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sabato 18 giugno 2011

I SEGRETI DEI TEMPLARI








di Gian Luca Todini

Misteri, leggende e segreti dei Templari

L'Ordine del Tempio è stato da sempre avvolto dal mistero e dalla leggenda. Scopriamo alcuni dei misteri che circondano la storia dell'Ordine



Misteri, leggende e segreti dei Templari




Introduzione


Parlare di misteri significa implicitamente trattare argomenti che molto spesso vanno oltre la storia provata.
Con questa doverosa premessa intendo illustrare alcuni dei più noti misteri che circondano l'Ordine del Tempio, lasciando al lettore le dovute considerazioni ed interpretazioni del caso.


Cristoforo Colombo e le Americhe





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Le croci sulle caravelle di Colombo ricordano quelle templari
Alcune ipotesi sono state formulate circa il "patrocinio" Templare nella scoperta dell'America. Si pensa che sin dal 1269 i Templari avessero contatti con il continente americano, ben duecento anni prima della scoperta da parte del famoso navigatore genovese. Un lecito interrogativo a tal proposito: perché la flotta Templare era dislocata nel porto francese di La Rochelle, situato nell'Oceano Atlantico?
A cosa serviva ai Templari un porto sull'Oceano se i loro viaggi erano rivolti verso la Terrasanta? Da qui l'ipotesi che le flotte Templari avessero anche altre destinazioni.
Possibile che il famoso tesoro dei Templari venisse dalle miniere del continente americano?
Ritornando a Colombo, c'è da chiedersi: come faceva ad essere così sicuro di trovare terra? Come ha fatto su una rotta mai percorsa ad indovinare i venti, sia all'andata che al ritorno? Come ha fatto a non finire sulle barriere coralline? Sapeva certamente di non essere nelle indie, e continuando, l'equipaggio stanco ed impaurito cercò di rivoltarsi al proprio comandante, Colombo offri la sua testa in cambio di tre giorni di navigazione, ebbene il terzo giorno apparvero le terre di San Salvador.
La certezza dell'approdo avvenne di notte, ma Colombo per non correre rischi come se conoscesse le insidie di quei mari, ordinò lo sbarco la mattina del 12 ottobre.
Stesso giorno, stesso mese in cui, nell'anno 1307, Filippo il Bello (Re di Francia) durante il pontificato di Papa Clemente V, fece scattare lo stermino dell'Ordine dei Templari.
E ancora, perché Colombo usò stendardi, e vele bianche con croce rossa del tutto simili allo stemma dei Templari?
Alcuni studiosi hanno ipotizzato che i Templari conoscessero la rotta delle Americhe.
Si tratta di fantasiose congetture o vi è qualcosa di vero intorno alla questione? Innanzitutto un punto di vicinanza si ha con la storica scoperta di Colombo: l'esploratore genovese, infatti, arrivò nel Nuovo Continente con le caravelle ornate di grandi croci rosse in campo bianco. È stato recentemente dimostrato che nella scoperta dell'America aveva un ruolo tutt' altro che secondario l'Ordine del Cristo, filiazione diretta dei Templari in Portogallo dopo la loro soppressione nel 1312. L'Ordine del Cristo è tra i maggiori promotori di importanti scoperte geografiche, dall'Africa, all'Asia e alle Americhe; geografi e cartografi, soprattutto di origine ebrea si trovavano da tempo in Portogallo e in Spagna, uomini che da secoli conoscevano i segreti della navigazione in mari che per altri dovevano risultare completamente ignoti.
Un altro aspetto misterioso è legato al fatto della misteriosa sparizione della flotta Templare al momento dell'ordine d'arresto: nel porto militare di La Rochelle, sull'Atlantico, un luogo, come già accennato, apparentemente decentrato rispetto alla mappa dei possessi Templari, erano ancorate decine di navi battenti la croce del Tempio. Forse che i Templari in fuga si diressero verso luoghi che solo essi potevano dichiarare di conoscere? Esistono alcune prove archeologiche, portate da Jacques de Mahieu, che testimonierebbero la presenza dei monaci in luoghi addirittura del Sud America. Steven Sora pensa che il famoso e leggendario tesoro dei Templari, mai stato trovato, sia stato nascosto in un posto segreto della Nuova Scozia, dagli eredi Templari della famiglia dei Sinclair.


