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lunedì 5 aprile 2021
Macchine volanti (2) - La Bibbia e Omero - (sesta parte) MAURO BIGLINO
Mauro Biglino prosegue nell'esame delle "macchine volanti" chiaramente descritte nella Bibbia; illustra inoltre alcune traduzioni che vengono tradizionalmente forzate per fornire una chiave di lettura che contrasta con le evidenti descrizioni del testo.
sabato 20 marzo 2021
Oggetti volanti nella Bibbia : Mauro Biglino
In questo primo video dedicato agli oggetti volanti descritti nei poemi omerici e nella Bibbia, Mauro Biglino mette in evidenza interessanti corrispondenze nelle rispettive descrizioni "tecniche" presenti in quei testi.
Puoi trovare informazioni sul nuovo libro "La Bibbia Nuda" sul sito ufficiale: https://maurobiglino.it
sabato 28 dicembre 2019
martedì 5 marzo 2019
domenica 19 agosto 2018
Miracolo di San Lodovico : probabile intervento alieno ?
Anno 1306, l'esercito lucchese e fiorentino assediano oramai da quattro mesi il castello di Serravalle Pistoiese. Il popolo invoca in preda alla disperazione l'aiuto di San Lodovico che successivamente apparirà da una nuvola e con una spada fiammeggiante ricaccerà indietro gli assalitori scagliando loro addosso una gran forza.
Tutti elementi che nel corso della storia ricorrono spesso come, ad esempio, le nuvole "divine". Io sono stato sul posto filmando il video della processione sette anni fa.
Ci sono tre ipotesi in merito :
Razionale - Serravalle ha una particolare ubicazione geografica. In caso di determinati fattori ambientali, può effettivamente essere circondata dalla nebbia.
Religiosa - Fu San Lodovico a fare il miracolo salvando il paese.
Ufologica - Come già descritto anche nella Bibbia (vedere link) anche in quel caso, un UFO protetto dalla solita nuvola, sferrò un attacco contro gli assedianti.
Fatto sta, che si voglia o non si voglia credere alla "grande forza", qualcosa successe per mettere in fuga due eserciti. Purtroppo la verità non la sapremo mai.
MYSTERIUM
Il Miracolo
di San Lodovico è un'antica tradizione, che risale ai primi del XIV
secolo. Esso narra che un giorno arrivarono al castello di Serravalle
Pistoiese un pellegrino accompagnato da un bambino chiedendo ospitalità
per rifocillarsi e riposare dalle fatiche del loro lungo viaggio.
Prontamente e generosamente i Serravallini si prodigarono ad accogliere la loro richiesta ed il bambino promise che si sarebbe ricordato in futuro dell'accoglienza data dagli abitanti di questo castello in modo così nobile e misericordioso ai pellegrini. Questo fanciullo in realtà altri non era che Lodovico d'Angiò, figlio di Carlo d'Angiò, re di Napoli ed erede al trono, corona in seguito lasciata per intraprendere la disciplina ecclesiastica, che lo volle prima Vescovo e poi Santo per le sue opere misericordiose ed i suoi miracoli.
Egli tenne fede a questa promessa salvando, molti anni dopo, Serravalle da un pesante assedio. Nell'anno 1306 infatti accadde che i Lucchesi, ritornando alla propria città dopo aver partecipato, insieme ai Fiorentini all'occupazione ed al sacco di Pistoia, decidessero di punire anche Serravalle, rea ai loro occhi di essere rimasta leale agli statuti del comune di Pistoia nonostante essa fosse stata precedentemente presa e costretta a giurare fedeltà alla signoria dei Lucchesi.
Il nemico quindi pose subito assalto al castello che era sulla loro strada, ma questo, tenacemente difeso dai suoi abitanti non cedette e fu così messo sotto duro assedio, un accerchiamento durato circa quattro mesi. Allo stremo delle forze, quando il nemico stava dando la scalata alle sue mura, fu indetta nella chiesa principale del castello una solenne orazione: improvvisamente sulla torre più alta apparve la figura di un uomo avvolto in una nube risplendente.
Era San Lodovico che armato nella mano destra di una spada fiammeggiante faceva cenno con il pastorale di respingere gli assalitori: all'istante una fitta nebbia coprì la roccaforte e una grande forza si abbatté sul nemico che si sentì come ricacciato dalla fortezza. Incredulità e panico per questo evento soprannaturale si impossessò delle milizie nemiche che si dettero a precipitosa fuga tornando alla loro città. Da quel momento San Lodovico divenne il Patrono dei Castello di Serravalle e si istituì di celebrarne "in perpetuo" solennemente la ricorrenza ogni 19 di agosto.
domenica 14 gennaio 2018
Iliade e Odissea : Gli Dèi erano gli alieni della Bibbia ?
Biglino sostiene che, dalla sua esperienza di traduttore , nella Bibbia si ritrovano le stesse divinità dell'Iliade e dell'Odissea (vedere link). I vari Dèi citati sono gli stessi? Achille, per esempio, era un semidio (figlio di alieni?) e vendicò Patroclo uccidendo Ettore. Nella battaglia in cui Patroclo perse la vita intervennero anche alcuni Dèi combattendo in prima persona così come nella Bibbia (link).
Video del duello tra Achille ed Ettore tratto dal film TROY.
Patroclo (in greco antico: Πάτροκλος / Pátroklos o Πατροκλῆς / Patroklễs, letteralmente «la gloria [κλέϝος] del padre [πατήρ]»; in latino: Patroclus o Patrocles) è una figura della mitologia greca, tra le più importanti nella guerra di Troia. Figlio di Menezio e di Stenele, era il migliore amico di Achille. Indossò le armi dell'amico quando questi, offeso dal re di Micene Agamennone, che gli aveva sottratto la sua donna, rifiutò di continuare a combattere contro i Troiani: presentatosi in battaglia al suo posto per dare coraggio agli Achei, Patroclo provocò scompiglio nelle file nemiche, che respinse vittoriosamente, ma venne indebolito dal dio Apollo, ferito da Euforbo ed infine ucciso da Ettore. Il desiderio di vendicare l'amico indusse Achille a riprendere la guerra e ad uccidere lo stesso Ettore. In seguito Achille morì colpito nel suo unico punto debole : il tallone.
lunedì 1 gennaio 2018
Film e mistero - STAR TREK : L'equipaggio dell'Enterprise incontra Yahwèh
Per coloro che già avessero visto i miei precedenti articoli, Biglino sostiene che Yahwèh non era affatto il Dio buono e misericordioso che ci hanno sempre insegnato ma un "tizio" venuto non si sa da dove (alieno?) sanguinario, geloso e vendicativo. Insomma un generale guerriero (vedere link in merito).
In questa puntata della famosa serie televisiva STAR TREK, il capitano Kirk ed il suo equipaggio incontrano Yahwèh nel suo pianeta. Kirk incomincia subito a sospettare del suo modo di fare ed iniziano i problemi.
domenica 27 settembre 2015
La verità sulla Bibbia : Mauro Biglino
Oggi ho incontrato due tizi in camicia, cravatta e la solita borsa con sè: subito individuati, i testimoni di Geova, " buonasera, vorremmo..." "ecco i testimoni di Geova! No grazie, non mi interessa" rispondo, "si ma noi...la Bibbia di qui, di là disotto di sopra e dappertutto..." ribattono "no,no grazie" concludo io e si allontanano.
Costoro come tanti credono ciecamente in un libro rimaneggiato più volte nel corso dei secoli e non attendibile. Termino solo lasciando la parola al massimo esperto Mauro Biglino, studioso di ebraico antico.
Costoro come tanti credono ciecamente in un libro rimaneggiato più volte nel corso dei secoli e non attendibile. Termino solo lasciando la parola al massimo esperto Mauro Biglino, studioso di ebraico antico.
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| MYSTERIUM |
Mauro Biglino
Mauro Biglino (Torino, 13 settembre 1950) è un saggista e traduttore italiano.
Cultore di storia delle religioni, specializzatosi nella traduzione dall'ebraico antico, ha tradotto dal testo masoretico diciannove libri della Bibbia, di cui dodici pubblicati nel libro "I profeti minori"[1] ed i rimanenti ne "I cinque Meghillôt"[2], libri pubblicati a cura di P. Beretta per la casa editrice Edizioni San Paolo. È stato intervistato dalla televisione nazionale italiana e da diverse emittenti radiofoniche.
Cultore di storia delle religioni, specializzatosi nella traduzione dall'ebraico antico, ha tradotto dal testo masoretico diciannove libri della Bibbia, di cui dodici pubblicati nel libro "I profeti minori"[1] ed i rimanenti ne "I cinque Meghillôt"[2], libri pubblicati a cura di P. Beretta per la casa editrice Edizioni San Paolo. È stato intervistato dalla televisione nazionale italiana e da diverse emittenti radiofoniche.
Le ipotesi derivanti dalle traduzioni
Secondo Biglino, attraverso l'analisi diretta di quanto riportato dai testi ebraici della Bibbia, si potrebbe meglio accedere alla conoscenza ed alla comprensione del pensiero religioso. Traduce quello che legge nell'Antico Testamento, tralasciando volutamente gli aspetti inerenti alla fede, riservati alla sensibilità personale. Biglino propone quindi una disamina dell'antico testamento attraverso la traduzione letterale del testo ebraico, la Biblia Hebraica Stuttgartensia. In particolare vengono posti in risalto i riferimenti e le conoscenze tecnologiche di coloro i quali, secondo l'Autore, avrebbero creato l'uomo a propria immagine e somiglianza. Inoltre evidenzia come, nei testi biblici, sarebbero riscontrabili riferimenti a velivoli alieni - o comunque a dispositivi dotati di tecnologie all'epoca non conosciute e non compatibili con il livello di conoscenze tecnologiche del periodo - ed alla presenza di esseri provenienti da altri pianeti. Oltre alle teorie ufologiche, espone traduzioni che differiscono in forma ed in contenuto da quelle adottate dalle maggiori confessioni religiose, riscontrando talune differenze semantiche ed interpretative. Ne "La Bibbia non è un libro sacro", l'Autore, pone l'accento su come la divinità, spiritualmente intesa, non è presente nell’Antico Testamento e si interroga anche sulle possibili modifiche subite dal testo e sulle figure attive nei secoli per dar seguito a tali interventi.Altri teorici prima di Biglino
Pur essendo il lavoro di Biglino originale, diversi altri autori hanno teorizzato la presenza aliena nei testi sacri. Tra questi Erich von Däniken, Zecharia Sitchin, Walter Raymond Drake, Mario Pincherle, Peter Kolosimo, Padre Barry Downing, Padre Enrique Lopez Guerrero, Salvador Freixedo, Claude Vorilhon, Corrado Malanga, e Biagio Russo. In particolare il primo, uno dei principali sostenitori della Teoria degli antichi astronauti, traduce principalmente dal greco e dal latino ma non dall'ebraico, mentre il secondo attingeva a fonti sumere.giovedì 7 febbraio 2013
UFO nelle antiche scritture
Lettera agli Ebrei (13, 2)
"Non trascurate di praticare l'ospitalità', giacché alcuni di voi, senza saperlo, hanno ospitato degli Angeli".
Testimonianze di UFO nella Bibbia
Nelle Sacre Scritture, come in altri testi sacri, sono presenti numerosissime descrizioni di astronavi aliene fatte con le conoscenze dell’epoca, le quali sorprendono per la loro precisione descrittiva, tale che le descrizioni di tali astronavi sono perfettamente coincidenti con le astronavi aliene che vengono scientificamente documentate negli ultimi secoli.
I primi a sostenere ufficialmente che le sacre scritture contenessero episodi UFO furono l’astronomo statunitense Morris Jessup e lo scienziato sovietico Matest Agrest. Ad esempio, le circostanze della distruzione di Sodoma e Gomorra richiamano alla mente un’esplosione nucleare come avrebbe potuto essere descritta da un osservatore vissuto in tempi antichi; in particolare, l’onda d’urto provocata dall’esplosione nucleare avrebbe spazzato i giacimenti di salgemma del Mar Morto e investito la moglie di Lot, trasformandola in una “statua di sale”. Inoltre è fin troppo evidente l’obbligo di non doversi girare per non guardare la luce dannosa dell’esplosione nucleare.
La Bibbia parla di patriarchi, come Enoch, che vengono rapiti in cielo da oggetti volanti misteriosi, e dell’apparizione ripetuta di uomini misteriosi al servizio di Dio che sono dotati di alta tecnologia, come dimostra l’episodio in cui questi uomini misteriosi colpiscono con raggi abbaglianti delle persone spregevoli che volevano entrare in casa di Lot. Nei libri apocrifi di Enoch, si parla di Enoch che viene portato nello spazio da astronavi ed incontra Angeli astronauti, che gli mostrano la terra vista dallo spazio, ed altri esseri “bianchi” simili ma non uguali agli uomini (presumibilmente gli alieni detti "Grigi").
I veicoli UFO nelle Sacre Scritture sono descritti come: il carro di fuoco ed il turbine che rapiscono in cielo il profeta Elia, la gloria di Dio che appare nel deserto al patriarca Ezechiele e la balena che per tre giorni e tre notti ingoia Giona senza digerirlo (con all’interno portali, finestre e lampade sospese), la misteriosa colonna di fuoco (che di giorno assomiglia ad una nube) che indica a Mosè e agli ebrei la via dell’esodo, l’astronave madre sigariforme al cui passaggio si aprono le acque del mar delle Canne, il quale altro non era che una palude (quindi non il mar Rosso: l’errore è dovuto ad una errata traduzione). Poi vi è il mostro marino o serpente alato Leviatan, che viene descritto come un veicolo cilindrico capace di muoversi in cielo come una specie di portaerei per lanciare ordigni più piccoli, ed in acqua come un mezzo anfibio. E ancora, centinaia di citazioni, tra cui serpenti piumati, perle, turbi, carri celesti e nuvole: tutti UFO descritti come meglio potevano persone di quei tempi.
Così Abramo vide di notte passare su un punto preciso due misteriosi veicoli che egli descrisse come una fiaccola ardente e un forno fumante, in pratica un classico UFO tubolare luminoso ed un ancor più classico disco volante luminoso con la famosa nebbiolina che lo circonda.
Così il profeta Ezechiele sul fiume Kebar commentava un disco volante con le conoscenze dell’epoca: una nuvola con dentro una ruota con sopra una cupola e con sotto dei carrelli di atterraggio.
Così il profeta Isaia vide dischi volanti fare ritorno all’astronave-madre, come colombi che volano al loro sportello.
Inoltre non bisogna dimenticare un vero e proprio cibo alieno: la manna.
L’ingegnere della NASA Josep F. Blumrich è riuscito a costruire un’astronave che aveva la possibilità di volare, seguendo le indicazioni del profeta biblico Ezechiele. Quest’ultimo aveva visto come “carro di Dio” un’astronave sul fiume Kebar, descrivendola con le parole di chi ignorava i voli spaziali; l’essere che era a bordo dell’astronave (un messaggero di Dio) insegnò alti concetti cosmici ad Ezechiele. Altre stranezze bibliche sono: il nome di Matusalemme (figlio di Mosè) che significa “uomo del missile” e come se non bastasse, costui ha un’età quasi millenaria; se seguiamo le indicazioni date a Mosè sulla costruzione dell’Arca dell’Alleanza, non si ottiene altro che un condensatore del valore di qualche centinaio di volt.
Nel Nuovo Testamento troviamo gli UFO menzionati nel Vangelo, negli Atti degli Apostoli, nella lettera ai Tessalonicesi e nell’Apocalisse.
fonte : www.elisabistocchi.com/index.php/Paranormale-e-misteri/ufo-nella-bibbia.htm
UFO NELLA BIBBIA
La creazione, Dio e gli DeiFacciamo ora delle ipotesi. Sempre riferendoci agli antichi testi sacri, probabilmente Dio, o meglio, chi ne faceva le veci ha interferito direttamente con l’evoluzione umana fino a che l’uomo potesse raggiungere uno sviluppo del cervello sufficiente affinché si potesse istruire nelle arti, nei mestieri e nelle scienze. Sembra quasi che l’uomo abbia subito un processo di addomesticamento esterno (ed è dimostrato che non ci si può auto-addomesticarsi), iniziato 1 milioni di anni fa.
Fino a 10 mila anni fa gli alieni-guida vissero tra gli uomini, ma da allora gli uomini furono capaci di camminare da soli e quindi ci fu una riduzione degli alieni-guida, che però mantennero la loro presenza con basi spaziali in luoghi dove non avrebbero potuto mai essere scorti (ad esempio nelle profondità marine, ai Poli, sulla Luna).
Stando agli antichi scritti, nell’età dell’oro gli Dei camminavano sulla Terra per istruire l’umanità, ma se ne andarono quando gli uomini incominciarono a manifestare tendenze al male. Da allora gli alieni-guida si sono limitati ad un ruolo maggiormente di non intervento. Non è da escludere che gli alieni-guida, alla fine dell’età dell’oro, portarono con loro gruppi di umani, i cui discendenti vengono infiltrati tra i terrestri, anche al fine di spingere alla creazione di un mondo migliore.
Il viaggio spaziale del profeta Baruk
Leggendo i testi apocrifi, si possono scorgere interessanti informazioni circa un viaggio nello spazio fatto dal profeta Baruk. Cercando di “riconvertire” le espressioni primitive usate da Baruk secondo le conoscenze moderne ed ufologiche, ne scaturisce un vero e proprio viaggio spaziale a bordo di un’astronave aliena.
I Vigilanti dello spazio (o angeli caduti) accoppiandosi con i figli dell’uomo crearono una razza di giganti, successivamente quasi del tutta sterminata col diluvio universale (i sopravvissuti saranno uccisi dagli ebrei).
Gli angeli caduti saranno poi relegati in una prigione spaziale fatta di nove brillantissime stelle.
Nel 600 a.C. circa, Baruk fu fatto salire da un angelo a bordo di una macchina volante che lo portò in viaggio nel sistema solare per svelargli alcuni misteri di “ Dio”.
Nella prima orbita Baruk vede creature diverse da quelle umane ed esseri simili a bambini in un posto piatto nello spazio.
Nella seconda orbita Baruk vede razze diverse di alieni, sempre in un posto piatto nello spazio.
Nella terzo orbita Baruk vide nello spazio profondo (l’Ade) una macchina lunga 6 km (drago) vicino al Sole. Il drago mangia lo “ spazio” ma non lo consuma, se ne nutre ma lo rigetta (un buco nero?).Il motore della macchina ha aspetto di una palla di cannone ed assorbe (ma non consuma) l’ energia cosmica presente in tutto l’ universo per muoversi. Poi Baruk vide qualcosa che assomiglia alla macchina che portò Ezechiele nello spazio e successivamente vede un oggetto chiamato “guardiano dell’orizzonte” che è in orbita attorno alla Terra.
Esso ha pannelli solari mobili, un motore che produce molta luce ed una specie di marchio di fabbrica extraterrestre. Dopo ciò, a Baruk viene mostrata la Luna.
Nella quarta orbita Baruk viene portato in un luogo dove c’è un’ acqua particolare che è una strana linfa vitale che tiene in vita le anime dei giusti. Inoltre Baruk vede altri satelliti artificiali per le telecomunicazioni.
Nella quinta orbita Baruk si ritrova in una parte dove vi è atmosfera e gravità. Qui l’arcangelo Michele parla a Baruk di una vera e propria scelta genetica, infatti dice che i giusti e i semi-giusti verranno conservati e curati, ma quelli non giusti verranno eliminati con i sistemi peggiori. Inoltre si parla ripetutamente di scodelle, che potrebbero essere dischi volanti.
Giobbe e Satana spazialeIn un famoso episodio biblico, Dio permette che Giobbe sia messo alla prova da Satana e di tutta questa faccenda ci sono tre episodi che meritano di essere citati e rivisti alla luce delle conoscenze moderne ed ufologiche.
Il primo riguarda quando il Signore domanda a Satana (entrambi sono apparsi davanti Giobbe) da dove quest’ultimo veniva e Satana risponde che praticamente era in orbita intorno alla Terra.
Il secondo episodio interessante riguarda un attacco dal cielo di Satana su alcune proprietà di Giobbe, le quali vengono disintegrate da qualcosa di simile a raggi laser.
Il terzo episodio riguarda la risposta del Signore alle invocazioni di Giobbe, risposte che avvengono tramite un veicolo aereo in cui vi è il presunto “Signore” che parla a Giobbe. In quest’ultima conversazione il “Signore” parla a Giobbe del mostro Leviatan descrivendolo come una potente astronave da guerra con capacità aeree, terrestri e specialmente anfibie.
Questa astronave è di forma cilindrica o sigariforme, ha una doppia corazza impenetrabile, ha l’entrata posta sul davanti ed oblò luminosi, emette luminosità ed una nebbiolina, i suoi meccanismi vitali sono posti sulla parte anteriore, quando è in acqua la fa ribollire (quindi emette calore), ha sotto dei meccanismi che ne permettono l’uso anche sulla terra ferma, quando si muove lascia una scia bianca dietro di essa ed ha molte armi poste sulla parte anteriore, una delle quali è qualcosa di simile ai raggi laser.
L’attacco aereo del “Signore”
Nella Bibbia ci sono moltissimi episodi in cui quella che viene chiaramente descritta come una razza aliena interagisce con gli esseri umani.
Nell’episodio biblico della disfatta di cinque re, Giosuè fa vincere una battaglia importante agli Israeliti grazie all’attacco aereo del “Signore” che decima i suoi nemici. E non è finita qui visto che, prima del massacro finale dei nemici degli Israeliti, Giosuè chiede ed ottiene al “Signore” di far fermare sopra il campo di battaglia due globi luminosi volanti che egli chiama “ sole” e “ luna”, evidentemente perché aiutassero gli Israeliti nella battaglia.
Tutto ciò non è ovviamente un caso isolato, poiché più volte il “Signore” si scomoda addirittura a scendere nel campo di battaglia davanti all’esercito degli Israeliti ed a combattere contro i nemici di questi, come nel caso della battaglia di Barak contro Sisara.
Eliseo ed i rinforzi venuti dallo spazio
Nella Bibbia si legge chiaramente che quando Eliseo si vede attaccato dalle forze del re di Aram, egli chiede aiuto al Signore, il quale mostra ad Eliseo che in realtà è protetto da quella che viene descritta come una flotta di astronavi luminose resa invisibile all’occhio umano. È interessante notare come già allora gli UFO avevano la capacità di rendersi invisibile all’occhio umano e quindi di operare indisturbati; si tratta di una cosa che oggi viene ripetutamente documenta grazie alla disponibilità di tecnologie avanzate che svelano la presenza di misteriose astronavi (ed astronauti) invisibili.
La distruzione aliena di Sodoma e Gomorra: Preludio alieno
La distruzione di Sodoma e Gomorra è uno dei tanti episodi della Bibbia che presenta un intervento di esseri non di questo pianeta e l'utilizzo di elementi tecnologici. L'interpretazione di tali eventi biblici alla luce di conoscenze moderne ed ufologiche è senza dubbio molto realistica.
Un giorno ad Abramo apparvero due o tre uomini non di questo mondo che dissero ad Abramo di voler verificare di persona se era il caso di distruggere Sodoma e Gomorra. Quegli uomini erano “angeli” fatti di carne ed ossa, che addirittura mangiano il cibo umano offerto loro da Abramo.
Abramo e la Bibbia stessa identificano “ Dio” o il “Signore” in quegli uomini non di questo mondo, cosa che è molto strana visto che Dio è uno e che non è fatto di carne ed ossa. Evidentemente si trattava di alieni al servizio di Dio che apparivano agli antichi Israeliti come “dei”, e quindi venivano chiamati “angeli” ma anche “ Dio” o il “Signore”. La stessa identica cosa avveniva presso tutte le altre antiche colture di tutto il mondo.
La distruzione di Sodoma e Gomorra: l’esplosione nucleare
Quando gli uomini alieni andarono a Sodoma, incontrarono Lot che li riconobbe subito poiché essi dovevano avere una forma non propriamente umana. Lot invitò loro nella sua casa e quegli accettarono, ma dopo un po’ vennero degli abitanti di Sodoma, i quali volevano in consegna quegli esseri umanoidi. Lot si mise sulla porta di casa per cercare di non farli entrare, ma la folla si avventò contro di lui. Allora gli umanoidi tirarono dentro Lot e colpiscono con un raggio abbagliante gli assalitori.
Passato il pericolo, Lot fu avvisato dagli ospiti umanoidi che doveva scappare perché essi avrebbero distrutto la città con un arma nucleare. Gli alieni umanoidi raccomandarono a Lot di non guardare la luce sprigionata dall’esplosione nucleare e di rifugiarsi sulle montagne per non essere travolto dall’onda d’urto causata dall’esplosione.
Quando Lot fu abbastanza lontano, il “Signore” fece piovere dal cielo due missili nucleari che distrussero queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città, compresa la vegetazione del suolo. L’onda d’urto delle esplosioni nucleari spazzarono via i bacini salini della zona tanto violentemente che la moglie di Lot fu parzialmente ricoperta dal sale anche se si trovava lontano.
Quando Abramo andò a vedere dall’alto di una montagna cosa era successo nella valle, egli vide il fungo dell’esplosione nucleare che saliva dalla valle dove poco prima vi era stata l’esplosione.
Per via delle radiazioni e delle devastazioni subite, la valle prosperosa che prima era irrigata da ogni parte diventò inesorabilmente desertica.
I misteri alieni di Gesù
Nel Vecchio Testamento ci sono elencate molte interazioni di personaggi biblici con esseri non di questo pianeta.
Anche in alcuni episodi del Nuovo Testamento si possono scorgere facilmente interazioni con esseri alieni, come nella trasfigurazione e nell’ascensione. L'interpretazione secondo le conoscenze moderne ed ufologiche ci dà un quadro più razionale di quello che è accaduto.
La stella cometa
La stella cometa è un oggetto anomalo comparso nel 7 a.C., pieno di mistero e di stranezze, a cominciare dal fatto che nei 4 Vangeli è nominata solo nel Vangelo secondo Matteo.
La stella di Natale che condusse i tre magi dall’Oriente verso la Palestina, non viene ad essere altro che un UFO e non un elemento astronomico o sovrannaturale. Infatti, l’oggetto è rimasto in cielo per mesi e mesi, spostandosi da un luogo all’altro per guidare separatamente i tre magi nel loro viaggio. Inoltre la “stella” viaggiava mantenendosi sempre bassa sull’orizzonte ed emettendo luce solo verso i magi, altrimenti sarebbe stata notata dagli astronomi del tempo. L’oggetto luminoso, che aveva la forma dello scudo di Davide, volava poco sopra le teste dei magi e si fermò sopra il luogo della natività.
In pratica la stella cometa era un aeromobile discoidale luminoso (una delle forme più comuni degli UFO) che infatti a seconda delle occasioni spariva, si fermava e poi riprendeva il cammino. È altresì interessante notare che quando i magi andarono a Gerusalemme , dove furono interrogati da Erode il Grande, la “stella” sparì per poi ricomparire quando i magi abbandonarono Gerusalemme, e guidarli così dove era nato Gesù. Nei testi apocrifi si apprende il motivo per cui i magi decisero di inseguire la “stella”: i magi furono contattati ed istruiti sulla loro missione dagli occupanti di quella che viene descritta come una astronave luminosa.
La trasfigurazione
Gesù andò con gli Apostoli sul monte Tabor e davanti a loro si trasformò in un essere di luce composto da pura energia. Ad un certo punto comparvero anche esseri identificati come Mosè ed Elia, i quali iniziarono a conversare con Gesù trasfigurato. Improvvisamente si avvicinò quella che viene descritta come un’astronave luminosa che attestò l’appartenenza di Gesù alla specie che guidava l’astronave.
Finito tutto, Gesù disse ai suoi discepoli di non rivelare niente finché egli non fosse risorto.
L’ascensione
Dopo essere risorto, Gesù Cristo stette per un certo periodo tra gli Apostoli. Dopo aver dato le ultime istruzioni agli Apostoli, Gesù fu rapito sotto gli occhi degli Apostoli da quella che viene descritta come un astronave, e fu portato via. Mentre gli Apostoli guardavano l’astronave che si allontanava in cielo, apparvero due esseri vestiti di bianco che dissero agli Apostoli che Gesù era stato assunto in cielo ed un giorno tornerà allo stesso modo in cui lo avevano visto andare in cielo.
Pasquariello Domenico
mercoledì 26 dicembre 2012
Chi erano i re magi? La stella cometa era un UFO?
Nonostante nell’immaginario collettivo la figura dei Magi sia così conosciuta tra i Vangeli canonici è solo Matteo a parlarne. E lo fa in modo frammentario non offrendo informazioni relativamente all’origine e all’identità di questi personaggi “…venuti da Oriente… seguendo il suo astro…” (Mt 2,1-12)
Per svolgere la nostra indagine sull’identità dei Re Magi partiremo proprio da questa affermazione sul luogo della loro origine che trova conferma nel “Vangelo dell’infanzia Armeno”, un testo apocrifo non accettato dalla dottrina cattolica. In questo testo vi è però la descrizione più dettagliata dei Magi tra tutti i testi della tradizione ed è la fonte per la quale possiamo conoscere i nomi dei Magi, nomi di cui non c’è traccia nel Vangelo di Matteo”.
“Quando l’angelo aveva portato la buona novella a Maria era il 15 di Nisān, cioè il 6 aprile, un mercoledì, alla terza ora. Subito un angelo del signore si recò nel paese dei persiani, per avvertire i re Magi che andassero ad adorare il neonato. E costoro, guidati da una stella per nove mesi, giunsero a destinazione nel momento in cui la vergine diveniva madre…
… In quel momento il regno dei persiani dominava per la sua potenza e le sue conquiste su tutti i re che esistevano nei paesi d’oriente, e quelli che erano i re magi erano tre fratelli: il primo Melkon, regnava sui persiani, il secondo, Balthasar, regnava sugli indiani, e il terzo, Gaspar, possedeva il paese degli arabi. Essendosi uniti insieme per ordine di Dio, arrivarono nel momento in cui la vergine diveniva madre…”
Sappiamo quindi che i Magi venivano dalla Persia, una regione che nel primo secolo a.C. si estendeva dal Caucaso fino all’India, comprendendo le valli mesopotamiche e l’attuale Iran.
| FONTE : http://ufoplanet.ufoforum.it |
I RE MAGI
3 Dicembre 2012 02.36 - Di: Sheenky
Articolo di Paolo Brega
Natale, tempo di doni, alberi addobbati e, per la tradizione cristiana, di presepi, ricchi di pastori e pecorelle venuti alla grotta di Betlemme per celebrare la nascita di Gesù Bambino posto nella mangiatoia tra il bue e l’asinello in perfetta sintonia con la tradizione iconografica cristiana.
Nel mio presepe di quando ero bambino gli ultimi personaggi a festeggiare la venuta del Salvatore erano i Re Magi: con i mantelli colorati, i turbanti, le lussuose vesti intessute d’oro, i doni preziosi e i cammelli, venivano posti sempre più vicino alla capanna, un po' alla volta ogni giorno, fino a giungere, giusto in tempo per l’Epifania, a consegnare i doni a Gesù.

