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KEEP CALM AND FUCK THE ILLUMINATI

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lunedì 28 marzo 2011

Sindrome di Morgellons


Nella precedente illustrazione possiamo vedere come, nel sito di un dizionario medico da me consultato, la sindrome di Morgellons non appaia per niente. Innanzitutto di cosa si tratterebbe e perchè si chiama così?





LA STORIA:

La sindrome di Morgellons, o morbo di Morgellons, o semplicemente Morgellons è il nome dato nel 2002 dalla statunitense Mary Leitao[1] ad una presunta condizione caratterizzata da una serie di sintomi cutanei quali prurito, fitte dolorose, apparente presenza di fibre sulla pelle o sotto la pelle, lesioni permanenti alla cute (es. eruzioni cutanee o piaghe) e altro. 

Nel 2001[2][3] , secondo la Leitao, suo figlio di due anni avrebbe iniziato a lamentarsi di piccole piaghette sotto un labbro, e di presunti "insetti"[4]. La Leitao, una casalinga che aveva lavorato per alcuni anni come tecnico di laboratorio, esaminò le piccole piaghe con il microscopio giocattolo del figlio, e dichiarò di aver osservato la presenza di presunte "fibre" di vari colori[2][5][6].

La Leitao portò in seguito il figlio da otto differenti medici, che non trovarono però alcuna malattia, allergia, o nulla di inusuale nei presunti sintomi che la Leitao dichiarava essere presenti nel figlio[2].

Uno specialista universitario esperto di casi pediatrici complessi, dopo aver visitato il bambino in cui non riscontrò alcuna reale patologia organica, chiese al medico curante di sottoporre la madre ad una valutazione e terapia psichiatrica. [7]

In seguito, diversi altri medici valutarono la presenza di una ben conosciuta e grave patologia psichiatrica nella madre, la Sindrome di Münchhausen per procura (un disturbo mentale che spinge le madri a dichiarare, o arrecare, un danno fisico al figlio, per attirare l'attenzione su di sé)[8][9].

Nel 2004 la Leitao ha costituito la Morgellons Research Foundation (MRF), tramite cui ha iniziato a raccogliere "segnalazioni" di altri presunti casi autodiagnosticati tramite Internet.[10].

Ricerche e valutazioni cliniche


La Comunità scientifica ritiene che non si tratti di una nuova malattia. La totalità dei professionisti della salute, compresi dermatologi e psichiatri, considerano i sintomi del Morgellons quali semplici manifestazioni di altre condizioni patologiche ben conosciute, come per esempio la Sindrome di Wittmaack-Ekbom[11][12], o del disturbo psichiatrico conosciuto come parassitosi allucinatoria. Anche secondo la Mayo Clinic si tratta di una condizione clinica con una probabile componente di tipo psicologico e/o psichiatrico.[13]

Secondo gli studiosi, i sintomi cutanei presentati all'osservazione clinica sarebbero in realtà da ricondursi a piccole lesioni autoinflittesi dagli stessi pazienti, con lo scopo di estrarre dalla cute i fantomatici "parassiti" che i pazienti sono erroneamente convinti gli si anniderebbero sotto la pelle[14]. Il disturbo avrebbe dunque natura essenzialmente psichiatrica, molto simile alle allucinazioni percettive e convinzioni deliranti delle ben conosciute parassitosi allucinatorie, al punto che il paziente interpreterebbe anche i brandelli di pelle rimossi, gli annessi bulbi piliferi e qualunque fibra tessile rimanga casualmente intrappolata nella ferita autoinflitta come se fossero i "residui" di una presunta, ed in realtà inesistente, "entità parassitante". Infatti il follicolo pilifero e la ghiandola sebacea (estratti a causa dello sfregamento e incorporati nelle ferite) insieme possono essere scambiati per un piccolo verme, mentre fibre dei vestiti (staccatesi anch'esse a causa dello sfregamento) possono sfibrarsi il che fa sembrare così che abbiano "zampe" o "antenne"[15]. Frequentemente, inoltre, tali pazienti presentano anche altri disturbi psichiatrici[16].

Dal 2007 hanno incominciato ad interessarsi della sindrome i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), un importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d'America.

Studi peer review del 2009 e del 2010 equiparano espressamente il Morgellons alla parassitosi allucinatoria (in inglese delusional parasitosis)[17], e suggeriscono di classificare il Morgellons come "delusional infestation" (infestazione allucinatoria)[18], evidenziandone quindi la natura palesemente psichiatrica.

Teorie del complotto


Alcune persone che si autodefiniscono "ammalate di Morgellons", e vari teorici cospirazionisti hanno costruito diverse interpretazioni complottiste della presunta patologia, senza alcuna evidenza scientifica a supporto di tali loro affermazioni personali: a loro dire, il presunto morbo sarebbe di volta in volta causato da presunti e non meglio specificati "versamenti chimici", o da un presunto "terrorismo biologico", o perfino da presunti rapimenti alieni. Come esempio dei ragionamenti complottistici, in un programma radio denominato Coast to Coast (popolare tra coloro che credono negli ufo e nei fantasmi) un medico del Nuovo Messico affermò che a suo dire un agente CIA gli avrebbe detto che la malattia era causata dai "francesi"; un errore in un esperimento governativo, affermò, avrebbe contaminato l'acqua [19]. Sempre su presunte e non meglio specificate "cause chimiche" insisterebbero anche i sostenitori della teoria complottista denominata delle "scie chimiche", anch'essa completamente priva di alcun riscontro oggettivo[20].

Note


  1. ^ La Leitao ha denominato la malattia morbo di Morgellons dal nome di una malattia dai sintomi simili citata da un medico del sedicesimo secolo
  2. ^ a b c Chico Harlan. «Mom fights for answers on what's wrong with her son», Pittsburgh Post-Gazette, 2006-07-23. URL consultato in data 2007-08-04.
  3. ^ Savely, Virginia R (October 2007) Morgellons disease: the mystery unfolds. Expert Review of Dermatology 2 (5): 585–591. DOI:10.1586/17469872.2.5.585. URL consultato il 2008-06-07.
  4. ^ «'Morgellons' Mystery», ABC News Primetime, 2006-08-09. URL consultato in data 2007-08-14.
  5. ^ Ginger Savely; Leitao, Mary. Delusions of Parasitosis versus Morgellons Disease: Are They One and the Same?. International Lyme and Associated Diseases Society. URL consultato il 2008-06-11. (archiviato dall'url originale)
  6. ^ Elizabeth DeVita-Raeburn. The Morgellons Mystery. Psychology Today, March/April 2007. URL consultato il 2007-08-04.
  7. ^ Devita-Raburn, E. (2007). The Morgellons Mystery, Psychology Today Psychology Today
  8. ^ Devita-Raburn, E. (2007). The Morgellons Mystery, Psychology Today Psychology Today
  9. ^ Witt, H., Chicago Tribune, 25/7/2006 Chicago Tribune
  10. ^ Witt, H., Chicago Tribune, 25/7/2006 Chicago Tribune
  11. ^ en: Mysterious 'Morgellons disease' prompts US investigation, Emma Marris, Nature Medicine, 30 agosto 2006
  12. ^ en: Dunn J, Murphy MB, Fox KM. Diffuse Pruritic Lesions in a 37-Year-Old Man After Sleeping in an Abandoned Building. Am J Psychiatry 2007. 164:1166–1172. PMID 17671278 Abstract
  13. ^ en: Morgellons disease: Managing a mysterious skin condition. URL consultato il 26-06-2008.
  14. ^ en: What is Morgellons Disease? Is it a physical or psychological condition? Scientific American 13-05-2009
  15. ^ Nancy. C. Hinkle, Delusory Parasitosis American Entomologist, 2000, 17
  16. ^ Schulte, B., Figments of the Imagination?, 20/01/2008 Washington Post
  17. ^ Delusional infestation di Freudenmann RW, Lepping P. su Clinical Microbiological Reviews (American Society of Microbiology)
  18. ^ Morgellons in dermatology di Harth W, Hermes B, Freudenmann RW. su Journal of the German Society of Dermatology
  19. ^ Jesse Hyde. «The Plague. Bizarre fibers. Black sweat. Bugs under the skin. Welcome to the controversial world of Morgellons disease.», Dallas Observer, 2006-07-20.
  20. ^ Faq del Cicap sulle scie chimiche

