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domenica 22 febbraio 2026

Il famoso esorcista Padre Amorth in una intervista esclusiva | 2004


Il video presenta una lunga e approfondita intervista del 2004 a Padre Gabriele Amorth, uno dei più noti esorcisti della Chiesa cattolica, figura controversa ma centrale nel dibattito moderno sul rapporto tra fede, occultismo e disturbi spirituali. L’intervista, condotta all’Istituto San Paolo di Roma, offre uno sguardo diretto sul suo pensiero, sulla sua esperienza pastorale e sulla sua interpretazione del male.

Fin dai primi minuti, Amorth viene introdotto come un sacerdote dalla carriera straordinaria: decine di migliaia di esorcismi, una vasta produzione editoriale, una devozione mariana profonda e una notorietà internazionale che lo ha reso un punto di riferimento per molti fedeli. L’intervista si concentra sul suo lavoro quotidiano, sulle dinamiche degli esorcismi e sulla crescente diffusione, secondo lui, di pratiche occultistiche nella società contemporanea.

Padre Amorth attribuisce l’aumento delle richieste di esorcismi alla crisi di fede e alla conseguente attrazione verso superstizione, magia, cartomanzia, spiritismo e satanismo. Sottolinea come molti giovani, privi di punti di riferimento spirituali, finiscano per avvicinarsi a pratiche che considera pericolose. Racconta inoltre il percorso tipico di chi arriva da lui: prima i medici, poi i maghi, e solo alla fine l’esorcista.

Una parte centrale dell’intervista riguarda il dialogo con il demonio durante gli esorcismi. Amorth spiega che, pur essendo “bugiardo per natura”, il demonio sarebbe costretto a rispondere ad alcune domande sotto l’autorità del rito. Descrive episodi in cui le informazioni ottenute durante l’esorcismo vengono verificate con la famiglia del paziente, e altri casi in cui il demonio avrebbe deliberatamente mentito, soprattutto sulle presunte “date di uscita”.

L’intervista affronta anche temi teologici: la natura degli angeli caduti, la possibilità della dannazione, la libertà dell’uomo, la visione dell’aldilà e il ruolo della misericordia divina. Amorth sostiene una visione sorprendentemente ottimista: secondo lui, la maggior parte delle persone si salva, mentre la dannazione sarebbe frutto di una scelta ostinata e irreversibile.

Non mancano racconti di episodi straordinari vissuti durante gli esorcismi: levitazioni, forza sovrumana, oggetti espulsi dalla bocca, voci trasformate, minacce del demonio. Amorth li descrive con naturalezza, sottolineando però che il cinema tende a esagerare questi fenomeni per spettacolarizzazione.

Una parte significativa è dedicata anche ai contrasti interni alla Chiesa: Amorth critica la scarsa formazione degli esorcisti, la riluttanza di molti sacerdoti ad accettare l’incarico e alcune scelte del nuovo rituale, che a suo avviso limiterebbero l’efficacia del ministero.

L’intervista si chiude con un messaggio rivolto ai sacerdoti e ai fedeli: un invito a non avere paura, a vivere nella grazia e a riconoscere che, secondo Amorth, il male può essere affrontato e sconfitto attraverso la fede, la preghiera e i sacramenti. Il video termina con una benedizione e un appello alla pace interiore.

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Nato a Modena da una famiglia profondamente legata al cattolicesimo e all'Azione Cattolica, fu membro della FUCI. A 18 anni entrò a far parte dei partigiani cattolici della Brigata Italia di Ermanno Gorrieri, col soprannome "Alberto", e divenne presto vice-comandante di piazza a Modena e comandante del 3º Battaglione della 2ª Brigata Italia.

A vent'anni, concluso il conflitto, gli fu conferita la Croce di guerra al valor militare e a 22 anni, nel 1947, fu nominato vice delegato nazionale dall'allora presidente dei Movimenti giovanili della Democrazia Cristiana, Giulio Andreotti. Allora era legato al gruppo politico di Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, Amintore Fanfani e Giuseppe Lazzati.

