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sabato 1 settembre 2012

OOpart : gli oggetti fuori dal tempo

OOPArt

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La cosiddetta "Colonna di Ferro" di Qutb (India) è talvolta citata come un OOPArt

OOPArt è un termine che deriva dall'acronimo inglese Out Of Place ARTifacts (reperti o manufatti fuori posto), coniato dal naturalista e criptozoologista americano Ivan Sanderson per dare un nome a una categoria di oggetti che sembrerebbero avere una difficile collocazione storica, ossia rappresenterebbero un anacronismo[1]. Vengono classificati come OOPArt tutti quei reperti archeologici o paleontologici che, secondo comuni convinzioni riguardo al passato, si suppone non sarebbero potuti esistere nell'epoca a cui si riferiscono le datazioni iniziali.
Da questi ritrovamenti, è nato il filone dell'archeologia misteriosa o pseudoarcheologia. La comunità scientifica non ha mai ritrovato in tali oggetti elementi o prove che le facessero apparire come "fuori dal tempo"[2], relegando le interpretazioni volte a sottolineare presunti anacronismi nell'ambito della pseudoscienza. Molti OOPArt hanno infatti ricevuto un'interpretazione assolutamente in linea con le attuali conoscenze archeologiche e scientifiche[2]. In tutti quei casi in cui non si è data una risposta, ciò si deve al fatto che non si è ancora capito il tipo di utilizzo che aveva l'oggetto[2] o la descrizione dell'oggetto appare fumosa e inesatta oppure non si conosce il possessore dell'oggetto tanto da farne dubitare circa l'effettiva esistenza[3].
Nel tempo gli OOPArt sono stati usati per supportare le più varie teorie pseudoscientifiche come quelle ufologiche e creazioniste[4].


La presunta validità scientifica degli OOPArt

Secondo le interpretazioni di alcuni sostenitori degli OOPArt alcuni di questi oggetti metterebbero in crisi le teorie scientifiche e le conoscenze storiche consolidate. Tuttavia solo in rari casi tali affermazioni hanno avuto il sostegno della scienza, ad esempio gli oggetti possono venire in seguito spiegati come appartenenti effettivamente all'epoca in cui sono stati fabbricati, senza che alcuna conoscenza dei fatti storici possa essere messa in discussione. Così è accaduto per la cosiddetta macchina (o meccanismo) di Anticitera, un sofisticato calcolatore astronomico, generalmente considerato dai media e dall'opinione pubblica un oggetto tecnologicamente troppo avanzato per appartenere all'età ellenistica, ma che in realtà è perfettamente compatibile con le conoscenze tecniche e astronomiche degli antichi greci post alessandrini, pur rimanendo un reperto unico per complessità e manifattura[3][5][6].
Così anche può capitare che gli oggetti, dopo un'analisi iniziale fallace, vengano sottoposti a studi scientifici e ne viene riscontrata la loro appartenenza ad epoche più recenti o a contesti spiegabili: questo quindi li colloca fuori dall'ambito degli OOPArt, o li fa riconoscere come oggetti di moderna falsificazione (come il Martello di London), falsificazioni riscontrabili peraltro anche per reperti convenzionali. Non sono rari i casi in cui l'oggetto, dopo la pubblicazione iniziale, scompare o viene reso inaccessibile per le necessarie verifiche scientifiche, mantenendo quindi la fama di oggetto misterioso, ma senza possibilità di risolvere il "mistero".
Altre volte invece gli OOPArt vengono identificati con un oggetto del tutto normale. Ad esempio, all'interno del Geode di Coso è stato ritrovato un oggetto metallico, in seguito riconosciuto da tecnici esperti come una candela di accensione di un motore a scoppio degli anni venti[3].