"Adorazione dei Magi" di Andrea Mantegna
Trittico degli Uffizi, Galleria degli Uffizi, Firenze
Ma nonostante nell’immaginario collettivo la figura dei Magi sia così conosciuta tra i Vangeli canonici è solo Matteo a parlarne. E lo fa in modo frammentario non offrendo informazioni relativamente all’origine e all’identità di questi personaggi “…venuti da Oriente… seguendo il suo astro…” (Mt 2,1-12)
Per svolgere la nostra indagine sull’identità dei Re Magi partiremo proprio da questa affermazione sul luogo della loro origine che trova conferma nel “Vangelo dell’infanzia Armeno”, un testo apocrifo non accettato dalla dottrina cattolica. In questo testo vi è però la descrizione più dettagliata dei Magi tra tutti i testi della tradizione ed è la fonte per la quale possiamo conoscere i nomi dei Magi, nomi di cui non c’è traccia nel Vangelo di Matteo”.
“Quando l’angelo aveva portato la buona novella a Maria era il 15 di Nisān, cioè il 6 aprile, un mercoledì, alla terza ora. Subito un angelo del signore si recò nel paese dei persiani, per avvertire i re Magi che andassero ad adorare il neonato. E costoro, guidati da una stella per nove mesi, giunsero a destinazione nel momento in cui la vergine diveniva madre…
… In quel momento il regno dei persiani dominava per la sua potenza e le sue conquiste su tutti i re che esistevano nei paesi d’oriente, e quelli che erano i re magi erano tre fratelli: il primo Melkon, regnava sui persiani, il secondo, Balthasar, regnava sugli indiani, e il terzo, Gaspar, possedeva il paese degli arabi. Essendosi uniti insieme per ordine di Dio, arrivarono nel momento in cui la vergine diveniva madre…”
Sappiamo quindi che i Magi venivano dalla Persia, una regione che nel primo secolo a.C. si estendeva dal Caucaso fino all’India, comprendendo le valli mesopotamiche e l’attuale Iran.

