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lunedì 31 maggio 2010

domenica 30 maggio 2010

OOPArt ufologici : dischi volanti nel passato

Contrariamente a quanto la maggioranza delle persone pensi, gli UFO ed i vari avvistamenti ad essi correlati non sono attinenti solo all'epoca attuale. Dischi volanti, sfere di luce ecc. sono stati visti sin dalla notte dei tempi da molti testimoni, compreso Cristoforo Colombo. Esistono poi delle prove evidenti : gli OOPArt.





Questa immagine proviene dal libro francese "Le Livre Des Bonnes Moeurs" di Jacques Legrand. Questo libro si può trovare nel Chantilly Condè's Museum rif 1338, 297 part 15 B 8. Alcuni dicono che la sfera è una Mongolfiera, ma non c'erano mongolfiere in Francia nel 1338..




Link di approfondimento : http://www.usac.it/articoli/soave_ufo_passato/dipinti_ufo_passato.htm

venerdì 28 maggio 2010

Gli Illuminati in X - FILES



Nella serie televisiva/cinematografica X-FILES, "l'uomo che fuma" è spesso presente, talvolta con i suoi "colleghi". Si potrebbero benissimo paragonare agli Illuminati dato che manovrano le pedine stando dietro le quinte, distruggono ed occultano documenti e prove, complottano nelle riunioni. Questo video descrive molto bene come operano gli Illuminati, i quali molto probabilmente già stanno preparandosi ad un futuro contatto con gli alieni. 
Forse nel 2012?

Uomo che fuma

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Personaggio di X-Files
Uomo che fuma
CigaretteSmokingMan.jpg
Prima apparizione Al di là del tempo e dello spazio
Ultima apparizione La verità (seconda parte)
Causa/Motivo ucciso
Caratteristiche
Sesso maschile
Età 50-55
Affiliazione Dipartimento della Difesa / Il Consorzio
Interpretato da William B. Davis
Doppiato da Diego Reggente
Creato da Chris Carter
L'uomo che fuma (nella versione originale in lingua inglese Cigarette Smoking Man o Cancer Man), conosciuto successivamente con il vero nome di C.G.B. Spender, è un personaggio della serie televisiva X-Files interpretato da William B. Davis dal 1993 al 2002. In Italia è doppiato da Diego Reggente.


Origine 

Il nome, anche se non è quello ufficiale, è stato dato in quanto essendo per lungo tempo sconosciuto si limitava ad evidenziare il suo vizio, nel fumare una sigaretta Morley. Porta con se un accendino con l'iscrizione "TRUST NO ONE" (non fidarsi di nessuno).

Storia 

C.G.B. Spender sembra essere nato nel 1940 a Baton Rouge in Louisiana, suo padre venne giustiziato perché comunista e sua madre morì di cancro; Fu nel 1962 a Fort Bragg in North Carolina l'incontro con Bill Mulder. Si sospetta che sia lui l'autore materiale degli omicidi di John F. Kennedy e di Martin Luther King. Si è sposato con Cassandra Spender da cui ebbe un figlio di nome Jeffrey, che lavora per l' FBI.
L'uomo che fuma lavora per il Consorzio, un'organizzazione ombra all’interno del governo degli Stati Uniti di cui fa parte, il loro obiettivo è nascondere all'opinione pubblica l'esistenza e i piani di colonizzazione degli alieni.
Già in gioventù lavorava alla stesura di un romanzo, chiamato "Take a chance: A Jack Colquit Adventure", usando lo pseudonimo Raul Bloodworth. Il romanzo non viene accettato per la pubblicazione fino al periodo in cui si svolge la serie, e l' entusiasmo è tale che decide di smettere di fumare e di abbandonare il Consorzio. Tuttavia l' editore della rivista su cui viene pubblicato cambia il testo originale in maniera pesante, e profondamente deluso torna sulle sue decisioni, riprendendo a fumare e stracciando la lettera di dimissioni.
Dopo la fine dell'organizzazione una forma di encefalite lo costringerà sulla sedia a rotelle e a sottoporsi ad una tracheotomia.
Alla fine della serie lo ritroviamo con lunghi capelli bianchi in Nuovo Messico dove veniva chiamato "il detentore della verità". Dopo aver raccontato della colonizzazione aliena che inizierà il 22 dicembre 2012 muore ucciso dallo scoppio di alcuni missili.

Rapporti 

Nel corso della serie lo vediamo interagire con diversi elementi importanti della serie, all' inizio specialmente con il vice direttore dell' FBI Walter Skinner.

Rapporto con Mulder

Essendo uno degli uomini dell'organizzazione più in vista molte volte ha reso vani i tentativi di Mulder di scoprire la verità. Al tempo stesso conduce anche la ricerca del vaccino per curare il Cancro nero, malattia mortale trasmessa dagli extraterrestri. Farà sapere a Mulder gli esiti delle ricerche. Agli inizi più volte nascondeva dei rapporti e prove nel sotterraneo del Pentagono.
Nel finire della stagione, si apprende che l'uomo che fuma e William Mulder, padre dell'agente Fox, erano vecchi colleghi; successivamente ordinò a Kryceck di uccidere William per garantire la sicurezza del Progetto. Aveva una relazione con la madre di Mulder, e alla fine si scoprirà che è il vero padre biologico di Mulder.

