MYSTERIUM ARCANUM

BABBO E NASTRO

BABBO E NASTRO

FRASE LUTTO

FRASE LUTTO

CANDELA GIF

Translate

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta LE IENE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LE IENE. Mostra tutti i post

domenica 25 febbraio 2018

Il mistero della morte di David Rossi (Monte dei Paschi di Siena) : la solita "banda Bassotti"?




La morte di David Rossi sarebbe imputabile ai "poteri forti" secondo una lettera anonima. Se si trattasse per l'ennesima volta della banda Bassotti non mi stupirebbe. Stiamo parlando proprio della loro attività principale, il capitale bancario che controllano dal vertice della piramide. Chi sgarra paga.
ilgiornale.it

Mps, lettera anonima sulla morte di Rossi: "Hanno sparato colpi d'arma da fuoco"

Sergio Rame - Mer, 29/11/2017 - 17:17

Lettera anonima recapitata alla vedova di David Rossi: "Dove siano finite le pallottole nessuno lo sa...". E spiega: "Nella vita si ha paura dei poteri forti"


"Ci sono nella vita situazioni che vogliono che siano andate in un modo mentre invece sono andate in modo diverso...".
Nell'intricata vicenda della morte di David Rossi, capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, spunta una lettera anonima che getta nuove ombre su quanto successo la sera del 6 marzo 2013. Lo scritto, datato 21 novembre, è stata recapita nei giorni scorsi a Antonella Tognazzi, vedova di Rossi, che ieri sera è stata intervistata da Antonino Monteleone alle Iene (video). "Sono stati sparati due colpi di arma da fuoco in quei giorni - si legge - e probabilmente sono stati sparati dall'interno verso l'esterno. Dove siano finite le pallottole nessuno lo sa - continua - ma, a vista, basta vedere nella parte di fronte alla finestra e chissà che non appaiano".

La morte di David Rossi

La sera del 6 marzo 2013 Rossi precipita da una finestra della sede della banca a Rocca Salimbeni. In quelle settimane il Monte dei Paschi di Siena era al centro di un'inchiesta sull'acquisizione di Antonveneta che stava smuovendo anche la politica. Si è subito parlato di suicidio. Ma i familiari di Rossi non ne sono mai stati convinti: per ben due volte si sono scontrati con la procura senese che ha archiviato il fascicolo d'indagine aperto con l'ipotesi di reato d'istigazione al suicidio. Antonella Tognazzi, però, non intende darsi per vinta e sta andando avanti a scavare a fondo per cerca di far emergere la verità. Nelle ultime settimane le Iene hanno provato a seguire questa pista e sono arrivarti a Pierluigi Piccini, ex dirigente del Monte dei Paschi e sindaco di Siena dal 1990 al 2001. Anche lui non crede che Rossi si sia suicidato.

La lettera anonima

Dopo la messa in onda dei servizi delle Iene, vengono aperte quattro nuove indagini, due dalla procura di Genova, che dovrà far luce sui comportamenti dei magistrati senesi, e due dalla procura di Siena. A gettare nuovi misteri sulla vicenda c'è la lettera anonima inviata il 21 novembre alla vedova Rossi. Il mittente si firma "Un Vigliacco". "Sono in questo letto ormai in procinto di passare ad altra vita - scrive - ma è da giorni anzi da anni che vivo con il rimorso di non aver mai detto cose e/o fatti sulla morte di quel povero ragazzo dipendente del Monte dei Paschi di Siena il Sig. David Rossi". E continua: "Ci sono nella vita situazioni che vogliono che siano andate in un modo mentre invece sono andate in modo diverso, sì, sono stati sparati due colpi di arma da fuoco in quei giorni, ed io posso scriverlo e a me confermato anche da persone vicine, e probabilmente sparate dall’interno verso l’esterno, dove siano finite le pallottole nessuno lo sa, ma a vista, basta vedere nella parte di fronte alla finestra e chissà che non appaiano". L'anonimo spiega di aver lasciato queste memorie "in busta chiusa sigillata a persona di mia fiducia che non sa cosa possa contenere" e che, "come da accordi, la deve imbustare solamente dopo la mia morte". "Il perché del Vigliacco? - scrive alla fine della missiva - perché sono una persona umana, e volevo vivere una vita tranquilla fino alla mia morte, nella vita si ha paura dei poteri forti. Chiedo perdono".