La religione dominante nell’Impero Persiano era lo Zoroastrismo. Lo Zoroastrismo (definito anche Zoroastrianesimo o Mazdaismo) è una religione e filosofia basata sugli insegnamenti del profeta Zoroastro o Zarathustra, nato in Azerbaigian, ed è stata in passato la religione più diffusa nel mondo. Fu fondata prima del sesto secolo a.C. nell'antica Persia (attuale Iran).
Questa fede è chiamata dai fedeli zarathushti din (religione zoroastriana) dal nome del suo fondatore Zarathustra (derivato dal tardo medio-persiano, o lingua pahlavi, Zardukhsht anche Zardusht; anche dalla lingua fārsì: Zardosht). I fedeli sono chiamati "zoroastriani" (lingua fārsì: zartoshti, zardoshti; lingua gujarati: jarthushti).
Lo Zoroastrismo è indicato tradizionalmente anche con il termine Mazdayasna daēnā (medio-persiano dēn ī Māzdēsn, religione degli adoratori di Mazdā) e loro stessi come mazdayasna (adoratori di Mazdā, medio-persiano māzdēsn), indicandosi quindi come seguaci del dio creatore denominato Ahura Mazdā ("Saggio signore" o "Signore che crea con il pensiero"). Da qui la sua denominazione corrente di Mazdaismo o Mazdeismo ritenuta come l'unica corretta da alcuni iranisti.
Nodo centrale della religione è la costante lotta tra bene e male. Agli inizi della creazione, il Dio Supremo ("Ahura Mazda") che significa dal sanscrito "Grande Divinità", è caratterizzato da luce infinita, onniscienza e bontà; esso crea lo Spenta Mainyu ovvero lo "spirito benefico", opposto ad Angra Mainyu (o Ahriman) uno spirito malvagio delle tenebre, violenza e morte.
Il conflitto cosmico risultante interessa l'intero universo, inclusa l'umanità, alla quale è richiesto di scegliere quali delle due vie seguire. La via del bene e della giustizia (Aša) porterà alla felicità (Ušta), mentre la via del male apporterà infelicità, inimicizia e guerra.
Lo Zoroastrismo è stato per secoli la religione dominante in quasi tutta l'Asia centrale, dal Pakistan all'Arabia Saudita, fino alla rapida affermazione della religione islamica nel VII secolo.
Lo Zoroastrismo, nel tempo diffusosi soprattutto tra i popoli iranici d'Europa (Sciti e Sarmati, per esempio) e d'Asia, fu la religione favorita dalle due grandi dinastie dell'antica Persia, gli Achemenidi ed i Sasanidi. Comunque, poiché non sono sopravvissute fonti scritte persiane contemporanee di quel periodo, è difficile descrivere la natura dell'antico zoroastrismo in dettaglio.
La descrizione di Erodoto della religione persiana include alcune caratteristiche proprie dello zoroastrismo, come l'esposizione dei morti. I re achemenidi riconobbero la loro devozione ad Ahura Mazda nelle iscrizioni; comunque essi furono anche partecipi dei rituali religiosi locali a Babilonia e in Egitto, ed aiutarono gli Ebrei a ritornare nella loro terra natia, ricostruendo i loro templi, fatti che sembrano escludere che ci fosse stata da parte loro una imposizione dell'ortodossia religiosa sui sudditi.
Alcuni fra i concetti maggiori zoroastriani, assunti dalla tradizione vedica, ricordano da vicino i principi Enkiliti sanciti durante la Rinascita post-diluviana, con la quale il dio-Anunnako Enki, desiderava replicare l’età dell’oro precedente al Diluvio, come già descritto in precedenti pubblicazioni del Progetto Atlanticus.
La filosofia zoroastriana è riassunta da uno dei principali motti della religione: "Buoni pensieri, buone parole, buone opere".
Parità sessuale. Uomini e donne hanno uguali diritti all'interno della società.
Attenzione per l'ambiente. La natura svolge un ruolo centrale nella pratica dello zoroastrismo. Le più importanti feste annuali zoroastriane riguardano celebrazioni della natura: il nuovo anno nel primo giorno di primavera, la festa dell'acqua in estate, la festa d'autunno alla fine della stagione, la festa del fuoco in mezzo all'inverno.
Lavoro e carità. Pigrizia e lentezza sono malviste. La carità è vista come opera buona.
Condanna dell'oppressione tra esseri umani, della crudeltà verso gli animali e del sacrificio degli animali. Punti nodali della religione sono l'eguaglianza di tutti gli esseri senza distinzione di razza o credo religioso e rispetto totale verso ogni cosa.
Liturgia. Nello zoroastrismo l'energia del creatore è rappresentata dal fuoco. I devoti del culto solitamente pregano alla presenza di qualche forma di fuoco (o davanti a fonti di luce). Il fuoco comunque non è oggetto di venerazione, ma è utilizzato semplicemente come simbolo e punto centrale del culto zoroastriano.
Il legame al mondo Anunnako, o comunque Sumero può essere ravvisabile in uno dei principali simboli dello zoroastrismo che ricorda molto da vicino il cerchio alato del simbolismo sumero-babilonese.

