Prima parte di una lunga telefonata tra la giornalista Whitney Webb e Maria Farmer, la prima vittima nota ad aver denunciato Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell all’FBI negli anni ’90.
La conversazione è informale, non pensata come intervista, e segue il flusso dei ricordi di Maria.
I temi principali:
Le denunce ignorate: Maria racconta come nel 1996 avesse informato l’FBI su Epstein, Maxwell e Les Wexner, ma senza ricevere protezione né ascolto. Sostiene che gli agenti fossero già a conoscenza dei fatti e coinvolti in coperture.
Il ruolo di Les Wexner: Maria descrive Wexner come la figura centrale del network, affermando di essere stata tenuta prigioniera per tre mesi nella sua proprietà in Ohio, sorvegliata e con libertà di movimento quasi nulla.
Abusi sistemici: Racconta di aver visto molte ragazze minorenni entrare e uscire dalle proprietà di Epstein e Wexner, suggerendo un numero di vittime molto più alto di quello noto.
Complicità e silenzi: Maria cita figure potenti (politici, miliardari, personaggi pubblici) che secondo lei erano consapevoli o coinvolti.
Telecamere e sorveglianza: Descrive case e uffici pieni di telecamere nascoste, inclusi negozi Victoria’s Secret e proprietà collegate a Wexner.
Traffico di lavoratrici domestiche: Racconta che molte cameriere filippine nelle case di Epstein e Wexner erano state “rubate” o trafficate.
Esperienze personali traumatiche: Condivide episodi di abuso, manipolazione, minacce e tentativi di sfruttamento da parte di persone dell’entourage di Epstein e del mondo dell’arte.
Frustrazione per l’impunità: Maria esprime rabbia per il fatto che, a suo dire, molte persone coinvolte non siano mai state perseguite.
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