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mercoledì 6 agosto 2014

Le profezie sull'eterna guerra tra Israele e Palestina

"Quando vedrete Gerusalemme
circondata da eserciti, sappiate allora che la sua desolazione è vicina" (Luca 21:20).


PROBABILI CONSEGUENZE DELLA PRESENTE GUERRA TRA ISRAELIANI E PALESTINESI
Ondate devastanti di attentati terroristici e ritorsioni militari a Gerusalemme tornano puntuali,
giorno dopo giorni, a destare l'attenzione del mondo sul sempre bollente Medio Oriente.
Notizie sempre più tragiche sulla guerra contro il terrorismo internazionale, inducono molti a
chiedere se il mondo cesserà mai di essere tormentato.
Molti si domandano che cosa possono significare tutti questi conflitti per il futuro dell’umanità.
Gli eventi nel Medio Oriente, in modo particolare, stanno spingendo verso la biblica "battaglia di Armaghedon"? L’èra presente è ormai prossima alla sua fine, come Gesù ha profetizzato?
Alcuni giorni prima della sua crocifissione, Gesù Cristo condusse i suoi discepoli sul Monte
degli Ulivi ad est di Gerusalemme, per far loro osservare la città dall’alto. Egli aveva appena
previsto la distruzione del tempio che si innalzava maestoso davanti a loro attraverso la valle di
Kidron. Ancora scossi dalle parole del Maestro, i discepoli gli chiesero: "Dicci, quando accadranno
queste cose? E quale sarà il segno della Tua venuta e della fine del mondo?" (Matteo
24:3). Per "fine del mondo" i discepoli di Gesù si riferivano alla fine dell’"èra presente", ancora
dominata dal Diavolo, "il seduttore del mondo" (Apocalisse 12:9).
Gesù allora rispose loro proferendo la famosa profezia del Monte degli Ulivi. In essa Egli ha
descritto una serie di eventi che sarebbero accaduti da quel secolo in poi sino agli "ultimi giorni"
dei governi umani; tempo ancora futuro, che vedrà il Suo personale e glorioso ritorno sulla
terra. Fra i "segni" preannunciati da Gesù ce n’è uno molto specifico, che aiuta a discernere
l’approssimarsi del profetizzato "tempo della fine"; ed è questo: "Quando vedrete Gerusalemme
circondata da eserciti, sappiate allora che la sua desolazione è vicina" (Luca 21:20).
Anche il profeta Zaccaria ha preannunciato questo stesso evento futuro (Zaccaria 14:2-5).
Quando Gerusalemme sarà invasa da eserciti stranieri, afferma la profezia, quelli della Giudea
[gli abitanti dell’attuale Stato d’Israele] dovrebbero fuggire sulle montagne. Quei giorni saranno
pieni di violenza perché, da quel tempo in poi, le profezie bibliche sulla fine del mondo si adempiranno
rapidamente. Sarà un periodo di tribolazione inimmaginabile per Gerusalemme, perché
sarà occupata da eserciti stranieri (Luca 21:21-24).
Alcuni credono che tali eventi si siano avverati definitivamente con la presa di Gerusalemme
nel 70 d.C., da parte dell’Impero Romano. Ma questo fatto adempì solo alcuni aspetti della profezia
di Cristo. Quest’ultima infatti preannuncia anche avvenimenti su scala mondiale, che
dovranno avverarsi nel nostro futuro, poco prima del ritorno di Gesù Cristo.
Dove siamo diretti?
Dove ci stanno portando gli eventi del Medio Oriente? Anche se non possiamo sapere con
assoluta certezza come avverranno gli eventi della fine del mondo, molti episodi recenti sembrano
indicare che possiamo essere vicini alla fine, più di quanto non l’avevamo immaginato.
Il continuo spargimento di sangue in tutta la regione mediorientale sottolinea la mutevolezza
della situazione attuale. L’enorme divisione tra la cultura e i valori occidentali e quelli di molte
nazioni islamiche indica che la pace durevole rimarrà a lungo sfuggente. Nel frattempo, una
crescente retrocessione in tutto il mondo ci ricorda che l'occidente rimane fortemente dipendente
dal petrolio arabo, il “sangue” vitale delle sue economie.
Esplosioni di violenza continuano fra gli Israeliani ed i Palestinesi nonostante le ripetute
richieste di pace. I negoziati di pace hanno continuato a fallire e un accordo politico fra le due
parti, salvo intervento esterno, sembra quanto mai improbabile. Nel frattempo, Palestinesi e