Collegamenti esterni



http://it.wikipedia.org/wiki/Morgellons


Quindi, in conclusione, la comunità scientifica non riconosce la sindrome di Morgellons come una nuova malattia "bensì" come una malattia psichiatrica.

Questa è una foto dei filamenti che "nascono" all'interno del corpo umano uscendone poi dall'epidermide provocando piaghe. Anche questa è un'allucinazione psichiatrica?


domenica, marzo 01, 2009


Edward Spencer: lettera al C.D.C. sul Morgellons

Pubblichiamo una lettera inviata dal Dottor Edward Spencer (neurologo) al C.D.C. (Centro per il "controllo" delle malattie) di Atlanta sul morbo di Morgellons. Spencer, attivista contro le scie chimiche, è tra i medici che correlano la sindrome alle nanotecnologie.


Lettera inviata al C.D.C. Centers for Disease Control and Prevention 1600 Clifton Rd. Atlanta, GA 30333, U.S.A. dal Dr Edward Spencer

Ho la sensazione che il morbo di Morgellons diverrà un'epidemia, quando l’economia collesserà del tutto. Le università e l’establisment medici non fanno altro che ignorarlo.

La signora XX è stata osservata nel mio studio di Petaluma (California). E’ afflitta da un disturbo a cui è stato dato il nome di morbo di Morgellons. Si tratta di un disturbo molto debilitante per il quale non esiste alcuna cura disponibile, se si escludono alcune terapie, la cui efficacia è estremamente limitata.

Il 28 Gennaio 2009 al morbo di Morgellons sono stati assegnati una definizione nonché un codice ICD:

C17.800.518 by NIH/MeSH Tree Location for Morgellon's Disease.

C17: Skin and Connective Tissue Disease

Definizione ICD:

Un'inspiegabile malattia caratterizzata da manifestazioni cutanee riguardanti lesioni che non si cicatrizzano, prurito e fuoriuscite di fibre. Sembrerebbe esserci una forte associazione con il morbo di Lyme."

Personalmente reputo questa definizione tristemente incompleta ed inadeguata e penso che il CDC e l’establishment medico siano stati del tutto negligenti nei riguardi di questo complesso di disturbi, non fornendo alcuna terapia, sostegno o conforto verso i pazienti colpiti. Il Morgellons non è un problema definibile come un'“illusione da parassitosi”.

Aggiungo inoltre che, di certo, questo insieme di disturbi (riduttivamente chiamato Morgellons) si trova quasi in ogni persona, inclusi quelli che stanno leggendo questa lettera, con la differenza che le manifestazioni cliniche non sono ancora evidenti, in quanto ancora ad un grado non riconoscibile.

Riassumendo, la signora XX, a mio parere, soffre di un sistema di disturbi chiamato morbo di MorgellonsLe ed è debilitata al punto di non riuscire a lavorare.

Distinti saluti,
Edward Spencer, M.D.
Neurologo
47 Maria Dr., Suite 811 B
Petaluma, CA 94954

Le domande relative al Morgellons che vorrei porre sono queste:

- Che cosa è il morbo di Morgellons?
- Come è conosciuto?
- Quali sono i sintomi?
- Quali sono le scoperte di natura biologica?
- Da quanto tempo esiste?
- Qual è la sua diffusione geografica?
- E’ contagioso? Qual è la prova?
- Come si contrae?
- Dove viene creato e come è conosciuto?
- Quali Università sono coinvolte?
- Quali donazioni in denaro sono implicate?
- Chi possiede i brevetti?
- Quali forme di D.N.A. sono ad esso associate?
- Qual è l’importanza delle fibre colorate?
- Quali fenomeni elettrici/elettromagnetici sono ad esso associati?
- Che tipo di nano-computers è presente?
- Qual è la cura attuale e quali sono i risultati?
- Qual è il ruolo del morbo di Lyme?
- Quanto sono simili gli artropodi a quelli che infestano le
persone infette?
- E’ conosciuta l’origine dei danni cognitivi connessi?


Traduzione a cura di Mr X

English version here



http://www.tankerenemy.com/2009/03/edward-spencer-lettera-al-cdc-sul.html


Il volto della paziente pubblicato precedentemente è forse opera di una malattia psichiatrica come vorrebbe considerarla la medicina ufficiale? Chiamando in causa le schifosissimevomitevoliripugnanti scie chimiche si viene subito accusati di complottismo senza avere prove certe. Allora andiamole a vedere alcune "prove certe".

lunedì, ottobre 09, 2006


Scie Chimiche (Sinossi, di Straker)

- Che cosa sono le scie chimiche?

L'espressione "scie chimiche" è la traduzione del termine "chemtrails", coniato per la prima volta nel 1996, anno in cui, in Canada, si ebbero i primi avvistamenti delle medesime. Le scie chimiche vengono definite tali per il semplice motivo che non sono scie di condensazione (contrails), ma sono generate artificialmente, a quote e condizioni di temperatura ed umidità non idonee alla formazione delle classiche scie di condensa. Le scie di condensa, infatti, si formano a quote superiori agli 8.000 metri, valori di umidità superiori al 72% e temperature inferiori a -41° Celsius. I tankers chimici (in genere sono impiegati velivoli KC-10 e KC-135 - aerei cisterna usati per il rifornimento in volo e quindi adatti a contenere migliaia di litri di sostanze chimiche, ma di recente si è notato anche il ricorso a diversi MD-80, DC-9 e 747 ed F-16, utilizzati per operazioni circoscritte ad areee cittadine) volano a quote inferiori ai 5.000 metri (quote calcolate con metodi trigonometrici). Essi sono comunque ben distinguibili, nei dettagli, ad occhio nudo... cosa che non sarebbe possibile se volassero a 10.000/13.000 metri come gli aerei commerciali. Inoltre i velivoli chimici sono generalmente bianchi o grigi e non hanno coccarde identificative, né sulla superficie inferiore né sui lati.