E’ interessante sapere a questo punto che Magi è la traslitterazione del termine greco magos (μαγος, plurale μαγοι), che si tratta di un titolo riferito specificamente ai sacerdoti dello Zoroastrismo tipici dell'Impero persiano. Lo stesso Ludolfo di Sassonia nel suo Vita Christi, già nel 1300 affermava:
"I tre re pagani vennero chiamati Magi non perché fossero versati nelle arti magiche, ma per la loro grande competenza nella disciplina dell'astrologia. Erano detti magi dai Persiani coloro che gli Ebrei chiamavano scribi, i Greci filosofi e i latini savi”
In Erodoto la parola magoi era associata a personaggi dell'aristocrazia della Media ed, in particolare, ai sacerdoti astronomi della religione zoroastriana, che erano anche ritenuti capaci di uccidere i demoni e ridurli in schiavitù. Poiché il passo di Matteo implica che fossero dediti all'osservazione delle stelle, la maggioranza dei commentatori ne conclude che il significato inteso fosse quello di "sacerdoti di Zoroastro", e che l'aggiunta "dall'Oriente" ne indicasse naturalmente l'origine persiana. Addirittura, la traduzione dei Vangeli di Wycliffe parla direttamente di "astrologi", non di "saggi".
Gli antichi magi erano persiani, e poiché i territori ad oriente della Palestina biblica coincidevano con l'impero persiano, ci sono pochi dubbi sull'origine etnica e sulla religione di appartenenza dei personaggi descritti nel vangelo di Matteo.
Siamo pertanto in presenza non di Re, quanto di uomini saggi, esperti delle antiche arti scientifiche, comprendenti precetti alchemici e astronomici, probabilmente retaggio di conoscenze ancora più arcaiche, forse di un tempo perduto, a cui la stessa vicenda di Gesù Cristo sembra essere collegata.
Tra le scienze conosciute dai Magi vi era certamente l’astronomia. La tradizione infatti ricorda che fu proprio il loro interesse per i fenomeni ‘celesti’ a guidarli verso la Grotta di Betlemme. Ma siccome nessuna cometa transitò nel cielo nel tempo in cui si narra vide la luce Gesù Cristo, cosa attirò l’attenzione di questi esperti scienziati di 2000 anni fa?
Secondo calcoli moderni, infatti, la cometa di Halley, la più brillante fra quelle che hanno un periodo di rivoluzione breve, apparve nell’87 e nel 12 a. C., per tornare solo nel 66 d. C., quindi fuori dall’arco di tempo utile.
Intorno all’Anno Uno passò invece la cometa di Encke, ma non era visibile a occhio nudo. E infatti nessuno la notò. Si è pensato anche a una possibile cometa irregolare, ma ricerche nei testi laici antichi non hanno portato a trovare citazioni dell’astro.
L’inutile “caccia al tesoro” dura da secoli, anche perché la materia prima abbonda: infatti la comparsa di comete fu diligentemente annotata sin da tempi remoti sia in Cina che in Occidente. Limitando il campo alla letteratura latina, gli autori che trattarono l’argomento furono almeno quattro: Tacito, Svetonio, Plinio il Vecchio e Flavio Giuseppe.
Un’altra ipotesi venne formulata dall’astronomo polacco Keplero che nel 1604 osservò l’esplosione di una supernova, ma anche questa ipotesi dovette essere scartata: il fenomeno osservato dai Magi dura molti mesi mentre una supernova è in condizioni di massima luminosità solo poche settimane. Keplero cercò quindi soluzioni alternative intuendo una possibilità nuova e molto accattivante.
Lui stesso osservò una spettacolare congiunzione tra Giove e Saturno avvenuta nella costellazione dei Pesci alcuni giorni prima del Natale del 1603 e facendo dei conti a ritroso si rese conto che un simile fenomeno era avvenuto anche nel 7 a.C. e poteva benissimo avere avuto un grande significato simbolico per i Magi.
Negli anni ‘70 l’astronomo inglese dell’università di Sheffield, David Hughes, ha ricostruto l’evento con estrema ed anglosassone precisione. I Magi avrebbero previsto in anticipo le tre date del massimo avvicinamento di Giove e Saturno, cioè il 27 maggio, il 6 ottobre e il 1 dicembre del 7 a.c. Essi avrebbero interpretato la visibilità dei pianeti all’opposizione, cioè a partire dalla sera, come la data di nascita del Messia.
Questo evento si verificava intorno alla metà di settembre: così essi avrebbero intrapreso il viaggio durante l’estate ed avrebbero raggiunto Gerusalemme nel mese di novembre. Una volta giunti nella città furono interrogati da Erode, incuriosito dal loro viaggio. I Magi avrebbero rilevato oltre alla probabile data di nascita di Gesù anche il fatto che i due pianeti erano prospetticamente vicini in cielo già dalla primavera precedente.
Fu per questa notizia che Erode decise, per mettersi al sicuro riguardo alla venuta di un nuovo re che lo avrebbe detronizzato, di mettere a morte tutti i bambini di Betlemme al di sotto dei due anni. Secondo alcuni documenti recuperati in Cina, una “stella temporanea” apparve nel cielo intorno agli anni della nascita di Gesù, tra il 4 e il 5 prima dell’Era Volgare.
Forse non sapremo mai se ciò che raccontano le Sacre Scritture sia realmente autentico, o il frutto di numerose stratificazioni culturali che hanno trovato la loro sintesi nei Vangeli. è indubbio, però, che un evento nella volta celeste sconvolse in quegli anni la vita di numerose persone.
L’ipotesi meno accreditata è ovviamente quella ufologica, che peraltro può essere suggerita dagli stessi testi apocrifi, visto e considerato che nel Vangelo dell’infanzia Arabo Siriano, la stessa stella che li guidò da Oriente e Betlemme, li conduce nuovamente a casa, dopo essersi mutata in un angelo. Indi per cui difficilmente stiamo parlando di un semplice seppur straordinario evento celeste.
La stella di Natale che condusse i tre magi dall’Oriente verso la Palestina, non viene ad essere altro che un UFO e non un elemento astronomico o sovrannaturale. Infatti, l’oggetto è rimasto in cielo per mesi e mesi, spostandosi da un luogo all’altro per guidare separatamente i tre magi nel loro viaggio. Inoltre la “stella” viaggiava mantenendosi sempre bassa sull’orizzonte ed emettendo luce solo verso i magi, altrimenti sarebbe stata notata dagli astronomi del tempo.
L’oggetto luminoso, che aveva la forma dello scudo di Davide, volava poco sopra le teste dei magi e si fermò sopra il luogo della natività. In pratica la stella cometa era un aeromobile discoidale luminoso (una delle forme più comuni degli UFO) che infatti a seconda delle occasioni spariva, si fermava e poi riprendeva il cammino.
E’ altresì interessante notare che quando i magi andarono a Gerusalemme , dove furono interrogati da Erode il Grande, la “stella” sparì per poi ricomparire quando i magi abbandonarono Gerusalemme, e guidarli così dove era nato Gesù. Nei testi apocrifi si apprende il motivo per cui i magi decisero di inseguire la “stella”: i magi furono contattati ed istruiti sulla loro missione dagli occupanti di quella che viene descritta come una astronave luminosa.
Significativo a tal proposito il passo del Vangelo dell’Infanzia armeno nel quale si dice:
“Melkon aveva con sé mirra, aloe, mussolina, porpora, pezze di lino e i libri scritti e sigillati dalle mani di Dio.
Il secondo, il re degli indi, Balthasar, aveva come doni in onore del bambino del nardo prezioso, della mirra, della cannella, del cinnamomo e dell’incenso e altri profumi. Il terzo re, il re degli arabi, Gaspar, aveva oro, argento, pietre preziose, zaffiri di gran valore e perle fini. Quando tutti furono giunti nella città di Gerusalemme l’astro che li precedeva celò momentaneamente la sua luce.
Essi perciò si fermarono e posero le tende. Le numerose truppe di cavalieri si dissero l’un l’altro: - E adesso che facciamo? In quale direzione dobbiamo camminare? Noi lo ignoriamo, perché una stella ci ha preceduti fino ad oggi, ma ecco che è scomparsa e ci ha lasciati nelle difficoltà. »
Dove peraltro si afferma che i doni consegnati a Gesù non furono solamente i canonici oro, incenso e mirra, ma tutta una serie di altri oggetti preziosi, tra cui non meglio precisati libri scritti e sigillati dalle mani di Dio.
Forse libri in cui vi era contenuta tutta la saggezza di un tempo perduto. Quella saggezza di cui avremmo bisogno noi oggi e che non fu permesso nemmeno a Gesù Cristo di rivelare…
Ricordiamo infine il sito dell'autore:
http://www.progettoatlanticus.net/
Natale, tempo di doni, alberi addobbati e, per la tradizione cristiana, di presepi, ricchi di pastori e pecorelle venuti alla grotta di Betlemme per celebrare la nascita di Gesù Bambino posto nella mangiatoia tra il bue e l’asinello in perfetta sintonia con la tradizione iconografica cristiana.
Nel mio presepe di quando ero bambino gli ultimi personaggi a festeggiare la venuta del Salvatore erano i Re Magi: con i mantelli colorati, i turbanti, le lussuose vesti intessute d’oro, i doni preziosi e i cammelli, venivano posti sempre più vicino alla capanna, un po' alla volta ogni giorno, fino a giungere, giusto in tempo per l’Epifania, a consegnare i doni a Gesù.

