Nefilim, Annunaki, Vigilanti, Jedi; quattro diversi nomi, per indicare la medesima razza a cui è attribuita l'origine della nostra e di cui perfino la bibbia parla. Il figlio di un Dio e di un uomo è generalmente un essere straordinario dotato di una forza sovraumana (Eracle) o immortale (Achille).
Nefilim, Annunaki, Vigilanti, Jedi; quattro diversi nomi, per indicare la medesima razza a cui è attribuita l'origine della nostra e di cui perfino la bibbia parla.
Nella bibbia il loro nome è figli di Dio, e dai rapporti con donne umane si sarebbe generata una nuova razza, quella dei giganti. Ma andando con ordine cerchiamo di capire un po' di più chi erano in realtà questi Nefilim, come i testi antichi ci hanno tramandato la loro civiltà e quale ruolo hanno avuto nello sviluppo della nostra.
Il figlio di un Dio e di un uomo è generalmente un essere straordinario dotato di una forza sovraumana (Eracle) o immortali (Achille) o con conoscenze superiori all'uomo (Prometeo era un titano); erano insomma dei giganti, ossia più grandi degli uomini, dove quindi il termine gigante non sta per uomini dalle dimensioni spropositate, ma per uomini con qualità superiori a quelle degli uomini.
Molto probabilmente, i famosi eroi mitologici erano per metà alieni o alieni loro stessi se ci si riferisce alle divinità. Uno in particolare desta maggiore attenzione: Achille. Il maggiore Robert Dean dal curriculum impressionante tanto da aver avuto accesso alle informazioni più riservate, sostiene esplicitamente in una intervista che gli alieni hanno sempre interferito nella storia e nelle guerre, una fra queste la guerra di Troia. Infatti, Achille, era immortale tranne che nel suo punto debole, ovvero il tallone. Come si può vedere dalla seguente descrizione dell'Iliade, i combattimenti si svolgevano sia in terra che IN CIELO TRA GLI DEI. Lo stesso sostiene Zecharia Sitchin. CHI COMBATTEVA IN CIELO A QUEI TEMPI ? ACHILLE ERA IMMORTALE PERCHE' PER META' ALIENO ?
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Duelli in terra e in cielo
Il duello sulla terra rispecchia il conflitto stesso fra gli Dei che partecipano alla contesa. In cielo e in terra si combatte il duello.
Nell'Iliade il primo duello importante è quello tra Alessandro (Paride) e Menelao (libro III). Nel libro V ci sono una serie di duelli minori: Pàndaro contro Diomede; Enea e Pandaro contro Diomede; Diomede con Atena contro il dio Ares.
Vi è poi il primo grande duello: Ettore contro Aiace. Nel libro XI ci sono i duelli di Agamennone. Nel XII libro i duelli sotto le mura di Troia. Nel XIII libro i duelli presso le navi. Nel XVI altri duelli presso le navi. Nel XVI libro i duelli di Enea e la morte di Patroclo. Nel XVII i duelli intorno al corpo di Patroclo.
Nel XXI Achille massacra i Troiani in una serie di scontri individuali.
Nel XXII il duello conclusivo di Achille e Ettore.
GUERRE ATOMICHE AL TEMPO DEGLI DEI ( di Zecharia Sitchin)
Secondo l'autore migliaia di anni fa la Terra era un immenso campo di battaglia e i terribili episodi che narra anche la Genesi non sono che la memoria residua di feroci guerre fra le diverse fazioni degli "Anunnaki", esseri giunti da un pianeta lontano. Furono guerre combattute dai loro "schiavi" umani, sino al crollo dello spazioporto del Sinai, distrutto da armi nucleari tattiche utilizzate nel campo di guerra. Oggi le foto dai satelliti mostrano chiaramente le tracce di quelle esplosioni e la zona è coperta di nerissime ceneri laviche. Ma nel Sinai non ci sono mai stati vulcani.