Casi celebri di OOPArt

OOPArt che secondo i sostenitori sono ancora da verificare

Muro edificato con blocchi di diorite nel sito di Hatun Rumiyoc, Cuzco
  • Cuzco (antica capitale del Perù) e alcuni siti in Perù: In un posto chiamato Hatun Rumiyoc esitono enormi complessi edificati con blocchi di diorite, di cui molti pesanti diverse tonnellate, modellati con tale precisione che per molti sembra incompatibile con le tecnologie dell'epoca. Sebbene l'archeologia ufficiale attribuisca queste costruzioni agli Incas, la differenza tra le costruzioni "a misura umana" messe in opera con l'aiuto di malte, e le gigantesche composizioni a puzzle nei paraggi fanno sorgere dei dubbi anche negli studiosi. Essendo però indatabili (è impossibile eseguire test precisi data la messa in opera delle pietre e la loro grandezza) non costituiscono per la comunità scientifica una prova certa dell'esistenza di altre civiltà. Nei diversi siti si notano inoltre alcune strutture realizzate con misure diverse dagli standard costruttivi. Le porte sono infatti di forma trapezoidale e con un'altezza che solitamente è intorno ai tre metri. La spiegazione ufficiale è che molte culture sovente costruivano porticati o strutture più grandi del normale per infondere l' impressione di solennità e grandezza. Alcuni sostenitori della cosiddetta pseudoscienza sostengono invece che siano una prova dell'esistenza di esseri diversi da noi, vissuti o passati dalla terra migliaia di anni fa[7][8].
Uno dei blocchi di granito tagliato con estrema precisione nel sito di Puma Punku, nel sito di Tiwanaku, in Bolivia
  • Puma Punku: "Puma Penku" significa "Porta del Puma". Molti i misteri che riguardano questo sito in Bolivia. Ma su di un dato tutti gli archeologi sembrano concordare: la datazione. Le rovine, che si devono all'altrettanto misteriosa civiltà Tiahuanaco - sviluppatasi tra la Bolivia, il Cile e il Perù - risalgono al 1200 a.C. ossa a circa 3000 anni fa[9]. Si tratta di strutture megalitiche in granito e diorite (roccia estremamente dura e quindi molto difficile da lavorare, con gli oggetti rozzi che la storia classica attribuisce a quel periodo, anche se va precisato che altri popoli come gli antichi egizi riuscissero a lavorarlo)[10][9]. Inoltre il trasporto i megaliti richiedono sforzi sovraumani se non si è in possesso di apparecchiature tecnologiche (strumentazione che gli uomini del tempo, per quanto se ne sa, non potevano possedere)[11]. Inoltre le cave di granito e diorite si trovavano a molti chilometri dalla città, e almeno 20 Km (fino a 90 Km di distanza)[9] da percorrere attraverso l'arido deserto boliviano. Come già detto più sopra, i materiali usati sono di difficile lavorazione per le tecnologie dell'epoca, ciò nonostante i lavori mostrano un'altissima precisione. Le pietre, infatti, sono lavorate in modo tale da formare incastri perfetti e assemblate da un sistema complesso di pesi e incisioni nella roccia[9]. Anche qua si trovano strutture costruite con standard più grande del normale, come i gradini che portano al tempio alti 80 centimetri.
Rovine di Nan Madol
  • Nan Madol e alcuni siti in micronesia: Nan Madol è uno straordinario sito archeologico che, insieme a diversi altri sparsi nell'area dell'Oceano Pacifico, costituisce uno dei grandi misteri della storia e un notevole elemento di disturbo per le solide certezze della scienza ufficiale[12][13]. Qui si trova ciò che si considera il reperto più importante tra quelli rinvenuti in tutta l'area dei Mari del Sud. Si tratta delle rovine di un grande tempio, una struttura che misura 90 metri di lunghezza e 18 di larghezza[13], con mura che nel 1874 erano alte nove metri e che a livello del suolo presentavano uno spessore di un metro e mezzo. Sulle pareti sono tuttora visibili i resti di alcune incisioni che rappresentano molti simboli sacri di Mu[12]. L'edificio presentava canali e fossati, sotterranei, passaggi e piattaforme, il tutto costruito in pietra basaltica. Non si riesce a risalire precisamente a quale popolo e con quali tecnologie fu costruito[14][15][13].
