giunta da un altro pianeta, che aveva avuto un grave incidente sulle montagne di Bayan Kara Ula...

Di Alessia Serafin
a.serafin@strangedays.it
19 Maggio 2005

Nel 1938, in una caverna, tra le montagne del Tibet, al confine con la Cina, nella regione di Bayan Kara Ula, furono ritrovati numerosi scheletri di esseri umani di razza sconosciuta, con crani sproporzionati e piccoli corpi, alti circa 130 cm.
Inizialmente furono considerate scimmie, ma nessun animale, per quanto evoluto, avrebbe mai potuto procedere a tali sepolture. Nelle tombe, oltre ai corpi, furono rinvenute ben 716 dischi di pietra, nei quali erano incisi strani ideogrammi, anch'essi sconosciuti. Capo della spedizione, fu l'archeologo cinese Chi P'u Tai, il quale, dopo aver aperto tutte le tombe, portò a Pechino i reperti trovati sul luogo, compresi gli strani dischi, ciascuno di circa 1 metro di diametro, forati al centro: si trattava di reperti di circa 12.000 anni prima.
Per circa vent'anni, i reperti rimasero praticamente dimenticati nei magazzini di Pechino. Nessuno sapeva l'origine né la funzione dei dischi; nessuno capiva come potessero essersi evoluti in quel modo i corpi degli individui ritrovati.
Solo dopo molti anni, uno studioso e archeologo cinese, il Prof. Tsum Um-Nui, insieme ad uno staff di altri cinque scienziati, iniziò a studiare questi reperti.
Le considerazioni che ne scaturirono furono incredibili, tanto che le autorità cinesi ne vietarono la diffusione.

Solo nel 1965, con la pubblicazione di un documento intitolato Navi Spaziali di 12.000 anni fa, iniziò la divulgazione della scoperta: Tsum Um-Nui spiegò che, secondo le sue traduzioni, effettuate dai geroglifici dei vari dischi di pietra rinvenuti, si raccontava di una navicella spaziale, giunta da un altro pianeta, che aveva avuto un grave incidente sulle montagne di Bayan Kara Ula.
Gli alieni che si salvarono, entrarono in contatto con le popolazioni primitive del luogo, ma gli umani, solo dopo molto tempo, accetarono la presenza di queste strane creature, che avevano comunque intenzioni pacifiche fin dall'inizio.
In particolare, in uno dei dischi, l'incontro veniva così spiegato: "I Dropa (nome attribuito agli esseri alieni) scesero dalle nubi del loro oggetto volante. I nostri uomini, donne e bambini si nascosero dieci volte nelle caverne prima dell'alba, finché capimmo che i Dropa avevano intenzioni pacifiche...". Probabilmente, dopo il crash, gli alieni non furono più in grado di ricostruire l'astronave, rimasero così "imprigionati" sulla Terra e, quasi certamente, si accoppiarono con gli umani, dando vita ad un'etnia che rimase isolata sulle montagne per migliaia di anni.

Il prof. Tsum Um-Nui parla di 12.000 anni fa, poiché, su alcune incisioni ritrovate nelle pareti delle caverne, è raffigurato il Sole nascente, la Luna, alcune costellazioni e la Terra, il tutto collegato da puntini, quasi a spiegare il percorso eseguito dall'astronave per giungere sul nostro pianeta. La posizione dei pianeti e delle costellazioni ha portato poi il professore alla datazione.
Successivamente, furono raschiate le superfici di alcuni dischi. Dall'analisi che ne seguì, il materiale di cui erano composti risultò contenere un'alta percentuale di cobalto e di altre sostanze metalliche.
I dischi di granito, all'oscilloscopio, reagirono emettendo vibrazioni ad un ritmo stranamente regolare, perché carichi di una notevole quantità di energia elettrica. Quei reperti, vecchi di dodicimila anni, non potevano essere manufatti terrestri.
Il Prof. Tsum Um-Nui morì nel 1965, per un attacco cardiaco.
Furono cercati i suoi appunti sulle scoperte di Bayan Kara Ula, ma tutto era stanamente sparito. L'ultimo ad aver parlato della storia dei dischi rinvenuti fu l'ufologo viennese Peter Krassa che, nel 1975, li vide esposti in una teca del museo Bampo a Xian, in Cina, e li fotografò. Oggi, dei numerosi studi condotti sui reperti e dei dischi rinvenuti, si è persa ogni traccia.