"Adorazione dei Magi" di Andrea Mantegna
Trittico degli Uffizi, Galleria degli Uffizi, Firenze
Ma nonostante nell’immaginario collettivo la figura dei Magi sia così conosciuta tra i Vangeli canonici è solo Matteo a parlarne. E lo fa in modo frammentario non offrendo informazioni relativamente all’origine e all’identità di questi personaggi “…venuti da Oriente… seguendo il suo astro…” (Mt 2,1-12)
Per svolgere la nostra indagine sull’identità dei Re Magi partiremo proprio da questa affermazione sul luogo della loro origine che trova conferma nel “Vangelo dell’infanzia Armeno”, un testo apocrifo non accettato dalla dottrina cattolica. In questo testo vi è però la descrizione più dettagliata dei Magi tra tutti i testi della tradizione ed è la fonte per la quale possiamo conoscere i nomi dei Magi, nomi di cui non c’è traccia nel Vangelo di Matteo”.
“Quando l’angelo aveva portato la buona novella a Maria era il 15 di Nisān, cioè il 6 aprile, un mercoledì, alla terza ora. Subito un angelo del signore si recò nel paese dei persiani, per avvertire i re Magi che andassero ad adorare il neonato. E costoro, guidati da una stella per nove mesi, giunsero a destinazione nel momento in cui la vergine diveniva madre…
… In quel momento il regno dei persiani dominava per la sua potenza e le sue conquiste su tutti i re che esistevano nei paesi d’oriente, e quelli che erano i re magi erano tre fratelli: il primo Melkon, regnava sui persiani, il secondo, Balthasar, regnava sugli indiani, e il terzo, Gaspar, possedeva il paese degli arabi. Essendosi uniti insieme per ordine di Dio, arrivarono nel momento in cui la vergine diveniva madre…”
Sappiamo quindi che i Magi venivano dalla Persia, una regione che nel primo secolo a.C. si estendeva dal Caucaso fino all’India, comprendendo le valli mesopotamiche e l’attuale Iran.