I moai ovvero i "guardiani" dell'Isola di Pasqua
  • L’Isola di Pasqua. Ovvero il luogo abitato più lontano da qualsiasi luogo abitato della terra. Oltre ai famosi “uomini di pietra” o moai, di cui non si conosce esattamente né il motivo né la tecnologia utilizzata per erigerli, vi sono alcuni ritrovamenti e siti, come le sue enormi mura, che continuano ad alimentare l’immaginario di diverse persone[16].
  • Il mortaio con pestello rinvenuto nella Table Mountain (California, nella contea di Tuolumne, in uno strato di roccia risalente al Terziario e datato tra i 33 i 55 milioni di anni[17][18][19]. Sull'oggetto tuttavia non ci sono segni di lavorazione umana ed è quindi plausibile che si tratti di semplici pietre elaborate dalla natura e che accostate tra loro fanno pensare a un mortaio con relativo pestello[20].
  • Gli oggetti microscopici rinvenuti presso le rive del fiume Narada in Russia sulla catena degli Urali, costituiti, stando alle descrizioni, da elementi che si avvolgono a spirale, alcuni della grandezza di pochi millimetri, in rame, tungsteno e molibdeno, interpretati come antichi esempi di nanotecnologia[21][22][23][24]. Tale interpretazione è stata messa in dubbio: come spesso accade per questi “oggetti impossibili,” è difficile dare una ricostruzione pacifica per la mancanza di informazioni dettagliate e attendibili. Nel caso di questi presunti oggetti microscopici non si riesce, ad esempio, a sapere dove si trovino attualmente gli oggetti in questione[25].
  • I tubi di Baigong in Cina, tubi metallici rinvenuti in una grotta nella provincia di Qinghai, e nelle vicinanze, interpretati variamente come manufatti artificiali, antiche condutture, o come formazioni naturali. Ulteriori studi sono oggi impediti dal fatto che le autorità cinesi usano il sito come attrazione turistica[26].
  • Una protesi metallica, in ferro puro, lunga 23 cm presente nella gamba della mummia del sacerdote Usermontu risalente alla XXVI dinastia egizia (656 a.C. -525 a.C.)[27]. Si ritiene che la "protesi" sia stata messa nella fase di mummificazione del corpo in vista della resurrezione[28], si tratta quindi di una riparazione postuma[29].
  • Un giornale del 1891 riporta la notizia del ritrovamento di una catena d'oro a Morrisonville, nell'Illinois, rinvenuta, stando al racconto, in un pezzo di carbone e sempre secondo l'articolo, risalente a 300 milioni di anni fa, ritrovata da parte della moglie del direttore del giornale, S.W. Culp[30]. Come per altri OOPArt non si hanno notizia della reale esistenza del monile e del suo possessore.
  • La tazza in ferro di Wilburton rinvenuta nel 1912 in una miniera di Wilburton, nell'Oklahoma, da parte di Frank J.Kenwood in un blocco di carbone[31][32]. La classificazione come OOPArt si basa su racconti aneddotici e l'oggetto sin dagli anni '60 è stato usato come strumento di propaganda creazionista senza tuttavia che via sia alcuna prova circa la reale antichità[31].
  • Il Fuente Magna un vaso ritrovato in Bolivia nel 1950 con presunte incisioni in cuneiforme sumero e proto-sumero.
  • La vite di Treasure City, si dice scoperta nel 1869 negli USA a Treasure City (un paese di cercatori d'oro oramai abbandonato nello stato del Nevada) è uno di quei ritrovamenti classificati come OOPArt, ovvero "manufatti trovati fuori posto", dai sostenitori dell'archeologia misteriosa[33]. In uno strato di roccia sarebbe stata trovata l'impronta apparente di una vite di 5,08 cm di lunghezza. La vite che si presuppone fosse stata di materiale ferroso si è ormai completamente perduta, ma impressa nella roccia vi si è trovata la forma fotografata dell'oggetto. Come per altri OOPArt non si hanno notizia della reale esistenza della roccia e del suo possessore.
  • I reperti di Hueyatlaco, sui quali esiste una controversia circa la datazione.

