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lunedì 22 marzo 2010

Parco nazionale dell'arcipelago toscano: l'isola di Montecristo nasconde un tesoro?

Fu nell’Abbazia di San Mamiliano, che i monaci benedettini abbandonarono nel 1553 incalzati dalle scorrerie del pirata “Dragut”, dove sarebbe stato nascosto il celebre tesoro, frutto di diverse donazioni , che ispirò il romanzo di Alexandre Dumas “Il Conte di Montecristo”, scritto nel 1840.





Come si visita

Non è semplicissimo visitare l'Isola di Montecristo. Il Consiglio d’Europa ha imposto il limite annuale di 1000 visitatori: vengono pertanto autorizzate dall’ente gestore visite giornaliere che si svolgono per gruppi guidati attraverso i due percorsi didattici dal personale forestale. Per informazioni su come visitare l'isola vedi le informazioni in fondo pagina.

L'isola e la sua storia

E' l'isola del tesoro, quella raccontata da Alexandre Dumas ne "Il Conte di Montecristo", e l'isola del drago, quello ucciso nella leggenda da San Mamiliano. E' l'isola più affascinante dell'arcipelago toscano, la più misteriosa e irraggiungibile. Ma non impossibile.


Secondo la tradizione l’origine del nome Montecristo sarebbe riconducibile a San Mamiliano che, nel V secolo, in seguito alle persecuzioni di Genserico, Re dei Vandali, fu fatto prigioniero e venduto come schiavo. Riuscito a fuggire in modo avventuroso, dopo essere fuggito in Sardegna si rifugiò sull’isola, dove sconfisse il drago che la abitava. Visse poi in solitudine e meditazione in una grotta (la “Grotta del Santo”), ribattezzando l’isola in “Mons Christi” (Monte di Cristo).

I successori di San Mamiliano nel VII secolo ricevettero la regola Benedettina, ed in quell’epoca venne eretto il Monastero dedicato al Santo, di cui rimangono le rovine. Il monastero conobbe una fase di ascesa che lo portò nel XIII secolo ad estendere la propria autorità religiosa su buona parte della Toscana, della Sardegna e della Corsica. Successivamente le vicende storiche portarono ad una progressiva decadenza del monastero e dell’isola, che divenne meta di scorribande da parte dei pirati.

Fu proprio nell’Abbazia di San Mamiliano, che i monaci benedettini abbandonarono nel 1553 incalzati dalle scorrerie del pirata “Dragut”, che sarebbe stato nascosto il celebre tesoro, frutto di diverse donazioni , che ispirò il romanzo di Alexandre Dumas “Il Conte di Montecristo”, scritto nel 1840.

Nel 1860 l’Isola di Montecristo passò di proprietà del Demanio del Regno d’Italia e nel 1889 venne affidata al Marchese Carlo Ginori, che restaurò la villa e fece dell’isola una riserva di caccia, curando efficacemente la sopravvivenza della fauna selvatica locale.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Montecristo ospitò una installazione militare italo–tedesca e rimase poi abbandonata fino al 1949.
Dopo un periodo in cui l’isola fu data in concessione a privati, nel 1971 venne istituita la Riserva Naturale dell’Isola di Montecristo e la gestione affidata al Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, attraverso la Azienda di Stato per le Foreste Demaniali, e messa a disposizione per la ricerca scientifica del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
In questi anni di gestione della riserva naturale sono stati effettuati numerosi interventi volti al recupero dei fabbricati di interesse storico ed artistico e si è proceduto all’allestimento di un piccolo museo naturalistico, capace di dare ai visitatori una visione d’insieme immediata degli elementi caratteristici della flora e della fauna presenti sull’isola.
Nel 1988 il Consiglio d’Europa ha attribuito alla Riserva il "Diploma Europeo", distinzione internazionale che viene concessa a seguito di severe istruttorie e con la preventiva sottoscrizione dell’impegno di mantenimento e ulteriore perfezionamento della gestione conservativa.

Attualmente l’Isola di Montecristo rientra nei confini del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed è abitata dai due custodi che vivono con la sola compagnia di due guardie forestali, che si alternano due volte al mese: una scelta di vita forte in contropartita ad un’isola esclusiva tutta per loro in cambio della manutenzione della Villa, del Museo Naturalistico, della flora e dei turni di guardia nella Riserva Naturale.
La pesca o il semplice transito entro mille metri dalla costa sono proibiti, i 10,39 km² dell’Isola Montecristo rimangono interdetti, lasciandola ancora oggi in uno splendido e affascinante isolamento. L’unica specie animale endemica è la vipera di Montecristo (Vipera aspis montecristi) e l’unico ecosistema di Montecristo degno di protezione è proprio il mare e i suoi abitanti: si dice infatti che le acque dell’isola ospitino alcuni esemplari di Foca Monaca, in grave rischio di estinzione.

Link e informazioni utili

Corpo Forestale dello Stato
Ufficio Amministrazione Gestione ex A.S.F.D. Follonica (GR)
tel. 0566/40019
Sito del Corpo Forestale - sezione dedicata all'Isola di Montecristo

Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano

Fonte :
http://www.lineatoscana.it/isola-di-montecristo-guida-informazioni.html



I pirati capeggiati da Dragut durante le loro scorrerie tipo il film PIRATI DEI CARAIBI (vedi video sotto) nascosero un tesoro in questa isola?

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