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sabato 13 marzo 2010

Il mistero della morte di W. A. Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart nacque a Salisburgo nel 1756 e morì a Vienna nel 1791, e fu uno dei più geniali musicisti della storia. A parte il mistero di come lui potesse creare la sua musica così spontaneamente, ce n’è un altro parimente suggestivo. Una notte d'estate del 1791 Mozart sentì bussare alla porta di casa, andò ad aprire e si trovò davanti un uomo mascherato il quale disse di non poter rivelare la sua identità. Egli commissionò all’autore un Requiem, cioè una sonata “funebre” in onore del suo padrone che stava morendo. Mozart si mise subito al lavoro, passando interi giorni e notti sulle sue carte, anche perché nel frattempo stava anche concludendo altre sue opere tra cui il “Flauto Magico”. Tant’è che inevitabilmente s’indebolì ed ammalò.



Dal film AMADEUS. Salieri aiuta Mozart oramai allo stremo delle forze nella composizione del Requiem :


...ed ecco l'intero brano del composto nel film : CONFUTATIS





Quando intorno alla metà di settembre Mozart ritorna da Praga, il suo stato di salute peggiora. Porta intanto a termine tre composizioni, tra cui il Concerto per clarinetto, ma quando infine può dedicarsi interamente al Requiem la sua malattia si aggrava. Inchiodato a letto a partire dal 20 novembre, continua a comporre con le sue ultime energie. Ancora nel pomeriggio del 4 dicembre rivede insieme con alcuni cantanti suoi amici le parti già compiute del Requiem.
La notte seguente Mozart muore e il suo Requiem rimane un frammento. L’uomo mascherato non tornò mai più, e l’opera rimase. Il grande Requiem che Mozart aveva composto non era destinato a null’altri se non a lui.Tanti capolavori artistici rimangono avvolti in un'aura di mistero, ma non ce n'è nessuno, almeno nella storia della musica, che abbia offerto tanti spunti alla creazione di leggende come il Requiem di Mozart. I dati esteriori della sua genesi sono scarsi. Lo spettrale "messaggero grigio" si confaceva fin troppo bene alle voci che Mozart non fosse deceduto di morte naturale, ma avvelenato, un'ipotesi che è stata sempre discussa in seguito, fino ai giorni nostri. Inoltre la fatale connessione tra la composizione del Requiem e la scomparsa di Mozart sembrò conferire a questa storia anche una dimensione mistica. Essa divenne anche il tema di innumerevoli elaborazioni letterarie. Ma l'interpretazione di questi fatti sarà molto più prosaica se si vorrà risalire alla vera origine del misterioso incarico del Requiem: a darlo era stato infatti il conte Franz von Walsegg-Stuppach, un grande appassionato di musica, che aveva la singolare abitudine di commissionare delle composizioni a musicisti stimati e di farle poi passare come opere proprie.

Il conte trascriveva di suo pugno le partiture che si era procurato di nascosto e per la loro esecuzione faceva ricopiare dal suo manoscritto le singole parti. Si racconta che gli esecutori avessero poi il compito di indovinare il compositore; anche se erano naturalmente a conoscenza dei retroscena, per senso di cortesia essi indicavano il conte come l'autore delle musiche, e il conte allora "sorrideva compiaciuto". Questa volta Walsegg-Stuppach. per onorare la memoria della moglie morta poco tempo addietro, per mezzo d'un intermediario aveva dato incarico a Mozart di scrivere un Requiem e gli aveva già fatto consegnare la metà del generoso onorario. Ma quando Mozart era morto lasciando il Requiem allo stato di frammento, la vedova, Costanza Weber, temette di dover riconsegnare la somma già pagata. Serbando a sua volta la massima discrezione a riguardo, si affrettò a far completare la partitura in modo da poter consegnare un'opera compiuta. E si rivolse ad alcuni musicisti suoi amici.

Da qui ha preso avvio una discussione che si è protratta per decenni: quali sono le parti composte da Mozart, che cosa è stato completato sulla base delle sue indicazioni, cosa è stato composto per intero da altri, come si debbono valutare le aggiunte? Joseph Eybler (1765-1846) effettuò alcune integrazioni con grande cautela e mano stilisticamente sicura, ma rinunciò ben presto ad un ulteriore completamento del Requiem. Fu l'allievo di Mozart Franz Xaver Süssmayr (1766-1803) a completare l'istrumentazione della Sequenza e dell'Offertorio, e a comporre inoltre le parti restanti, e cioè il Sanctus, Benedictus, Agnus Dei e Communio. Non è possibile accertare se e in quale misura Süssmayr abbia tenuto presente eventuali indicazioni orali oppure schizzi di Mozart; è comunque ovvio che le soluzioni adottate da Süssmayr non potessero che risultare di molto inferiori alle intenzioni di Mozart. Il mistero vero e proprio di questa composizione risiede pur sempre nella musica stessa. È probabile però che il velo di mistero che avvolge da sempre l'opera estrema di Mozart non potrà forse mai essere con assoluta certezza risolto.



REQUIEM : W. A . Mozart - Direttore Karl Bohm























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