OOPArt sottoposti ad esami scientifici approfonditi

I componenti interni della Batteria di Baghdad.
  • La batteria di Baghdad, datata tra il 250 a.C. e il 250 d.C., ne sono attualmente conservate circa una dozzina nel Museo Iracheno di Baghdad. E formata da una giara in ceramica contenente una guarnizione di metallo che avvolgeva un cilindro in ferro che a sua volta aveva un tappo in asfalto. Se riempita con del liquido a tendenza acida essà produrrebbe potenzialmente energia similmente al sistema della pila carbone-zinco. Tale processo si pensa venisse utilizzato solo per la placcatura dei pezzi di metallo, data la complessita dello sviluppo di un circuito elettrico. Molti altri invece considerano sia una casualità che i materiali utilizzati producano energia se sollecitati e che in realta si tratti di un sistema per la conservazione di rotoli sacri di papiro.
  • il vaso di Dorchester, Massachusetts (USA), ritenuto datato a 320 milioni di anni fa, in realtà non ha nulla di antico[34] e plausibilmente si trattò di uno scherzo ad opera degli operai del cantiere dove è stato rinvenuto.
  • le pietre di Ica, Perù, raffiguranti scene risalenti a 65 milioni di anni fa. Sono state ritrovate circa 15.000 pietre e si sono rivelate essere un falso moderno, prodotte dalla popolazione locale per venderle[35][36].
  • Il Teschio dello Zambia, o "Teschio di Broken Hill", un cranio umano che si dice risalente a 150-300.000 anni fa (le prime datazioni lo ponevano a 38.000 o a 70.000 anni) che presenta sulla tempia sinistra un foro perfetto, privo di linee radiali, come quello lasciato da una ferita d’arma da fuoco. Il foro può essere spiegato più prosaicamente come una ferita dovuta al canino di un grosso predatore, o a una foratura artificiale del cranio, pratica rituale usata per scacciare gli spiriti maligni[37].