Zeus, Efesto, Poseidone, Hermes: erano solo personaggi mitologici, o esseri realmente esistiti provenienti dalle stelle? Il carro del Sole di Apollo, i fulmini di Giove, gli strumenti high-tech di Efesto e...
Spesso, parlando di Paleoastronautica, il pensiero corre a posti lontani e suggestivi come Palenque, Macchu Picchu o l’Egitto. Eppure, tracce del passaggio e dell’attività di esseri tecnologicamente progrediti, forse provenienti dalle stelle, si riscontrano facilmente anche nel bacino del Mediterraneo. Le leggende greche e di conseguenza anche quelle degli antichi romani, a volte si riferiscono all’attività dei numi dell’Olimpo. Si tratta solo di mitologia, oppure di tradizioni che fanno capo ad eventi realmente accaduti?
L'ERA DEI TITANI Facendo nostre le tematiche care all’esperto di lingue semitiche Zecharia Sitchin, gli albori della "Genesi" greca sembrano riferirsi - parimenti a quella sumera - alla creazione del Sistema Solare. Urano il Cielo, e Gea la Terra, si accoppiano numerose volte. Dalla loro unione nascono 12 figli, giganteschi Titani da cui più tardi verranno generati gli dèi. I Titani - sei maschi e sei femmine - sembrano rappresentare i pianeti del sistema solare, che oggi sappiamo essere stati astronomicamente "generati" dalla massa incandescente del Sole. Il numero 12 non deve stupire, anche se attualmente le nostre conoscenze astronomiche riportano nove pianeti: anticamente anche il Sole e la Luna venivano considerati tali e se Sitchin ha ragione, riguardo l’esistenza di un pianeta del sistema solare più distante di Plutone, allora il conto torna. L’ultimo nato dei Titani - che la tradizione chiama Cronos, "il Tempo" - uccide il padre Urano e ne prende il posto quale Re dei Cieli. Ne nasce una furibonda disputa tra Titani, che presto si trasforma in una guerra tra i sostenitori di Cronos e i suoi oppositori. Probabilmente questo mito fa riferimento ai tempi del caos, quando forti correnti gravitazionali muovevano disordinatamente i pianeti appena nati, situati in orbite ancora incerte. La situazione rimaneva in stallo e Cronos, signore del caos, regnava supremo. Cronos venne chiamato dai Romani Saturno e non è escluso che il pianeta omonimo, il cui moto probabilmente una volta era fortemente irregolare, turbasse l’armonia del sistema solare. Non a caso i Romani, in epoca più tarda, collegarono Saturno a Dioniso/Bacco, l’errante dio dell’ebbrezza alcolica. Fu allora che nacque Zeus. Egli, generato da Cronos stesso, sfidò il padre, colpendolo come lui aveva fatto con Urano. L’equilibrio si ristabilì ed iniziò un periodo di pace ed ordine tra i Titani. Ancora una volta si tratta di una raffinata allegoria: Zeus venne ribattezzato Giove dai Romani ed è verosimile che questo pianeta, emesso come gli altri dal Sole per una sorta di "partenogenesi", con la sua enorme mole (la più grande del sistema solare dopo il Sole) influenzasse positivamente le orbite dei pianeti circostanti, rendendole più lente e regolari. In quanto a Cronos/Saturno, il mito dice che non venne propriamente "ucciso", quanto spedito nei lontani Campi Elisi, una sorta di Paradiso ellenico. Si può ipotizzare che l’improvvisa estrusione della massa di Giove dal Sole abbia sortito una specie di effetto gravitazionale a "catapulta", che slanciò l’instabile Saturno in una orbita più distante dal Sole, dove il suo moto divenne più regolare. I corpi celesti si raffreddarono, stabilizzandosi e le loro rotazioni orbitali si fecero più regolari. Fu un periodo aureo, governato dal saggio Giove. Per essere solo un’allegoria astronomica, è dettagliata ed efficace. Come hanno fatto i Greci ad ottenere una descrizione così minuziosa - per quanto simbolica - della nascita del sistema solare?