Israeliani continuano ad attaccarsi gli uni gli altri, uccidendo il loro rispettivi patrimoni più preziosi,
i loro giovani! La lista delle tragedie e delle occasioni mancate nella regione prosegue
senza sosta.
Imperialismo moderno
Soltanto alcune settimane prima dell’attacco terroristico dell’11 settembre agli Stati Uniti, la
Global Intelligence Co. di Stratfor ha pubblicato un rapporto sul suo sito Internet che analizza
una linea di confine del conflitto, che va dai Balcani al Caucaso e poi fino a Gerusalemme. Il
rapporto ha evidenziato che queste zone facevano parte del vecchio Impero Ottomano, crollato
dopo la Prima Guerra Mondiale. Appena l'Impero Turco ha imposto la sua versione di pace
alle popolazioni di quella regione, le potenze moderne, compresi gli Stati Uniti e parecchi paesi
dell’Europa occidentale, hanno subito iniziato a discutere su un nuovo tentativo per imporre una
“pace” simile a questa regione di antichi conflitti etnici.
Il rapporto ipotizza che i conflitti potrebbero prendere una di tre direzioni. "La prima possibilità
è la guerra continua senza risoluzione. La seconda è l'ascesa di una potenza locale che
imporrebbe una pace su tutta la regione. La terza possibilità, quella che potrebbe adempire la
profezia biblica, "è che una potenza esterna più forte potrebbe imporre il proprio potere sulla
regione". "Quest’ultima", continua l'articolo, "è l’unica alternativa possibile: l'intervento diretto
da parte di una potenza esterna, finalizzato ad imporre l'ordine in tutto l’ex Impero Ottomano".
L’unica potenza esterna capace di imporre l’ordine è la NATO. Ma la quantità di truppe
richieste per imporre una "pace NATO" a questa regione dell’ex Impero Ottomano sarebbe sbalorditiva.
Indebolirebbe fatalmente la forza militare dell’Occidente.
La storia inoltre ha mostrato che qualsiasi paese collochi truppe nel Medio Oriente corre il
grave rischio che esse siano attaccate da membri di cellule terroristiche. Nel 1983 il bombardamento
delle caserme militari a Beirut che ha ucciso 241 marines degli Stati Uniti è un esempio
calzante.
Dove potrebbe venire una forza militare tale da essere abbastanza grande da imporre l’ordine
nel Medio Oriente oggi? Quale potenza oserebbe far appello alla volontà politica e morale
per fermare la lotta fra Israeliani ed Arabi, ed imporre la pace nel punto più caldo del mondo?
Oggi gli Stati Uniti sembrerebbero essere l'unica potenza mondiale abbastanza grande per
osare una tale mossa. Tuttavia non saranno di certo loro a dare luogo ad un’azione simile.
Perché? Dobbiamo rivolgerci alla Bibbia per una risposta e comprensione profetica.
Conflitto armato a Gerusalemme
Per comprendere quale potenza invaderà il Medio Oriente e la stessa città di Gerusalemme,
con la pretesa di “imporre” la pace e la sicurezza, occorre leggere e comprendere una delle più
lunghe profezie della Bibbia, in Daniele 11, concernente appunto il "tempo della fine".
In questa profezia sono menzionati due blocchi di nazioni da lungo tempo antagonisti, identificati
uno come il "re del mezzogiorno" e l’altro come il "re del settentrione" del nord (vedi
anche l’articolo La lotta Nord-Sud per il Medio Oriente, a pagina 6).
In Daniele 11:40 leggiamo di eventi del "tempo della fine", cioè quando colui che guiderà il
blocco di paesi del "mezzogiorno", attaccando il blocco dei paesi del "settentrione", provocherà
un contrattacco furioso "come la tempesta" che permetterà a quest’ultimo di invadere molti
paesi del Medio Oriente. La profezia dice che l'Egitto, la Libia e l'Etiopia cadranno davanti a lui
(versetti 42-43). Egli "entrerà pure nel paese splendido", cioè nella Terra Santa, quindi anche in
Gerusalemme (versetti 40-41), e "pianterà le tende del suo palazzo", il suo controllo militare,
"fra i mari e il bel monte santo", cioè tra il Mediterraneo e il Mar Morto e la città di Gerusalemme
(versetti 43-45).
Quando tutto questo accadrà ci sarà la cosiddetta "abominazione della desolazione" profetizzata
da Gesù Cristo. In Matteo 24:15-16, infatti, Gesù ammoniva: "Quando dunque avrete
veduta l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in