Oggetti scambiati per OOPArt oppure falsificati

  • All'interno del geode di Coso, inizialmente datato come antico di 500 000 anni, è stato trovato un oggetto metallico. Nonostante il nome, non si tratta di un vero geode ma di un grumo di creta in cui si è trovato anche un pezzo di chiodo. La presenza dell'oggetto è stata strumentalizzata da gruppi creazionisti americani (come "Creation Outreach" e "Institute for Creation Research"), che hanno aggiunto ai pochi dati divulgati dagli scopritori numerose informazioni fasulle, aumentando il mistero intorno all'oggetto. Nel 1999 l'oggetto è stato identificato in base alle prove portate da un gruppo di collezionisti: è senz'ombra di dubbio una candela per autocarro di marca Champion, di uso comune negli anni '20[3].
  • I teschi di cristallo, attribuiti a civiltà precolombiane, sono in realtà falsi fabbricati a partire dalla seconda metà del XIX secolo.
  • Le sfere metalliche di Klerksdorp, Sudafrica, che alcuni pensano essere opera dell'uomo. I geologi concordano sul fatto che tali sfere non sono dei manufatti ma sono il risultato di processi naturali[38][17][18][19]. Sull'oggetto tuttavia non ci sono segni di lavorazione umana ed è quindi plausibile che si tratti di semplici pietre elaborate dalla natura e che accostate tra loro fanno pensare a un mortaio con relativo pestello[20].
  • Il Martello di London, Texas (USA), secondo certuni databile 115 milioni di anni come le rocce della zona in cui è stato rinvenuto, è un falso[39]. Non sono presenti gli aloni di diffusione delle particelle metalliche che avrebbero dovuto prodursi nella roccia in milioni di anni, né si è verificata la pietrificazione del manico di legno del martello. Inoltre, dal momento che si tratta di una roccia metamorfica, sottoposta ad enormi pressioni e temperature, sia il manico che la testa del martello dovrebbero essere fortemente deformati.
  • Il presunto dito umano fossile, risalente a 100 milioni di anni fa e ritrovato nella Walnut cretaceus formation del Comanche Peak situato in una riserva del Nuovo Messico, è di dubbia origine anche per gruppi creazionisti ed è ritenuto, a seconda delle opinioni, un carapace fossile o semplicemente una pietra con una forma interessante[40].
  • Il Papiro Tulli, un falso documento egizio che descrive degli UFO.
  • Il Manoscritto Voynich, un presunto erbario magico medievale scritto in lingua misteriosa, oggi identificato come falso rinascimentale.
  • La cosiddetta mappa del Creatore (nota anche come pietra di Daška), ritrovata nella Baschiria, Russia. Erroneamente datata ad almeno 20 milioni di anni fa e raffigurante il territorio di 120 milioni di anni fa. In un'intervista rilasciata alla trasmissione Stargate - Linea di confine, Čuvyrov, autore della scoperta, aveva affermato che la mappa rappresenta enormi canalizzazioni di cui si è cominciato a ricercare l'esistenza attraverso opportune prospezioni geologiche. Successive indagini hanno mostrato l'assoluta inconsistenza di tali ipotesi.
  • Le statuette di Acambaro, cittadina nei pressi di Guanajuato nel Nuovo Messico, furono scoperte nel 1945 e raffigurerebbero dei dinosauri tra cui un brontosauro un anchilosauro e un iguanodonte e datate da analisi scientifiche a circa 2.500 anni fa. Sono considerate dagli antievoluzionisti una prova della contemporanea esistenza di esseri umani e dinosauri[41], mentre gli archeologi le considerano bufale[42].
  • I dischi di Bayan Kara Ula (internazionalmente noti come dischi dei dropa), che si afferma ritrovati presso la località di Nimu, nella regione cinese del Sichuan, dischi di pietra bucati al centro e interpretati come manufatti extra-terrestri[43][44][45]. In realtà furono inventati da David Gamon (che usò lo pseudonimo di David Agamon) come parte di un più ampio falso contenuto nel proprio libro del 1978 intitolato Sungods in Exile[46].