Le scie chimiche non si dissolvono in pochi secondi o minuti, a differenza delle scie di condensa e generalmente sono situate a quote comprese tra i 2.000 ed i 5.000 metri. Esse persistono per ore e col passare dei minuti si allargano sino a formare, unendosi tra loro, uno strato nuvoloso compatto e biancastro che ha la caratteristica di offuscare la luce solare. Le sostanze chimiche diffuse nell'atmosfera sono comunque identificabili in due categorie distinte. Il primo tipo ha le caratteristiche sopra descritte. Il secondo tipo è più subdolo (nasce probabilmente dall'esigenza di mimetizzare il lavoro dei piloti chimici, anche se, in tempi recenti, si è pensato che siano composte da sostanze diverse e che assolvono a differenti scopi), in quanto le scie chimiche emesse dai velivoli militari, danno la netta sensazione, ad un occhio non attento, di essere semplici scie di condensa. Esse, infatti, si dissolvono in pochi minuti, ma... nella mezz'ora successiva, si trasformano in una patina biancastra che, unendosi con le traccce degli altri tankers, formano una cappa omogenea che dà al cielo la classica colorazione bianco opaco.

Le conseguenze sono per lo più le seguenti: le temperature sono più alte durante il giorno (l'allumino riflette la luce solare e, nel contempo, impedisce al calore sprigionato dalla terra, soprattutto la notte, di disperdersi. Ne consegue una limitata escursione termica tra giorno e notte ed una riduzione di quella stagionale. Non dimentichiamoci poi che lo scopo primario delle scie chimiche è quello di limitare al minimo le precipitazioni. Ciò è possibile irrorando i cumulonembi ed i cumuli di sali di bario, dalle proprietà igroscopiche.

Dalle ultime ricerche fatte è emerso che anche molti voli commerciali sono coinvolti nell'operazione "scie chimiche", poiché gli aerei bruciano carburanti addizionati delle stesse sostanze che i militari impiegano per le classiche scie chimiche a bassa quota (tonnellate di alluminio in un anno). Ciò implica costi più bassi, potendo sfruttare il traffico aereo civile. Su questo aspetto della vicenda, si faccia riferimento a questo articolo.

Perché si parla di scie chimiche? Una scia di condensazione (contrail), in condizioni normali dovrebbe essere il risultato della condensazione dell'aria intorno al profilo alare di un velivolo e sulla scia dei motori. Infatti, l'aria che fuoriesce caldissima dai turboreattori, si raffredda rapidamente a contatto con le particelle atmosferiche che sono a temperature molto più basse (almeno -41 ° C), formando delle minuscole particelle di cristalli di ghiaccio. Il risultato visivo è la classica scia che segue un aereo e che in pochi secondi o, al massimo entro qualche minuto, si dissolve.

Le scie chimiche, invece, sono il risultato di una vera e propria operazione di aerosol chimico/biologico. Gli scopi sono molteplici e qui ne cito solo alcuni. Infatti per sostenere spese che sono incommensurabili, da tanto che sono astronomiche, essere considerati diversi interessi legati tra loro. Principalmente, le scie chimiche fungono da ripetitori di onde radio a bassissima frequenza (da 4 a 14 hertz), emesse a milioni di watt da una postazione situata nel nord degli Stati Uniti.

H.A.A.R.P., ovvero High Frequency Active Auroral Research, è un programma di ricerca attiva aurorale con alta e bassa frequenza. Il sistema si avvale di una selva di enormi antenne, erette nel mezzo della foresta boreale nordamericana. Per alcuni, H.A.A.R.P. è capace di condizionare il clima dei continenti, alterando per mezzo di microonde, la temperatura e l'umidità dell'atmosfera e della biosfera. Intanto possiamo osservare gli squilibri che queste pericolose manipolazioni provocano in natura, come migrazioni di uccelli fuori rotta, arenamento dei cetacei che, come sappiamo, si orientano con il magnetismo terrestre. Attraverso ricerche incrociate per risalire ai finanziamenti con cui sono attuate le diverse operazioni cui qui si accenna, si è potuto chiaramente arguire che tali interessi coinvolgono molte multinazionali e il N.O.R.A.D. (Agenzia per la difesa aerospaziale americana) la quale ha disseminato l’intero suolo statunitense con radar che sfruttano le frequenze ELF.
Questo ci dà una chiave di lettura più ampia, ci mostra come in realtà queste situazioni non sono scollegate tra loro ma anzi, come fili tessono una trama che lascia intravedere un progetto globale.
L’Unione Europea avviò più di due anni fa un’inchiesta parlamentare, in cui fu chiesto agli Stati Uniti ed alla Russia di far luce sulla vera natura e finalità di H.A.A.R.P.: la risposta si fa ancora attendere!
La domanda che viene naturale porsi è perché a questi aerei sia consentito il volo nei vari paesi della N.A.T.O, ma anche di altri nazioni e libero accesso agli aeroporti, compresi quelli di Fiumicino (RM), Di Capodichino (NA) e di Gioia del Colle (BA).

Le scie chimiche permettono la propagazione delle onde H.A.A.R.P oltre l'orizzonte e senza l'impiego di ripetitori. Come? Attraverso l'irrorazione massiccia di alluminio e quarzo. L'alluminio ha proprietà riflettenti. Il quarzo ha proprietà piezoelettriche.
- Da quali sostanze sono composte?
Tra le sostanze irrorate sui centri abitati e sulle montagne ove si trovano le fonti d'acqua (le zone privilegiate dai tankers), sono stati rilevati l'alluminio, il bario, il quarzo, il torio (radioattivo).

- Perché esistono e chi le produce?

Il progetto risale alla prima metà degli anni 70, ma è operativo dai primi anni 90 del XX secolo. E' un progetto militare, sponsorizzato e seguito dalla N.A.S.A., ma che, nei prossimi anni, dovrebbe passare sotto il controllo del Pentagono. Gli scopi delle scie chimiche, a giudicare dal silenzio dei media, degli enti preposti alla salvaguardia della salute e delle autorità tutte, sono inconfessabili.


Effetti ottici dell'alluminio e del quarzo nell'aria.
- Cosa contengono e che effetti possono avere sugli organismi viventi? Esistono casi di malattia collegabili al fenomeno?

In generale, la dispersione di sostanze quali bario, alluminio, quarzo e torio (radioattivo), escludendo i polimeri che probabilmente includono anche elementi biologici attivi, ha provocato e sta tuttora provocando mutamenti climatici estremi, quali l'innalzamento della temperatura media della terra di un grado nei soli ultimi 10 anni, con il conseguente scioglimento dei ghiacciai, la deviazione della Corrente del Golfo, la diminuzione percentuale delle piogge (-45%), uragani, tifoni, alluvioni. Tali cambiamenti artificiali catalizzano quello naturale dovuto all'incremento del valore della risonanza Schumann, passato da circa 7,8 a 10 in questi ultimi anni. Tale incremento è la vera causa del riscaldamento globale e non l'effetto serra. Le scie chimiche, come si è accennato, aggravano la situazione.