Laureato in giurisprudenza, entrò a far parte della Società San Paolo e fu ordinato presbitero il 24 gennaio 1954 a Roma dall'allora vescovo di Norcia Ilario Roatta.

Ha pubblicato molti articoli sulla rivista cattolica Famiglia Cristiana. Appassionato di mariologia, assunse la direzione del mensile Madre di Dio. È stato un membro della Pontificia Accademia Mariana Internazionale.

Dal 1986 è stato esorcista nella diocesi di Roma, per mandato del cardinale vicario Ugo Poletti. Collaborava con diversi medici e psichiatri italiani. Dichiarava di aver effettuato circa 70.000 esorcismi dal 1986 al 2007. Lo stesso Padre Amorth, in un'intervista al Sunday Telegraph del 2000, riferisce di oltre 50.000 interventi effettuati. Nella stessa intervista afferma che molti di essi hanno richiesto solo pochi minuti, altri invece diverse ore.

In base a tali dati, considerando l'intervallo tra il 6 giugno 1986 e il 29 ottobre 2000, si può calcolare una media di oltre 9,5 interventi al giorno. Tuttavia, nei suoi libri e nelle trasmissioni televisive e radiofoniche, ha affermato di essersi trovato di fronte a vere e proprie possessioni demoniache al massimo un centinaio di volte, mentre nella maggior parte dei casi si trattava di "disturbi" demoniaci o malattie mentali.

Insieme a Jeremy Davies, nel 1990 diede vita all'Associazione Internazionale degli Esorcisti, di cui è stato presidente fino al 2000, rimanendo poi presidente onorario fino alla morte.

Conduceva la trasmissione radiofonica Racconti di un esorcista su Radio Maria. Sostenne che il 90% delle vessazioni diaboliche fossero conseguenze di malefici, cioè causate da persone che, per vendetta o rabbia, si rivolgono a maghi e occultisti.

È morto a Roma il 16 settembre 2016 all'età di 91 anni, dopo alcuni giorni di ricovero all'ospedale Santa Lucia. I solenni funerali si sono tenuti il 19 settembre nella basilica di Santa Maria Regina degli Apostoli alla Montagnola, celebrati dal vescovo ausiliare monsignor Augusto Paolo Lojudice e dal superiore generale della Società San Paolo, don Valdir José De Castro.

Nel 2017 esce The Devil and Father Amorth, un documentario diretto da William Friedkin, che narra il nono esorcismo di una donna italiana nel villaggio di Venafro, chiamata "Cristina", questa volta interpretato da Padre Gabriele Amorth.

Fin dal 1981, Amorth sostenne la sincerità dei protagonisti delle apparizioni di Međugorje.

sabato 18 settembre 2021

Film e mistero : L'Avvocato del Diavolo

Un avvocato vincerà tutte le sue cause con l'aiuto del Diavolo a sua insaputa.

VIDEO 1 - Trailer.

VIDEO 2 - Il Diavolo, essendo onnisciènte, sa tutto e conosce tutte le lingue. Al teppista in treno parla nella sua lingua in spagnolo avvertendolo di tornare subito a casa perché sua moglie lo sta tradendo con un altro.

VIDEO 3, 4, 5 - Il Diavolo si svela.

LINK : https://it.wikipedia.org/wiki/L%27avvocato_del_diavolo

domenica 9 settembre 2018

Padre Pio contro il Diavolo : una guerra eterna




             

La presenza del demonio durante  la notte (vedere link1 e link2) colpì anche Padre Pio che ingaggiò contro costui un eterno duello.


Il demonio esiste ed il suo ruolo attivo non appartiene al passato né può essere recluso negli spazi della fantasia popolare. Il diavolo, infatti, continua ad indurre al peccato proprio oggi. Per tale ragione l'atteggiamento del discepolo di Cristo di fronte a Satana deve essere di vigilanza e di lotta e non di indifferenza.
 