San Lodovico festeggiato ogni 19 Agosto dal paese e portato in processione. Chi apparì in realtà quel giorno su una nube scatenando una forza tale da mettere in fuga un esercito? Video MYSTERIUM.


sabato 30 aprile 2011


Caccia all’UFO tra le nuvole: le immagini delle prime analisi

avvistamento ufo brasile
Il video dal Brasile, riguardante un presunto avvistamento UFO, tiene ancora banco ed è finito nel mirino della verifica di Bibiana Bryson. La popolare ufologa argentina infatti sta cercando, con il suo team di esperti, di fare piena luce su questo nuovo caso. La località è quella di Itaara in Brasile, nella regione di Santa Maria. Il video, secondo le poche descrizioni rese pubbliche da chi lo ha condiviso su YouTube, non sarebbe ben collocabile cronologicamente. Di certo non è il primo contributo video, nel 2011, con queste precise caratteristiche.
La Bryson ed i suoi collaboratori hanno tentato di mettere a fuoco lo strano velivolo (sempre che di velivolo si tratta) con un gioco di filtri e provando a sfruttare le nuove tecnologie per fissare la forma e l’immagine. Il risultato è visibile nella foto posizionata nel riquadro in alto. 
Il problema è che il soggetto delle riprese era praticamente immerso nella foschia e nelle nuvole, era visibile di tanto in tanto solo grazie a delle luci che si accendevano.
Il presunto testimone dell’avvistamento UFO infatti, ha solo fornito l’indicazione che nella stessa zona, in anni diversi, si era già assistito a strane segnalazioni. Il supporto originale su cui era inizialmente caricato il filmato era VHS. Inevitabilmente, ed è una casistica piuttosto comune, nel trasferirlo sul supporto digitale e nel secondo passaggio dell’upload su YouTube, si è finiti per perdere un po’ di qualità delle immagini. Resterà da vedere se le ulteriori analisi di Bibiana Bryson riusciranno, nei prossimi giorni, a fare ulteriore luce su questo giallo UFO. Aggiornamenti e novità saranno inseriti dall’ufologa argentina in una pagina dedicata sul suo sito ufficiale. In ogni caso sono ben evidenti le difficoltà di partenza. Molti ufologi, infatti, lamentano come i video, condivisi sulla rete, perdano quella qualità necessaria per una analisi. Verifiche che potrebbero essere ottimali solo potendo contare sul contributo video originale.

http://olivieromannucci.blogspot.com/2011/04/caccia-allufo-tra-le-nuvole-le-immagini.html

























Un ulteriore prova della benevolenza del santo è tramandata dagli anziani del paese: nella seconda guerra mondiale Serravalle fu occupato dall'esercito tedesco; alla fine della guerra durante la sua ritirata , questi invasori caricarono un treno di esplosivo per farlo detonare nella galleria che passa proprio sotto il centro del paese con l'intenzione di distruggerlo completamente. Quando arrivò l'ordine di procedere e vennero premuti i vari inneschi il treno non saltò e il paese fu salvato per la seconda volta dalla distruzione.








La TORRE DEL BARBAROSSA sulle cui mura, secondo tradizione, apparve la "nuvola" di San Lodovico. FOTO MYSTERIUM.






I 500 arcieri mercenari (ovvero non della rocca ma giunti da fuori) furono determinanti nella difesa del castello. Si narra che combatterono con grande coraggio durante i quattro mesi d'assedio. Si potrebbe paragonarli agli arcieri elfi del film LE DUE TORRI (vedi trama).
Foto MYSTERIUM.

Arrivo degli Elfi in rinforzo agli uomini contro gli orchi al fosso di Helm:



Prima e seconda parte della battaglia:
http://www.youtube.com/watch?v=ht8gZM81Ewg 
http://www.youtube.com/watch?v=2WGXg5EzM1o&NR=1








Nell'omonima chiesa San Lodovico viene venerato. Qualcuno bacia il piede, qualcuno la mano in segno di protezione. In realtà viene forse venerato qualcuno che non era di questo mondo e che usò tecnologia aliena per difendere il paese? Foto MYSTERIUM.






Le vecchie mura di fronte alla Torre del Barbarossa : altra veduta della zona dove venne avvistata la nuvola-UFO. Foto MYSTERIUM.