La religione dominante nell’Impero Persiano era lo Zoroastrismo. Lo Zoroastrismo (definito anche Zoroastrianesimo o Mazdaismo) è una religione e filosofia basata sugli insegnamenti del profeta Zoroastro o Zarathustra, nato in Azerbaigian, ed è stata in passato la religione più diffusa nel mondo. Fu fondata prima del sesto secolo a.C. nell'antica Persia (attuale Iran).
Questa fede è chiamata dai fedeli zarathushti din (religione zoroastriana) dal nome del suo fondatore Zarathustra (derivato dal tardo medio-persiano, o lingua pahlavi, Zardukhsht anche Zardusht; anche dalla lingua fārsì: Zardosht). I fedeli sono chiamati "zoroastriani" (lingua fārsì: zartoshti, zardoshti; lingua gujarati: jarthushti).
Lo Zoroastrismo è indicato tradizionalmente anche con il termine Mazdayasna daēnā (medio-persiano dēn ī Māzdēsn, religione degli adoratori di Mazdā) e loro stessi come mazdayasna (adoratori di Mazdā, medio-persiano māzdēsn), indicandosi quindi come seguaci del dio creatore denominato Ahura Mazdā ("Saggio signore" o "Signore che crea con il pensiero"). Da qui la sua denominazione corrente di Mazdaismo o Mazdeismo ritenuta come l'unica corretta da alcuni iranisti.
Nodo centrale della religione è la costante lotta tra bene e male. Agli inizi della creazione, il Dio Supremo ("Ahura Mazda") che significa dal sanscrito "Grande Divinità", è caratterizzato da luce infinita, onniscienza e bontà; esso crea lo Spenta Mainyu ovvero lo "spirito benefico", opposto ad Angra Mainyu (o Ahriman) uno spirito malvagio delle tenebre, violenza e morte.
Il conflitto cosmico risultante interessa l'intero universo, inclusa l'umanità, alla quale è richiesto di scegliere quali delle due vie seguire. La via del bene e della giustizia (Aša) porterà alla felicità (Ušta), mentre la via del male apporterà infelicità, inimicizia e guerra.
Lo Zoroastrismo è stato per secoli la religione dominante in quasi tutta l'Asia centrale, dal Pakistan all'Arabia Saudita, fino alla rapida affermazione della religione islamica nel VII secolo.
Lo Zoroastrismo, nel tempo diffusosi soprattutto tra i popoli iranici d'Europa (Sciti e Sarmati, per esempio) e d'Asia, fu la religione favorita dalle due grandi dinastie dell'antica Persia, gli Achemenidi ed i Sasanidi. Comunque, poiché non sono sopravvissute fonti scritte persiane contemporanee di quel periodo, è difficile descrivere la natura dell'antico zoroastrismo in dettaglio.
La descrizione di Erodoto della religione persiana include alcune caratteristiche proprie dello zoroastrismo, come l'esposizione dei morti. I re achemenidi riconobbero la loro devozione ad Ahura Mazda nelle iscrizioni; comunque essi furono anche partecipi dei rituali religiosi locali a Babilonia e in Egitto, ed aiutarono gli Ebrei a ritornare nella loro terra natia, ricostruendo i loro templi, fatti che sembrano escludere che ci fosse stata da parte loro una imposizione dell'ortodossia religiosa sui sudditi.
Alcuni fra i concetti maggiori zoroastriani, assunti dalla tradizione vedica, ricordano da vicino i principi Enkiliti sanciti durante la Rinascita post-diluviana, con la quale il dio-Anunnako Enki, desiderava replicare l’età dell’oro precedente al Diluvio, come già descritto in precedenti pubblicazioni del Progetto Atlanticus.
La filosofia zoroastriana è riassunta da uno dei principali motti della religione: "Buoni pensieri, buone parole, buone opere".
Parità sessuale. Uomini e donne hanno uguali diritti all'interno della società.
Attenzione per l'ambiente. La natura svolge un ruolo centrale nella pratica dello zoroastrismo. Le più importanti feste annuali zoroastriane riguardano celebrazioni della natura: il nuovo anno nel primo giorno di primavera, la festa dell'acqua in estate, la festa d'autunno alla fine della stagione, la festa del fuoco in mezzo all'inverno.
Lavoro e carità. Pigrizia e lentezza sono malviste. La carità è vista come opera buona.
Condanna dell'oppressione tra esseri umani, della crudeltà verso gli animali e del sacrificio degli animali. Punti nodali della religione sono l'eguaglianza di tutti gli esseri senza distinzione di razza o credo religioso e rispetto totale verso ogni cosa.
Liturgia. Nello zoroastrismo l'energia del creatore è rappresentata dal fuoco. I devoti del culto solitamente pregano alla presenza di qualche forma di fuoco (o davanti a fonti di luce). Il fuoco comunque non è oggetto di venerazione, ma è utilizzato semplicemente come simbolo e punto centrale del culto zoroastriano.
Il legame al mondo Anunnako, o comunque Sumero può essere ravvisabile in uno dei principali simboli dello zoroastrismo che ricorda molto da vicino il cerchio alato del simbolismo sumero-babilonese.