luogo santo, allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano sui monti". L’ammonimento di
Cristo di scappare sulle montagne si collega allo stesso evento accennato in Luca 21:20, dove
preannuncia che Gerusalemme sarà di nuovo circondata dagli eserciti stranieri.
Eventi precursori
Un primo adempimento di questa profezia di Daniele si era già verificato molto tempo prima
della nascita di Gesù, durante cioè il regno del re Antioco IV Epifane, nel 167 a.C. (Daniele
11:31). Dalle parole di Gesù, apparve chiaro ai Suoi discepoli, che "l’abominazione della desolazione",
accaduta secoli prima, era destinata a ripetersi in futuro (vedi pag. 7).
Dopo la predizione di Gesù, un’"abominazione della desolazione posta in luogo santo",
avvenne nel 66-70 dopo Cristo, quando gli eserciti romani, condotti dall’imperatore Tito, invasero
e saccheggiarono Gerusalemme distruggendo perfino il tempio. I rituali del tempio sono
cessati e rimasti inattivi fino ad oggi.
Nemmeno quest’evento ha però adempiuto in modo totale la profezia, la quale si riferisce in
special modo ad un’abominazione della desolazione del "tempo della fine" - poco tempo prima
cioè del ritorno glorioso di Cristo e della fine del mondo - eventi che ancora attendono d’esser
adempiuti.
Ricordiamo, infatti, la profezia che Gesù enunciò in risposta alla domanda, "Dicci, quale
sarà il segno del tuo ritorno e della fine dell’età presente?" (Matteo 24:3). La risposta di Gesù
fu chiara: Eserciti stranieri sarebbero tornati a circondare Gerusalemme - non nel 70 d.C. soltanto,
ma in special modo nel "tempo della fine", poco tempo prima cioè del Suo ritorno e della
fine di quest’èra! La risposta di Gesù ai Suoi discepoli si riferiva al "segno" che avrebbe indicato
il culmine di questi eventi.
Prima del 1948, quando non esisteva ancora l’attuale Stato d’Israele, questa profezia non
avrebbe potuto materializzarsi. Adesso però essa sembra potersi concretizzare da un momento
all’altro. La disputa internazionale, che spinge il resto del mondo a togliere il controllo di
Gerusalemme dalle mani dei Giudei, nonché a ridurre quest’ultimi nuovamente vassalli di altre
nazioni, è il "segno" che il ritorno di Gesù Cristo e la fine dell’èra presente sono vicinissimi!
Quando gli eserciti stranieri circonderanno di nuovo Gerusalemme, forse nel tentativo di
garantire la pace nella regione, vedremo l’adempimento totale dell’"abominazione della desolazione
posta nel luogo santo", come predetto da Daniele e da Cristo. Ciò significa che, proprio
nell’area dove sorgeva il tempio, verrà collocata ed esaltata la pratica idolatrica promossa da
un grande leader religioso. Quest’ultimo è biblicamente chiamato "l’uomo del peccato... colui
che s’innalza sopra tutto quello che è chiamato Dio ed oggetto di culto; fino al punto da porsi a
sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch’egli è Dio" (2Tessalonicesi 2:3-4).
Con grande abilità egli sedurrà e farà apostatare [sviare] moltissimi dalla fede originale.
Questa profezia si riferisce ad un personaggio che parlerà ed agirà come "vicario di Dio in
terra". In realtà, Dio lo chiama il "figliuolo della perdizione... l’avversario" (vv. 3-4) . Questo personaggio,
che nel tempo della fine diverrà "oggetto di culto" da parte di molti popoli e nazioni e
lingue, sarà però annientato al ritorno glorioso di Gesù Cristo (v.8).
Ricordiamo quindi che, secondo le profezie bibliche, il "tempo della fine" sarà caratterizzato
dal fatto che le forze militari di nazioni straniere interverranno nella Terra Santa, forse con l'intenzione
annunciata di imporre una pace forzata a causa della disputa apparentemente senza
fine che circonda Gerusalemme ed il Medio Oriente. Quando questo accadrà, avremo il "segno"
che stiamo vivendo nel profetizzato "tempo della fine" e che il ritorno glorioso di Gesù Cristo è
vicino.
Le cause scatenanti
La profezia biblica predice la nascita di una coalizione di nazioni, nel tempo della fine, sul
modello dell’antico Impero Romano, che giocherà un ruolo significativo sulla scena degli eventi
mondiali. Alcuni credono che tale potenza sarà rappresentata dall’ONU o dalla