È un UFO? No una nuvola...

http://www.scetticamente.it
 Miracolo della neve
Miracolo della neve
Come abbiamo affrontato in un'altro articolo, l'idea che in passato civiltà extraterrestri abbiano visitato il nostro pianeta lasciando in qualche modo una traccia del loro passaggio è una teoria fantascientifica che negli ultimo tempi ha riscosso una grande risonanza sui media di tutto il mondo.
Sin dal momento in cui Von Daniken ha dato il via a quella che viene ormai universalmente riconosciuta come la "teoria dell'antico astronauta" ogni forma di arte, dai più antichi graffiti rupestri, ai più recenti capolavori artistici rinascimentali sembra avere qualche particolare che sembra voler lasciare una traccia del passaggio di civiltà extraterrestri. La clipeologia (dal latino clipëus, disco o scudo rotondo - fonte Wikipedia ) è una "Scienza" che cerca di fornire prove di questi contatti alieni con la nostra civiltà, analizzando le opere d'arte. Ma cosa appare nelle opere d'arte incriminate da spingere i Clipeologi ad affermare che si tratta di prove inoppugnabili della teoria dell'antico astronauta?
Elencare tutte le opere è impossibile, quindi per ora mi limiterò ad analizzare i lavori che maggiormente hanno assunto una connotazione misteriosa stimolando la fantasia degli Ufologi.
Secondo la leggenda, narrata dal frate Bartolomeo da Trento nella prima metà del XIII secolo nel Liber epilogorum in gesta sanctorum , «la mattina del 5 agosto 352 gli abitanti del colle Esquilino ebbero una strana sorpresa: durante la notte era caduta la neve ed un soffice manto ne ricopriva un tratto. Con tale prodigio la Vergine Maria aveva indicato, ad un patrizio di nome Giovanni ed a sua moglie, che in quel luogo desiderava fosse eretto un tempio in suo onore. Da gran tempo i due anziani coniugi, che non avevano avuto figli, desideravano impiegare le loro ricchezze in un’opera che onorasse la Madre di Dio e, a tal fine, la pregavano con fervore affinché mostrasse loro in qual modo potessero esaudire il desiderio. La Vergine, commossa dalla pietà dei due, sarebbe apparsa loro in sogno dicendo che nel luogo ove la mattina seguente avessero trovato la neve caduta miracolosamente durante la notte, dovevano edificare, a loro spese, una chiesa dedicata al nome di Maria. Emozionato dal prodigio, il mattino seguente Giovanni si recò da papa Liberio, a narrargli l’accaduto: il pontefice aveva, durante la notte, sognato la medesima cosa! Liberio, seguito dal patrizio Giovanni e da un grande corteo di popolo e prelati, si recò sull’Esquilino e, sulla neve ancora intatta, segnò il tracciato della nuova chiesa, che fu edificata a spese del patrizio e di sua moglie.» (da: 'I luoghi giubilari a Roma. Storia, spiritualità, arte', a cura di Andrea Lonardo, Ediz. San Paolo, 2000. )
Il quadro riprodotto a lato, "Fondazione della chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma", più conosciuta come "Il Miracolo della Neve", venne dipinta da Tommaso di Cristoforo Fini, detto Masolino da Panicale, su ordine del papa Martino V Colonna per la chiesa di Santa Maria Maggiore di Roma intorno al 1428, secondo alcuni esponenti del movimento Ufologico rappresenterebbe una prova di una vera e propria invasione aliena. Il presidente del C.U.N ( Centro Ufologico Nazionale) R. Pinotti  interpreta l'opera in questo modo:
" ... abbiamo la rappresentazione visuale di uno stranissimo evento implicante Papa Liborio (352-366 A.D.). Secondo tale tradizione storica, in un sogno il Papa ebbe dagli Angeli l'ordine di costruire a Roma una nuova chiesa nel luogo esatto dove una nevicata miracolosa si sarebbe manifestata. Il giorno dopo, una strana sostanza simile a neve cadde dal cielo contro qualsiasi previsione meteorologica, in una calda giornata d'agosto. Il fenomeno fu limitato alla sola zona di Roma in cui venne poi edificata la basilica di S. Maria Maggiore. (...) Quale fu la causa di questa nevicata "impossibile"? Masolino da Panicale, nella sua pittura, rappresenta una scena dettagliata dell'evento, con la neve che cade da una "nuvola" grossa e allungata, grigiastra e a forma di sigaro, sotto la quale sono visibili delle nuvole più piccole. Un'attenta osservazione di queste ultime, peraltro, mostra che non sembrano nubi normali. Esse sono infatti tutte chiaramente delineate nei loro contorni e tutt'altro che vaporose, e sono poi rappresentate a due a due e in maniera identica con illuminata solo la parte superiore, con la maggior parte dei "dischi diurni" muniti di cupola."
Battesimo di Gesu di Aert De Gelder
Battesimo di Gesu di Aert De Gelder