Rapporto con l'organizzazione 

Non ha buoni rapporti con il resto dei membri del Consorzio. Fra loro solo Conrad Strughold si fida dell'uomo che fuma. Il suo più grande rivale è l'uomo dalle mani curate, che lo disprezza. Alla fine decideranno di eliminarlo, prima viene colpito da un proiettile ma sopravvive grazie alle cure di un alieno. Si ritira ma alla fine il consorzio si tira indietro e lo accetta nuovamente nel gruppo.
Collaboratori 
Si avvale spesso della collaborazione di Alex Krycek: questi viene incaricato dall'uomo che fuma sia di sorvegliare Mulder che di rapire Scully e sempre lui uccide il padre di Mulder. In seguito lo stesso Krycek cercherà di ucciderlo, senza riuscirci, gettandolo dalle scale. Con Diana Fowley riesce a salvarsi dallo sterminio del consorzio da parte degli alieni.


giovedì 27 maggio 2010

11/09/2001 - Troppe coincidenze in una puntata di X - Files

Questo spezzone tratto da un episodio della serie X - FILES, sembra la fotocopia di quello che sarebbe accaduto in data 11/09/01. Solo coincidenza oppura, come molti sostengono, era già tutto pianificato e questo era l'avvertimento?

venerdì 14 maggio 2010

Contatti radio spazio/alieni : veri o falsi?

Occobs — 20 ottobre 2008 — sensazionali trasmissioni radio aliene captate con sofisticatissime apparecchiature e antenne, gli UFO cercano di mettersi in contatto con noi utilizzando frequenze radioamatoriali delle onde corte:















Molto probabile una gran presa di c...:









NikolaTeslacdc — 10 novembre 2009 — Qui si possono vedere alcune scene e sentire alcuni dialoghi noti soltanto a pochi, riguardanti il famoso giorno dello sbarco sulla luna. Con questo non voglio dire che è assolutamente certo che quel giorno del 1969 la NASA abbia raggiunto il nostro satellite, semplicemente che se tutto quanto riguardo al lancio fosse finzione... se tutto fosse una montatura per sembrare più avanzati tecnologicamente rispetto ai rivali rossi d'oltreoceano, beh... allora alla NASA sono veggenti oltre che geni... perchè chiedetelo a chi quel giorno ha avuto la possibilità di stare seduto a vedere la diretta Rai, se c'è stato o meno un black out della trasmissione (certo che c'è stato), quindi oltre che filmarsi per ingannare il grande fratello russo, si sono pure fatti una chiacchierata censurata, su di un ipotetico UFO, sapendo oltretutto di essere intercettati da due radioamatori... russi! Questo è veramente degno dei migliori servizi segreti e dei migliori chiaroveggenti del mondo!











nexusitalia — 11 dicembre 2007 — Anomalia in un segnale radio catturato dalla sonda Cassini nel 2004. L'audio originale può essere ascoltato direttamente dal sito NASA della sonda Cassini.
Per ottenere l'effetto descritto nel filmato, è necessario modificare il file originale.
1) Scaricare e salvare il file WAV originale dal sito Cassini della NASA:
http://saturn.jpl.nasa.gov/multimedia...
2) Aprire un editor audio come Cool Edit o Sonar e aumenta il passo/frequenza (pitch/frequency) del file di 12 toni ed ecco che la trasmissione sembra essere una comunicazione di qualche tipo.
Come si può spiegare questa anomalia? La NASA e il SETI non hanno una spiegazione plausibile per descrivere questo tipo di anomalia.











BOMBAIDEOLOGICA — 27 aprile 2009 — Teoricamente si diceva che Giove non emettesse suono ma radiazioni elettromagnetiche che vengono captate dai satelliti e riformulate da macchine speciali e.........così dovrebbe venire fuori questo suono !!!!


venerdì 7 maggio 2010

Illuminati e crisi economica in Grecia



Gli Illuminati, conosciuti con diversi nomi tipo Nobiltà Nera, Poteri forti ecc. sono da secoli l'elite che controlla il mondo da dietro le quinte. Si tratta di famiglie potenti che manovrano a loro piacere economia e politica.
La gente ne ignora persino la loro esistenza e non si rende conto di essere manipolata. Creano "boom" economici e crac a loro piacere per il proprio tornaconto. Lo hanno fatto in passato e lo stanno facendo adesso in Grecia.



E’ tutto falso, e ci stanno ammazzando.