GIOVE E LA GUERRA DEI GIGANTI Da un’allegoria planetaria, le leggende e i miti greci sembrano poi passare ad una scala decisamente più "umana". Ecco allora che Zeus/Giove, per ristabilire del tutto l’ordine, deve continuare la sua opera pacificatrice eliminando i "Giganti", esseri primordiali, figli dei Titani e certuni degli stessi Urano e Gea. Imparentati con gli dèi, la loro indole era distruttiva e terribile. Ne sarebbe conseguita una tremenda battaglia, avvenuta millenni or sono tra due fazioni aliene. Ipotesi? Forse, ma la tradizione dice che la lunga battaglia nei cieli avvenne realmente e, dunque, Zeus, riuscì ad abbattere molti Giganti grazie ai suoi fulmini (strali fuori dal comune, dato che li "fabbricava" Efesto nelle sue fucine). Tuttavia i Giganti non erano stati ancora sconfitti, e ponendo due montagne greche - l’Ossa e il Pelio - a ridosso dell’Olimpo, scalarono il cielo fin quasi a sfiorarlo. Ma Zeus, aiutato da tutti gli dèi dell’Olimpo e da Ercole, riuscì a rigettarli giù, salvando gli dèi dall’onta di un’invasione. Cosa era successo realmente? Tornano alla mente i racconti biblici, in cui uomini insuperbiti costruiscono una titanica torre per raggiungere il cielo. Ne nascerebbe "l’oltraggiosa ipotesi", sostenuta da certi ricercatori, che la torre di Babele non fosse stata altro che una rampa di lancio missilistica, una specie di "Cape Canaveral" ante litteram, con la quale gli uomini sarebbero stati in grado di raggiungere "il Cielo", termine generico che presso molte civiltà non indicava tanto la volta celeste (visto che il termine ebraico usato è Aravoth "nube", associato sempre alla radice Rkb=cavalcare o guidare un carro), quanto le enormi astronavi madri - o stazioni spaziali orbitanti - dove vivevano alcuni alieni "divinizzati". Ma come potevano gli esseri umani possedere una tale tecnologia? Va ricordato che testi ebraici apocrifi parlano spesso di "angeli caduti". Essi erano oltre duecento "Vigilanti", angeli guardiani giunti dal cielo che si infatuarono delle donne terrestri. Dio, per punizione, negò loro di tornare nei "Cieli", ossia sulle astronavi, e li esiliò per sempre sulla Terra. Allora gli Angeli caduti, guidati dal loro capo Semeyaza, istruirono le donne umane e i loro figli su come compiere straordinari prodigi, come costruire armi potenti e lucenti armature e come evocare la forza degli elementi. Nel "Libro di Enoch" si definiscono i figli nati dall’unione dei Vigilanti e delle donne umane con il termine "Giganti". Allora, quei Giganti, che secondo i Greci diedero la scalata al "Cielo", erano degli ibridi reietti, uno strano incrocio umano-alieno? Chissà. Cosa ancora più interessante è scoprire gli originali nomi ebraici: "Vigilanti" è la traduzione di "Elohim", mentre il termine "Gigante" deriva da "Nephilim", esseri di cui parla spesso Sitchin. E questi Vigilanti alieni, esiliati sul pianeta Terra, insegnarono la loro tecnologia ai figli Nephilim (i Giganti), i quali la usarono per tentare di ritrovare una "via per le Stelle". Via che però venne ostruita per sempre dal caos delle lingue di Babele. O, secondo un’altra versione, dai fulmini del potente Zeus.