Oggetti pienamente spiegati come appartenenti al loro tempo

Un frammento della Macchina di Anticitera
  • La macchina di Anticitera, un meccanismo per il calcolo astronomico recuperato in un relitto al largo della Grecia e risalente all'87 a.C. Questo confermerebbe che la Grecia antica aveva una conoscenza tecnologica maggiore di quanto finora creduto, ma non in contrasto con le conoscenze generali su tale civiltà (vedasi la Macchina di Erone)[3].
  • L'elicottero e il carro armato incisi su di un bassorilievo nel tempio di Abydos, rivelatisi un'immagine "creata" casualmente dalla sovrapposizione di due strati di simboli[47].
  • La mappa di Piri Reis (1513), che secondo alcuni rappresenterebbe l'Antartide quando ancora non era conosciuta; è ormai accettato e accertato che raffiguri l'America[48].
  • La Colonna di Ferro in India, risalente almeno al 423, una colonna in ferro alta 7 metri dal peso di 6 tonnellate che non è arrugginita nonostante 1600 anni di esposizione al clima monsonico, a causa di una "pellicola protettiva" formatasi come conseguenza dell'uso di materiali con impurità nel processo di fusione.
  • Il modello di Aliante di Saqqara ritrovato in Egitto nella tomba di Pa-di-lmen, risalente al 200. È un oggetto molto leggero, presenta ali dritte, che sembrano disegnate aerodinamicamente. Ricostruzioni in scala reale hanno dimostrato che non sarebbe mai stato in grado di volare e nemmeno di planare[49]. Si tratterebbe probabilmente di un giocattolo o di una decorazione riproducenti un uccello stilizzato, una figura classica dell'iconografia egizia.
  • La città sommersa di Bimini. Negli anni 1960 dei sommozzatori scoprirono al largo dell'isola di Bimini una zona apparentemente pavimentata, con colonne parzialmente abbattute, e si convinsero di aver scoperto Atlantide o un'altra città perduta. In realtà la pavimentazione non era altro che una formazione rocciosa di origine vulcanica simile a quella della Giant's Causeway irlandese, e i "pilastri" erano comuni bidoni riempiti di cemento indurito, usati come pesi nel vicino porto e in seguito scaricati in mare.
  • I finti artefatti vichinghi in Nord America: sull'onda di uno studio sulla storia scandinava pubblicato nel 1837 dallo storico Carl Rafn, in cui si affermava che i Vichinghi avessero colonizzato il Nord America, iniziò una vera e propria "caccia al reperto" in tutto il continente. Vennero rinvenute numerose presunte iscrizioni e reliquie antiche. Molte di queste risultarono dei falsi, mentre le restanti non erano altro che oggetti nativi americani scambiati per vichinghi. Addirittura, tumuli nativi americani furono scambiati per tombe monumentali, nativi americani sepolti con i loro averi divennero "vichinghi in armatura"; a costruzioni note di epoca coloniale vennero attribuite improbabili origini nordiche. Nessuno degli oggetti descritti nella lunga lista fatta realizzare dallo studioso risultò vero.
  • Le impronte del fiume Paluxy, Texas: da alcuni interpretate come impronte umane contemporanee a quelle dei dinosauri, sono oggi accettate come impronte di dinosauri di vario tipo[50].
  • L'òmero di Kanapoi in Kenya, ritrovato nel 1965 dagli antropologi Bryan Patterson e William W.Howells, datato a 5 milioni di anni fa. Gli scopritori sostennero che apparteneva a un uomo di tipo moderno, mentre analisi più approfondite hanno escluso questa ipotesi e attribuiscono l'omero a un ominide precedente[51].
  • Quattro scheletri fossili di Castenedolo, Brescia, anatomicamente umani, in una formazione del Pliocene Medio risalente a quattro milioni di anni fa, sono stati rinvenuti attorno al 1920 dal geologo Giuseppe Regazzoni. Gli scheletri sono poi stati datati col  
  • radiocarbonio a un'epoca più recente[52].
Un bassorilievo raffigurante una "lampada" di Dendera.
  • Le lampade di Dendera, oggetti oblunghi nascenti da un fiore di loto e contenenti un serpente, raffigurati in un bassorilievo di un tempio dedicato alla dea Hathor a Dendera. Gli egittologi unanimemente interpretano il disegno come parte della mitologia egizia legata al djed e al fiore di loto[53][54]. I sostenitori della pseudo-archeologia invece vi vedono grandi lampade collegate con dei cavi a un generatore elettrico.

OOPArt e pseudo-teorie sulla nascita della civiltà sulla Terra

In base agli oggetti che alcuni ritengono siano degli OOPArt, sono stati sviluppati alcuni modelli teorici alternativi alla ricostruzione universalmente accettata di alcuni fatti preistorici:
  • La "teoria dell'alternanza delle civiltà evolute", o "Teoria catastrofista", ipotizza che sulla Terra possano essersi sviluppate in forme e caratteristiche diverse o analoghe a quella contemporanea, molte civiltà "tecnologicamente e/o spiritualmente evolute". I sostenitori di questa teoria pensano che le grandi estinzioni di massa documentate nella storia terrestre, in ognuna delle quali si è estinta una percentuale tra l'83 e il 95% delle specie viventi, possano aver distrutto civiltà già evolute.
  • La "teoria degli interventi alieni" ipotizza che la Terra sia stata visitata e/o colonizzata da una o più razze extraterrestri, in questo caso estremamente simili all'uomo, con tracce individuate in diversi siti geologicamente molto antichi. Secondo diverse interpretazioni di questa teoria, eventuali alieni sbarcati sulla Terra, pur senza lasciare tracce avrebbero potuto comunque influenzare indirettamente gli esseri umani preistorici, similmente a quanto accadde in tempi moderni col fenomeno del culto del cargo.