Faccio appello ai pochi che ancora usano la loro testa, vi prego, osservate.
L’Europa dell’euro sta esplodendo, e i prossimi a finire sotto le macerie saremo noi italiani, i portoghesi e gli spagnoli. Poi verranno i francesi e i tedeschi. Perché? Perché abbiamo tutti adottato una moneta, l’euro, che è sospesa nel nulla, non ha cioè uno Stato sovrano che la regoli, non si sa di chi sia, e soprattutto noi Stati europei la possiamo solo USARE, non possedere. E’ tutto qui il disastro, e vi spiego.
Ho già scritto che se la Grecia fosse ancora uno Stato che stampa moneta sovrana non avrebbe nessun problema, perché potrebbe fare quello che fecero gli USA con un indebitamento assai peggiore (25% del PIL) 60 anni fa: stampare moneta, pagare parti del debito e rilanciare l’economia senza quasi limite. E’ esattamente quello che fa il Giappone da decenni. Osservate: oltre agli Stati Uniti che sono indebitatissimi (10.400 miliardi di dollari e in crescita prevista fino a 29 mila fra 3 anni), il Giappone ha oggi un rapporto debito-Prodotto Interno Lordo del 200% circa (che in Europa sarebbe considerato l’inferno in terra), la Gran Bretagna ha in pratica lo stesso deficit di bilancio della Grecia e dovrà prendere in prestito 500 miliardi di sterline nei prossimi 5 anni. Ma avete sentito da qualche parte che vi sia un allarme catastrofico su USA, Giappone e Gran Bretagna? C’è qualcuno che sta infliggendo a quei tre Paesi le sevizie di spesa pubblica che saranno inflitte ai greci? No! Perché? Perché Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna sono possessori di una loro moneta non convertibile e non agganciata ad altre monete forti, e questo significa che i loro governi possono emettere moneta nel Paese per risanarsi come detto sopra. E attenzione: possono farlo  prendendola in prestito da se stessi, che a sua volta significa che se si indebitano fino al collo possono poi rifinanziarsi il debito all’infinito. E’ come se un marito fosse indebitato con la moglie... cosa succede? Nulla, sono lo stesso nucleo. Noi Stati europei invece dobbiamo, prima di spendere, prendere in prestito gli euro dalla Banca Centrale Europea, e quindi per noi i debiti sono un problema, perché li dobbiamo restituire a qualcun altro, non più solo a noi stessi. Noi siamo il marito e la moglie indebitati con gli usurai, ben altra storia.
Ribadisco: uno Stato con moneta sovrana, come appunto Stati Uniti, Giappone o Gran Bretagna, può emettere debito sovrano senza problemi, e finanziarlo praticamente all’infinito con l’emissione di altra moneta, e questo, al contrario di quello che tutti vi raccontano, non è un problema (i dettagli tecnici in un mio studio futuro). Quanto ho appena scritto, è stato confermato pochi mesi fa,  fra gli altri, dall’ex presidente della Federal Reserve (banca centrale) americana, Alan Greenspan, che ha detto “un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana”.  Infatti USA, Gran Bretagna e Giappone, che emettono debiti immensi, non sono al collasso come la povera Grecia e nessuno li sta crocifiggendo.
A voi che avete una mente libera, non viene da chiedervi perché gli USA sono rimasti al balcone a guardare, senza far nulla, la nascita di questo presunto gigante economico dell’euro? Sono stupidi? No. Sono furbi. Sapevano e sanno esattamente quello che ho detto, e cioè che con l’unione monetaria noi Stati europei ci saremmo ficcati precisamente nella gabbia in cui siamo: prigionieri di debiti che non possiamo più controllare e rifinanziare con una nostra moneta sovrana. A chi non lo ricorda, rammento che l’Italia con moneta sovrana degli anni ‘70/80 era zeppa di debito e di inflazione, ma aveva un’economia fortissima che oggi ci sogniamo (e su cui ancora mangiano milioni di figli del boom di quegli anni). Guarda caso dalla metà degli anni ’80, dalla nascita cioè dei poteri finanziari sovranazionali che sono quelli che lucrano oggi sulle nostre disgrazie, si iniziò a predicare agli Stati con moneta sovrana che un debito pubblico e un deficit erano la peste, e questo non è vero. Rileggete sopra. Non lo sono mai se uno Stato ha moneta propria, perché di nuovo “un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana”. Alan Greenspan è piuttosto attendibile, e furbo. E allora che scopo aveva quel mantra ossessivo sui (falsi) danni di deficit e debito pubblico che nessuno oggi osa più sfidare? Risposta: spingerci nella mani di una unione monetaria capestro con regole assurde di limiti del deficit e del debito, che ci avrebbe sottratto l'unica arma possibile (la sovranità monetaria) per gestire senza danni l'indebitamento. E questo per compiacere a chi? Risposta: al Tribunale Internazionale degli Investitori e Speculatori guidato appunto dagli Stati Uniti, che con la scusa del risanamento degli Stati indebitati ma non più sovrani (noi appunto) ci costringe a vendere a prezzi stracciati i nostri beni pubblici ai barracuda finanziari, a deprezzare il lavoro con la disoccupazione (tanta offerta di lavoratori = crollano i loro prezzi, come con le merci), rovinando così le vite di generazioni di esseri umani, le nostre vite.
Infine, ricordo chi ha così fortemente voluto in Italia l’unione monetaria europea: Romano Prodi e Giuliano Amato in primis, che non sono stupidi e sapevano benissimo dove ci avrebbero portati. Alla faccia di chi ancora demonizza il centrodestra, che di peccati ne ha, ma confronto a questo sono cosucce da ridere. Qui stiamo parlando della svendita della speranza, per generazioni di cittadini, di poter avere controllo sull’economia, che è tutto, è libertà e democrazia, perché da cassintegrati/precari e senza più uno Stato sociale decente si è a tutti gli effetti degli schiavi.
La crisi dell’Europa, il calvario della Grecia e il nostro prossimo calvario, sono tutta una montatura costruita dall’inganno dell’unione monetaria, dall’inganno dell'inesistente dovere di risanare i debiti degli Stati, che non sono mai un problema se quegli Stati sono monetariamente sovrani. Un inganno ordito dai soliti noti di cui sopra.
Uscire dall’unione monetaria subito! Ritornare Stati europei con moneta sovrana e non convertibile, ora! Hanno ragione i greci, e faccio eco al loro grido scritto sulle pendici dell’acropoli: “Popoli d’Europa, sollevatevi”.