Globalizzazione, altri dagli Stati Uniti d’America, altri ancora dall’intero blocco della NATO e c’è
chi predice che essa sarà rappresentata dall’Unione di varie nazioni europee. Quest’ultima
sembra diventare la più probabile candidata. In futuro questa potenza profetizzata diventerà
così influente e forte, che tutte le altre nazioni dovranno avere a che fare con essa. C’è la possibilità
che questa potenza, notevolmente più ampia di qualsiasi altra mai vista nella storia, si
sviluppi nel continente europeo?
Fino adesso le nazioni europee hanno sistemi democratici e leader amanti della libertà e
della pace. Le nazioni europee hanno infatti tentato innumerevoli volte di fare da paciere nel
conflitto Israeliano-Palestinese. Alcuni mesi fa l'Unione Europea è stata utile nella negoziazione
dell’espulsione di un esercito israeliano da Beit Jala, un sobborgo palestinese di
Gerusalemme prevalentemente cristiano. L'accordo di ritirarsi è stato mediato dai ministri degli
affari esteri di Germania, Francia e Italia.
Questa è stata un’importante pietra miliare per la diplomazia europea nel Medio Oriente.
Non è un caso che la Germania, la nazione più potente dell'Unione Europea, abbia ospitato un
vertice dei leader tribali afghani nel novembre e dicembre scorsi per elaborare un governo del
dopo-guerra e per stabilire la condivisione del potere per l'Afghanistan.
L'intero mondo occidentale ha un interesse strategico nel Medio Oriente a causa del suo
petrolio, linfa vitale per le economie occidentali. Nella Guerra del Golfo, soltanto una decina
d’anni fa, molte potenze occidentali si sono unite per impedire la dominazione irachena sulle
altre nazioni che producono petrolio, e per garantirne la libera circolazione nel resto del mondo.
Molte nazioni europee in particolare dipendono da questo petrolio, avendo poche risorse
domestiche o non avendone affatto. Le potenze occidentali potrebbero trovarsi costrette ad
usare la forza per accedere a quei rifornimenti per non vedere le loro economie appassire e
morire.
Si sa che i paesi musulmani dell'Iran, dell'Iraq, della Siria e del Sudan hanno già o stanno
attivamente cercando di costruire o comprare dispositivi nucleari e armi biologiche e chimiche
mortali. Il Pakistan li ha già. Alcuni di questi paesi continuano anche a richiedere la conquista
musulmana forzata di Gerusalemme. Ironicamente, a causa degli sforzi di pace dell’America e
dell’Europa nella regione, molti paesi islamici, tra i quali l'Arabia Saudita, il Kuwait, l'Egitto, la
Giordania ed il Pakistan, sono armati pesantemente con i più sofisticati armamenti militari,
garantendo così che il prossimo scoppio di guerra sarà veramente sanguinoso.
Nel corso dell'anno scorso siamo stati testimoni di un incessante aumento del conflitto fra
Ebrei e Palestinesi nel Medio Oriente. In quello stesso periodo è avvenuto l'attacco al World
Trade Center di New York e al Pentagono a Washington D.C.. Le cronache degli attacchi terroristici
si sono diffuse in tutta l’Europa.
Molta gente si è resa conto che il nostro è un mondo diviso e pericoloso, e che il Medio
Oriente, Israele e Gerusalemme in particolare, sono al centro di molta di quella divisione e di
quel pericolo.
Gerusalemme rimarrà, per il prossimo futuro, una "coppa di stordimento" e "una pietra
pesante per tutti i popoli" (Zaccaria 12:2-3). "Pesante" fino al punto che, secondo la profezia
biblica, questa situazione condurrà all'intervento di una nuova e spaventosa potenza straniera
proveniente dal settentrione, la quale assumerà, per breve tempo, il controllo di gran parte del
Medio Oriente. La città di "Gerusalemme sarà calpestata dai Gentili per quarantadue mesi"
(Apocalisse 11:2). Questo indicherà che il glorioso ritorno di Cristo è vicino.
Infatti, è scritto che Gesù Cristo discenderà sul Monte degli Ulivi con la potenza ed immortalità
di Dio ed Egli, assieme ai Suoi santi allora risuscitati, neutralizzerà tutte le forze militari in
gioco e stabilirà il Suo regno su tutte le nazioni e i popoli. Soltanto allora il Medio Oriente e il
resto del mondo conosceranno la giustizia e la pace. BN