In che modo ciò accade? E' presto detto. Osserviamo le caratteristiche del bario, ad esempio. Il bario, come si diceva, ha caratteristiche igroscopiche. Esso viene spruzzato nei cumulonembi e nei cumuli per assorbirne l'umidità ed impedire che questi provochino precipitazioni. Il bario è causa di leucemie, indebolimento muscolare (compreso il cuore), nonché mutazioni genetiche nei feti.

L'alluminio è la principale causa delle malattie degenerative del cervello ed è stato identificato come il responsabile principale del morbo di Alzheimer. Le particelle nanometriche irrorate sopra le nostre città, paesi, campagne, montagne, vengono inalate insieme con l'aria che respiriamo. L'alluminio ha la caratteristica "interessante" di raggiungere velocemente il cervello. Nel flusso sanguigno, viene trasportato dai globuli bianchi, che lo identificano come corpo estraneo, ma che non possono eliminarlo, essendo un metallo. I globuli bianchi, una volta tentata la fagocitazione del metallo nanometrico, muoiono ed in tal modo, l'alluminio si ritrova intatto in tutti gli organi del nostro organismo. L'allumino tende ad intaccare ed a distruggere i neuroni cerebrali. La presenza di particelle nanometriche nel sangue, facilita l'insorgenza di trombi (ictus, trombosi cerebrale).
 
Le scie chimiche contengono, oltre ai metalli ed ai polimeri già citati, presumibilmente, stando al documento ufficiale del maggio 2006, rilasciato dal senatore statunitense Tom Harkin, virus, batteri, micotossine, muffe, vaccini, sostanze sedative, arsenico, piombo, mercurio, uranio, torio, rame e zinco.


L’alluminio è considerato la causa di varie patologie a carico del sistema nervoso e del cervello, come il morbo di Alzheimer. Il bario, di cui alcuni composti sono radioattivi, danneggia l’apparato respiratorio, i muscoli (in particolar modo il cuore) e l’apparato gastrointestinale. Tutte le altre sostanze ed i componenti biologici sono all’origine di disturbi di varia natura e di malattie. Bruciore degli occhi, secchezza delle fauci, tosse secca e stizzosa, agorafobia, senso di spossamento, letargia, indebolimento muscolare, dolori articolari, disturbi della memoria, asma, allergie, parkinson, alzheimer, ictus, tumori, tra cui leucemie. Alcuni medici ritengono che il morbo di morgellons, una sindrome sconosciuta prima degli anni novanta, sia da imputare ai polimeri diffusi con le scie chimiche.

- Perché tutti gli enti preposti alla tutela della nostra salute tacciono?

Perché, a vario livello, sono coinvolti. Non dimentichiamo che il governo italiano, nel 2003, ha stretto un patto di collaborazione con gli Stati Uniti per lo studio degli effetti degli aerosol sul clima...






sabato 26 marzo 2011

Charlie Chaplin ed il Nuovo Ordine Mondiale

Impagabile, impareggiabile, Tempi moderni è e rimarrà sempre una pietra miliare del cinema, ma soprattutto un’acuta ed intelligente (ma anche sentimentale) riflessione sull’epoca appena trascorsa, il secolo del progresso che non è mai approdato da nessuna parte. La sua forza cinematografica infine sta nel non aver scelto il passaggio completo al sonoro (non esistono veri dialoghi) ed esser riuscito a esporre una matura critica della società (e verso il Nuovo Ordine Mondiale) con la sola forza del racconto visivo e l’uso intelligente delle gags.


La solita elite di finanzieri Illuminati ha voluto ridurre l'operaio solo ad un semplice numero, cercando contemporaneamente di fare pensare l'opinone pubblica il meno possibile. Ad un certo punto del film, da molti giudicata solo una mera parentesi comica tra le tante, Chaplin manda un messaggio, quasi un avvertimento ma non recepito ai più: nella scena in cui è costretto a cantare esibendosi al pubblico senza sapere le parole (i polsini con il testo scritti sopra gli erano andati via con una sua mossa - NB), improvvisa cantando in Grammelot, un misto incomprensibile di francese, spagnolo ed italiano.
Alla fine, dopo tutte le sue "mosse" e grazie al Grammelot, viene applaudito riscuotendo successo.


Morale: al popolo basta dare del fumo negli occhi, fare vedere ciò che vuol vedere ed approverà qualsiasi cosa, anche se non ha capito nulla del messaggio. Questa è la strategia degli Illuminati ma Chaplin già l'aveva intuita a quei tempi :



La monella è raggiante di felicità perché ha trovato un impiego come ballerina presso un ristorante, in cui le riesce di fare assumere come cameriere anche Charlot. L'impiego prevede inoltre un'esibizione come cantante e Charlot deve ricorrere all'espediente di scriversi il testo della canzone sui polsini, perché non riesce a ricordarlo. L'operazione è però inutile, poiché al primo gesto del numero i polsini gli si sfilano ed egli è costretto ad improvvisare le parole sul famoso pezzo della "Titina", primo e unico episodio di interpretazione sonora del vagabondo. Sarà grazie a questa abilità e al discreto successo ottenuto, più che alle doti di cameriere (travolto dal pubblico danzante peregrinerà per il locale nel tentativo di servire l'anatra che un cliente attende impaziente al tavolo e che non avrà il piacere di gustare), ad assicurargli l'assunzione definitiva.




Tempi moderni. Charles Spencer Chaplin. 1936. USA.

Attori: Charles S. Chaplin, Paulette Goddard, Henry Bergman, Chester Conklin, Allan Garcia

Durata: 85’