 

 

  

A chi giova la bancarotta della Grecia?

     
Egregio Direttore,
ho letto il Suo articolo sulla bancarotta della Grecia, e, precedentemente “Usque tandem” e Le chiedo se non ci possa essere correlazione fra la bancarotta della Grecia e i meccanismi della politica monetaria, cioè la fine della sovranità monetaria degli Stati Europei, che portano ad arricchire la finanza privata a scapito degli interessi nazionali? Che, se così fosse, anche l’Italia potrebbe essere a rischio insieme a Grecia, Portogallo, Spagna, a tutto vantaggio del capitalismo finanziario privato internazionale. Ma i nostri parlamentari (che purtroppo hanno tutti sposato l’economia di mercato, economia ingovernabile) se ne rendono conto, o no, che fanno solo la figura di burattini in mano alla finanza privata che ci sta rapinando di tutto e di più? Non crede, Signor Direttore, che sarebbe bene iniziare, da sinistra, una campagna di informazione diretta alla gente, in modo che si renda conto di questo meccanismo perverso?
Ringraziandola per l’attenzione,
rolando1934@alice.it

Sfortunatamente lo stato di sudditanza italiana alla Grande finanza atlantica ha molti paladini, in ogni angolo della partitocrazia, a destra come a sinistra, come lei stesso osserva, sposi dell’economia di mercato. E nessuna voce critica, salvo lievi esternazioni dell’attuale ministro dell’Economia, si è mai volta per denunciare la fine della sovranità monetaria italiana ed europea. Anzi, se ben lei ricorda, è proprio una “banda di gangsters o banksters” della pseudo-sinistra che ha aperto, fin dagli inizi degli Anni Novanta, tutti i boccaporti dell’Italia all’invasione finanziaria predatrice che tuttora subiamo.
La nostra debole voce – che già da quei tempi, almeno dal 1993, levavamo per denunciare gli odiosi Trattati di Maastricht, il signoraggio del quale siamo schiavi, la virtualità di un euro privo di paletti di tutela internazionali – è, appunto, debole e censurata dalle tribune stampa. Anche le stesse iniziative, le manifestazioni, le campagne di informazione, comunque da noi portate avanti in questi anni per ripristinare la sovranità nazionale, benché a volte forti di numerose presenze, sono state “dal sistema” circondate da un solido muro di silenzio.
Eppure, eppure… batti e ribatti… alla fine qualche crepa nel muro di omertà verrà a prodursi. E noi siamo già adesso fieri di aver contribuito e di contribuire a svelare la perversità di questo meccanismo di schiavitù.
Ad maiora.
u.g.





PIL, Banche, Signoraggio

Anno VI articolo n.3512

Dall'Argentina, alla Grecia: l'esproprio della sovranità monetaria
Trento, 29 aprile 2010. - 