Secondo Pinotti le nuvole hanno una strana somiglianza con quella che è l'iconografia classica dei dischi volanti, una base piatta e una parte superiore a cupola, ignorando completamente tutti i particolari che lascerebbero semplicemente ipotizzare che si tratti di semplici nuvole.
Lui vede delle analogie tra le nuvole evidenziando la mancanza di vaporosità, ma nello stesso tempo non sottolinea che comunque le nuvole sono tutte diverse, segno evidente che non si tratta di navicelle, ma proprio di nuvole illuminate verso l'alto e in ombra verso la parte bassa.
Ma quella delle nuvole che maschererebbero la presenza di navicelle aliene è un particolare ricorrente nella Clipeologia. Altre opere che sembrerebbero dimostrare la presenza di UFO sono molte e in tutte si cerca di capire il perché gli artisti abbiano incluso delle strane forme raggiate nei cieli che non hanno nulla  ache vedere con l'idea di religione.
Effettivamente ,se si ragiona con le convinzioni iconografiche cattoliche odierne , le nuvole luminose appaiono come fossero un qualcosa fuori dal contesto, ma proprio questo particolare fa capire la poca conoscenza delle scritture e dell'arte da parte di chi sostiene la Clipeologia. Analizzando le scritture bibliche e i vangeli apocrifi, testi a cui spesso si sono ispirati gli artisti dell'epoca, non è raro imbattersi in nuvole parlanti, luci dal cielo o elementi che poi sono andati perduti nell'immaginario artistico religioso e sostituiti con spiriti corporali ovvero gli  Angeli. Diciamo che l'arte medievale e del primo rinascimento era più fedele ai canoni scritturali di quanto lo era l'arte più moderna o contemporanea.
Quindi non c'è da stupirsi se opere inerenti l'Annuncazione a Maria ritraggano una nuvola luminosa che invia un raggio verso la vergine inginocchiata (Annunciazione di Carlo Crivelli ), oppure che a illuminare la scena della natività non sia una stella cometa , come evviene nell'arte nel dopo Giotto, ma una nuvola luminosa che invia un raggio verso la capanna ( Battesimo di Cristo di  Aert De Gelder ).
Particolare
Particolare
Presunto UFO
Presunto UFO










Particolare dell'Annunciazione di Carlo Crivelli
Particolare dell'Annunciazione di Carlo Crivelli
Annunciazione di Carlo Crivelli
Annunciazione di Carlo Crivelli

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Per vedere tutte le foto della rievocazione storica dell'assedio da me scattate :
http://www.facebook.com/media

domenica 21 agosto 2011

Avvistamenti alieni NEWS

Due pensionati stavano avendo dei problemi nella loro proprietà privata in Yosemite e decisero così di piazzare una telecamera di sicurezza all'entrata per vedere cosa stava accadendo. Quando videro la registrazione chiamarono subito colui che ha poi pubblicato il video dato che sarebbe un appassionato del paranormale. Nemmeno lui però sa dare una risposta. Chi sono queste due figure che scendono per il sentiero?










Mentre stanno giocando con il pallone questi ragazzi scorgono un ombra che si dilegua in un istante:








Lago Travis - Texas. Mentre stanno facendo delle ricerche due studenti si accorgono che appaiono due luci bianche nelle vicinanze. Ad occhio nudo non vedono niente ma la foto che scatteranno e che invieranno ad analizzare mostra un essere umanoide alto sui 3,30 metri:





venerdì 5 agosto 2011

FBI sulle tracce del leggendario Bigfoot


Una squadra di investigatori guidata dall'agente FBI Hansen tenta un esperimento per fare uscire allo scoperto il leggendario abitante della foresta Bigfoot. 
Due investigatori lasciano del cibo nel bosco e sistemano le telecamere notturne nascoste mentre Hansen tiene tutto sotto controllo dall'aereo tramite il visore termico. Ad un certo punto qualcosa si muove tra gli alberi...