Titolo originale: Modern times


USA. Anni Trenta. Tempi moderni: una storia i cui personaggi sono l’industria, l’iniziativa individuale, l’umanità che marcia alla conquista della felicità. In una fabbrica controllata via schermo, la Electro Steel Corp., l’operaio del quinto reparto ha difficoltà a mantenere i ritmi di produzione. Viene proposta al direttore una macchina in grado di far mangiare gli operai senza che perdano il ritmo di lavoro, ma testata sull’operaio del quinto reparto la macchina impazzisce. Nel pomeriggio, con l’aumento dei ritmi, l’operaio perde la ragione definitivamente arrivando ad avvitare qualsiasi cosa abbia le sembianze di un bottone. Viene ricoverato per esaurimento nervoso. Dimesso dopo le cure, si trova disoccupato. In città, capitato in mezzo ad uno sciopero, viene scambiato per sovversivo e messo in galera. Al porto intanto, una ragazza ruba delle banane per dar da mangiare alle sorelle più piccole ed al padre, disoccupato. In carcere invece l’ex operaio divide la cella con un grosso energumeno, e durante la mensa usa del sale riempito di cocaina, usato da un delinquente per nascondervela, e in piena eccitazione riesce involontariamente a fermare un tentativo di evasione. Durante una manifestazione di disoccupati il padre della ragazza viene ammazzato ed i figli vengono affidati alla legge. Solo la ragazza più adulta riesce a fuggire. All’ex operaio intanto viene concessa la grazia ed un foglio di presentazione per un nuovo lavoro. Giunto al porto, in un cantiere navale, l’ex detenuto combina un guaio con una nave ancora in costruzione ed è costretto a lasciare il lavoro. La ragazza, scoperta in città a rubare del pane, si dà alla fuga sbattendo contro l’ex galeotto che sceglie di prendersi tutta la colpa. Una testimone inchioda però la ragazza e l’uomo, pur di tornare in carcere dove almeno gli è garantito da mangiare, consuma un grosso pranzo senza pagare, facendosi così arrestare. Insieme nella stessa camionetta di detenuti, a causa di un incidente della vettura, i due, l’ex operaio e la ragazza, si danno alla fuga. Tra loro nasce un rapporto tenero che li porta ad immaginare una vita felice e borghese. L’ex operaio viene a conoscenza dell’infortunio che ha colto un guardiano notturno di un grande magazzino e si fa assumere dando ospitalità la notte alla ragazza. La stessa notte però alcuni ladri si introducono nel grande magazzino e tra loro c’è un vecchio compagno di lavoro dell’ex operaio. Involontariamente prima e per festeggiare poi, l’ex operaio si ubriaca e viene scoperto la mattina dopo a dormire tra la merce in vendita. Viene di nuovo arrestato. Dieci giorni dopo la ragazza va a prenderlo all’uscita dal carcere e lo conduce ad una catapecchia che ha scelto come casa dei loro sogni. Qui l’ex operaio legge della riapertura delle fabbriche e riesce a farsi assumere come assistente di un riparatore. Dopo aver combinato i soliti guai, gli viene ordinato di interrompere il lavoro per uno sciopero ma fuori dalla fabbrica, a causa di un involontario lancio di un mattone, viene arrestato nuovamente come sovversivo. Una settimana dopo la ragazza viene assunta come ballerina in un locale e la settimana successiva va a prendere l’ex operaio all’uscita di prigione, questa volta ben vestita e con qualche soldo in più. La donna riesce a farlo assumere come cameriere. Dopo aver creato lo scompiglio anche in questo lavoro, l’ex operaio si scopre talentuoso cantante e dopo aver divertito la folla viene assunto con un contratto definitivo. Prima di ballare invece, la ragazza è riconosciuta dalla polizia che la stava cercando ed entrambi sono costretti ancora una volta a mettersi in fuga. Con un sorriso, entrambi si riaffacciano sulla strada e verso un altro cammino.  
Sono davvero poche le pellicole in grado di resistere al logorio del tempo e della storia, e Tempi moderni non solo è una di quelle che riesce a vincere questa regola, ma è anche una di quelle pellicole capaci di dire tutto insieme in una volta sola, e per sempre. Ricorrendo al suo umorismo scanzonato e sagace, Chaplin questa volta costruisce una feroce parodia dei tempi (oggi come ieri sempre più moderni) dove il senso del progresso contrasta sia con il mercato del lavoro che soprattutto con i sentimenti umani. Tra tutte le figure che appaiono in questa pellicola infatti, sono ancora i diversi ad apparire come quelli sani, o forse sarebbe meglio dire come le vittime sacrificali di un mondo che prosegue verso la via dell’industrializzazione e del progresso schiacciando la forza lavoro, la personalità e le aspirazioni (sogni di una vita borghese interrotti dal manganello della polizia). Anche il ladro del grande magazzino per esempio, viene presentato non come un delinquente ma come un uomo costretto a rubare per mancanza di cibo e lavoro. In questo atteggiamento (la scelta della bellissima Paulette Goddard per rappresentare la delinquenza derivante dalla povertà) il regista/attore pone al centro della sua critica le condizioni cui la società stessa porta, partendo dall’assurdo della produttività. Tutte le volte infatti che le cose sembrano girare bene, per un caso o per un altro, il regista sceglie di capovolgere la fine di un processo innescandone un altro, spesso repressivo. La via del progresso per i due protagonisti rimane allora una strada vuota e deserta da affrontare con un sorriso (il recupero di Charlot vagabondo), amaro come l’intramontabile ottimismo che Chaplin riusciva a dare ai propri personaggi. Costruito su tre/quattro sequenze memorabili come quella della macchina per mangiare, ma anche quella in cui viene risucchiato dai macchinari o la memorabile canzone nel ristorante dove per la prima volta il genio del cinema comico si esibisce con la propria voce eseguendo una strampalata versione della canzone Je Cherche Apres Titine di Bertal-Maubon-Ron-Leo Daniderf e che risaliva al 1917. Da film comico Tempi moderni si trasforma in un film altamente riflessivo e melanconico (la catapecchia come rifugio sentimentale; le repressioni poliziesche; la questione degli homeless d’America) capace con grande coraggio a mettere in faccia al pubblico, deridendolo, un senso di progresso fiacco e sfinito. Come funzionano i tempi moderni (dove per tempi s’intende soprattutto quelli di produzione) secondo Chaplin? Funzionano pressappoco così, con un operaio (non più il vagabondo, ma la sua figura riconsegnata al baratro della disoccupazione), ai limiti dell’alienazione (secondo le teorie di Marx) che rischia il collasso nervoso o il carcere nel momento in cui non è capace ad adeguarsi ai ritmi produttivi e, una volta entrato in questo (corto)circuito, non ha più né i mezzi né gli strumenti per uscirne, rimanendo vittima di un circolo vizioso che lo vuole per sempre sovversivo e vagabondo. Non c’è posto in città per chi non si adegua alla modernità dei tempi, e la strada che gli rimane è quella che conduce lontano, verso il vuoto o il nulla sulla quale è giusto però continuare a spianare il proprio sorriso. È una delle più intelligenti e mature riflessioni sul crollo economico del ’29 (al quale il regista era scampato convertendo i dollari in moneta canadese), una di quelle storie capaci di mettere in guardia i sentimenti di fronte all’aggressività della produzione. Ed è un film sostanzialmente marxista poiché rielabora il dominio della macchina mettendolo giustamente in relazione alle differenze di classe ed all’alienazione cui i protagonisti sono sottoposti, scelte che procurarono non pochi problemi al regista, da sempre osteggiato nel suo paese e tacciato di comunismo fino ad entrare nelle liste nere del maccartismo. Tempi moderni è liberamente ispirato, teoricamente, al film A me la libertà (1931) di Renè Clair il quale, quando seppe che il regista americano si era ispirato ad un suo lavoro, si dichiarò umilmente onorato [i], ma ciò non impedì ugualmente che fosse aperta una controversia giudiziaria [ii]. Per realizzare il film Chaplin impiegò 100.000 metri di pellicola e dieci mesi di riprese, per una spesa complessiva di un milione e mezzo di dollari e che si concluse con un deficit (per quanto riguarda il paese americano) di 500.000 $. Le musiche della pellicola furono scritte dallo stesso Chaplin ed eseguite dal maestro Alfred Newman. Impagabile, impareggiabile, Tempi moderni è e rimarrà sempre una pietra miliare del cinema, ma soprattutto un’acuta ed intelligente (ma anche sentimentale) riflessione sull’epoca appena trascorsa, il secolo del progresso che non è mai approdato da nessuna parte. La sua forza cinematografica infine sta nel non aver scelto il passaggio completo al sonoro (non esistono veri dialoghi) ed esser riuscito a esporre una matura critica della società con la sola forza del racconto visivo e l’uso intelligente delle gags. All’epoca della sua uscita il film ottenne credito solo in Francia, Inghilterra e Russia mentre fu un fiasco nel proprio paese e bollato di filo-comunismo in Germania [iii], quando in realtà l’obbiettivo del regista era quello di rimanere super partes (infatti è occasionalmente che partecipa agli scioperi) conservando e difendendo la propria natura e autonomia anarchica. Rieditato negli Anni Cinquanta il film ha mostrato un carattere tipico dei vini buoni, invecchiando infatti è migliorato e con il tempo assume un’importanza ed un valore sempre superiore.

http://www.cinemah.com





giovedì 10 marzo 2011

Alieno vicino ad una abitazione nella notte ?