Ciò che sta succedendo in Grecia, quello che successe in Argentina e la crisi economica globale hanno un denominatore comune: l’occultamento truffaldino della creazione della moneta.
Infatti l’attuale emissione monetaria poggia su un pilastro truffaldino detto Pil (prodotto interno lordo), il cui calcolo fu sempre considerato un’impossibilità scientifica (William Ashworth, “Breve storia dell’economia mondiale”, Bari, 1976) oltretutto determinato dalle emissioni monetarie, e non viceversa dato che dovrebbe essere il prodotto a determinare la quantità di moneta da emettere (V. Mathieu, “Filosofia del denaro” Roma 1985).
Prima del 1971 queste cose erano Bibbia. Dopo il 1971 furono eresia, ed il calcolo del Pil “divenne” scientifico, pur continuando ad essere calcolato “ad occhio” come prima! Di fatto, ciò che avvenne nel 1971 avrebbe dovuto delegittimare non solo qualsiasi monopolio di emissione monetaria, ma ogni banca centrale. Eppure nessuno ancora è in grado di riconoscerlo, in quanto i capitali ed i risparmi di tutti giacciono nelle banche, dipendenti dalle banche emittenti.
Vale dunque la pena di approfondire la questione, dato che essa è rimasta da sempre irrisolta. Le basi delle banche emittenti (o banche centrali) sorreggono un sistema presentato all’individuo come servizio necessario alla sua creatività o attività produttiva, ma che negli ultimi lustri è cresciuto a dismisura, prevalendo completamente sui settori primario e secondario, “indebitandolo” attraverso il cosiddetto debito pubblico che “indebita” gli Stati, impadronendosi di beni, aziende, proprietà e risorse.
Tali banche in passato garantivano con riserve auree le loro emissioni di soldi, che si impegnavano a convertire in oro su richiesta. Finché furono tenute per legge a convertire i soldi in oro, quindi fino all’abolizione di tale legge da parte del governo USA nel 1971, si poteva sostenere che i soldi alla loro emissione costituissero una passività (ed avessero un costo in oro) per dette banche, cioè che tale impegno (di convertibilità aurea) legittimasse il loro diritto di proprietà sui soldi emessi. Soldi, che però oggi non sono più garantiti da tali riserve, ed il cui valore tipografico di emissione è irrisorio rispetto al v.n. (valore nominale; per es.: il v.n. di una moneta di un euro è 1, quello di una banconota di dieci euro è 10, di cento è 100, ecc.), generando di conseguenza per l’emittente un guadagno di quasi il 100% del v.n.
Dal momento che il valore dei soldi non riguarda più le riserve auree bensì la mera convenzione, accettata da chi li utilizza, gli utilizzatori sono anche i veri generatori di quel valore, che pertanto appartiene non ad una banca centrale ridotta a tipografia, bensì alla comunità utilizzatrice.
La concreta logica dei fatti vorrebbe che, dopo l’abbandono del sistema di convertibilità del denaro in oro, il denaro fosse emesso – come anticamente – da mercanti come nota di banco (banconota) per lo scambio del suo valore con altri valori (di merci, servizi, ecc.).
Invece grazie alla logica monca cui è asservita la politica in genere e soprattutto quella fiscale, che determina di fatto una continua rapina (legale ma non legittima) della gente, le banche centrali hanno potuto indebitamente perseverare nell’errore di attribuire a sé la proprietà del denaro emesso, anche attraverso i cosiddetti poteri forti, cioè l’azionariato privato (finanza internazionale compresa). Ad es., la banca d’Italia si autodefinisce istituto di diritto pubblico, ma il suo azionariato è per circa l’85% in mano a S.p.A. private: banche private con ovvio scopo di lucro.
Da tale formalismo del sistema finanziario moderno ingenera il cosiddetto signoraggio, consistente nel guadagno del “signore” emittente, cioè di banche centrali formalmente di diritto pubblico, ma sostanzialmente di proprietà di gruppi finanziari privati. Questo maxi guaio non riguarda solo l’Italia, ma tutti gli Stati del pianeta uniti nella gestione socialista dei soldi, simile alla consorteria del gatto e della volpe nel campo dei soldi di Pinocchio, là dove la banca è funzionale al parassitismo dello Stato, promettendogli keynesianamente denaro senza dover lavorare per ottenerlo (dal 1929 l’economista britannico J. M. Keynes è maestro di furberia consortile, cioè dell’intervento pubblico nell’economia con misure di politica fiscale e monetaria!).
Questo è infatti ciò che i governatori delle banche centrali forniscono ai vari governi, compreso l’attuale governo Berlusconi, il quale è il più keynesiano di tutti, per ammissione di Berlusconi stesso, e perché invita a consumare, consumare di più, consumare tutti, in stile keynesiano, appunto! Grazie alla commistione di interessi fra alta finanza, politica e informazione, gli elettori non sanno che i soldi appartengono a banche centrali pubbliche di nome, ma private di fatto, né che i ministeri del tesoro, all’occorrenza, anziché chiederne la mera emissione alle banche centrali, pagandone il dovuto, cioè le sole spese di stampa, emettono debito pubblico (in “Italia Bot” o altro) per un importo pari al valore nominale (!) più le spese tipografiche, e più gli interessi per il periodo di scadenza del debito (che debito non è, essendo mera astrazione, cioè forma senza contenuto), e che poi portano allo sconto alla loro banca centrale!
Questa è la prima paradossale concausa dell’enorme indebitamento degli stati moderni. Seconda concausa è la moltiplicazione truffaldina dei pani e dei pesci, cioè il fatto che le banche commerciali possono – anche qui legalmente ma non legittimamente – prestare (o utilizzare per altri generi di operazioni) fino a venti volte più denaro di quanto ricevono a deposito! Anche questa metastasi crescente in modo esponenziale genera i numeri fittizi del debito pubblico.
I politici lo sanno, ma tacciono. “Pagabile a vista al portatore” era infatti la scritta che veniva stampata sulle vecchie banconote, e che valeva come cambiale, paradossalmente detta “inesigibile” dall’emerito ministro del tesoro Piero Barucci, ministro al tempo del governo Ciampi, perché anche quando c’era ancora il principio della convertibilità cartamoneta-oro, chi si fosse presentato come portatore richiedente oro, avrebbe riscosso soltanto una risata!
Credo che l’unica risposta possibile a questo tumore sociale sia la demonopolizzazione delle banche emittenti in un sistema di “free banking” reale come quello illustrato dal filosofo Rudolf Steiner nel ciclo di conferenze intitolato “I capisaldi dell’economia” tenuto a Dornach (Svizzera) nel 1922, dimostrando che una nuova moneta in grado di evitare per sempre l’inflazione è possibile esclusivamente evitando l’intrusione dello Stato nell’economia.
Per tale moneta sarebbe infatti non necessaria una banca di Stato, cosa che è l’esatto contrario dell’attuale fallimentare politica monetaria “central banking”, oramai estesa a livello transnazionale con l’unificazione monetaria.