Note

  1. ^ David Hatcher Childress, Lost cities of Atlantis, ancient Europe & the Mediterranean, Adventures Unlimited Press, 1996. ISBN 0932813259 URL consultato il 19 aprile 2010.
  2. ^ a b c Out Of Place ARTifact di Stefano Bagnasco
  3. ^ a b c d e Stefano Bagnasco, Andrea Ferrero e Beatrice Mautino, Sulla scena del mistero. Guida scientifica all'indagine dei fenomeni inspiegabili, Milano, Sironi, 2010. ISBN 978-88-518-0134-2.
  4. ^ Andrew O'Hehir. Archaeology from the dark side. Salon.com, 31 agosto 2005. URL consultato in data 19 aprile 2010.
  5. ^ "The Antikythera Mechanism Research Project", The Antikythera Mechanism Research Project. Retrieved 2007-07-01 Quote: "The Antikythera Mechanism is now understood to be dedicated to astronomical phenomena and operates as a complex mechanical "computer" which tracks the cycles of the Solar System."
  6. ^ Nicholas Paphitis. «Experts: Fragments an Ancient Computer». The Washington Post, 1º dicembre 2006.
  7. ^ IL MISTERO DEI MURI DI CUZCO. URL consultato in data 2 luglio 2012.
  8. ^ Sacsayhuamán, il più grande mistero d'America. URL consultato in data 2 luglio 2012.
  9. ^ a b c d I misteri di Puma punku. URL consultato in data o2-07-2012.
  10. ^ Puma Punku il più antico e sconcertante manufatto sulla faccia della Terra. Express-News.it/. URL consultato in data 2 luglio 2012.
  11. ^ MYSTIC PLACES - PUMAPUNKU ( PUMA PUNKA ). URL consultato in data 2 luglio 2012.
  12. ^ a b Le gigantesche rovine di Nan Madol, nelle isole Caroline, sono delle vestigia della civiltà di Mu?. URL consultato in data 2 luglio 2012.
  13. ^ a b c Francesco Lamendola. [http://www.edicolaweb.net/dimen36a.htm LE GIGANTESCHE ROVINE DI NAN MADOL VESTIGIA DELLA CIVILTÀ DI MU?]. Edicolaweb. URL consultato in data 2 luglio 2012.
  14. ^ Mysterious Nan Madol, Pohnpei. URL consultato in data 2 luglio 2012.
  15. ^ The Mystery Behind the Ancient Stone City of Nan Madol. URL consultato in data 2 luglio 2012.
  16. ^ L'Isola di Pasqua. URL consultato in data 2 luglio 2012.
  17. ^ a b Cremo. M.A., Thompson, R.L. (1994-1997) Utensili nel Neolitico nella corsa all’oro in California: Archeologia Proibita: la storia segreta della razza umana. Pgg. 138-145
  18. ^ a b Becker, G.F. (1891) Antiquites from under Tuolomne Table Mountain in California, in Bullettin of the Geological Society of America, 2: 189-200.
  19. ^ a b Sinclair, W.J. (1908) Recent investigation bearing on the question of the occurence of Neocene man in the auriferous gravels of the Sierra Nevada, University of California Pubblications in American Archeology and Ethnology, 7 (2):107-131. In questo sito http://www.archive.org/stream/recentinvestigat00sincrich/recentinvestigat00sincrich_djvu.txt il testo integrale.
  20. ^ a b Mortar and pestle from Tuolomne, California (USA)
  21. ^ Fiebag J., Das Raetsel der Ediacara-Fauna (The puzzle of the Ediacara Fauna) : Daeniken E.v. (Ed.) Kosmische Spuren, Munich, 1988.
  22. ^ Fiebag J., Das Genesis-Projekt, in: Dopatka, U. (Ed.) Sind wir allein? (Are we alone?), Duesseldorf 1996