domenica 30 ottobre 2011

Israele e la terza guerra mondiale


La Terza Guerra Mondiale comincerà così. Israele si sentirà minacciata dall’Iran che appoggia ufficialmente il governo Siriano e, sottobanco, organizza le proteste dei Palestinesi. L’esercito israeliano interverrà per fermare le rivolte nella striscia di Gaza, i continui sconfinamenti delle truppe Siriane nella strisca, a difesa dei palestinesi, irriteranno il governo di Gerusalemme che chiederà all’ONU di intervenire. Naturalmente dietro tutto questo ci sono loro










FONTE: http://www.linchiesta.net

Scritto da Maurizio Agrò   
Mercoledì 17 Agosto 2011 16:09

La Crisi economica del 2011 sta ridisegnando i confini economici e la stabilità degli stati a vantaggio di chi? Dove vanno a finire i soldi “bruciati”? E’ possibile che nessuno stato si ponga queste domande? No, infatti i governi non solo sanno ciò che accade, ma addirittura sono in accordo su come pilotare il futuro. I parametri fondamentali che chiudono l’equazione sono 2, il primo è la constatazione che esiste un malcontento globale nelle popolazioni, il secondo è un dato di fatto, da una crisi economica molto pesante si esce solo con una guerra. Pensare ad una guerra in stile Seconda Guerra Mondiale è piuttosto banale ed approssimativo, nessun paese europeo attaccherebbe l’altro e la stessa cosa sarebbe per gli Stati Uniti, gli interessi economici e i legami personali sono troppi e troppo stretti. Dove e come si combatterebbe questa nuova guerra?
Prima di dare una risposta affrettata è necessario produrre qualche prova. È possibile prendere a modello 3 categorie:

1) Profezie e numerologia;
2) Dati oggettivi;
3) Profezia che si auto adempie;
Per il punto 1 è tutto abbastanza semplice, le profezie, da Nostradamus a Malachia, predicono una guerra terribile con la distruzione della Chiesa e del mondo, chi ad opera dell’uomo e chi ad opera della natura. Però non è necessario scomodare tali affermazioni, basta usare solo il buon senso e un po’ di logica. Nell’uso comune si è soliti dire “non c’è 2 senza 3”, applicandolo scopriamo al tipo di guerra a cui andiamo in contro: 2 sono state le Guerre Mondiali, 2 sono state le Guerre del Golfo, questo elenco di eventi porta sempre il numero 2. In definitiva per l’assioma precedente ci sarà una Terza Guerra Mondiale che si combatterà nel Golfo. Il punto 2, dati oggettivi, conferma la teoria. Infatti non a caso le rivolte del medio oriente sono chiamate “Primavera Araba”, la fascia orientale del nord Africa è attualmente destabilizzata, già in una situazione di guerra urbana e fortemente motivata. A questo aspetto si aggiunge proprio la crisi economica. L’unico modo per uscirne è seguire l’esempio della Germania Nazista, rompere i trattati e gli accordi internazionali, iniziare un riarmo e dichiarare guerra ad un paese starniero. Questa soluzione però non è più praticabile nei paesi eruopei, dunque diventa difficile entrare in guerra con un motivo valido. La crisi Libica dimostra la difficoltà per l’Europa di gettarsi in trincea. La soluzione americana resta invece la più probabile, nonché la più giustificabile. Un attacco alla libertà è motivo sufficiente per un’adeguata risposta militare. Altro dato oggettivo è il temuto Armageddon ovvero il giorno del giudizio, la guerra tra il bene e il male. Questo evento è a cavallo tra il punto 1 (profezie) e il punto 2 (dati oggettivi). Quali dati abbiamo per pensare che sia imminente una catastrofe simile? Bisogna andare in Israele per trovare le radici di questa miccia. L’odio tra israeliani e palestinesi è un dato di fatto, ma anche lo schierarsi dell’Iran contro Israele non è mai stato un mistero. Attualmente la città in rivolta più vicina allo stato di Gerusalemme è Damasco, in Siria, l’estendersi della rivolta potrebbe dunque contagiare proprio la Palestina e la Striscia di Gaza. Israele è dotata di armi atomiche. Il terzo punto, la profezia che si auto adempie. Se conosco una profezia vuol dire che posso decidere di farla avverare. La Terza Guerra Mondiale comincerà così. Israele si sentirà minacciata dall’Iran che appoggia ufficialmente il governo Siriano e, sottobanco, organizza le proteste dei Palestinesi. L’esercito israeliano interverrà per fermare le rivolte nella striscia di Gaza, i continui sconfinamenti delle truppe Siriane nella strisca, a difesa dei palestinesi, irriteranno il governo di Gerusalemme che chiederà all’ONU di intervenire. Dopo i soliti moniti dell’ONU e le solite sanzioni a Sira e Iran questi due paesi si coalizzeranno e inizieranno a violare tutti gli accordi internazionali. Truppe Siriane e Iraniane invaderanno Israele che lancerà il primo missile atomico contro Damasco seguito da un missile su Teheran. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea resteranno attoniti, tutte le cellule terroristiche dormienti in occidente si attiveranno causando attentati diffusi e gettando il mondo nel vero terrore. Le borse crolleranno e si perderà fiducia nei mercati, gli Stati Occidentali vareranno misure antiterroristiche drastiche, sarà istituito il coprifuoco, limitato l’uso di energia, il commercio di importazione sarà ridotto al necessario. I regimi filo-comunisti punteranno il dito contro l’inefficienza di USA e UE sentendo il bisogno di entrare con forza nella disputa mondiale. L’ONU verrà abbandonata dai moltissimi membri dei paesi emergenti diventando il luogo simbolo del fallimento dell’occidente. Intanto il fallout radioattivo colpirà tutta l’Europa e parte dell’Africa con conseguenze facilmente immaginabili. Ovunque inizieranno dibattiti sul significato delle profezie, la fede cristiana crollerà. La Russia e la Cina vendicheranno l’attacco a Siria ed Iran lanciando un’atomica su Tel Aviv, lo stato di Israele sarà ufficialmente considerato distrutto e Gerusalemme sarà sotto il controllo di una forza Palestinese-Siriano-Iraniana. I cristiani che non sono riusciti a fuggire saranno perseguitati e uccisi insieme a tutti gli ebrei. Gli Stati Uniti porteranno le loro navi nel Mediterraneo, ma saranno indeboliti dai continui attentati sul loro suolo. Le città sulle coste del Nord Africa saranno distrutte da un attacco congiunto di Europa e USA, si formeranno solo due fronti, quello Occidentale e quello Orientale, la guerra sarà chiamata “Santa” dai musulmani, Armageddon da Americani ed Ebrei, di Liberazione dagli Europei. Città come Parigi, Bonn, Berlino, Madrid, Barcellona, Londra, Liverpool saranno gravemente ferite, Roma subirà l’offesa in Vaticano, il Papa sarà ucciso nell’esplosione di un’atomica sporca che raderà al suolo la città nel raggio di 1 km con epicentro l’obelisco della Piazza Vaticana, il centro della Cristianità sarà definitivamente distrutto e il governo Italiano sarà impotente. La capitale italiana diventerà Ancona in quanto ritenuta la città più sicura tra i grandi centri, infatti Milano, Torino e Bologna subiranno ripetuti attacchi terroristici. L’attacco al Papa farà cessare la guerra, gli Stati Uniti saranno i primi a ritirare le truppe ed insieme all’ONU verrà sancita la nascita dello stato di Palestina con capitale Gerusalemme. I due blocchi contrapposti si sgretoleranno perché la necessità di una rapida ricostruzione richiede personale specializzato proveniente da tutto il mondo. Sarà firmata una nuova pace, un trattato in cui si sceglierà di mettere al primo posto la scienza come elemento comune dell’umanità, la voglia di conoscere sarà la via nuova che l’uomo percorrerà. Le differenze religiose saranno messe da parte, la religione non avrà più alcun dominio sulla politica o sulla vita sociale, il suo ruolo sarà quello di accompagnare l’uomo verso la conoscenza. Inizierà l'era dell'Aquario. La Terza Guerra Mondiale inizierà il 13 gennaio 2013 e finirà il 21 maggio 2013. Solo 20 anni più tardi si capirà che la causa finale di quest’ultima grande guerra fu l’effetto sulla psiche umana dell’eruzione solare del 21 dicembre 2012.    