Il mistero del Bigfoot:
Uno dei più grandi misteri ancora irrisolti è decisamente quello che riguarda il misterioso essere antropomorfo che viene avvistato in continuazione nelle regioni nord occidentali degli Stati Uniti e in numerose altre località.Questo essere viene chiamato con nomi diversi nelle varie parti del globo.
In America, i pellerossa lo chiamano "Sasquatch" o "Dsonoqua" e i bianchi "Bigfoot" (piedone), mentre nelle culture asiatiche ha il nome di "Yeti" per gli occidentali e "Metch-Kang-Mi" per le tribù del luogo.I primi avvistamenti del Bigfoot, quello del nord America, risalgono al decennio tra il 1830 e il 1840.
Nel 1851 due cacciatori dell'Arkansas incrociarono una mandria di animali inseguita da un "animale con un aspetto indiscutibilmente umano". La creatura, in base alla loro descrizione, era di dimensioni gigantesche, il suo corpo era ricoperto di peli e grandi ciuffi di capelli che gli cadevano sulle spalle come una criniera. Dopo aver osservato i due per un momento, la creatura si voltò e si mise a correre: le impronte lasciate dai suoi piedi avevano una lunghezza di 35 centimetri.Una delle testimonianze più curiose risale al 1924, quando il contadino Albert Ostman - secondo il suo racconto - sarebbe stato rapito da uno di questi esseri. Aveva deciso di passare una vacanza solitaria a Toba Inlet, di fronte all’isola di Vancouver. Racconta di essersi accampato in una radura molto isolata, lontana dalle piste battute. Durante il sonno sarebbe stato caricato sulle spalle da un Bigfoot che lo avrebbe rimesso a terra, all’interno di una caverna, solo dopo tre ore di cammino. Qui Ostman sarebbe rimasto per tre giorni, in compagnia di altri due Bigfoot adulti e due piccoli, oltre al suo "rapitore".
Durante la prigionia sarebbe riuscito a stringere un rapporto di amicizia con la creatura più anziana e sarebbe scappato approfittando di un momento di libertà concessogli.Nello stesso anno abbiamo un’altra testimonianza molto interessante.
Un gruppo di minatori, tra i quali Fred Beck, raccontò uno strano episodio accaduto nei pressi dell’Ape Canyon, nello stato di Washington.
Beck affermò di avere visto, mentre lavorava, un colossale gorilla. Preso del terrore, avrebbe sparato alla bestia e, in quel momento, un gruppo di Bigfoot avrebbe assalito lui e i suoi compagni. Si sarebbero salvati dalla carica dei feroci animali solo rinchiudendosi in un capanno per molte ore. Intorno al luogo vennero ritrovate impronte di enormi umanoidi.Per un’altra testimonianza curiosa quanto incredibile bisogna andare al 1884.
A Yale, una cittadina canadese non lontana da Vancouver, il personale di manovra di un treno inseguì e catturò una creatura che era, inizialmente sdraiata, apparentemente addormentata, sui binari. Nonostante il misterioso essere misurasse solo 150 cm, aveva una forza superiore a quella di un essere umano adulto. Gli uomini dovettero tramortirlo per bloccare i suoi violenti tentativi di fuga. Portata in città e battezzata "Jacko", la creatura venne esposta al pubblico finché un certo George Tilbury, autonominatosi suo custode, decise di portarla a Londra per farla esaminare da esperti. Dal giorno della partenza non si seppe più nulla ne di Tilbury ne di "Jacko".L’indizio forse più tangibile della presenza del Bigfoot, è rappresentato da un filmato realizzato il 20 Ottobre 1967 da Roger Patterson e Bob Gilmin. I due si trovavano presso Bluff Creeking Valley, sulle montagne rocciose settentrionali e stavano compiendo una spedizione per cercare tracce del Bigfoot. Ad un tratto i loro cavalli iniziarono ad agitarsi e i due videro che, a circa trenta metri di distanza da loro, si muoveva un essere dalle sembianze umane, ma totalmente ricoperto di peli. Indeciso tra l’imbracciare il fucile o la videocamera, Patterson scelse la seconda e riuscì a fare una ripresa di circa 20 secondi.
Il filmato, visionato in tutto il mondo da molti antropologi e anche esperti di effetti speciali, suscitò curiosità e moltissimi dubbi.
Patterson sostenne fino alla morte l’autenticità del filmato.
L’essere nei fotogrammi aveva mammelle molto pronunciate - sembrava dunque essere una femmina - mentre per tutti gli altri caratteri del corpo, come spalle bacino e glutei, era però simile ad un maschio. I movimenti della bestia erano più lenti di quelli di un essere umano.
Anche su questo fatto ci furono molte discussioni: se la ripresa era stata effettuata a 16/18 fotogrammi al secondo, come usava fare ai tempi, i movimenti sarebbero stati più lenti e quindi la creatura autentica. Se, invece la ripresa fosse stata fatta a 24 fotogrammi al secondo, come si usava per i documentari scientifici, i movimenti sarebbero stati identici a quello di un uomo e quindi il Bigfoot non sarebbe altro che un uomo travestito da scimmia.L’occasione nella quale sembrò di essere più vicini alla verità fu nel 1968, quando, in un luna park di provincia, sempre nel nord degli Stati Uniti, apparve il carrozzone di Frank Hansen. In questo luogo, pagando un dollaro, si poteva ammirare una tremenda creatura. Si trattava di un essere rinchiuso in un cubo di ghiaccio, alto quasi due metri, ricoperto da una folta pelliccia bruna. Presentava caratteristiche stranissime anche per un mostro: il suo corpo era a forma di barile, le sue braccia lunghissime e i suoi piedi arrotondati. Piedi totalmente diverse dalle impronte dei Bigfoot ma straordinariamente simili a quelle ritrovate in Tibet negli anni ’30. Il volto dell’essere era terribilmente sfigurato da una ferita da arma da fuoco. Uno degli occhi penzolava fuori dall’orbita.
I criptozoologi Heulvenmans e Sanderson studiarono la creatura senza poterla togliere dal ghiaccio. Hensen, sommerso dalle domande e dalle accuse, decise di dileguarsi con la creatura che, si dice, venne acquistata da un fantomatico miliardario californiano.Il Bigfoot, in base a tutte le testimonianze, sembra essere quindi un essere dalle sembianze umane, col corpo totalmente ricoperto di peli, capacità di camminare a quattro zampe come in posizione eretta e dotato di una forza straordinaria. La sua altezza è in genere di due metri e mezzo e i suoi piedi misurano 50 centimetri di lunghezza. Sembra essere una creatura timida ma anche curiosa: molti sono stati visti aggirarsi nottetempo negli accampamenti di cacciatori o avvicinarsi alle fattorie. Attaccano solo se si sentono minacciati.Un ipotesi sull’origine del Bigfoot, che però ha poco a che fare con la natura, li vorrebbe esseri provenienti da un altro pianeta. C’è chi giura di avere visto questi esseri scendere o salire da un UFO.
È il caso dello Yeti Italiano: nella primavera del 1986, nella Val di Lauro, in Irpinia. Cittadini terrorizzati segnalarono la presenza di una creatura pelosa con lunghe orecchie a punta, alta circa tre metri. Poteva essere un orso, ma le autorità trovarono impronte delle dimensioni di quelle di un elefante. Il 3 giugno dello stesso anno, due insegnanti di scuola media riferirono di avere visto una coppia di strani esseri giganteschi salire su un disco volante.