"Stavo testando la mia nuova visione notturna della telecamera sul mio gatto e mi chiedevo che cosa stava guardando verso la sua sinistra. Quando guardo e mi rendo conto di ciò che succede prendo la telecamera ed incomincio ad inquadrare questa creatura bizzarra che sembrava avere un laser o qualcosa del genere."  

Questo il racconto di chi ha realizzato il filmato. Avvistamento reale o scherzo di qualcuno?

mercoledì 9 marzo 2011

Nostradamus testimone ufologico

L'incontro ravvicinato di Nostradamus 
Verso la fine dell'inverno del 1554 il medico e astrologo francese Michel de Nostredame, detto Nostradamus, avvistò un Ufo a Salon, in Francia, e scrisse la cronaca di quell'esperienza:
«Il 10 marzo vi è stata un'apparizione mostruosa e terrificante che, secondo me, è stata vista fino a Marsiglia. Più tardi è stata notata anche sul mare, a St. Chamas. Vicino al primo quarto di luna, un grande fuoco è sfrecciato nel cielo, da oriente a occidente. Sembrava un'asta o una fiaccola accesa, meravigliosa a vedersi. Emetteva scintille, come il ferro sotto il martello del fabbro. Sembrava un'altra Via Lattea, un'altra galassia.Veloce come una saetta, produceva un forte strepito e rumore. Come una tempesta, ha spazzato via alberi e foglie. Il fatto è durato venti minuti, il tempo di raggiungere Arla, la Via di Pietra, cioè fin dove lo sguardo poteva giungere. È scomparsa nel mare verso sud, in lontananza, lasciando dietro di sé una scia di scintille e lingue di fuoco rosso, rimaste a lungo in aria e poi ricadute come uno spettacolo pirotecnico. Dove è passata in prossimità del suolo, ha ridotto ogni cosa in cenere»


FONTE : http://www.tanogabo.it/nostradamus.htm

Il porto di St. Chamas (lettera "A") dove, dopo Nostradamus, l'UFO sarebbe stato nuovamente avvistato e sarebbe "scomparso nel mare, verso Sud".




" Dove è passata in prossimità del suolo ha ridotto ogni cosa in cenere" sosteneva Nostradamus. In effetti quando un UFO o sorvola a poca distanza dal terreno o atterra lascia una serie di tracce. Nel seguente articolo verranno descritti alcuni casi.

In Italia ad interessarsi ufficialmente del fenomeno UFO è il Secondo Reparto dell'Aereonautica, che periodicamente riceve e compila, per scopi statistici, le segnalazioni UFO ricevute perlopiù da personale militare.
Ma, come accade anche negli altri paesi, il grosso del lavoro lo svolgono i centri di ricerca privati come il Centro Ufologico Nazionale o il Centro Italiano Studi Ufologici, che, oltre a raccogliere e classificare tutta la documentazione nazionale e internazionale si occupano anche di indagini sul campo.
La ricerca ufologica si basa essenzialmente sulle testimonianze e, dove possibile, sull'analisi di tracce fisiche. Una foto, un filmato, o il racconto di un'esperienza sotto ipnosi, sono tutti indizi utili per cercare di determinare la genuinità di un fenomeno.
In Italia due delle più recenti testimonianze fotografiche risalgono all'aprile 1994. La prima viene da Busto Garolfo, dove un giovane cameriere, Michele Castellana, in compagnia di due amici, ha avuto la prontezza di spirito di fotografare un UFO che evoluiva sopra la terrazza di casa. La seconda viene da Serrungarina, dove il contadino pesarese Lamberto Roberti ha immortalato per nove volte un "cono volante", che ha attirato anche l'attenzione del Quinto Stormo dell'Aeronautica.
L'ultimo filmato di UFO in Italia, invece è una breve sequenza girata il 18 agosto 1994 da un ragazzo milanese, Massimo Bianchi, in vacanza a Lubiazzo Piacentino. La ripresa mostra un velocissimo ordigno in volo verso Lodi. Difficilmente però gli ufologi considerano foto e filmati come delle prove inconfutabili; i trucchi e gli imbrogli sono infatti molto frequenti anche se le moderne tecnologie informatiche possono aiutare i ricercatori a smascherare eventuali burloni.

Di fatto i ricercatori italiani oggi orientano la loro attenzione verso indizi più tangibili, come le bruciature lasciate sul terreno dai presunti velivoli alieni.
Nel 1989 a Luogosano e nel 1990 a Cicciano, nel napoletano, sono rimaste impresse nel terreno e su un marciapiede asfaltato delle impronte circolari dalle caratteristiche molto particolari.
"Il terreno non era bruciato, ma cotto", ha dichiarato il chimico Corrado Malanga, accorso per le indagini. "Cotto da microonde. Sì, come quelle prodotte dai forni da cucina, ma 50 milioni di volte più potenti".
"Al momento nulla di conosciuto è in grado di provocare un effetto simile, sul terreno e sul bitume di un marciapiede" ha affermato l'ufologo napoletano Umberto Telarico, fra i primi a raccogliere campioni e testimonianze.
Le stesse misteriose microonde hanno cotto, nell'estate del '94, un triangolo di terreno a Marozzo di Ferrara, dove un pescatore del posto ha avvistato "sei o sette luci azzurre che decollavano da un campo". Del caso si è occupato il chimico Sebastiano Di Gennaro il quale è convinto di essersi imbattuto in un fenomeno che non ha origini terrestri.

Del resto la zona compresa tra Rovigo, Bologna e Ferrara non è povera di avvenimenti misteriosi.
Dagli inizi degli anni '80, infatti, la gente ne vede di tutti i colori: globi di fuoco, impronte gigantesche e palmate lungo le rive del Po, peli sintetici tra le frasche, strane sostanze gelatiose, animali mutilati o mummificati da un insolito calore e via dicendo.
Tuttavia è con l'inizio della seconda metà degli Anni 90 che le evidenze fisiche di possibili atterraggi di ordigni misteriosi nel nostro paese acquistano più consistenza. Qualcosa di simile agli episodi di Cicciano e Luogosano è infatti capitato recentemente in provincia di Pordenone e precisamente nelle vicinanze della cittadina di Arba.

