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venerdì 16 ottobre 2009

I libri maledetti


Potrebbe sembrare veramente fantastica l'affermazione che esiste una specie di Santa Alleanza contro il sapere, una congiura organizzata per far scomparire completamente dalla circolazione certi segreti. Eppure, questa ipotesi non è per nulla più fantastica di quella della grande cospirazione nazista. Soltanto ai giorni nostri possiamo incominciare a intuire fino a qual punto fosse perfetta l'organizzazione dell'Ordine Nero, fino a qual punto i suoi affiliati fossero numerosi in tutte le nazioni del mondo, e fino a qual punto tale cospirazione sia andata vicina al conseguimento di un successo totale.
Ecco quindi la ragione per cui non bisogna respingere a priori l'ipotesi di una cospirazione più antica.
Il tema dei libri maledetti, che sarebbero stati distrutti sistematicamente durante l'intero corso della storia umana, ha ispirato evidentemente parecchi romanzieri, come H. P. Lovecraft, Sax Rohmer, Edgar Wallace. Tuttavia, questo tema non è solamente un tema letterario. Questa distruzione sistematica si è verificata e continua a verificarsi, al punto che possiamo domandarci se non esista per caso una cospirazione permanente che ha come scopo d'impedire al sapere umano di svilupparsi e di progredire troppo rapidamente.
Coleridge era pienamente convinto dell'esistenza di una cospirazione di tale genere, e chiamava i suoi membri "le persone venute da Porlock" (persons from Porlock).
Questo nome gli ricordava la visita di un personaggio venuto dal paesetto di Porlock, che gli aveva impedito di realizzare un lavoro importantissimo che egli stava preparando in quel tempo.
Tracce innegabili di questa cospirazione si riscontrano tanto nella storia della Cina o dell'India quanto nella storia dell'Occidente. Per questa ragione, ci è sembrato necessario raccogliere tutte le informazioni possibili su certi libri maledetti e sui loro nemici.
Tanto per incominciare, citiamo subito alcuni esempi di libri maledetti fin dall'inizio. Nel 1885, lo scrittore Saint-Yves d'Alveydre ricevette l'ordine di distruggere, pena la morte, la sua ultima opera: "Mission de l'Inde en Europe, Mission de l'Europe en Asie. La question du Mahatma et sa solution" (1).
Saint-Yves d'Alveydre obbedì all'ordine ricevuto. Tuttavia, un esemplare sfuggì alla distruzione. E, partendo da quell'unica copia superstite, l'editore Dorbonaîné ristampò il libro nel 1909, in una tiratura molto limitata.
Orbene, nel 1940, non appena arrivarono in Francia e a Parigi, i tedeschi si affrettarono a distruggere tutti gli esemplari di questa edizione che riuscirono a trovare. È dubbio che se ne sia salvato qualcuno.
Nel 1897, gli eredi dello scrittore Stanislas de Guaita ricevettero l'ordine di distruggere, pena la morte, quattro manoscritti inediti che l'autore aveva scritto sulla magia nera: inoltre, dovevano provvedere a distruggere anche i suoi archivi. L'ordine venne eseguito, e di quei manoscritti non rimane più nulla.
Nel 1933, i nazisti, in Germania, bruciarono tutti gli esemplari dell'opera sui Rosacroce, "Die Rosenkreutzer. Zur Geschichte einer Reformation". Nel 1970 riapparve un'edizione di questo libro; ma non vi è nulla che possa dimostrare che essa sia veramente conforme all'originale.
Potrei continuare a lungo a elencare esempi di tale genere: ma leggendo questo libro se ne troveranno in numero più che sufficiente.
Chi sono, allora, gli avversari di questi libri maledetti?
Supponiamo l'esistenza di un gruppo che io chiamerò "Uomini in Nero". L'idea di questa denominazione mi è venuta nel vedere, a tutte le conferenze pro-"Planète" o anti-"Planète" (2) un gruppo di misteriosi uomini in nero dall'aspetto sinistro: sempre gli stessi. Io ritengo che quegli uomini in nero siano antichi quanto la civiltà; io credo che sia possibile citare, tra loro, lo scrittore francese Joseph de Maistre e lo zar Nicola II di Russia.
Secondo la mia opinione, il loro compito consiste nell'impedire una diffusione troppo rapida e troppo ampia del sapere, una diffusione che avrebbe condotto alla distruzione tutte le civiltà che hanno preceduto la nostra.
Insieme con le tracce di queste civiltà scomparse, ci è rimasta, sempre secondo la mia convinzione, una tradizione il cui principio informatore consiste nel pretendere che il sapere può essere terribilmente pericoloso. Le tecniche di conservazione della magia e dell'alchimia si ricollegano, sembra, a questo punto di vista.
Si può constatare, inoltre, che la scienza moderna riconosce, al giorno d'oggi, di essere diventata talvolta troppo pericolosa. Michel Magat, professore al Collège de France, ha dichiarato in un'opera collettiva sugli armamenti moderni: "Forse bisogna ammettere che tutta la scienza è maledetta".
Il grande matematico francese Alexander Grothendieck scrive sul primo numero del bollettino "Survivre", parlando dei possibili effetti della scienza:

"A fortiori", se voi evocate la probabilità della scomparsa dell'umanità nei prossimi decenni (tre miliardi di uomini, tre miliardi d'anni d'evoluzione biologica), si tratta di una idea troppo enorme per essere concepibile: si tratta di un'astrazione assolutamente nulla dal punto di vista del contenuto emotivo, e quindi è impossibile prenderla sul serio. Si lotta per un aumento del salario, per la libertà di parola, contro le selezioni all'università, contro la borghesia, contro l'alcolismo, contro la pena di morte, contro il cancro, contro il razzismo… magari contro la guerra nel Vietnam o contro la guerra in generale. Ma l'annientamento della vita sulla Terra? Questo supera la capacità di intendere di ciascuno di noi, è un "irrealizzabile". Si ha quasi vergogna a parlarne; si ha quasi la sensazione di venire sospettati di cercare facili effetti facendo ricorso a un tema che, tuttavia, è il meno effettistico che si possa trovare.

E ancora:

Al giorno d'oggi noi ci troviamo di fronte al pericolo dell'estinzione di tutte le forme di vita sulla Terra; eppure questo stesso meccanismo irrazionale si oppone alla comprensione piena di questo pericolo e alle reazioni difensive necessarie nella maggior parte di noi, comprese le élite intellettuali e scientifiche di tutti i paesi. Ci si può soltanto augurare che possa venire superato, almeno in certe persone, per mezzo di uno sforzo costante e della presa di coscienza di questi meccanismi inibitori.

Dopo che questo testo è stato scritto, e in epoca ancora più recente, ho spesso sentito esprimere, nel corso di congressi scientifici, tale idea: che le scoperte troppo pericolose dovrebbero venire censurate o addirittura soppresse. All'inizio di quest'anno, durante la riunione dell'Associazione Inglese per il Progresso delle Scienze, è stato citato, come esempio di scoperta da censurare, la possibilità che le diverse varietà della specie umana non siano dotate di eguale intelligenza. Scienziati di primissimo piano hanno affermato che una scoperta di questo genere incoraggerebbe il razzismo in tale misura che bisognerà impedirne con ogni mezzo la pubblicazione. Così, vedremo ben presto parecchi scienziati illustri della nostra epoca schierarsi insieme agli "Uomini in Nero".
Sembra che effettivamente queste scoperte troppo pericolose per essere rivelate esistano anche nel campo delle scienze cosiddette esatte, oltre che nelle scienze dette "false", quelle che vengono più spesso chiamate "parascienze".
Ma è già da molto tempo che viene praticata la distruzione sistematica di libri o di documenti contenenti scoperte pericolose, prima della loro pubblicazione o nel momento in cui venivano pubblicati. È appunto quello che noi cercheremo di dimostrare.