I NUMI DEL CIELO Secondo la tradizione ellenica, il consesso dei numi che guidava le sorti del mondo era formato da dodici (numero che ricorre spesso anche in altre tradizioni) dèi. Tra questi figuravano Apollo, Mercurio, Dioniso, Venere, Marte, Efesto e altri ancora. Le gesta e le caratteristiche di queste divinità ci sono note grazie alla prolifica attività letteraria dei Greci. Ma si tratta solo di miti, o questi racconti nascondono una base storica? Apollo, figlio di Hyperion e Thea, venerato come dio del Sole, era tra i numi più amati dai Greci. La presenza dell’astro solare, la cui luce e calore sostentava la vita di tutti, era garantita da Apollo, che guidava il "carro del Sole", una sorta di veicolo che emanava una fortissima luce e bruciava quanti gli si avvicinavano. Si ricordi, a tal proposito, la leggenda di Fetonte, generato da Apollo e dalla nereide Climene, che per mostrare ai suoi amici di essere veramente il figlio del nume solare, chiese al padre di poter guidare il carro del Sole. Apollo, benché inizialmente restío, infine accettò, assicuratosi che il ragazzo non avrebbe volato troppo basso. Ma il fanciullo, invece, per meglio farsi ammirare dagli amici volò radente al suolo. I miti narrano che le cime dei monti presero fuoco, la terra divenne riarsa e la vegetazione di buona parte dell’Etiopia disseccò. Fetonte non riusciva più a controllare i focosi destrieri del "carro del Sole" paterno e iniziò a salire sempre più in alto, verso le dimore degli dèi. Fu allora che Zeus/Giove, seppure a malincuore, si trovò costretto ad abbattere il pericoloso carro con uno dei suoi fulmini. Una rilettura del mito in chiave moderna fa pensare che Fetonte avesse provato a guidare un vascello volante, perdendone in breve tempo il controllo, mentre il potente campo elettromagnetico dell’astronave di Apollo iniziò a provocare disastri. In effetti, nella stessa Bibbia si fa cenno alla "Gloria di Dio", che, volteggiando troppo vicina alla cima dei monti, ne incendia la sommità, mentre la terra trema al suo passaggio. Agli "dèi" non rimase altro che abbatterla, forse con una sorta di laser o di raggio elettromagnetico a particelle, un "fulmine" artificiale, insomma. Possibile che anche Mercurio, definito "il più veloce degli dèi", disponesse di un carro simile? I miti planetari si mescolano spesso a quelli riferiti all’attività di razze aliene sulla Terra e probabilmente Mercurio (Hermes per i Greci) doveva la sua fama di "velocista" solamente al fatto che il pianeta omonimo, essendo il più vicino al Sole, è quello che impiega meno tempo a girargli attorno. Ma come potevano i Greci, oltre 3.500 anni fa, conoscere questi e altri dettagli astronomici? Non avendo i mezzi per poterli determinare, qualcuno doveva averglieli spiegati. Ma chi? Forse i numi dell’Olimpo?
LE CITTÀ SOTTOMARINE DI POSEIDON Nettuno, o Poseidon per i Greci, era fratello di Zeus e di Ade, il dio degli inferi. Risiedeva nelle profondità sottomarine dove erano state costruite dagli dèi enormi città ittiche, dove viveva un gran numero di creature anfibie, metà uomo e metà pesce. I Tritoni, le Nereidi e altri esseri acquatici erano il popolo dei mari governato da Poseidone, definito spesso il "dio dall’azzurra chioma". Esseri per metà pesce, dunque, proprio come quelli rappresentati dai Sumeri o dai Maya. È solo un caso che la descrizione di certe creature coincida in posti così lontani? Anche i capelli color turchese fanno riflettere: e se si fosse trattato di esseri alieni il cui habitat naturale era quello acquatico? Un pianeta ricco di acqua come il nostro sarebbe stato l’ideale per impiantarvi una colonia. Efesto, conosciuto presso i Romani col nome di Vulcano, era figlio di Zeus e fratello del bellicoso Marte. Egli non solo era l’unico che sapeva come creare leghe speciali, ma poteva conferire ai metalli inusitati poteri: scudi che non si spezzavano, armi infallibili ed elmi - come quello di Ade - che rendevano invisibili. A sentire certe descrizioni, vien da pensare a campi di forza (scudi infrangibili), armi a puntamento laser (infallibili) e a dispositivi di occultamento capaci di alterare le onde luminose, rendendo di fatto una persona trasparente. Fa riflettere anche il mito secondo il quale una volta Efesto/Vulcano, per dispetto a sua madre Hera che lo dileggiava, gli regalò un trono di metallo prezioso forgiato nelle sue fucine. Come la moglie di Zeus ci si assise, non riuscì più a muoversi, perché il trono era dotato di "catene invisibili". Lo scherzo durò poco, ma è facile notare le similitudini tra il trono di Efesto e i tavoli operatori - usati spesso dagli ET nel corso delle abductions - che sembrano causare, in chi vi venga adagiato o forzato, una lieve paralisi. Dunque, Efesto non sarebbe stato, come lo rappresenta l’iconografia classica, solo un burbero fabbro ferraio, bensì una sorta di ingegnere specializzato, capace di realizzare sofisticate attrezzature high-tech.