Raffigurazione di un umanoide volante

Qui il 22 settembre del 1995 l'ex maresciallo dei carabinieri Roberto Boran ha rinvenuto una gigantesca impronta circolare nel suo campo coltivato a soia ed erba medica. A una prima occhiata le piante sembrano essere state cotte, come se qualcuno le avesse immerse nell'acqua bollente.
Allertati dal Boran i carabinieri della vicina città di Malnisio, acconsentivano che a condurre delle indagini parallele a quelle ufficiali, fosse un civile, ovvero il professor Antonio Chiumiento di Pordenone, un personaggio non nuovo a questo tipo di inchieste. Chiumiento infatti si occupa oramai da vent'anni di ufologia e ha al suo attivo oltre 400 investigazioni. Matematico di formazione e consulente scientifico del Centro Ufologico Nazionale, Chiumiento aveva già avuto a che fare con altri episodi di possibili tracce fisiche al suolo.
Arrivato ad Arba per compiere le sue indagini lo studioso ha interpellato gli esperti di numerose discipline, i quali hanno concluso che ogni tentativo di spiegare il fenomeno accaduto ad Arba in termini convenzionali non è soddisfacente ...
"Abbiamo preso delle foto da 25 metri di altezza - dichiara Chiumiento - servendoci di un'autoscala dei Vigili del Fuoco di Pordenone, comandati dall'ufficiale Riccardo Furlan. E abbiamo scoperto che il cerchio di Arba era costituito dal disegno di una ruota formata da un cerchio centrale raggiato. In seguito abbiamo prelevato dei campioni di terreno, soia ed erba medica, per sottoporli ad esami. Sembrava finita lì. Ma ecco che, cinque giorni dopo, una traccia del tutto identica veniva trovata in un altro campo della zona. Ancora una volta nell'erba medica. E ancora un cerchio di 10,60 metri di diametro, la stessa misura di quello di Arba. Questa volta il cerchio era situato a lato della strada che conduce dal paese di Malnisio alla base militare di Aviano... "
Sempre nella zona poi, il 4 ottobre 1995, Pietro Bearzatto, un contadino del vicino paese di Maniago, ha rinvenuto un altro cerchio, sempre di 10,60 metri di diametro, questa volta in un campo di erba medica.
"Quando ho visto quel cerchio di erba gialla - ha dichiarato Benedetto Pacino, l'affittuario del terreno - ho pensato che mi avessero fatto uno scherzo di cattivo gusto. 'Qualcuno ha buttato dell'urina sopra l'erba' ho pensato. E così mi sono affrettato a tagliare tutto... ".
Il terreno analizzato in seguito ha però escluso l'ipotesi del Pacino ...
Così invece si sono espressi i chimici Alessandro Dattilo e Vincenzo Iorio dopo aver effettuato le opportune analisi di laboratorio.

La traccia a terra rinvenuta ad Arba

"In relazione alle prove sperimentali effettuate in laboratorio sui terreni di Arba, Malnisio e Maniago non siamo in grado di formulare nessuna ipotesi scientifica sull'episodio delle strane tracce al suolo. Tuttavia siamo certi di poter escludere qualsiasi azione fisica conosciuta come contraffazione chimica, diserbanti o altro.
Quello che appare evidente è una sorta di disidratazione che ha colpito il letto erboso in corrispondenza delle tracce lasciando segni sulla vegetazione.
Abbiamo trovato tracce di esposizione dei terreni all'effetto di microonde. I terreni di traccia presentano quindi chiare evidenze di alterazioni dovute ad un fenomeno di disidratazione non soltanto termico ma anche elettromagnetico".

Antonio Chiumiento

L'evidenza fisica, dunque, non manca. E a volte è accreditata da persone qualificate al di sopra di ogni sospetto. Come nel caso di quell'UFO visto a Imperia nel dicembre dell' '85 da quattro astronomi. Il passaggio dell'oggetto è stato addirittura registrato dai due sismografi dell'Osservatorio Meteo locale, il cui direttore, il professor Bino Bini, ci ha raccontato: "Sì, non è la prima volta che osserviamo degli UFO. Abbiamo sismografie e fotografie. Certo, non sappiamo dire cosa siano o da dove vengano, ma è certo che esistono. E non capisco perchè la scienza si dimostri così scettica...".
In coincidenza con le ondate ufologiche verificatesi negli ultimi anni in tutto il mondo anche l'Italia ha avuto le sue fasi acute.
Una delle più imponenti risale al 1978, allorché centinaia di dischi volanti vennero segnalati, filmati e fotografati. Nell'Adriatico, all'altezza di Pescara, colonne d'acqua di 40 metri e globi infuocati che fuoriuscivano dal mare paralizzarono per settimane il lavoro dei pescatori, costringendo la Capitaneria di Porto ad intervenire, senza che però venisse risolto il mistero dei misteriosi oggetti sottomarini. Un'ondata di minor rilievo si è verificata nel 1983, ed è culminata con la comparsa di un extraterrestre nelle campagne di Varzi. Il passaggio della creatura avrebbe lasciato su alcuni vitigni del pavese una strana sostanza gelatinosa. Singolare la testimonianza di Gianni Saltarel, che ha indagato questo caso: "Sono andato sul posto" ha dichiarato "e ho raccolto anche dei campioni. Vedete questo tralcio di vite? Era tutto bruciacchiato e coperto da una strana schiuma biancastra". 


http://spazioinwind.libero.it/willisat/itali.htm

giovedì 3 marzo 2011

Poltergeist in Giamaica

A detta di questo ragazzino, il Duppy, che in giamaicano significa fantasma, apparterrebbe ad un suo piccolo amico morto quattro anni fa che ha incominciato ad apparirgli solo di recente, dal nulla. Una troupe televisiva mentre girava dei filmati sull’evento misterioso, ha ripreso diversi attacchi subiti dal ragazzo nel corso di una giornata. Nelle scene possiamo chiaramente vedere (VIDEO SEGUENTE) come il fantasma tira per le gambe l’ex-amico, come lo strattona mentre la gente attorno a lui cerca di sottrarlo agli attacchi della forza invisibile.Ma è davvero vittima di un fantasma? O può trattarsi di altro?