Note:
1. Su questo autore e sulle sue opere si veda: Serge Hutin, "Governi occulti e società segrete. Dietro le quinte della storia", Edizioni Mediterranee, Roma 1996 [N.d.R.].
2. "Planète" era una rivista bimestrale pubblicata tra il 1961 e il 1971 che riproponeva le tematiche affontate da Jacques Bergier e Louis Pauwels in "Il mattino dei maghi". Essa era considerata la portavoce del movimento chiamato "realismo fantastico". [N.d.R.].

BREVE RIASSUNTO:

1) Il Necronomicon esiste. E' un libro di invocazioni Assiro-Babilonese. Lovecraft ha preso in prestito il nome per i suoi scopi, esattamente come il dio Dagon. Non esistono gli Antichi (a quanto ne sappiamo). Non è esistito Abdul Alhazred.

2) Il Libro dei Morti egizio è un libro che parla solo del viaggio e delle peripezie che deve attraversare l'anima per andare a Duat, dopo il giudizio del cuore del defunto sulla bilancia con la piuma di struzzo di Maat. Se era stato probo in vita il peso del cuore non avrebbe superato quello della piuma e l'anima avrebbe potuto viaggiare verso la vita eterna nell'Aaru con Osiride... in caso contrario c'era Ammut, il dio coccodrillo... che se la sarebbe divorata.

3) Il Malleus Maleficarum è un libro redatto da due noti frati domenicani inquisitori nel 1486: Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer su ordine di Papa Innocenzio VIII attraverso la bolla Summis Desiderantes di due anni prima. Il testo (che letteralmente significa Martello delle Streghe) serviva come manuale per gli inquisitori per riconoscere una strega e un eretico, e ovviamente i metodi di tortura che DOVEVANO essere perpetrati per estorcere una confessione, oltre che le spiegazioni su come uccidere i poveretti dopo. Un testo da avere SOLO se siete pronti alla bassezza umana più completa e infima.

4) Il Compendium Daemonii è un testo di filosofia satanista.

5) "Le Nove Porte del Regno delle Ombre" è una vera e propria invenzione di Arturo Pérez-Reverte da cui Polansky ha estratto "La Nona Porta" con Johnny Depp e la figlia del regista.

6) Il libro di Eibon è invece un libro di incantesimi di un mago noto appunto come Eibon. La cosa curiosa è che è stato inventato da un autore Clark Ashton Smith... tutta pseudobiblia anche qui.

7) De Vermiis Misteriis di Ludwig Prinn (Prinn è Robert Bloch l'autore di Psycho)

8) I manoscritti Pnakotici (Lovecraft)

9) The king in yellow (il Re in giallo) di Chambers.


FONTE : http://www.edicolaweb.net



La nona porta (The Ninth Gate) è un film del 1999 diretto da Roman Polanski, tratto dal romanzo Il club Dumas dello spagnolo Arturo Pérez-Reverte.

Trama

Boris Balkan, un editore e bibliofilo newyorkese, commissiona a Dean Corso, esperto di libri antichi, un'indagine su un antico testo esoterico presente nella propria collezione privata, Le nove porte del Regno delle Ombre, scritto e stampato nel 1666 da Aristide Torchia, un non meglio definito esoterista veneziano, processato e giustiziato sul rogo dalla Santa Inquisizione. Balkan è in possesso di uno dei tre soli esemplari superstiti, ma è anche convinto che solo uno dei tre sia autentico. Promettendogli un lauto compenso, manda Corso in Europa presso i collezionisti in possesso delle altre due copie per scoprire ed identificare la copia autentica che gli permetterebbe di evocare Satana in persona, dal momento che le xilografie in esso presenti sarebbero un riadattamento operato da Torchia a partire da quelle contenute nell'Horrido Delomelanichon, un libro leggendario mai trovato e ritenuto opera di Lucifero stesso.

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