La mentalità del nostro tempo purtroppo, ha relegato la figura del diavolo nella mitologia e nel folclore. Il Baudelaire affermava, giustamente che IL CAPOLAVORO DI SATANA, NELL'ERA MODERNA, E' DI NON FAR CREDERE NELLA SUA ESISTENZA.  

Di conseguenza non è facile immaginare che Satana abbia dato prova della sua esistenza allorquando è stato costretto ad uscire allo scoperto per affrontare Padre Pio in "aspri combattimenti".
 
Tali battaglie, così come è riportato nella corrispondenza epistolare del venerato frate con i suoi direttori spirituali, erano dei veri e propri combattimenti all'ultimo sangue.
Uno dei primi contatti che Padre Pio ha avuto con il principe del male, risale al 1906 quando Padre Pio ritornò nel convento di Sant'Elia a Pianisi.  

Una notte d'estate non riusciva a prendere sonno per l'afa soffocante. Dalla stanza accanto gli arrivava il rumore del passo di un uomo che andava su e giù. "Il Povero Anastasio non può dormire come me" penso Padre Pio. "Voglio chiamarlo almeno si discorre un pò ". Andò alla finestra e chiamò il compagno ma la voce gli restò strozzata in gola: sul davanzale della finestra vicina si affacciò un mostruoso cane. Così raccontava lo stesso Padre Pio: "dalla porta con terrore vidi entrare un grosso cane, dalla cui bocca usciva tanto fumo. Caddi riverso sul letto e udii che diceva: "è iss, è isso" - mentre ero in quella postura, vidi l'animalaccio spiccare un salto sul davanzale della finestra, da qui lanciarsi sul tetto di fronte, per poi sparire".
Le tentazioni di satana miranti a far prevaricare il serafico padre si manifestavano in ogni modo. Il Padre Agostino ci confermava che satana appariva sotto le forme più svariate: "sotto forma di giovinette ignude che lascivamente ballavano; in forma di crocifisso; sotto forma di un giovane amico dei frati; sotto forma del Padre Spirituale, o del Padre Provinciale; di quella di Papa Pio X e dell'Angelo Custode; di San Francesco; di Maria Santissima, ma anche nelle sue fattezze orribili, con un esercito di spiriti infernali. A volte non c'era nessuna apparizione ma il povero Padre veniva battuto a sangue, straziato con rumori assordanti, riempito di sputi ecc. . Egli riusciva a liberarsi da queste aggressioni invocando il nome di Gesù.
Le lotte fra Padre Pio e Satana si inasprivano con la liberazione dei posseduti. Più di una volta - raccontava Padre Tarcisio da Cervinara - prima di andare via da un corpo di un posseduto, il Maligno ha gridato: "Padre Pio ci dai più fastidio tu che San Michele".   Ed anche: "Padre Pio, non ci strappare le anime e noi non ti molesteremo".
Ma vediamo come lo stesso Padre Pio descrive nelle lettere inviate ai suoi direttori spirituali, gli assalti di satana.
Lettera a padre Agostino, del 18 gennaio 1912  :"...Barbablù non si vuole dare per vinto. Ha preso quasi tutte le forme. Da vari giorni in qua mi viene a visitare assieme con altri suoi satelliti armati di bastoni e di ordigni di ferro e quello che è peggio, sotto le proprie forme. Chi sa quante volte mi ha gittato dal letto trascinandomi per la stanza. Ma pazienza! Gesù, la Mammina, l'Angioletto, San Giuseppe ed il padre San Francesco sono quasi sempre con me".
  (PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)
Lettera a padre Agostino del 5 novembre 1912