 

 

 

Le Cattedrali Gotiche





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La Cattedrale di Chartres
In tutta la Francia sorsero in brevissimo tempo (tra il 1200 e il 1250), numerose chiese dallo stile particolare, fino ad allora sconosciuto: le grandi cattedrali gotiche. Una dopo l'altra, sorsero le cattedrali di Evreux, di Rouen, di Reims, di Amiens, di Bayeux, di Parigi, fino ad arrivare al trionfo della Cattedrale di Chartres. Uno stile incredibile, quello gotico, tutto proteso verso l'alto, con un sistema di spinte e controspinte straordinario, una tecnica costruttiva decisamente rivoluzionaria. Come avranno fatto i Templari a progettare e costruire queste cattedrali che, nonostante le loro migliaia di tonnellate di peso, sembrano leggerissime e tali da sfidare la legge di gravità?
I piani di costruzione e tutti progetti originali di esecuzione di queste cattedrali non sono mai stati trovati. Le opere murarie erano fatte con una maestria eccezionale. Per i tecnici, come gli architetti, ad esempio, possiamo vedere come i contrafforti esterni esercitano una spinta sulle pareti laterali della navata, e così facendo il peso, anziché gravare verso il basso, viene come spinto verso l'alto, e tutta la struttura appare proiettata verso il cielo.
Le Cattedrali inoltre sono tutte poste allo stesso modo: con l'abside rivolto verso est (cioè verso la luce), sono tutte dedicate a Notre Dame, cioè alla Vergine Maria e se unite insieme formano esattamente la costellazione della Vergine.
Nella parte nord delle cattedrali sono spesso rappresentate immagini di demoni. Nella cattedrale di Amiens appare un Pentalfa, cioè una stella a 5 punte rivolta verso il basso, una simbologia ritenuta esorcizzatoria.


Il Graal





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Il Parceval di Chrètien de Troyes
Quali sono le origini del Graal? Il primo a nominarlo fu Chretien de Troyes nella sua opera "Perceval le Gallois ou le Compte du Graal" nel 1190: viene visto come una coppa, ma non ci sono riferimenti di un suo legame con Gesù.
Solamente nel 1202 Robert de Baron nella sua opera Joseph d'Arimathie legherà in maniera indissolubile il Graal con il calice dell'Ultima Cena, nel quale in seguito Giuseppe d'Arimatea raccolse il di Gesù crocifisso.Nelle opere letterarie la storia del Graal è legata a quella di Re Artù e di Merlino. In seguito alla morte di Artù e alla successiva scomparsa di Merlino, il Graal nel 540 viene portato in Medio Oriente dove se ne perdono le tracce: solo intorno al XII secolo se ne ricomincia a parlare associando la sua esistenza a quella dell'ordine dei Cavalieri Templari.
Se si analizzano le varie vicende storiche che si sono succedute nel corso dei vari secoli, si trovano testimonianze della presenza del Santo Graal in Inghilterra, Francia, Scozia, Galles, Spagna, Iran, Italia... e persino a Oak Island, nella New England (USA).
Una interessante, quanto suggestiva, ipotesi, vede il Graal individuato dal parroco di Rennes-le-Château: Bérenger Saunière. Il parroco, dopo dei lavori di ristrutturazione alla antica chiesa, nel 1891, rinviene delle misteriose pergamene conteneti messaggi cifrati. Questi messaggi avrebbero portato Saunière ad un quadro di Poussin, e quindi ad una antica tomba nelle vicinanze di Rennes. Che Saunière avesse rinvenuto, magari proprio in quella tomba il Santo Graal? Questo non lo sappiamo, i fatti comunque attestano che il parroco, da una situazione di modesta esistenza, si trovò a spendere cifre elevatissime. Si calcola che abbia speso in totale una somma pari al corrispondente di circa 15 milioni di euro dei giorni nostri.
Un grande interesse verso il mistero del Graal è stato rinnovato dal successo del romanzo "Il Codice da Vinci" di Dan Brown.
Lo scrittore statunitense, tra l'altro, è stato accusato di aver copiato la tesi di base da un saggio del 1982. La denuncia porta la firma di Michael Baigent e Richard Leigh, due dei tre autori del saggio The Holy Blood and The Holy Grail ("Il sangue sacro e il santo Graal").
Nel "Codice" il Graal rappresenta il "Sangue Reale" o "sangreal" da cui Santo Graal, vale a dire la discendenza segreta di Gesù. Alla base del mistero del Graal è la figura di Maria Maddalena, presunta sposa di Gesù.
Proprio questa tesi potrebbe riallacciarsi con il mistero, sopra citato, di Rennes-le-Chateau. Il parroco, devoto proprio alla Maddalena, tanto da far costruire la "Torre Magdala", potrebbe aver individuato proprio la tomba di Maria Maddalena, il Graal.
Allo scopo di proteggere la discendenza di Gesù e il suo segreto sarebbe sorta l'organizzazione del "Priorato di Sion". Al Priorato sarebbero collegati i Templari, per questo perseguitati dalla Chiesa, e più tardi anche la massoneria.
Per Wolfram von Eschembach il vero Santo Graal, comunque, è tutt'altro che un mero oggetto di idolatria. Se viene letto con attenzione il Parzival, racconto iniziatico e alchemico al tempo stesso, descrive bene cosa sia veramente la ricerca del Graal: in poche parole si tratta di un simbolo.
Soltanto il cavaliere che si immerge totalmente nel suo compito, che vi dedica anima e corpo, può trovare il Graal, ovvero l'unione estatica con Dio, la via della perfezione verso la Gerusalemme Celeste.
Nessuno sa dire con certezza cosa rappresenta il "vero" Santo Graal. Una reliquia? Un segreto? Un ideale? Qualunque cosa sia e sotto qualsiasi forma appaia, o qualunque sia il significato che gli venga attribuito, è indubbio che il Graal costituisce uno dei più grandi enigmi impressi nella memoria dell'umanità.
Sembra superfluo perciò affannarsi ancor oggi in tentativi di rintracciare la vera reliquia del Graal, anche se molti rivendicano di esserne i depositari, primi fra tutti i Hierosolimitani di Rocco Zingaro.