http://www.trentinolibero.org/print.php?id=3512










mercoledì 5 maggio 2010

martedì 4 maggio 2010

Musica e mistero : Don Giovanni (opera - W. A. Mozart)

Una antica leggenda, che la tradizione orale ha diffuso per secoli in centinaia di versioni nel folkore di tutta Europa, narra la storia di un giovane gaudente sbadato che, imbattutosi lungo un sentiero nel cranio di un morto, lo prende a calci e lo invita derisoriamente a cena. Più tardi, lo scheletro si presenta davvero ai convitati atterriti, ma si rifiuta di consumare cibo terreno e ricambia l'invito al giovane sacrilego, che deve accettare e alla fine muore, o perlomeno visita l'Aldilà. 
Qui stanno le origini del nucleo essenziale della storia di Don Giovanni, il dissoluto punito, che soprattutto la versione teatrale di Molière (1622-1673) e quella operistica di W. A. Mozart (1756-1791), su libretto di 
L. da Ponte, hanno reso immensamente celebre. Nel film biografico su Mozart, "Amadeus", Salieri (anche esso musicista di corte) spiega al sacerdote in confessione come Mozart abbia composto l'opera immaginando il ritorno del padre Leopold dall'Aldilà per giudicarlo davanti al mondo della sua vita scellerata. In conclusione il DON GIOVANNI ha molto da dire in chiave esoterica, non dimenticando l'affiliazione alla Massoneria di Mozart.




Intervento di Marco Vinco, cantante lirico:
“Anche se le righe che ho a disposizione sono poche, per poter dire qualcosa del mio Leporello debbo almeno toccare quelli che io considero alcuni passaggi fondamentali. 
Don Giovanni è un’opera che parla del Sovrannaturale, quello con il maiuscolo dal momento che lo stesso Mozart lo identifica con un personaggio in carne ed ossa, il Commendatore. Sebbene per molti tale affermazione possa sembrare banale, vi assicuro che non lo è affatto poiché sempre più spesso i registi, per l’insensato gusto del “diverso per il diverso” che ormai va tanto di moda, ne riducono gli elementi metafisici a banali allucinazioni o sogni del protagonista, facendo per esempio apparire Don Giovanni come un tossicodipendente o un sognatore in preda a delle visioni, sostituendo l’ingresso alla scena finale del Commendatore con una proiezione della mente causata da un delirio mentale momentaneo. Il risultato di simili esperimenti è quello di una totale banalizzazione del contenuto e, mi permetto di dire, anche della forma dell’opera stessa, conseguenze del tutto evitabili se invece ci si preoccupasse di ascoltare la musica e leggere il libretto. Togliendo l’elemento Metafisico, il Mistero, oltre a togliere ogni fascino all’intera opera si cade nell’equivoco clamoroso di considerare il personaggio di Don Giovanni sullo stesso piano del banale Casanova. Purtroppo o per fortuna esso è molto di più, egli vive in un’altra dimensione rispetto ai terreni, vede aldilà di ciò che vedono le persone semplici, non prova gusto a sedurre le donne come lo proviamo noi, ma prova una smania di possederle per sfidare l’Assoluto. Il rapporto, la relazione tra egli e il Metafisico, che è sempre conflittuale, si può quindi indicare precisamente con la parola dramma. E’ in forza della lotta con Esso che nasce la violenza del personaggio, non tanto, come tutti cercano di far sembrare, in forza di una particolare inclinazione del suo temperamento o atteggiamento esteriore. Don Giovanni è totalmente lontano dalla terra, dall’umanità, dall’amore, dal senso di colpa. Non è un uomo, è altro, non a caso si parla di mito."