Il Bigfoot non è la sola strana creatura scimmiesca del mondo. Il suo "parente" più celebre è lo Yeti dell’Himalaya. Le caratteristiche sono le stesse. L’unica differenza sta nel colore del pelo: lo Yeti ha un manto bianco mimetico.
Persino Reinhold Messner, "l’uomo degli 8.000", afferma da anni di avere visto più volte questa creatura.
"Non mi importa molto se la gente o certi studiosi non mi credono - ha detto Messner in proposito - ho compiuto venti delle sessanta spedizioni sull’Himalaya, alla ricerca di questa creatura".
Lo scalatore afferma che la ricerca va svolta sia dal lato zoologico che da quello leggendario, analizzando i racconti e le vecchie credenze dei popoli indigeni.
"Lo Yeti che ho incontrato - continua Messner - è un essere alto circa due metri e mezzo. Il suo peso dovrebbe essere intorno ai 300 chili e con un vello lungo dai 30 ai 40 centimetri. Le segnalazioni lo collocherebbero ad una altitudine tra i 4.000 e i 6.000 metri e sarebbe stato visto sia di giorno che di notte, quindi con un ciclo biologico molto attivo".
Anche Messner paragona lo Yeti, come si fa col Bigfoot, al Gigantopiteco: un tipo di enorme scimmia ritenuta estinta.
Secondo Messner, lo Yeti seguirebbe gli esseri umani nel tentativo di rubare loro qualcosa ma, se "messo alle strette", potrebbe diventare pericoloso.
L’essere sarebbe in grado di emettere fischi modulati e variabili, cosa che gli orsi non possono fare.
"Nella mia ultima spedizione sono riuscito a raccogliere informazioni precise sul probabile numero di queste creature misteriose - ha detto ancora Messner - ve ne saranno al massimo un migliaio, disseminate in una regione vastissima quale l’Himalaya e le sue vette innevate."