CONCLUSIONI Sono realmente esistiti esseri come Zeus, Apollo, Mercurio? Come sempre, la verità è nel mezzo. È probabile che le leggende che li riguardando prendano spunto da fatti realmente accaduti. Dobbiamo peraltro pensare che l’iconografia ha modificato costumi, storie e aspetti estetici dei suddetti "dèi", adattandoli al gusto dell’età ellenica. Tali esseri probabilmente non vestivano il peplo e non indossavano corone d’alloro, ma la forte traccia lasciata nella nostra cultura fa pensare che alla radice del mito ci sia qualcosa di reale. Persino nella prima serie di Star Trek il suo ideatore Gene Roddenberry suggerì l’ipotesi che gli antichi numi greci fossero in realtà degli ET. E oggi, ammirando le sponde del Peloponneso o la maestosità del Partenone, viene quasi da chiedersi: gli dèi dell’Olimpo torneranno un giorno?
I Sumeri hanno tramandato alle civiltà seguenti tutte le loro conoscenze astronomiche e molto altro ma ...ai Sumeri chi ha insegnato tutto questo? Zecharia Sitchin è uno dei pochi al mondo in grado di leggere la loro scrittura a geroglifici arrivando a sorprendenti conclusioni (vedi link). Nella mia recensione sul film riguardo ai rapimenti alieni IL QUARTO TIPO (vedi post) misi subito in risalto come, durante un rapimento in una registrazione audio effettuata dall'apparecchiatura lasciata accidentalmente accesa, si udissero parole metalliche in sumero come pronunciate da robot . Molti, forse troppi indizi lasciano dubbiosi sul fatto che tutta la loro conoscenza fosse farina del proprio sacco bensì farina "piovuta dal cielo" o da "qualcuno in cielo"con tanto di astronavi, razze aliene ecc. disegnate sulle loro tavolette : i Nefilim (in ebraico) o Annunaki (in sumero).
Nel 1972, fu stabilita una scala di misura per gli incontri con gli extraterrestri. Il semplice avvistamento di un UFO è chiamato incontro ravvicinato del 1° tipo, la raccolta di elementi di prova è del 2° tipo, il contatto diretto con gli extraterrestri è definito incontro ravvicinato del 3° tipo. Il livello successivo, quello del rapimento, è un incontro ravvicinato del 4° tipo.... Alaska, ai giorni nostri. Dagli anni 60 si sono verificati tantissimi casi di sparizioni misteriose. Nonostante le molteplici investigazioni del FBI, nessun caso è mai stato risolto. La dottoressa Abigail Tyler, psicologa, comincia a videoregistrare le sedute con pazienti traumatizzati e comincia a scoprire le più inquietanti prove di rapimenti alieni mai documentate...
Ho visto il film IL QUARTO TIPO (vedi sito italiano) sui rapimenti alieni. Sconsiglio ai facilmente impressionabili di fare altrettanto. Insieme alle scene fatte dagli attori, vengono mostrate anche quelle originali girate nel 2000 in Alaska dove i rapiti sotto ipnosi raccontano la loro storia ma con effetti da L'ESORCISTA. Quacuno si solleva dal letto, altri si buttano dal divano in preda al terrore ed altri si sollevano da terra cambiando l'espressione del volto. La chiave di tutto però, secondo il mio parere, consiste nel fare come Z. Sitchin: studiare i Sumeri (vedi link). Infatti in un nastro audio originale lasciato accidentalmente acceso durante un rapimento, oltre alle urla della vittima si sentono anche parole sumere pronunciate con suono metallico, come da un robot.