"Babbo carissimo, anche questa seconda vostra lettera, per permissione di Dio, ha ottenuto la stessa sorte di quella precedente. Son certo che a quest'ora il padre Evangelista vi abbia già tenuto informato della nuova fase di guerra che mi muovono quegl'impuri apostati. Costoro, babbo mio, non potendo vincere la mia costanza nel riferirvi le loro insidie, si sono appigliati a quest'altro estremo, vorrebbero indurmi nelle loro reti col privarmi dei vostri consigli, che voi mi venite suggerendo per mezzo delle vostre lettere, unico mio conforto; ed io a gloria di Dio ed a loro confusione lo sopporterò... - ...Non vi dico poi in che modo mi vanno percotendo quei disgraziati. Certe volte mi sento presso a morire. Sabato mi sembrò che mi volessero proprio finire, non sapevo più a qual santo votarmi; mi rivolgo al mio angelo e dopo d'essersi fatto aspettare per un pezzo eccolo infine aleggiarmi intorno e con la sua angelica voce cantava inni alla divina Maestà. Successe una di quelle solite scenate; lo sgridai aspramente d'essersi fatto così lungamente aspettare, mentre io non avevo mancato di chiamarlo in mio soccorso; per castigo, non volevo guardarlo in viso, volevo allontanarmi, volevo sfuggirlo, ma egli poverino mi raggiunse quasi piangendo, mi acciuffa, finché sollevato lo sguardo, lo fissai in volto e lo trovai tutto dispiaciuto". PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)
Lettera a padre Agostino del 18 novembre 1912
..."il nemico non vuole quasi abbandonarmi più, mi bussa continuamente. Egli cerca di avvelenarmi la vita con le sue infernali insidie. Si dispiace sommamente perché io ve le narro. Mi va suggerendo di tralasciare di narrarvi ciò che passa fra me e lui, e mi insinua di narrarvi piuttosto le buone visite; essendo, dice lui, le sole che possono piacervi ed edificare. - ...l'arciprete, reso consapevole della battaglia di quegl'impuri apostati, intorno a ciò che riguarda le vostre lettere, mi consigliò che alla prima vostra lettera che mi fosse pervenuta, l'andassi ad aprire da lui. Così feci nel ricevere la vostra ultima. Ma aperta che l'ebbimo la trovammo tutta imbrattata d'inchiostro. Sarà stata anche questa una vendetta di Barbablù? Non posso mai credere che così l'abbiate spedita, anche perché vi è nota la mia cecaggine. Le lettere scritte in principio sembrano illeggibili, ma dietro che vi ponemmo sopra il Crocifisso si fece un pò di luce tanto da potersi leggere, sebbene a stento..."
PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)
Lettera a padre Agostino del 13 febbraio 1913
..."oramai sono sonati ventidue giorni continui che Gesù permette a costoro di sfogare la loro ira su di me. Il mio corpo, padre mio, è tutto ammaccato per le tante percosse che ha contato fino al presente per mano dei nostri nemici. Più di una volta sono giunti a togliermi perfino la camicia e percuotermi in tale stato"...
(PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)
Lettera a padre Benedetto del 18 marzo 1913
..."Quei cosacci non cessano di percuotermi e di sbalzarmi alle volta anche dal letto, giungendo fino a togliermi la camicia e percuotermi in tale stato. Ma oramai non mi fanno più timore. Gesù è sempre amoroso verso di me, giungendo fin anche alle volte ad alzarmi da terra ed adagiarmi sul letto..."
 (PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)
Satana oltrepassò tutti i limiti della provocazione presentandosi a Padre Pio sotto la veste di un penitente. Questa la testimonianza diretta di Padre Pio:  "Una mattina, mentre stavo confessando gli uomini, mi si presenta un signore, alto, snello, vestito con una certa raffinatezza e dai modi garbati, gentili. Comincia a confessare i suoi peccati che erano di ogni genere: contro Dio, contro il prossimo, contro la morale. Tutti aberranti! Mi colpì una cosa. Per tutte le accuse, dopo la mia riprensione, fatta adducendo come prova la Parola di Dio, il Magistero della Chiesa, la morale dei Santi, l'enigmatico penitente controbatteva le mie parole giustificando, con estrema abilità e ricercatissimo garbo, ogni genere di peccato svuotandolo di