E’ interessante sapere a questo punto che Magi è la traslitterazione del termine greco magos (μαγος, plurale μαγοι), che si tratta di un titolo riferito specificamente ai sacerdoti dello Zoroastrismo tipici dell'Impero persiano. Lo stesso Ludolfo di Sassonia nel suo Vita Christi, già nel 1300 affermava:
"I tre re pagani vennero chiamati Magi non perché fossero versati nelle arti magiche, ma per la loro grande competenza nella disciplina dell'astrologia. Erano detti magi dai Persiani coloro che gli Ebrei chiamavano scribi, i Greci filosofi e i latini savi”
In Erodoto la parola magoi era associata a personaggi dell'aristocrazia della Media ed, in particolare, ai sacerdoti astronomi della religione zoroastriana, che erano anche ritenuti capaci di uccidere i demoni e ridurli in schiavitù. Poiché il passo di Matteo implica che fossero dediti all'osservazione delle stelle, la maggioranza dei commentatori ne conclude che il significato inteso fosse quello di "sacerdoti di Zoroastro", e che l'aggiunta "dall'Oriente" ne indicasse naturalmente l'origine persiana. Addirittura, la traduzione dei Vangeli di Wycliffe parla direttamente di "astrologi", non di "saggi".
Gli antichi magi erano persiani, e poiché i territori ad oriente della Palestina biblica coincidevano con l'impero persiano, ci sono pochi dubbi sull'origine etnica e sulla religione di appartenenza dei personaggi descritti nel vangelo di Matteo.
Siamo pertanto in presenza non di Re, quanto di uomini saggi, esperti delle antiche arti scientifiche, comprendenti precetti alchemici e astronomici, probabilmente retaggio di conoscenze ancora più arcaiche, forse di un tempo perduto, a cui la stessa vicenda di Gesù Cristo sembra essere collegata.
Tra le scienze conosciute dai Magi vi era certamente l’astronomia. La tradizione infatti ricorda che fu proprio il loro interesse per i fenomeni ‘celesti’ a guidarli verso la Grotta di Betlemme. Ma siccome nessuna cometa transitò nel cielo nel tempo in cui si narra vide la luce Gesù Cristo, cosa attirò l’attenzione di questi esperti scienziati di 2000 anni fa?
Secondo calcoli moderni, infatti, la cometa di Halley, la più brillante fra quelle che hanno un periodo di rivoluzione breve, apparve nell’87 e nel 12 a. C., per tornare solo nel 66 d. C., quindi fuori dall’arco di tempo utile.
Intorno all’Anno Uno passò invece la cometa di Encke, ma non era visibile a occhio nudo. E infatti nessuno la notò. Si è pensato anche a una possibile cometa irregolare, ma ricerche nei testi laici antichi non hanno portato a trovare citazioni dell’astro.
L’inutile “caccia al tesoro” dura da secoli, anche perché la materia prima abbonda: infatti la comparsa di comete fu diligentemente annotata sin da tempi remoti sia in Cina che in Occidente. Limitando il campo alla letteratura latina, gli autori che trattarono l’argomento furono almeno quattro: Tacito, Svetonio, Plinio il Vecchio e Flavio Giuseppe.
Un’altra ipotesi venne formulata dall’astronomo polacco Keplero che nel 1604 osservò l’esplosione di una supernova, ma anche questa ipotesi dovette essere scartata: il fenomeno osservato dai Magi dura molti mesi mentre una supernova è in condizioni di massima luminosità solo poche settimane. Keplero cercò quindi soluzioni alternative intuendo una possibilità nuova e molto accattivante.
Lui stesso osservò una spettacolare congiunzione tra Giove e Saturno avvenuta nella costellazione dei Pesci alcuni giorni prima del Natale del 1603 e facendo dei conti a ritroso si rese conto che un simile fenomeno era avvenuto anche nel 7 a.C. e poteva benissimo avere avuto un grande significato simbolico per i Magi.
Negli anni ‘70 l’astronomo inglese dell’università di Sheffield, David Hughes, ha ricostruto l’evento con estrema ed anglosassone precisione. I Magi avrebbero previsto in anticipo le tre date del massimo avvicinamento di Giove e Saturno, cioè il 27 maggio, il 6 ottobre e il 1 dicembre del 7 a.c. Essi avrebbero interpretato la visibilità dei pianeti all’opposizione, cioè a partire dalla sera, come la data di nascita del Messia.
Questo evento si verificava intorno alla metà di settembre: così essi avrebbero intrapreso il viaggio durante l’estate ed avrebbero raggiunto Gerusalemme nel mese di novembre. Una volta giunti nella città furono interrogati da Erode, incuriosito dal loro viaggio. I Magi avrebbero rilevato oltre alla probabile data di nascita di Gesù anche il fatto che i due pianeti erano prospetticamente vicini in cielo già dalla primavera precedente.
Fu per questa notizia che Erode decise, per mettersi al sicuro riguardo alla venuta di un nuovo re che lo avrebbe detronizzato, di mettere a morte tutti i bambini di Betlemme al di sotto dei due anni. Secondo alcuni documenti recuperati in Cina, una “stella temporanea” apparve nel cielo intorno agli anni della nascita di Gesù, tra il 4 e il 5 prima dell’Era Volgare.
Forse non sapremo mai se ciò che raccontano le Sacre Scritture sia realmente autentico, o il frutto di numerose stratificazioni culturali che hanno trovato la loro sintesi nei Vangeli. è indubbio, però, che un evento nella volta celeste sconvolse in quegli anni la vita di numerose persone.
L’ipotesi meno accreditata è ovviamente quella ufologica, che peraltro può essere suggerita dagli stessi testi apocrifi, visto e considerato che nel Vangelo dell’infanzia Arabo Siriano, la stessa stella che li guidò da Oriente e Betlemme, li conduce nuovamente a casa, dopo essersi mutata in un angelo. Indi per cui difficilmente stiamo parlando di un semplice seppur straordinario evento celeste.
La stella di Natale che condusse i tre magi dall’Oriente verso la Palestina, non viene ad essere altro che un UFO e non un elemento astronomico o sovrannaturale. Infatti, l’oggetto è rimasto in cielo per mesi e mesi, spostandosi da un luogo all’altro per guidare separatamente i tre magi nel loro viaggio. Inoltre la “stella” viaggiava mantenendosi sempre bassa sull’orizzonte ed emettendo luce solo verso i magi, altrimenti sarebbe stata notata dagli astronomi del tempo.
L’oggetto luminoso, che aveva la forma dello scudo di Davide, volava poco sopra le teste dei magi e si fermò sopra il luogo della natività. In pratica la stella cometa era un aeromobile discoidale luminoso (una delle forme più comuni degli UFO) che infatti a seconda delle occasioni spariva, si fermava e poi riprendeva il cammino.
E’ altresì interessante notare che quando i magi andarono a Gerusalemme , dove furono interrogati da Erode il Grande, la “stella” sparì per poi ricomparire quando i magi abbandonarono Gerusalemme, e guidarli così dove era nato Gesù. Nei testi apocrifi si apprende il motivo per cui i magi decisero di inseguire la “stella”: i magi furono contattati ed istruiti sulla loro missione dagli occupanti di quella che viene descritta come una astronave luminosa.
Significativo a tal proposito il passo del Vangelo dell’Infanzia armeno nel quale si dice:
“Melkon aveva con sé mirra, aloe, mussolina, porpora, pezze di lino e i libri scritti e sigillati dalle mani di Dio.
Il secondo, il re degli indi, Balthasar, aveva come doni in onore del bambino del nardo prezioso, della mirra, della cannella, del cinnamomo e dell’incenso e altri profumi. Il terzo re, il re degli arabi, Gaspar, aveva oro, argento, pietre preziose, zaffiri di gran valore e perle fini. Quando tutti furono giunti nella città di Gerusalemme l’astro che li precedeva celò momentaneamente la sua luce.
Essi perciò si fermarono e posero le tende. Le numerose truppe di cavalieri si dissero l’un l’altro: - E adesso che facciamo? In quale direzione dobbiamo camminare? Noi lo ignoriamo, perché una stella ci ha preceduti fino ad oggi, ma ecco che è scomparsa e ci ha lasciati nelle difficoltà. »
Dove peraltro si afferma che i doni consegnati a Gesù non furono solamente i canonici oro, incenso e mirra, ma tutta una serie di altri oggetti preziosi, tra cui non meglio precisati libri scritti e sigillati dalle mani di Dio.
Forse libri in cui vi era contenuta tutta la saggezza di un tempo perduto. Quella saggezza di cui avremmo bisogno noi oggi e che non fu permesso nemmeno a Gesù Cristo di rivelare…
Ricordiamo infine il sito dell'autore:
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martedì 23 agosto 2011
UFO nella storia : il miracolo di San Lodovico
Anno 1306, l'esercito lucchese e fiorentino assediano oramai da quattro mesi il castello di Serravalle Pistoiese. Il popolo invoca in preda alla disperazione l'aiuto di San Lodovico che successivamente apparirà da una nuvola e con una spada fiammeggiante ricaccerà indietro gli assalitori scagliando loro addosso una gran forza. Tutti elementi che nel corso della storia ricorrono spesso come, ad esempio, le nuvole "divine". Io sono stato sul posto facendo il seguente video e le seguenti foto.
Foto in alto : rievocazione storica dell'assedio al castello. - FOTO MYSTERIUM
Il Miracolo di San Lodovico è un'antica tradizione, che risale ai primi del XIV secolo. Esso narra che un giorno arrivarono al castello di Serravalle Pistoiese un pellegrino accompagnato da un bambino chiedendo ospitalità per rifocillarsi e riposare dalle fatiche del loro lungo viaggio. Prontamente e generosamente i Serravallini si prodigarono ad accogliere la loro richiesta ed il bambino promise che si sarebbe ricordato in futuro dell'accoglienza data dagli abitanti di questo castello in modo così nobile e misericordioso ai pellegrini. Questo fanciullo in realtà altri non era che Lodovico d'Angiò, figlio di Carlo d'Angiò, re di Napoli ed erede al trono, corona in seguito lasciata per intraprendere la disciplina ecclesiastica, che lo volle prima Vescovo e poi Santo per le sue opere misericordiose ed i suoi miracoli. Egli tenne fede a questa promessa salvando, molti anni dopo, Serravalle da un pesante assedio. Nell'anno 1306 infatti accadde che i Lucchesi, ritornando alla propria città dopo aver partecipato, insieme ai Fiorentini all'occupazione ed al sacco di Pistoia, decidessero di punire anche Serravalle, rea ai loro occhi di essere rimasta leale agli statuti del comune di Pistoia nonostante essa fosse stata precedentemente presa e costretta a giurare fedeltà alla signoria dei Lucchesi. Il nemico quindi pose subito assalto al castello che era sulla loro strada, ma questo, tenacemente difeso dai suoi abitanti non cedette e fu così messo sotto duro assedio, un accerchiamento durato circa quattro mesi. Allo stremo delle forze, quando il nemico stava dando la scalata alle sue mura, fu indetta nella chiesa principale del castello una solenne orazione: improvvisamente sulla torre più alta apparve la figura di un uomo avvolto in una nube risplendente. Era San Lodovico che armato nella mano destra di una spada fiammeggiante faceva cenno con il pastorale di respingere gli assalitori: all'istante una fitta nebbia coprì la roccaforte e una grande forza si abbatté sul nemico che si sentì come ricacciato dalla fortezza. Incredulità e panico per questo evento soprannaturale si impossessò delle milizie nemiche che si dettero a precipitosa fuga tornando alla loro città. Da quel momento San Lodovico divenne il Patrono dei Castello di Serravalle e si istituì di celebrarne "in perpetuo" solennemente la ricorrenza ogni 19 di agosto.
" ED EGLI APPARVE DA UNA NUVOLA". Questa citazione appare spesso nella Bibbia. Leggendola in chiave ufologica significherebbe che da sempre gli alieni ci condizionano:
"I Dropa (nome attribuito agli esseri alieni) scesero dalle nubi del loro oggetto volante. I nostri uomini, donne e bambini si nascosero dieci volte nelle caverne prima dell'alba, finché capimmo che i Dropa avevano intenzioni pacifiche...".
UFO CRASH NELLA PREISTORIA
Solo nel 1965, con la pubblicazione di un documento intitolato Navi Spaziali di 12.000 anni fa, iniziò la divulgazione della scoperta: Tsum Um-Nui spiegò che, secondo le sue traduzioni, effettuate dai geroglifici dei vari dischi di pietra rinvenuti, si raccontava di una navicella spaziale, giunta da un altro pianeta, che aveva avuto un grave incidente sulle montagne di Bayan Kara Ula...
Di Alessia Serafin
a.serafin@strangedays.it
19 Maggio 2005
Nel 1938, in una caverna, tra le montagne del Tibet, al confine con la Cina, nella regione di Bayan Kara Ula, furono ritrovati numerosi scheletri di esseri umani di razza sconosciuta, con crani sproporzionati e piccoli corpi, alti circa 130 cm.
Inizialmente furono considerate scimmie, ma nessun animale, per quanto evoluto, avrebbe mai potuto procedere a tali sepolture. Nelle tombe, oltre ai corpi, furono rinvenute ben 716 dischi di pietra, nei quali erano incisi strani ideogrammi, anch'essi sconosciuti. Capo della spedizione, fu l'archeologo cinese Chi P'u Tai, il quale, dopo aver aperto tutte le tombe, portò a Pechino i reperti trovati sul luogo, compresi gli strani dischi, ciascuno di circa 1 metro di diametro, forati al centro: si trattava di reperti di circa 12.000 anni prima.
Per circa vent'anni, i reperti rimasero praticamente dimenticati nei magazzini di Pechino. Nessuno sapeva l'origine né la funzione dei dischi; nessuno capiva come potessero essersi evoluti in quel modo i corpi degli individui ritrovati.
Solo dopo molti anni, uno studioso e archeologo cinese, il Prof. Tsum Um-Nui, insieme ad uno staff di altri cinque scienziati, iniziò a studiare questi reperti.
Le considerazioni che ne scaturirono furono incredibili, tanto che le autorità cinesi ne vietarono la diffusione.
Solo nel 1965, con la pubblicazione di un documento intitolato Navi Spaziali di 12.000 anni fa, iniziò la divulgazione della scoperta: Tsum Um-Nui spiegò che, secondo le sue traduzioni, effettuate dai geroglifici dei vari dischi di pietra rinvenuti, si raccontava di una navicella spaziale, giunta da un altro pianeta, che aveva avuto un grave incidente sulle montagne di Bayan Kara Ula.
Gli alieni che si salvarono, entrarono in contatto con le popolazioni primitive del luogo, ma gli umani, solo dopo molto tempo, accetarono la presenza di queste strane creature, che avevano comunque intenzioni pacifiche fin dall'inizio.
In particolare, in uno dei dischi, l'incontro veniva così spiegato: "I Dropa (nome attribuito agli esseri alieni) scesero dalle nubi del loro oggetto volante. I nostri uomini, donne e bambini si nascosero dieci volte nelle caverne prima dell'alba, finché capimmo che i Dropa avevano intenzioni pacifiche...". Probabilmente, dopo il crash, gli alieni non furono più in grado di ricostruire l'astronave, rimasero così "imprigionati" sulla Terra e, quasi certamente, si accoppiarono con gli umani, dando vita ad un'etnia che rimase isolata sulle montagne per migliaia di anni.
Il prof. Tsum Um-Nui parla di 12.000 anni fa, poiché, su alcune incisioni ritrovate nelle pareti delle caverne, è raffigurato il Sole nascente, la Luna, alcune costellazioni e la Terra, il tutto collegato da puntini, quasi a spiegare il percorso eseguito dall'astronave per giungere sul nostro pianeta. La posizione dei pianeti e delle costellazioni ha portato poi il professore alla datazione.
Successivamente, furono raschiate le superfici di alcuni dischi. Dall'analisi che ne seguì, il materiale di cui erano composti risultò contenere un'alta percentuale di cobalto e di altre sostanze metalliche.
I dischi di granito, all'oscilloscopio, reagirono emettendo vibrazioni ad un ritmo stranamente regolare, perché carichi di una notevole quantità di energia elettrica. Quei reperti, vecchi di dodicimila anni, non potevano essere manufatti terrestri.
Il Prof. Tsum Um-Nui morì nel 1965, per un attacco cardiaco.
Furono cercati i suoi appunti sulle scoperte di Bayan Kara Ula, ma tutto era stanamente sparito. L'ultimo ad aver parlato della storia dei dischi rinvenuti fu l'ufologo viennese Peter Krassa che, nel 1975, li vide esposti in una teca del museo Bampo a Xian, in Cina, e li fotografò. Oggi, dei numerosi studi condotti sui reperti e dei dischi rinvenuti, si è persa ogni traccia.
San Lodovico festeggiato ogni 19 Agosto dal paese e portato in processione. Chi apparì in realtà quel giorno su una nube scatenando una forza tale da mettere in fuga un esercito? Video MYSTERIUM.
sabato 30 aprile 2011
Caccia all’UFO tra le nuvole: le immagini delle prime analisi