MYSTERIUM
Nel 1972 fu stabilita una scala di classificazione che potesse catalogare i differenti tipi di incontri con forme di vita extraterrestri. Avvistamento, Prove e Contatto sono i primi tre tipi. Il quarto tipo, il Rapimento, è quello più spaventoso e difficilmente documentabile. A Nome, in Alaska, qualcuno è stato rapito dagli alieni. I fotogrammi delle scene registrate sono qualcosa di unico e preziosissimo.
Nella mitologia egiziana, il primo faraone fu Osiride, ucciso e poi resuscitato dalla morte dalla moglie, Isis. Da ciò si porterebbe a credere che non solo Osiride fu un personaggio reale ma che fu, effettivamente, un extraterrestre che avrebbe portato l’umanità alla civiltà. Dopo la sua morte fu mummificato e sepolto in una località segreta. Poi sarebbe stata scoperta e da lì nacque il “Project ISIS”. Quando i sovietici scoprirono e aprirono la tomba, molti di loro morirono per cause ignote.
Questa è la storia di una registrazione video, che fa parte di un presunto “Project ISIS” dell’ex KGB. La scoperta fu quella di una tomba in Egitto, nella piana delle piramidi di Giza, nel lontano 1945, che conteneva il corpo di un presunto extraterrestre (il visitatore Osiris). L’evidenza sarebbe stata mostrata in un documentario, andato in onda nel 1999, e che dimostrerebbe che questo corpo risalirebbe al 10.500 Avanti Cristo. L’età è stata stabilita, oltre che col C14, anche con l’allineamento delle stelle all’epoca. I russi hanno dovuto ricreare attraverso il computer l’esatta posizione delle stelle, durante la costruzione delle piramidi. Essi hanno mostrato questa animazione e hanno mostrato che l’allineamento delle stelle, con le tre piramidi di Giza risaliva proprio a quella data. Il video mostra il ritrovamento della mummia “aliena”, lunga circa due metri e la sua testa è stata ricostruita al computer. I russi hanno così scoperto che era identica a quella dei famigerati “Grigi”. (IMG:http://www.fantascienza.net/leonardo/le/cono-terra_alieno.jpg)
IL PROGETTO "ISIS"
Il “Project ISIS” è un presunto progetto, inserito in un segreto dossier sovietico, le cui conclusioni porterebbero a credere che l’Egitto sia stato fondato dagli extraterrestri. Nella mitologia egiziana, il primo faraone fu Osiride, ucciso e poi resuscitato dalla morte dalla moglie, Isis. Da ciò si porterebbe a credere che non solo Osiride fu un personaggio reale ma che fu, effettivamente, un extraterrestre che avrebbe portato l’umanità alla civiltà. Dopo la sua morte fu mummificato e sepolto in una località segreta. Poi sarebbe stata scoperta e da lì nacque il “Project ISIS”. Quando i sovietici scoprirono e aprirono la tomba, molti di loro morirono per cause ignote. I pochi rimasti non solo avrebbero recuperato il corpo di un “extraterrestre” mummificato, ma avrebbero prelevato numerosi dispositivi tecnologici deposti a fianco al presunto “essere spaziale”. Questo avvenimento portò alcuni membri degli appartenenti al progetto a formare un gruppo simile a un culto, dedito ad adorare l’extraterrestre come Dio e di conseguenza il presunto “visitatore delle stelle” cercò di aiutarli a ripristinare il controllo del genere umano. Un progetto di ricerca, condotto dal KGB, a metà degli anni che partono dal 1950 e finiscono al 1960, denominato “Progetto Isis” avrebbe avuto al suo interno, come responsabile, nientedimeno che Nikita Krusciov. Il cuore dei risultati di questo progetto sarebbe stato, come anticipato sopra, la scoperta di un sarcofago egiziano, che conteneva la mummia di un umanoide alieno, arrivato