qualsiasi malizia e cercando allo stesso tempo di rendere normali, naturali, umanamente comprensibili tutti gli atti peccaminosi. E questo non solo per i peccati che erano raccapriccianti contro Dio, la Madonna, i Santi - che indicava con perifrasi irriverenti senza mai nominarli - ma anche per i peccati che erano moralmente tanto sporchi e rozzi da toccare il fondo della più stomachevole cloaca. Le risposte che dava di volta in volta alle mie argomentazioni con abile sottigliezza ed ovattata malizia mi impressionavano. Tra me e me mi domandai: chi è costui? Da che mondo viene? Chi sarà mai? E cercavo di fissarlo bene in volto per leggere qualcosa tra le piaghe del suo viso. Nello stesso tempo aguzzavo le orecchie ad ogni sua parola in modo che nessuna di esse mi sfuggisse per soppesarle in tutta la loro portata. Ad un certo momento per una luce interiore vivida e fulgida percepii chiaramente chi era colui che mi stava dinanzi. Con tono deciso ed imperioso gli dissi: "di Viva Gesù, Viva Maria!" Appena pronunziati questi soavissimi e potentissimi nomi, Satana sparì all'istante in un guizzo di fuoco lasciando dietro di se un insopportabile irrespirabile fetore".
Allo stesso episodio è probabilmente rapportabile la seguente testimonianza di don Pierino, un sacerdote figlio spirituale di Padre Pio: "Una mattina Padre Pio confessava, era riservato da due tende. Dal centro dove le tendine non combaciavano perfettamente, riuscivo a vedere Padre Pio. Gli uomini, seguendo le prenotazioni, erano disposti da un lato, tutti in fila indiana. Io dal posto dove mi trovavo, recitavo il Breviario e, a tratti, alzavo lo sguardo per vedere il Padre. Sotto lo stipite della porticina, a destra della Chiesetta, sbucò un uomo robusto, bello, dagli occhi piccoli e neri, capelli brizzolati, dalla giacca scura e pantaloni rigati. Volevo non distrarmi e continuare a recitare il breviario ma una voce interiore mi ingiunse: "Fermati e guarda!" Mi fermai ed osservai. Senza attendere il suo turno, dopo qualche passo avanti e indietro, quell'uomo si fermò proprio davanti alla congiuntura delle tendine e, mentre il penitente si alzava dall'inginocchiatoio per uscire dalle tende, si infilò subito fra di esse rimanendo diritto in piedi, davanti a Padre Pio, che, da quel momento, non riuscii più a vedere. Dopo alcuni minuti, vidi ancora quell'uomo scomparire, a gambe divaricate, sotto il pavimento, mentre sulla sedia, dove era seduto il Padre, non vedevo più Padre Pio, ma Gesù, giovane, biondo e bello, tirato un tantino all'indietro sulla spalliera della sedia, intento a guardare fisso quell'uomo che sprofondava giù. Vidi di nuovo il Padre che, venendo dall'alto, tornava a sedersi al suo posto, mentre le sue sembianze si fondevano con quelle di Gesù; Poi vidi solo il Padre seduto. E subito sentii il suo vocione: "Giovanotti, vi volete sbrigare?" Il fatto passò inosservato agli uomini che attendevano, i quali ripresero subito il turno.
Padre Cipriano, è un frate cappuccino che esercita, tra le altre, le sacre funzioni di esorcista. All'epoca di Padre Pio era intento ad effettuare un esorcismo su una ragazza la quale durante gli esorcismi che si ripetevano su di lei, aveva manifestato quattro voci di quattro creature diverse.
Padre Cipriano chiese consiglio a Padre Pio su come esorcizzare una donna posseduta da più demoni ma Padre Pio fece sapere a Padre Cipriano che non si trattava di quattro demoni ma del Diavolo che si manifestava con quattro voci diverse.
Nel corso dell'ultimo esorcismo Padre Cipriano istigò il Diavolo dicendogli: "Ah, volevi farmela brutto fetente...!" ed il Diavolo rispose "...che è la prima volta che senti dire che io sono bugiardo in natura?"