Dopo i soliti moniti dell’ONU e le solite sanzioni a Siria e Iran questi due paesi si coalizzeranno e inizieranno a violare tutti gli accordi internazionali. Truppe Siriane e Iraniane invaderanno Israele che lancerà il primo missile atomico contro Damasco seguito da un missile su Teheran. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea resteranno attoniti, tutte le cellule terroristiche dormienti in occidente si attiveranno causando attentati diffusi e gettando il mondo nel vero terrore.
http://it.euronews.net/ 
Raid israeliano nella striscia di Gaza: sei le persone uccise, una decina i feriti. Obiettivo dichiarato dell'azione: sventare il lancio di un secondo razzo da parte dei miliziani palestinesi già ritenuti responsabili di un'altra esplosione non lontano da Tel Aviv. Colpito un campo di addestramento della Jihad islamica a Khan Younis, nei pressi di Rafah. Tre razzi contro il sud di Israele e un ferito lieve, questa la risposta immediata da Gaza:


 

 

 

- - Siria, Assad avverte Occidente contro azione militare


Il presidente siriano Bashar al Assad avverte le potenze occidentali che un loro intervento militare scatenerebbe un terremoto in tutto il Medio oriente.

Un tentativo di dissuasione che giunge dopo le richieste di aiuto espresse dagli attivisiti siriani che da marzo si stanno sollevando contro il regime di Damasco. Assad ha consegnato il suo messaggio a un’intervista con il britannico Sunday Telegraph, sostenendo che la Siria non è come Egitto e Tunisia.

Un tentativo di mediazione tra il regime e l’opposizione è affidato alla Lega araba, che tenta di ottenere la fine delle violenze che avrebbero già causato 3mila morti e un preciso calendario di riforme. Secondo un quotidiano del Quweit, se questo tentativo dovesse fallire, la Lega araba avrebbe avvertito Damasco che un intervento internazionale sarebbe inevitabile.

La repressione delle proteste si è fatta anche più intensa negli ultimi giorni: gli attivisti siriani denunciano 50 vittime civili in 48 ore e scontri tra l’esercito e gruppi di disertori.
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