Messner racconta così il suo primo incontro con uno Yeti:"La prima volta che lo vidi fu nel 1986, in una delle regioni appartenenti al Tibet orientale che, per motivi di tutela e segretezza nei confronti della creatura, preferisco non rivelare. Era circa mezzanotte. Stanchissimo e stravolto dalla lunga marcia diurna, ho avvistato un enorme essere, ritto sulle zampe posteriori, in posizione bipede. Guardava nella mia direzione. Ha iniziato a fischiare come per minacciarmi. A quel punto mi sono passate nella mente tutte le storie che avevo sentito sull'abominevole Uomo delle Nevi. Avevo sempre creduto che rientrassero nella categoria dei miti e delle leggende, ma in seguito si sono verificati altri due incontri e precisamente nel 1988 e nel 1997".Di Yeti e Bigfoot esistono molte tracce e reperti, ma molti di essi si sono rivelati scherzi e manufatti. Vengono ritrovate spessissimo impronte delle quali vengono fatti i calchi in gesso. Qua e là per il mondo compaiono ogni tanto quelle che dovrebbero essere prove schiaccianti della presenza del Bigfoot o delle Yeti. Prove che puntualmente scompaiono poco prima di essere analizzate da esperti o che si rivelano del falsi, come lo "scalpo di Yeti" venerato in un santuario delle fredde regioni dell’Est, che è risultato realizzato con pelle di capra.
Il biologo cinese Liu Minzhuang, tornato da una spedizione nella regione di Hubei, ha mostrato 2000 calchi di impronte e narrato una storia incredibile. Gli avevano raccontato di un uomo-scimmia, nato dall’unione di uno Yeti e una donna cinese nel 1939 nel Sichuan. Il bambino, chiamato Tu Yun-bau, umano solo per metà e dal corpo ricoperto da una forte peluria, sarebbe morto all’età di 21 anni, m a la sua foto sarebbe stata divulgata da molti giornali dell’epoca.Fino al 1986 gli avvistamenti erano più di 2.500.
Creature simili sono state segnalate anche nelle zone calde del globo: il "Mapinguari" si nasconde nella foresta amazzonica, il "Kaki Besar" è un ominide di 2 metri e mezzo che lascia impronte di 50 centimetri e si aggira per le foreste della Malaysia.
Le segnalazioni di questi esseri continuano.
Che il Bigfoot, lo Yeti e tutti gli altri "scimmioni" misteriosi, siano scherzi della natura, gigantopitechi, grosse scimmie, alieni o uomini travestiti, questo è stato e rimane uno mistero affascinante.

http://www.cosenascoste.com/mostri-creature/bigfoot--cn65.html

lunedì 1 agosto 2011

Il mistero della morte di Kurt Cobain : suicidio oppure omicidio?





I Nirvana ebbero un successo strepitoso ma si concluse in modo tragico con la morte di Cobain. Ufficialmente si sparò con un fucile in preda ad overdose ma molte cose non quadrano.









Subito dopo l'ultimo concerto dei Nirvana al Terminal Einz a Monaco, in Germania, il 1°marzo 1994, a Kurt vennero diagnosticate una bronchite ed una laringite. Fu così che il giorno dopo Kurt volò a Roma per prendersi una settimana di riposo. Fu raggiunto da Courtney e da Frances Bean e prese una suite all'Excelsior di Roma. Ma durante la notte Courtney si accorse che il marito era in overdose. Il responsabile della Geffen italiana, Marco Cestoni, fu svegliato all'alba. Kurt fu portato prima al pronto soccorso e successivamente inseguito dai giornalisti presso il Rome American Hospital. Qui rimase in coma farmacologico per tutta la notte, ma dopo qualche giorno si riprese. Anche in quell'occasione Kurt scampò alla morte.
Il 18 Marzo Courtney telefonò alla polizia temendo il suicidio del marito, che si era chiuso a chiave in una stanza armato di una pistola. Al suo arrivo, la polizia confiscò alcune armi da fuoco e una bottiglia di pillole appartenenti a Cobain, di cui tuttavia negò di essere il padrone assicurando di non aver tentato il suicidio, ma di fuggire dalla moglie.
Lo stesso mese Cobain accettò di sottoporsi ad un programma di disintossicazione.
Il 30 marzo Cobain arrivò all'Exodus Medical Center di Los Angeles, California. Nel pomeriggio del 1# aprile, una delle tate di Frances Bean la portò presso di lui per un incontro di un'ora. Quella notte, Cobain uscì dall'edificio per fumare una sigaretta, scavalcò un muro alto due metri, prese un taxi e si fece portare all'aeroporto, dove prese un aereo per Seattle. La mattina seguente, si fermò a casa sua e parlò con Michael "Cali" DeWitt, che in quel periodo risiedeva lì. Nei giorni seguenti, Cobain fu intravisto da parecchi nel circuito di Seattle, ma molti dei suoi conoscenti ignoravano dove si trovasse.
Il 3 aprile, Courtney Love contattò un investigatore privato, Tom Grant e lo incaricò di ritrovare il marito. Il giorno seguente, diffuse un comunicato per la scomparsa di Cobain sotto il nome della madre del cantante.
L'8 aprile 1994, il corpo di Cobain fu trovato da Gary Smith, un elettricista della Veca Electric, nella serra presso il garage nella sua casa sul lago washington. Smith vi giunse per installare l'illuminazione di sicurezza e vide il corpo steso all'interno. Ad esclusione del poco sangue proveniente dall'orecchio di Cobain, Smith disse di non aver rinvenuto segni visibili di particolari traumi; semplicemente, pensava fosse addormentato. Smith trovò inoltre quella che sembrò una lettera di suicidio, ma non per l'investigatore Tom Grant. A suo giudizio, infatti, la lettera sembrava più che altro un addio al mondo della musica che a quello terreno. Un fucile a pompa, comprato per Cobain da Dylan Carlson (amico di quest'ultimo), venne trovato vicino al corpo del defunto. L'Autopsia successivamente confermò che la morte di Cobain fu causata da un "colpo di fucile autoinflitto alla testa". Il rapporto disse anche che il cantante era morto con tutta probabilità il 5 aprile 1994.
Nella lettera di suicidio, diretta all'amico immaginario della sua infanzia, "Boddah", Cobain citò una canzone di Neil Young, My My, Hey Hey (Out of the Blue): "It's better to burn out than to fade away" (È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente), frase che compare anche nella canzone dei Queen Gimme The Prize, tratta dalla colonna sonora del film Highlander (1986). L'uso da parte di Cobain di quel testo ebbe un profondo impatto su Young, che dedicò parte dell'album Sleeps with angels alla memoria del cantante dei Nirvana. La lettera citava anche il cantante dei Queen, Freddie Mercury, cui Cobain invidiava la passione per il suo lavoro e per il suo pubblico, che sembrava non essere cambiato per tutta la sua carriera.
Ecco qui riportato il testo in lingua originale e la traduzione della lettera che Cobain scrisse prima di spararsi:




A Boddah
Vi parlo dal punto di vista di un sempliciotto un po' vissuto che preferirebbe essere uno snervante bimbo lamentoso. Questa lettera dovrebbe essere abbastanza semplice da capire. Tutti gli avvertimenti della scuola base del punk-rock che mi sono stati dati nel corso degli anni, dai miei esordi, intendo dire, l'etica dell'indipendenza e di abbracciare la vostra comunità si sono rivelati esatti. Io non provo più emozioni nell'ascoltare musica e nemmeno nel crearla nel leggere e nello scrivere da troppi anni ormai. Questo mi fa sentire terribilmente colpevole. Per esempio quando siamo nel backstage e le luci si spengono e sento il maniacale urlo della folla cominciare, non ha nessun effetto su di me, non è come era per Freddie Mercury, a lui la folla lo inebriava, ne ritraeva energia e io l'ho sempre invidiato per questo, ma per me non è così. Il fatto è che io non posso imbrogliarvi, nessuno di voi. Semplicemente non sarebbe giusto nei vostri confronti né nei miei. Il peggior crimine che mi possa venire in mente e quello di fingere e far credere che io mi stia divertendo al 100%. A volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino ogni volta che salgo sul palco. Ho provato tutto quello che è in mio potere per apprezzare questo. Ho apprezzato il fatto che io e gli altri abbiamo colpito e intrattenuto tutta questa gente. Ma devo essere uno di quei narcisisti che apprezzano le cose solo quando non ci sono più. Io sono troppo sensibile. Ho bisogno di essere un po' stordito per ritrovare l'entusiasmo che avevo da bambino. Durante gli ultimi tre nostri tour sono riuscito ad apprezzare molto di più le persone che conoscevo personalmente e i fans della nostra musica, ma ancora non riesco a superare la frustrazione, il senso di colpa e l'empatia che ho per tutti. C'è del buono in ognuno di noi e penso che io amo troppo la gente, così tanto che mi sento troppo fottutamente triste. Il piccolo triste, sensibile...! Perché non ti diverti e basta? Non lo so! Ho una moglie divina che trasuda ambizione e empatia e una figlia che mi ricorda troppo di quando ero come lei, pieno di amore e gioia, bacia tutte le persone che incontra perché tutti sono buoni e nessuno può farle del male. E questo mi terrorizza a tal punto che perdo le mie funzioni vitali. Non posso sopportare l'idea che Frances diventi una miserabile, autodistruttiva rocker come me. Mi è andata bene, molto bene durante questi anni, e ne sono grato, ma è dall'età di sette anni che sono avverso al genere umano. Solo perché a tutti sembra così facile tirare avanti ed essere empatici. Penso sia solo perché io amo troppo e mi rammarico troppo per la gente. Grazie a tutti voi dal fondo del mio bruciante, nauseato stomaco per le vostre lettere e il supporto che mi avete dato negli anni passati. Io sono troppo un bambino incostante, lunatico! E non ho più nessuna emozione, e ricordate, è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente.
Pace, Amore, Empatia. Kurt Cobain
Frances e Courtney, io sarò al vostro altare. Ti prego Courtney continua così, per Frances. Per la sua vita, che sarà molto più felice senza di me. Vi amo. Vi amo! Kurt 


http://www.mmorpgitalia.it/site/showthread.php?262621-Mistero-sulla-morte-di-kurt-cobain