Il video dal Brasile, riguardante un presunto avvistamento UFO, tiene ancora banco ed è finito nel mirino della verifica di Bibiana Bryson. La popolare ufologa argentina infatti sta cercando, con il suo team di esperti, di fare piena luce su questo nuovo caso. La località è quella di Itaara in Brasile, nella regione di Santa Maria. Il video, secondo le poche descrizioni rese pubbliche da chi lo ha condiviso su YouTube, non sarebbe ben collocabile cronologicamente. Di certo non è il primo contributo video, nel 2011, con queste precise caratteristiche.
La Bryson ed i suoi collaboratori hanno tentato di mettere a fuoco lo strano velivolo (sempre che di velivolo si tratta) con un gioco di filtri e provando a sfruttare le nuove tecnologie per fissare la forma e l’immagine. Il risultato è visibile nella foto posizionata nel riquadro in alto.
Il problema è che il soggetto delle riprese era praticamente immerso nella foschia e nelle nuvole, era visibile di tanto in tanto solo grazie a delle luci che si accendevano.
Il presunto testimone dell’avvistamento UFO infatti, ha solo fornito l’indicazione che nella stessa zona, in anni diversi, si era già assistito a strane segnalazioni. Il supporto originale su cui era inizialmente caricato il filmato era VHS. Inevitabilmente, ed è una casistica piuttosto comune, nel trasferirlo sul supporto digitale e nel secondo passaggio dell’upload su YouTube, si è finiti per perdere un po’ di qualità delle immagini. Resterà da vedere se le ulteriori analisi di Bibiana Bryson riusciranno, nei prossimi giorni, a fare ulteriore luce su questo giallo UFO. Aggiornamenti e novità saranno inseriti dall’ufologa argentina in una pagina dedicata sul suo sito ufficiale. In ogni caso sono ben evidenti le difficoltà di partenza. Molti ufologi, infatti, lamentano come i video, condivisi sulla rete, perdano quella qualità necessaria per una analisi. Verifiche che potrebbero essere ottimali solo potendo contare sul contributo video originale.
http://olivieromannucci.blogspot.com/2011/04/caccia-allufo-tra-le-nuvole-le-immagini.html
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Un ulteriore prova della benevolenza del santo è tramandata dagli anziani del paese: nella seconda guerra mondiale Serravalle fu occupato dall'esercito tedesco; alla fine della guerra durante la sua ritirata , questi invasori caricarono un treno di esplosivo per farlo detonare nella galleria che passa proprio sotto il centro del paese con l'intenzione di distruggerlo completamente. Quando arrivò l'ordine di procedere e vennero premuti i vari inneschi il treno non saltò e il paese fu salvato per la seconda volta dalla distruzione.
| La TORRE DEL BARBAROSSA sulle cui mura, secondo tradizione, apparve la "nuvola" di San Lodovico. FOTO MYSTERIUM. |
| I 500 arcieri mercenari (ovvero non della rocca ma giunti da fuori) furono determinanti nella difesa del castello. Si narra che combatterono con grande coraggio durante i quattro mesi d'assedio. Si potrebbe paragonarli agli arcieri elfi del film LE DUE TORRI (vedi trama). Foto MYSTERIUM. |
Arrivo degli Elfi in rinforzo agli uomini contro gli orchi al fosso di Helm:
Prima e seconda parte della battaglia:
http://www.youtube.com/watch?v=ht8gZM81Ewg http://www.youtube.com/watch?v=2WGXg5EzM1o&NR=1
Martedì 25 Gennaio 2011 01:24

Come abbiamo affrontato in un'altro articolo, l'idea che in passato civiltà extraterrestri abbiano visitato il nostro pianeta lasciando in qualche modo una traccia del loro passaggio è una teoria fantascientifica che negli ultimo tempi ha riscosso una grande risonanza sui media di tutto il mondo.
Sin dal momento in cui Von Daniken ha dato il via a quella che viene ormai universalmente riconosciuta come la "teoria dell'antico astronauta" ogni forma di arte, dai più antichi graffiti rupestri, ai più recenti capolavori artistici rinascimentali sembra avere qualche particolare che sembra voler lasciare una traccia del passaggio di civiltà extraterrestri. La clipeologia (dal latino clipëus, disco o scudo rotondo - fonte Wikipedia ) è una "Scienza" che cerca di fornire prove di questi contatti alieni con la nostra civiltà, analizzando le opere d'arte. Ma cosa appare nelle opere d'arte incriminate da spingere i Clipeologi ad affermare che si tratta di prove inoppugnabili della teoria dell'antico astronauta?
Elencare tutte le opere è impossibile, quindi per ora mi limiterò ad analizzare i lavori che maggiormente hanno assunto una connotazione misteriosa stimolando la fantasia degli Ufologi.





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| Le vecchie mura di fronte alla Torre del Barbarossa : altra veduta della zona dove venne avvistata la nuvola-UFO. Foto MYSTERIUM. |
È un UFO? No una nuvola...
http://www.scetticamente.itMartedì 25 Gennaio 2011 01:24

Miracolo della neve
Sin dal momento in cui Von Daniken ha dato il via a quella che viene ormai universalmente riconosciuta come la "teoria dell'antico astronauta" ogni forma di arte, dai più antichi graffiti rupestri, ai più recenti capolavori artistici rinascimentali sembra avere qualche particolare che sembra voler lasciare una traccia del passaggio di civiltà extraterrestri. La clipeologia (dal latino clipëus, disco o scudo rotondo - fonte Wikipedia ) è una "Scienza" che cerca di fornire prove di questi contatti alieni con la nostra civiltà, analizzando le opere d'arte. Ma cosa appare nelle opere d'arte incriminate da spingere i Clipeologi ad affermare che si tratta di prove inoppugnabili della teoria dell'antico astronauta?
Elencare tutte le opere è impossibile, quindi per ora mi limiterò ad analizzare i lavori che maggiormente hanno assunto una connotazione misteriosa stimolando la fantasia degli Ufologi.
Secondo la leggenda, narrata dal frate Bartolomeo da Trento nella prima metà del XIII secolo nel Liber epilogorum in gesta sanctorum , «la mattina del 5 agosto 352 gli abitanti del colle Esquilino ebbero una strana sorpresa: durante la notte era caduta la neve ed un soffice manto ne ricopriva un tratto. Con tale prodigio la Vergine Maria aveva indicato, ad un patrizio di nome Giovanni ed a sua moglie, che in quel luogo desiderava fosse eretto un tempio in suo onore. Da gran tempo i due anziani coniugi, che non avevano avuto figli, desideravano impiegare le loro ricchezze in un’opera che onorasse la Madre di Dio e, a tal fine, la pregavano con fervore affinché mostrasse loro in qual modo potessero esaudire il desiderio. La Vergine, commossa dalla pietà dei due, sarebbe apparsa loro in sogno dicendo che nel luogo ove la mattina seguente avessero trovato la neve caduta miracolosamente durante la notte, dovevano edificare, a loro spese, una chiesa dedicata al nome di Maria. Emozionato dal prodigio, il mattino seguente Giovanni si recò da papa Liberio, a narrargli l’accaduto: il pontefice aveva, durante la notte, sognato la medesima cosa! Liberio, seguito dal patrizio Giovanni e da un grande corteo di popolo e prelati, si recò sull’Esquilino e, sulla neve ancora intatta, segnò il tracciato della nuova chiesa, che fu edificata a spese del patrizio e di sua moglie.» (da: 'I luoghi giubilari a Roma. Storia, spiritualità, arte', a cura di Andrea Lonardo, Ediz. San Paolo, 2000. )
Il quadro riprodotto a lato, "Fondazione della chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma", più conosciuta come "Il Miracolo della Neve", venne dipinta da Tommaso di Cristoforo Fini, detto Masolino da Panicale, su ordine del papa Martino V Colonna per la chiesa di Santa Maria Maggiore di Roma intorno al 1428, secondo alcuni esponenti del movimento Ufologico rappresenterebbe una prova di una vera e propria invasione aliena. Il presidente del C.U.N ( Centro Ufologico Nazionale) R. Pinotti interpreta l'opera in questo modo:
" ... abbiamo la rappresentazione visuale di uno stranissimo evento implicante Papa Liborio (352-366 A.D.). Secondo tale tradizione storica, in un sogno il Papa ebbe dagli Angeli l'ordine di costruire a Roma una nuova chiesa nel luogo esatto dove una nevicata miracolosa si sarebbe manifestata. Il giorno dopo, una strana sostanza simile a neve cadde dal cielo contro qualsiasi previsione meteorologica, in una calda giornata d'agosto. Il fenomeno fu limitato alla sola zona di Roma in cui venne poi edificata la basilica di S. Maria Maggiore. (...) Quale fu la causa di questa nevicata "impossibile"? Masolino da Panicale, nella sua pittura, rappresenta una scena dettagliata dell'evento, con la neve che cade da una "nuvola" grossa e allungata, grigiastra e a forma di sigaro, sotto la quale sono visibili delle nuvole più piccole. Un'attenta osservazione di queste ultime, peraltro, mostra che non sembrano nubi normali. Esse sono infatti tutte chiaramente delineate nei loro contorni e tutt'altro che vaporose, e sono poi rappresentate a due a due e in maniera identica con illuminata solo la parte superiore, con la maggior parte dei "dischi diurni" muniti di cupola."

Battesimo di Gesu di Aert De Gelder
Secondo Pinotti le nuvole hanno una strana somiglianza con quella che è l'iconografia classica dei dischi volanti, una base piatta e una parte superiore a cupola, ignorando completamente tutti i particolari che lascerebbero semplicemente ipotizzare che si tratti di semplici nuvole.
Lui vede delle analogie tra le nuvole evidenziando la mancanza di vaporosità, ma nello stesso tempo non sottolinea che comunque le nuvole sono tutte diverse, segno evidente che non si tratta di navicelle, ma proprio di nuvole illuminate verso l'alto e in ombra verso la parte bassa.
Ma quella delle nuvole che maschererebbero la presenza di navicelle aliene è un particolare ricorrente nella Clipeologia. Altre opere che sembrerebbero dimostrare la presenza di UFO sono molte e in tutte si cerca di capire il perché gli artisti abbiano incluso delle strane forme raggiate nei cieli che non hanno nulla ache vedere con l'idea di religione.
Effettivamente ,se si ragiona con le convinzioni iconografiche cattoliche odierne , le nuvole luminose appaiono come fossero un qualcosa fuori dal contesto, ma proprio questo particolare fa capire la poca conoscenza delle scritture e dell'arte da parte di chi sostiene la Clipeologia. Analizzando le scritture bibliche e i vangeli apocrifi, testi a cui spesso si sono ispirati gli artisti dell'epoca, non è raro imbattersi in nuvole parlanti, luci dal cielo o elementi che poi sono andati perduti nell'immaginario artistico religioso e sostituiti con spiriti corporali ovvero gli Angeli. Diciamo che l'arte medievale e del primo rinascimento era più fedele ai canoni scritturali di quanto lo era l'arte più moderna o contemporanea.
Quindi non c'è da stupirsi se opere inerenti l'Annuncazione a Maria ritraggano una nuvola luminosa che invia un raggio verso la vergine inginocchiata (Annunciazione di Carlo Crivelli ), oppure che a illuminare la scena della natività non sia una stella cometa , come evviene nell'arte nel dopo Giotto, ma una nuvola luminosa che invia un raggio verso la capanna ( Battesimo di Cristo di Aert De Gelder ).

Particolare

Presunto UFO

Particolare dell'Annunciazione di Carlo Crivelli

Annunciazione di Carlo Crivelli
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Per vedere tutte le foto della rievocazione storica dell'assedio da me scattate :
http://www.facebook.com/media
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