sabato 2 aprile 2011

Informazione nascosta : percolo nucleare in Italia










CENTRALI NUCLEARI dismesse in Italia
In Italia non abbiamo più centrali nucleari ma le scorie radioattive? Ci sono ancora e potrebbero avere effetti devastanti. LE IENE sono andate a verificare scoprendone delle belle. Una eventuale fuoriuscita delle scorie liquide potrebbe contaminare il fiume PO e di conseguenza tutta l'Emilia-Romagna andando a riversarsi nel Mar Adriatico.

REALATIVO VIDEO : http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/218111/viviani-scorie-nucleari.html



Le quattro centrali nucleari italiane disattivate dopo il referendum del 1987
Le centrali erano originariamente destinate alla produzione di energia elettrica.  Gli impianti sono stati fermati dall'esito del referendum del 1987, tramite il quale gli italiani hanno votato contro l'uso del nucleare per scopi civili.



Centrale nucleare di Latina
Il reattore nucleare da 210 MW di potenza è del tipo GCR. La centrale venne fermata nel 1986 ed è attualmente disattivata.
In questo sito vi sono circa 900 metri cubi di scorie radioattive.
Centrale nucleare di Trino Vercellese
Il reattore nucleare da 270 MW di potenza è del tipo PWR. Venne arrestato nel 1987 subito dopo il referendum.
Attualmente vi sono stoccati 780 metri cubi di scorie radioattive e 47 elementi di combustibile irraggiato (14,3 tonnellate).

Centrale nucleare di Caorso
Il reattore nucleare da 860 MW di potenza è del tipo PWR. Anche questo venne arrestato nel 1987 subito dopo il referendum.
Vi sono stoccati 1.880 metri cubi di scorie radioattive e 1.032 elementi di combustibile irraggiato (187 tonnellate)

Centrale nucleare del Garigliano
Il reattore nucleare da 160 MW di potenza è del tipo BWR. La centrale venne fermata nel 1978 per problemi di varia natura ed è attualmente disattivata.
Vi sono stoccati circa 2.200 metri cubi di scorie radioattive.
Depositi di scorie radioattive
In Italia ci sono attualmente no. 3 siti di stoccaggio scorie radioattive di III categoria (le più pericolose da stoccare poiché la radioattività  permane per centinaia di migliaia di anni) per un totale di 235 tonnellate.
Si trovano ben distribuiti nel territorio italiano, uno nel sud a Trisaia, il secondo nel centro alla Casaccia e il terzo nel nord a Saluggia.
I rifiuti radioattivi stoccati nei vari depositi e nelle isole nucleari dismesse ammontano a 90.000 metri cubi.
[05/2009]

I depositi di scorie di II categoria (generalmente di natura ospedaliera), sono meno pericolose in quanto hanno un tempo di decadenza radioattiva di poche centinaia di anni.

Via libera allo smantellamento della centrale di Trino. La Sogin informa che Il decreto di compatibilità ambientale per il progetto di smantellamento della centrale nucleare è stato pubblicato il 16 gennaio 2009 e ha raccolto il parere favorevole della Regione Piemonte, del Ministero dei Beni culturali e della commissione VIA del Ministero dell'Ambiente. L'autorizzazione finale per lo smantellamento dell'impianto, che si concluderà nel 2013, è ora attesa entro il primo semestre dell'anno.
Trino sarà la prima delle quattro centrali nucleari italiane, disattivate subito dopo l'esito del referendum del 1987, a essere smantellata. Il materiale radioattivo ancora presente nell'isola nucleare (circa 2.000 tonnellate), sarà trasferito all'estero.
[01/2009]