domenica 10 settembre 2017

Film e mistero : L'AVVOCATO DEL DIAVOLO



L'avvocato del diavolo


« Vanità, decisamente il mio peccato preferito. »
(John Milton / Al Pacino)

L'avvocato del diavolo (The Devil's Advocate) è un film drammatico e thriller di ispirazione horror del 1997 diretto da Taylor Hackford.

Il titolo fa riferimento all'espressione idiomatica Avvocato del diavolo ed il nome del personaggio interpretato da Al Pacino, John Milton, è quello dell'autore del poema Paradiso perduto

Nonostante la trama sia tratta dall'omonimo romanzo di Andrew Neiderman, il film include alcune allusioni minori all'opera di Milton, per esempio alla famosa citazione "meglio regnare all'Inferno che servire in Paradiso" ("better to reign in Hell, than serve in Heaven,"), ed alla fine del film vengono descritti i gironi ardenti concentrici come nella Divina Commedia di Dante

Il film, inoltre, ha qualche somiglianza con il romanzo Quell'orribile forza di C. S. Lewis. Alcune scene sono state girate nell'appartamento del miliardario (poi presidente degli Stati Uniti) Donald Trump a New York.
La sigla finale è Paint It, Black dei Rolling Stones.

Trama

Kevin Lomax è un avvocato della Florida che non ha mai perso una causa. Dopo aver fatto assolvere anche un professore accusato di pedofilia, chiaramente colpevole, viene chiamato a New York, dal potente studio legale Milton.

Giunto in città con la moglie Mary Ann, Kevin conosce il proprietario dello studio, John Milton, un personaggio inquietante ma pieno di fascino, che dapprima gli assegna una causa di diritto sanitario e, dopo la sua vittoria, un triplice omicidio.

Mentre Kevin si impegna per preparare al meglio la causa, Mary Ann inizia ad avere incubi e strane allucinazioni, perdendo progressivamente contatto con la realtà: dopo un breve ricovero in un ospedale psichiatrico, la donna si suicida.

Arriva in città anche la madre di Kevin, che pur riluttante rivela al figlio che John Milton è in realtà suo padre, che lui non aveva mai conosciuto. Kevin va subito da lui e lo affronta con l'intenzione di ucciderlo, ma quando gli spara Milton non muore, rivelando la sua vera natura satanica e non umana.

Milton rivela a Kevin il suo piano: il ventesimo secolo è corrotto, dunque i tempi sono maturi affinché lui diventi il dominatore del mondo. Per farlo gli occorre che Kevin e la sua sorellastra Christabella generino un figlio, il quale diventerà l'Anticristo. Kevin riesce però a imporsi grazie al libero arbitrio e si suicida, rovinando così i piani di Milton.

Apparentemente morto, Kevin si "risveglia" nel tribunale in Florida: comprende che quanto ha vissuto fino a quel momento era solo una sorta di visione. Ripreso il controllo di sé stesso decide di abbandonare la causa del professore accusato di pedofilia.

Un giornalista suo amico tenta di convincerlo a parlare con lui: Kevin, riluttante, dopo le pressioni di Mary Ann accetta di rilasciare l'intervista.
Dopo che la coppia si allontana, il giornalista si trasfigura in un Milton sorridente: il diavolo ha così trovato un nuovo modo per far leva sulla vanità del figlio e portarlo di nuovo dalla sua parte.