Il termine è una parola che deriva dalla lingua tedesca e che tradotta significa: spirito chiassoso". Viene oggigiorno utilizzata per descrivere tutti quei fenomeni come lo spostamento di oggetti, il rompersi di piatti, lo sbattere di porte, ma anche voci e rumori non riconducibili ad azione umana ne a fenomeno naturale. Il temine "spirito" fa capire come il primitivo utilizzo della parola rimandasse ad eventi dovuti alla manifestazione "rumorosa" dell'anima di un defunto. 
Si pensava che il defunto si manifestasse in questo bizzarro modo nel tentativo di attirare l'attenzione su di se ed i suoi problemi con il "trapasso" in modo da ottenere l'aiuto dei viventi; Oppure il defunto, usando questi sistemi, tentava di spaventare le persone per costringerle alla lunga ad andarsene da quel luogo (casa, castello, cimitero ecc.) che lui riteneva di sua esclusiva proprietà. Ormai però, è convinzione comune anche tra i parapsicologi che le anime dei defunti per una volta non sono coinvolte.
Le apparizioni spettrali infatti sono ben diverse. Sono immagini fioche nella notte, rumori appena udibili, volti intravisti in fotografie sbiadite. I fenomeni di Poltergeist invece sono praticamente l'opposto. Il luogo in cui si manifestano viene messo letteralmente a soqquadro, i colpi sono secchi e violenti, i mobili vengono spostati, i suppellettili sono lanciati per la stanza, i quadri cadono dalle pareti, le voci sono vere e proprie urla che squarciano il silenzio della notte.
Tralasciamo come sempre i casi riconducibili a burle e frodi di questo o quel mago ed occupiamoci invece dei casi inspiegabili.
Nella parapsicologia il vecchio ed impreciso termine poltergeist è stato sostituito dal più moderno RSPK acronimo che sta a significare: "Psicocinesi Spontanea Ricorrente". Analizziamo la definizione: la parola psicocinesi è chiaramente una parola composta formata dai termini PSICO (pensiero, mente) e CINESI (che deriva da CINETICA, la scienza del movimento), piscocinesi è quindi quella scienza che studia la possibilità di trasformare il pensiero in movimento o se preferite la possibilità di muovere, spostare o comunque interagire con gli oggetti tramite la mente.
Spontanea: il soggetto che fa uso di psicocinesi ne è sovente inconsapevole, le manifestazioni avvengono senza che lui abbia una reale e cosciente intenzionalità di compierle. Spesso ne è addirittura vittima.
Ricorrente: i fenomeni non sono quasi mai isolati ma avvengono con una certa frequenza all'interno di un certo periodo di tempo, che corrisponde ad una fase molto particolare della vita del soggetto.
Penso che ormai abbiate capito che la parapsicologia reputa il poltergeist come una manifestazione di eventi  riconducibili alla presenza di una persona la quale  sta vivendo un momento estremamente particolare della sua vita e che sfoga l'eccessivo accumulo di energia psichica riversando questa energia nell'ambiente in cui si trova.
Di casi più o meno documentabili ne sono pieni libri e siti web. Vedrò di citarvi comunque qualcosa per darvi un'idea.
L'anno è il 1967, ci troviamo in Germania, nella cittadina Bavarese nota con il nome di Rosenheim. Questo luogo fu teatro di un'indagine svolta da un ricercatore tedesco tale Dottor Hans Bender attirato sul posto da una serie di fenomeni bizzarri ancor prima che inspiegabili o paranormali. Siamo nella sede di uno studio legale del tempo, tra le tante impiegate che si recano a lavorare qui c'è anche una giovane ragazza  di nome Annemarie. All'epoca dei fatti Annemarie aveva circa diciannove anni e non stava passando un gran momento della sua vita. Cause personali la rendono nervosa, agitata, intrattabile. Le manifestazioni iniziarono con cose semplici come le  lampadine al neon ruotate in modo che non si accendessero senza che nessuno le avesse toccate fino a fatti realmente inquietanti. Le bollette telefoniche dello studio legale schizzarono su cifre assurde comprendendo telefonate che nessuno aveva fatto, l'elettricità andava e veniva senza un motivo apparente facendo ammattire per settimane intere squadre di elettricisti. Ma non finisce qui, schedari pesanti a  tal punto che per spostarli occorreva mettersi in tre, trovati al lato opposto dell'ufficio, fotocopiatrici che si mettevano in funzione da sole fino a rompersi ecc. La situazione peggiorava di giorno in giorno, intervennero tecnici specializzati alla ricerca di eventuali tracce di sabotaggi commissionati da studi legali concorrenti, si pensò a fenomeni dovuti a campi magnetici o alla sperimentazione in quell'area di chissà quale tecnologia.
Bender, uno dei tanti presenti ad indagare giunse alla conclusione che la causa di tutto fosse la presenza di Annemarie. A detta dei colleghi al passaggio della ragazza non era raro vedere le lampadine esplodere, gli apparecchi elettronici fermarsi, i telefoni impazzire ecc.
Ad avvallare la teoria di Bender fu il progressivo peggiorare delle condizioni psico-fisiche di Annemarie, tanto che la ragazza fu costretta ad abbandonare il lavoro per occuparsi della sua precaria salute. Dal primo giorno di assenza di Annemarie dall'ufficio i fenomeni cessarono totalmente. Tutto tornò immediatamente alla normalità.
Non fu mai trovata una spiegazione scientifica convincente, oggi si direbbe che siamo di fronte ad un vero e proprio X-File. Anche reputando ad Annemarie le cause dell'accaduto nessuno è mai riuscito in maniera scientifica a dare una spiegazione attendibile e provata.
Ma questo è solo un esempio..
Che dire del caso di Iltyd Nicholl adolescente che  veniva colpito da oggetti che si materializzavano in aria improvvisamente, oppure della famiglia in Arizona vittima di "cadute massi" dal soffitto della loro cucina ecc.
Gli scienziati di fronte a questo fenomeno come a tutti gli altri fenomeni paranormali sono giustamente scettici. Ma le loro pretese sono eccessive, vorrebbero che questi fenomeni fossero ripetibili in laboratorio o fosse comunque possibile studiarli filmandoli, registrando dati ambientali.
Un fenomeno scientifico a detta loro è tale se è possibile, ricreando le condizioni essenziali per la sua manifestazione, riuscire a riprodurlo con successo. Sarà anche vero ma tali "condizioni ideali" spesso non sono ricreabili, perché non implicano solo condizioni di temperatura, magnetismo terrestre ecc. ma anche particolari stati dell'animo umano, condizioni psicologiche uniche, del soggetto e di chi gli sta intorno, coinvolgimenti emotivi.. tutte situazioni che non si potranno mai riprodurre artificialmente.
Denominatore comune dei fenomeni RSPK pare essere la presenza di adolescenti. Come è  provato i ragazzi in quella fascia d'età sono soggetti ad una situazione estremamente unica e particolare. Tempeste ormonali e grandi sconvolgimenti psico-fisici creano una situazione di stress che sarebbe la causa dell'accumulo di energia psichica che se eccessiva, in soggetti predisposti (comunque rarissimi), si può trasformare in psico-cinetica.
Conclusioni? no non mi sento di trarre delle conclusioni, le domande sono troppe, le strade da percorrere ancora tante, abbiamo ancora tanto da cercare e da scoprire.

http://digilander.libero.it/ivanpsx/poltergeist.htm



Mistero - Italia 1 (20-01-2011) :



martedì 1 marzo 2011

ECCOLO! Trovato il video dell'UFO che cercavo!

Nel seguente video viene "scoperto" un UFO in Australia di forma triangolare. Non era una novità per me in quanto già lo avevo visto da qualche parte ma non ricordavo dove. 




Adesso l'ho beccato! Eccolo!


Questo è il video dell'UFO in questione e di altri avvistamenti nel mondo :