 

 

 

 

Il tesoro celato

È esistito (o potrebbe ancora esistere) un tesoro dei Templari? Quale potrebbe essere la sua natura e la sua origine? Bisogna partire dall'anno 70 D.C. quando i romani assaltarono il Tempio di Salomone, saccheggiandolo del tesoro là custodito.
Ma alcuni sacerdoti, prima dell'assalto delle truppe romane, erano stati avvertiti del pericolo imminente, ed allora pensarono di nascondere quello che per il popolo ebraico vi era di più sacro nei sotterranei del Tempio, inaccessibili in quanto pieni di labirinti e di trappole. Lo stesso costruttore del Tempio era uno degli ingegneri più importanti dell'epoca e costruì sotto il Tempio la famosa stanza "Sancta Sanctorum" dove Salomone nascose il suo tesoro. Si dice che i romani non trovarono questa stanza.
Il tesoro era composto da importanti reliquie sacre, come l'Arca dell'Alleanza, la Vera Croce, la Sindone, il Graal, la Menorah (il candeliere a sette braccia completamente d'oro) suppellettili, vasi d'oro, ma soprattutto antichi documenti che rivelavano segreti iniziatici e sapienzali destinati a pochi eletti.
Alcuni di questi sacerdoti riuscirono a sfuggire alla strage perpetrata dalle truppe romane, proprio nascondendosi in questi sotterranei. Gli stessi, non potendo rimanere in Palestina, partirono raggiungendo l'Europa. Essi formarono nuclei familiari, che si tramandarono di padre in figlio quello che consideravano "il segreto del Tempio". Per ogni famiglia, ad ogni primogenito veniva svelato, al momento della maggiore età, questo segreto, e solo a lui. Ovviamente queste famiglie erano di ceppo ebraico, ma con l'andare dei secoli ci fu una vera e propria "cristianizzazione" di questi nuclei, che rimasero comunque sempre in contatto, formando una specie di confraternita che venne chiamata "Rex Deus".
Questa organizzazione, da cui potrebberero aver avuto origine i primi Templari, celò il segreto per secoli, finché non colse l'occasione di tornare in Terrasanta a riprendersi ciò che era loro con la Prima Crociata, quella di Goffredo di Buglione.
I Templari infatti svolsero certamente una attività di recupero, a dimostrarlo sarebbero gli scavi da essi eseguiti nella spianata del Tempio di Salomone, dove venne aperto un pozzo di oltre 20 metri di profondità. La sede scelta dai Templari a Gerusalemme fu proprio sopra l'antico Tempio si Salomone (da qui il nome "Templari").
Che fine ha fatto il tesoro? Su questo argomento è possibile fare due differenti ipotesi.
1) Filippo il Bello riuscì ad impossessarsi del tesoro
L'assalto di Filippo il Bello sarebbe andato a buon fine e insieme ai Templari sarebbe stato preso anche tutto il loro tesoro o almeno la parte situata in Francia. La non reazione dei Templari all'arresto potrebbe essere spiegata dal fattore sorpresa della repentina azione. In effetti, qualora i Cavalieri avessero saputo dell'imminente arresto, si sarebbero potuti mettere in salvo insieme al loro tesoro. Potrebbe non essere un caso che pochi mesi dopo il processo, il re Filippo fece riprendere i lavori di costruzione di Notre Dame e del Palazzo Reale di Parigi, fermi da mesi per mancanza di fondi.
2) Il tesoro rimase in mano ai Templari dopo l'attacco di Filippo il Bello
Filippo il Bello nell'assalto dell'alba del 13 Ottobre 1307 (data in cui il Re di Francia mise sotto arresto in una sola volta tutti i Templari di Francia, con l'accusa di Eresia) non riuscì ad individuare il il tesoro Templare.I Cavalieri potrebbero essere stati informati in tempo dell'imminente agguato ed avrebbero così messo in salvo il loro tesoro (o almeno la maggiorparte).La destinazione del tesoro sarebbe potuta essere:

  • Verso Ovest, precisamente verso il porto di La Rochelle, dove era ancorata la maggiorparte della flotta Templare. A tal proposito si pensa che questa parte del Tesoro sia poi finita in America, in quanto si ritiene che i Templari avessero scoperto l'America molto prima di Colombo. Ci sono delle ipotesi che sostengono tale tesi:

    • Il fatto che il principale porto Templare e quello più collegato con l'entroterra fu La Rochelle, strano, visto che La Rochelle si trova ad Ovest della Francia, sull'oceano, una posizione scomoda per raggiungere la Terrasanta.
    • Quando Colombo arrivò in America con le caravelle, le cui vele erano riportavano la croce Templare, gli indigeni si mostrarono fin troppo amichevoli, forse perché trovavano familiare quel simbolo. In più quando Colombo tornò disse che gli indigeni avevano le orecchie stranamente grandi. Nella Cattedrale di Chartres ci sono bassorilievi raffiguranti persone poco vestite e con orecchie grandissime.
    • I Templari sapevano che la terra era rotonda non piatta come si pensava che fosse allora. Nella Cattedrale di Chartres le misure sono esattamente in proporzione con le misure dell'equatore e del raggio terrestre. Cristoforo Colombo per il suo viaggio consultò i cartolari di Calatrava, redatti dai Templari.
  • Verso l'Italia. I carri Templari potrebbero aver raggiunto l'Abbazia Cistercense di Valvisciolo. Una tradizione radicata, recita che una parte del tesoro del Tempio è nascosta nei sotterranei dell'Abbazia, ma non se ne è mai avuta prova. La particolarità di questa abbazia è quella di essere architettonicamente situata fra il romanico ed il gotico, ed è dotata di contrafforti simili a quelli delle cattedrali gotiche. In questo caso, però, i contrafforti sono perfettamente inutili, in quanto non devono sostenere una cosiddetta "controspinta". In effetti internamente sono vuoti. Anche la struttura interna dell'Abbazzia presenta diversi elementi tipicamente Templari, come il SATOR, cioè il misterioso crittogramma Cristiano che decodificato da il Pater Noster, spesso usato dai Templari.
  • Nella Foresta d'Oriente, una zona che si trova nella Champagne francese, la terra di Uugues de Payns, il primo Gran Maestro dei Templari, e dove San Bernardo fece costruire la sua Abbazia di Clairvaux, roccaforte sapienzale Templare. Per la sua conformazione morfologica si presenta poco accogliente e su di essa si raccontano molte leggende su fate e folletti.
  • Verso il confine con la Francia, più precisamente a Rennes le Chateau.
http://www.medievale.it/getContent.asp?DocFN=misteri-leggende-e-segreti-dei-templari

FINALE :

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