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domenica 15 gennaio 2012

Naufragio Costa Concordia : un Titanic 2 ?

La tragedia della nave Costa Concordia (vedi link) è stata paragonata a ciò che successe al Titanic. A più di 90 anni però molte cose non sono chiare e sono state fatte diverse ipotesi. Una domanda su tutte : perchè la nave Californian sebbene fosse solo a 31 km dal Titanic non prestò soccorso? 
La nave Costa Crociera inabissatasi causa uno squarcio di 70 metri sulla fiancata. Il Titanic per un iceberg, questa volta per uno scoglio. A 100 anni di distanza il copione si ripete:
 
 
Sono passati ormai novantasei anni, quasi un secolo, da quel 14 aprile 1912 in cui il Titanic, il più grande oggetto mobile fino a quell’epoca costruito dall’uomo, si inabissava nelle acque del Nord Atlantico.
La storia di quella sfortunata nave è nota a tutti, anche grazie a James Cameron, quella che in pochi conoscono è l’incredibile storia delle coincidenze che accompagnarono la tragedia. Nel 1898, lo scrittore Morten Robertson pubblicò un romanzo dal titolo Futility, nel quale si narrava il naufragio del transatlantico Titan.
Oltre alla similitudine del nome, che, come vedremo, è la meno inquietante delle coincidenze, il romanzo presenta una serie di fatti a dir poco sconcertanti. Entrambe le navi, quella vera e quella inventata, erano partite dal porto di Southampton. Entrambe nello stesso mese: aprile. Entrambe avevano impattato contro un iceberg e, per giunta, nello stesso punto dell’oceano. Entrambe durante il loro viaggio inaugurale.
Ma le coincidenze più inquietanti le fornisce la matematica. Titanic e Titan avevano il medesimo (e insufficiente) numero di scialuppe, 20, avevano tre eliche e misuravano 882 piedi di lunghezza. Anche la ragione della scarsità delle scialuppe era la stessa: la nave era considerata inaffondabile e, per tale ragione, nessuno sospettava che le barche di salvataggio potessero servire.
E, come se non bastasse, la velocità dell’impatto immaginata dalla fantasia di Robertson era la stessa a cui andò a sbattere il Titanic in realtà: 23 nodi. Ma le stranezze non finiscono qui, perché, nel 1935, a Titan e Titanic si aggiunse il Titanian, un vaporetto, reale, non di fantasia, che, in una sera d’aprile, stava viaggiando dal Canada all’Inghilterra.
Al comando, vi era il marinaio William Reeves, nato (casualità?), il 14 aprile 1912. Verso mezzanotte, ora in cui il Titanic ebbe il fatale impatto, Reeves, di colpo, si ricordò della sua data di nascita e, altrettanto di colpo, decise di fermare la nave, proprio nelle stesse acque del Nord Atlantico.
E fece bene, in quanto, senza poterlo sapere, si arrestò proprio a pochi metri da un grosso iceberg che avrebbe fatto fare al Titan la stessa tragica fine del (quasi) omonimo. Per quanto, di primo acchito, si possa pensare il contrario, la somiglianza dei nomi è la meno strana delle coincidenze.
I titani, infatti, erano figure della mitologia greca dotate di straordinaria forza che tentarono di conquistare l’Olimpo. Non è così strano che nomi simili vengano dati a una nave di grosse dimensioni come un transatlantico, destinata a sfidare la natura per solcare i mari (nella leggenda, “camminare” sulle acque è simbolo di sfida al volere divino, proprio come la conquista del monte degli dèi).
Sono gli altri fatti, specialmente quelli legati al romanzo di Robertson a essere particolarmente inquietanti e a fare sorgere qualche dubbio anche al peggiore degli scettici. Tuttavia, un’altra “leggenda”, molto più prosaica e meno misteriosa, toglie ogni magia alla storia e lascia solo l’amaro in bocca.
“Si dice” (quei “si dice” mai confermati) che il Titanic che naufragò nel 1912 non fosse il vero Titanic, nave maestosa e apparentemente indistruttibile, bensì l’Olympic, transatlantico vecchio e malandato mandato a morte certa per intascare i soldi dell’assicurazione.
Non c’è nulla di certo, nella storia del Titanic, a parte la morte di 1500 persone. E il fatto che, a quasi un secolo di distanza, sicuramente grazie al celeberrimo film del 1997, ma non solo, la sua storia continua ad affascinare ed è ancora ben lontana dal cadere nel dimenticatoio.

 http://www.ilreporter.com/storie/titanic-un-mistero-inaffondabile



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