http://www.nonsolocinema.com/Don-Giovanni-di-Wolfgang-Amadeus_17592.html

W. A. Mozart

"Qui stanno le origini del nucleo essenziale della storia di Don Giovanni, il dissoluto punito, che soprattutto la versione teatrale di Molière (1622-1673) e quella operistica di W. A. Mozart (1756-1791), su libretto di L. da Ponte, hanno reso immensamente celebre. Su quest'ultima in particolare appunteremo brevemente la nostra attenzione. Un'innovazione introdotta rispetto alla leggenda popolare sta nel fatto che Don Giovanni proprio all'inizio dell'opera aveva ucciso in un duello l'austero Commendatore, accorso in difesa della figlia che il libertino stava vittoriosamente seducendo; il Morto, dunque, ha una precisa identità. L'incontro avviene nella scena 12 dell'atto II (Cimitero circondato da un muro; diversi monumenti equestri, fra cui quello del Commendatore. Chiaro di luna): la voce solenne e terribile che proviene dalla statua ("di rider finirai pria dell'aurora [...] Ribaldo audace! / Lascia a' morti la pace.") interrompe la sacrilega risata di Don Giovanni e anticipa la conclusione drammatica della vicenda. È, anche nei suoi caratteri musicali di fissità ieratica, la voce stessa del Sacro, del soprannaturale.
Ma il Dissoluto non si adegua alla nuova dimensione che gli si affaccia di fronte, e la risposta è sprezzante: l'invito a cena rivolto al "vecchio buffonissimo". L'invito è accettato e nella scena 17 il Convitato di pietra si presenterà, imponendo una terrificante svolta al clima drammatico e musicale, al cospetto di Don Giovanni immerso nei bagordi ("vivan le femmine!/Viva il buon vino!").
L'insistenza di questa scena sul tema del cibo e dell'ingordigia di Don Giovanni può far pensare a una traccia di antichi rituali mortuari: il libertino sta in realtà consumando il suo pasto funebre. Certo è proprio il tema del cibo a sancire la barriera fra i due mondi: "non si pasce di cibo mortale/chi si pasce di cibo celeste". La conclusione segue l'antica leggenda popolare nel motivo dell'invito a cena ricambiato da parte del messaggero dell'aldilà, ma vi aggiunge il grande scontro fra la dimensione morale ("Pèntiti, cangia vita:/è l'ultimo momento") e quella del rifiuto, della ribellione pervicace.
È così che in Don Giovanni sprofondato all'inferno (un finale tragico per una 'opera buffa') si sono potuti vedere (specie nelle interpretazioni otocentesche) i tratti di una sorta di eroe del moderno libero pensiero. Non sapremo mai se o quanto Mozart sarebbe stato d'accordo."



Trama e storia completa dell'opera :  
http://it.wikipedia.org/wiki/Don_Giovanni_%28opera%29

ATTO II - SCENA XVII.
Nel palazzo di Don Giovanni, tutto è pronto per la cena: la tavola è preparata, i musicisti sono al loro posto ecc... Quindi Don Giovanni si siede a mangiare. Il licenzioso cavaliere si intrattiene ascoltando brani delle opere: Una cosa rara di Vicente Martín y Soler, Fra i due litiganti il terzo gode di Giuseppe Sarti e in fine in una spiritosa autocitazione, Le nozze di Figaro, in quel caso, l'aria di Figaro Non più andrai farfallone amoroso dello stesso Mozart (Già la mensa è preparata). Giunge all'improvviso Donna Elvira, che implora ancora una volta a Don Giovanni di pentirsi, ma questi si prende gioco di lei e la caccia via. La donna esce di scena, ma la si sente gridare terrorizzata. Don Giovanni ordina a Leporello di andare a vedere cosa stia accadendo là fuori e si sente un altro grido e questa volta è Leporello a tornare pallidissimo e tremante: alla porta c'è la statua del Commendatore! Dato che il servo è troppo spaventato, lo stesso Don Giovanni, allora, si reca ad accoglierla a testa alta mentre il servo si nasconde sotto al tavolo (Ultima prova dell'amor mio). Entra quindi la statua del Commendatore vedendo Don Giovanni stupìto e Leporello tremante che cerca di convincere il padrone a scappare, malgrado egli rifiuti.
Il "convitato di pietra" vuole ricambiare l'invito, e propone a Don Giovanni di recarsi a cena da lui, porgendogli la mano. Impavido e spericolato, Don Giovanni accetta e stringe la mano della statua: pur prigioniero di quella morsa letale, rifiuta fino all'ultimo di pentirsi. Il Commendatore, molto arrabbiato, scompare in mezzo a nubi di foschia, improvvisamente compare fuoco da diverse parti e si sente un gran terremoto; sono demoni e diavoli che stanno richiamando il libertino all'inferno. Egli cerca di sfuggire al suo destino ma il potere dei mostri è troppo forte e Don Giovanni viene inghiottito dalle fiamme dell'inferno (Don Giovanni a cenar teco).