  23. ^ Hausdorf H. Wenn Goetter Gott spielen (When Gods play God), Munich, 1997.
  24. ^ Ouvarov V. Personal letter to H. Hausdorf of 2 October 1996.
  25. ^ Discussione sugli oggetti rinvenuti a Narada sul sito del CICAP.
  26. ^ J. Lusby. Wan A. «1998 Discovery of Millennia-Old Spacecraft Launch Pad in China?». City Weekend, July 18- July 31, 2002.
  27. ^ Il Segreto della Mummia di Usermontu
  28. ^ La mummia di Usermontu
  29. ^ Supreme Council of the Rosicrucian Order, 2000, University of Michigan
  30. ^ The Morrisonville Time e Geological Survey, Illinois, 1891.
  31. ^ a b (EN) An iron cup from a mine at Wilburton (Oklahoma, USA)
  32. ^ (EN) Alleged Iron Pot in Coal
  33. ^ Peter Kolosimo, Non è terrestre, Sugar Editore, 1974.
  34. ^ A metallic vase from Dorchester (Massachusetts, USA)
  35. ^ (EN) Ica stones sullo Skeptical Dictionary
  36. ^ Articolo di Paolo Attivissimo
  37. ^ [1]
  38. ^ Cairncross, B., 1988, "Cosmic cannonballs" a rational explanation: The South African Lapidary Magazine. v. 30, no. 1, pp. 4-6.
  39. ^ The ‘London (Texas, USA) hammer’
  40. ^ An Alleged Cretaceous Finger
  41. ^ The Dinosaur Figurines Of Acambaro, Mexico. World Site of Dinosaur Figurines of Mexico, 27 luglio 2003. URL consultato in data 19 dicembre 2007.
  42. ^ Claim CH710.2. TalkOrigins Archive, 27 luglio 2003. URL consultato in data 19 dicembre 2007.
  43. ^ Krassa. P, Als die Gelben Götter kamen – München, 1973
  44. ^ Hausdorf, H, Lecture at Lucy & Orlando Pla House in San Juan, Puerto Rico, 1997
  45. ^ Hausdor. H, The Chinese Roswell : UFO encounters in Far East from Ancient Time to the Present, Pag 8,29,32,34-36,39,40,42,73 – New Paradigm Book
  46. ^ Fortean Times 75 (1995), page 57
  47. ^ SVELATO IL MISTERO DEL TEMPIO DI ABYDOS. Ufologia.net, 20 luglio 2005. URL consultato in data 4 luglio 2012.
  48. ^ The Piri Reis Map
  49. ^ Flying the Saqqara Bird
  50. ^ http://www.talkorigins.org/faqs/paluxy/onheel.html http://www.talkorigins.org/faqs/paluxy.html
  51. ^ Creationist Arguments: Anomalous Fossils
  52. ^ Creationist Arguments: Anomalous Fossils
  53. ^ Wolfgang Waitkus, Die Texte in den unteren Krypten des Hathortempels von Dendera: ihre Aussagen zur Funktion und Bedeutung dieser Räume, Mainz 1997 ISBN 3-8053-2322-0 (tr., The texts in the lower crypts of the Hathor tempels of Dendera: their statements for the function and meaning of these areas)
  54. ^ "Dendera Temple Crypt". iafrica.com.

Bibliografia

I seguenti testi sostengono la tesi dell'"archeologia misteriosa".
I seguenti testi cercano di riesaminare le tesi dell'"Archeologia misteriosa" in chiave più tradizionale
  • Stiebing J., William H., Antichi astronauti. Dalle pile di babilonia alle piste di Nazca, Avverbi.
  • Fuso Silvano, Pinocchio e la scienza. Come difendersi da false credenze e bufale scientifiche, Dedalo.
  • Feder Kenneth L., Frodi, miti e misteri. Scienza e pseudoscienza in archeologia, Avverbi.

Voci correlate

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