in Egitto nel 10.500 avanti Cristo. Questa strana storia sulla grande piramide di Giza, si può leggere in una edizione del magazine egiziano “Rose El-Yussuf”. Secondo questo articolo, apparso nel 1988, l’egittologo francese Louis Caparat avrebbe scoperto una stanza segreta nella grande piramide di Cheope (il vero nome del faraone era Khufu). In questa grande sala, secondo l’articolo, sarebbe stata trovata una scatola, con all’interno un extraterrestre. A prima vista l’umanoide sembrava essere in uno “stato sospeso” o in uno stato di morte apparente. Caparat afferma anche di aver trovato un papiro, nel quale si affermerebbe una riunione avuta tra il faraone Khufu e l’extraterrestre, nel quale quest’ultimo afferma che un giorno o l’altro sarebbero ritornati sulla Terra gli extraterrestre della sua stessa specie. Inoltre l’umanoide spaziale avrebbe consigliato a Khufu di far costruire un monumento a forma di piramide, ivi incluso il sarcofago, utile in caso di trapasso dell’extraterrestre. Caparat avrebbe poi contattato un suo amico collega spagnolo, il biologo Francisco de Braga, di venire subito in Egitto e di prendere un campione di sangue, tessuto e cellule per analizzare il DNA del presunto extraterrestre. Una volta sceso al Cairo, de Braga fu arrestato dalle autorità egiziane e rimpatriato in Spagna con un aereo. Infine, sempre secondo l’articolo del giornale egiziano, il corpo del presunto extraterrestre sarebbe custodito in un laboratorio, sotto stretto controllo dell’Intelligence militare egiziana.
L'argomento Egitto-Alieni fu trattato anche dal famoso ed indimenticabile film STARGATE. Non manca il dio Anubi-alieno armato di laser e le loro navi spaziali di attacco. Zecharia Sitchin ed altre antiche scritture hanno più volte menzionato "guerre tra gli dei" nel cielo.
TRAMA
In Egitto, nel 1928, viene rinvenuto un grande anello di metallo sconosciuto con incisi geroglifici, che anni dopo - grazie ad un giovane egittologo, Daniel Jackson, contattato da Catherine, la figlia di un archeologo autore della scoperta, e ora responsabile di un progetto del Governo americano al riguardo - si rivela essere una "stargate", una porta interplanetaria, attraverso la quale un manipolo di soldati americani, guidati dal colonnello Jonathan O'Neil, approda insieme a Jackson in un pianeta simile all'antico Egitto dove lavora una comunità di schiavi, che scambia dapprima per divinità gli sconosciuti, per poi ospitarli. Decifrando anche iscrizioni, mostrategli dal simpatico Skaara, figlio del capo popolo e da Shàuri, una fanciulla del luogo, Daniel scopre che Ra, un extraterrestre, per scampare all'estinzione, si è impossessato via via di corpi di giovanetti, ed ha realizzato lo "stargate" per fornirsi di schiavi fatti venire dalla Terra, da impiegare nelle miniere che servono alla sua tecnologia superiore. L'apertura sulla Terra della porta scompiglia ora i piani di Ra e questi medita di rimandare potenziata, sulla Terra, la bomba che O'Neil ha portato in caso di presenze ostili. Dopo la cattura di O'Neil e Daniel, la prigionia e l'uccisione di alcuni soldati, avviene la rivolta degli schiavi. La rivoluzione trionfa. Ra, temendo per la sua vita, tenta di allontanarsi con la nave spaziale: ma Daniel grazie al tele trasporto astutamente programmato all'uopo, riesce ad introdurre la bomba nella nave spaziale che poco dopo esplode. Mentre O'Neil, coi superstiti, torna sulla Terra tramite lo "stargate", Daniel decide di restare sul pianeta con la bella Shàuri e con i nuovi amici.