TESTO DEL LIBRETTO :

atto
Secondo
scena
Diciassettesima
Don Giovanni, Leporello e la statua del Commendatore; poi coro interno.
Don Giovanni ritorna seguìto dal Commendatore.
Andante
Archi, 2 Flauti, 2 Oboi, 2 Clarinetti in si bem., 2 Fagotti, 2 Corni in fa, 2 Trombe in re, Timpani in re la, 3 Tromboni (Alto, Tenore, Basso).
COMMENDATORE
Don Giovanni! a cenar teco
m'invitasti, e son venuto.
DON GIOVANNI
Non l'avrei giammai creduto,
ma farò quel che potrò.
(a Leporello)
Leporello, un'altra cena
fa' che subito si porti!
LEPORELLO
(mezzo fuori col capo dalla mensa)
Ah, padron!... Siam tutti morti!
DON GIOVANNI
Vanne, dico...
(Leporello, con molti atti di paura, va per partire)
COMMENDATORE
Ferma un po'!
Non si pasce di cibo mortale
chi si pasce di cibo celeste.
[Insieme]
LEPORELLO
La terzana d'avere mi sembra,
e le membra fermar più non so.
COMMENDATORE
Altre cure più gravi di queste,
altra brama quaggiù mi guidò!
DON GIOVANNI
Parla, dunque: che chiedi? che vuoi?
[Insieme]
DON GIOVANNI
Parla, parla: ascoltando ti sto.
LEPORELLO
E le membra fermar più non so.
COMMENDATORE
Parlo, ascolta: più tempo non ho.
COMMENDATORE
Tu m'invitasti a cena:
il tuo dover or sai.
Rispondimi: verrai
tu a cenar meco?
LEPORELLO
(al Commendatore)
(da lontano, tremando)
Oibò!
Tempo non ha... scusate.
DON GIOVANNI
A torto di viltate
tacciato mai sarò!
COMMENDATORE
Risolvi!
DON GIOVANNI
Ho già risolto!
COMMENDATORE
Verrai?
LEPORELLO
(a Don Giovanni)
Dite di no.
DON GIOVANNI
Ho fermo il core in petto,
non ho timor: verrò!
COMMENDATORE
Dammi la mano in pegno!
DON GIOVANNI
Eccola!
(grida forte)
Più stretto
DON GIOVANNI
Ohimè!
COMMENDATORE
Cos'hai?
DON GIOVANNI
Che gelo è questo mai!
COMMENDATORE
Pèntiti, cangia vita:
è l'ultimo momento!
DON GIOVANNI
(vuol sciogliersi, ma invano)
No, no, ch'io non mi pento:
vanne lontan da me!
COMMENDATORE
Pèntiti scellerato!
DON GIOVANNI
No, vecchio infatuato!
COMMENDATORE
Pèntiti.
DON GIOVANNI
No.
COMMENDATORE
Sì.
DON GIOVANNI
No.
COMMENDATORE
Ah! tempo più non v'è!
(fuoco da diverse parti, tremuoto, etc. Il Commendatore sparisce)
Allegro
DON GIOVANNI
Da qual tremore insolito...
sento... assalir... gli spiriti...
Donde escono quei vortici
di fuoco pien d'orror?...
CORO
invisibile; soli bassi
Tutto a tue colpe è poco.
Vieni: c'è un mal peggior!
A due; e poi nuovamente, insieme col coro
[Insieme]
LEPORELLO
Che ceffo disperato!...
Che gesti da dannato!...
Che gridi! che lamenti!...
Come mi fa terror!...
DON GIOVANNI
Chi l'anima mi lacera!...
Chi m'agita le viscere!...
Che strazio! ohimè! che smania!
Che inferno!... che terror!...
CORO
Invisibile
Tutto a tue colpe è poco.
Vieni: c'è un mal peggior!
(il fuoco cresce. Don Giovanni si sprofonda)
DON GIOVANNI,
Ah!
LEPORELLO

sabato 1 maggio 2010

UFO, Verità Nascoste, Rapimenti alieni, Interferenze aliene - un caso di Ipnosi regressiva

Abduction, Rapimenti alieni. Cosa cercano da noi questi Alieni? qual è la loro Agenda? Cosa si nasconde dietro tutte queste canalizzazioni di esseri di Luce, forse Lucifero? il portatore di Luce ( Lux - Fere )l' Angelo più splendente che stava accanto a Dio, che poi fu cacciato e relegato sulla Terra. Stiamo proprio vivendo gli ultimi tempi prima della grande Rivelazione, i Tempi dell Apocalisse, del risveglio spirituale e delle nostre coscienze, rese addormentate e sterile dalla società i cui viviamo. " tu non sei più schiavo, Neo" recitava Matrix, questa realtà molto più vera di quanto si possa credere.





fonte : utente rickispat