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domenica 9 settembre 2018

Padre Pio contro il Diavolo : una guerra eterna




             

La presenza del demonio durante  la notte (vedere link1 e link2) colpì anche Padre Pio che ingaggiò contro costui un eterno duello.


Il demonio esiste ed il suo ruolo attivo non appartiene al passato né può essere recluso negli spazi della fantasia popolare. Il diavolo, infatti, continua ad indurre al peccato proprio oggi. Per tale ragione l'atteggiamento del discepolo di Cristo di fronte a Satana deve essere di vigilanza e di lotta e non di indifferenza.
 
La mentalità del nostro tempo purtroppo, ha relegato la figura del diavolo nella mitologia e nel folclore. Il Baudelaire affermava, giustamente che IL CAPOLAVORO DI SATANA, NELL'ERA MODERNA, E' DI NON FAR CREDERE NELLA SUA ESISTENZA.  

Di conseguenza non è facile immaginare che Satana abbia dato prova della sua esistenza allorquando è stato costretto ad uscire allo scoperto per affrontare Padre Pio in "aspri combattimenti".
 
Tali battaglie, così come è riportato nella corrispondenza epistolare del venerato frate con i suoi direttori spirituali, erano dei veri e propri combattimenti all'ultimo sangue.
Uno dei primi contatti che Padre Pio ha avuto con il principe del male, risale al 1906 quando Padre Pio ritornò nel convento di Sant'Elia a Pianisi.  

Una notte d'estate non riusciva a prendere sonno per l'afa soffocante. Dalla stanza accanto gli arrivava il rumore del passo di un uomo che andava su e giù. "Il Povero Anastasio non può dormire come me" penso Padre Pio. "Voglio chiamarlo almeno si discorre un pò ". Andò alla finestra e chiamò il compagno ma la voce gli restò strozzata in gola: sul davanzale della finestra vicina si affacciò un mostruoso cane. Così raccontava lo stesso Padre Pio: "dalla porta con terrore vidi entrare un grosso cane, dalla cui bocca usciva tanto fumo. Caddi riverso sul letto e udii che diceva: "è iss, è isso" - mentre ero in quella postura, vidi l'animalaccio spiccare un salto sul davanzale della finestra, da qui lanciarsi sul tetto di fronte, per poi sparire".
Le tentazioni di satana miranti a far prevaricare il serafico padre si manifestavano in ogni modo. Il Padre Agostino ci confermava che satana appariva sotto le forme più svariate: "sotto forma di giovinette ignude che lascivamente ballavano; in forma di crocifisso; sotto forma di un giovane amico dei frati; sotto forma del Padre Spirituale, o del Padre Provinciale; di quella di Papa Pio X e dell'Angelo Custode; di San Francesco; di Maria Santissima, ma anche nelle sue fattezze orribili, con un esercito di spiriti infernali. A volte non c'era nessuna apparizione ma il povero Padre veniva battuto a sangue, straziato con rumori assordanti, riempito di sputi ecc. . Egli riusciva a liberarsi da queste aggressioni invocando il nome di Gesù.
Le lotte fra Padre Pio e Satana si inasprivano con la liberazione dei posseduti. Più di una volta - raccontava Padre Tarcisio da Cervinara - prima di andare via da un corpo di un posseduto, il Maligno ha gridato: "Padre Pio ci dai più fastidio tu che San Michele".   Ed anche: "Padre Pio, non ci strappare le anime e noi non ti molesteremo".
Ma vediamo come lo stesso Padre Pio descrive nelle lettere inviate ai suoi direttori spirituali, gli assalti di satana.
Lettera a padre Agostino, del 18 gennaio 1912  :"...Barbablù non si vuole dare per vinto. Ha preso quasi tutte le forme. Da vari giorni in qua mi viene a visitare assieme con altri suoi satelliti armati di bastoni e di ordigni di ferro e quello che è peggio, sotto le proprie forme. Chi sa quante volte mi ha gittato dal letto trascinandomi per la stanza. Ma pazienza! Gesù, la Mammina, l'Angioletto, San Giuseppe ed il padre San Francesco sono quasi sempre con me".
  (PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)
Lettera a padre Agostino del 5 novembre 1912
"Babbo carissimo, anche questa seconda vostra lettera, per permissione di Dio, ha ottenuto la stessa sorte di quella precedente. Son certo che a quest'ora il padre Evangelista vi abbia già tenuto informato della nuova fase di guerra che mi muovono quegl'impuri apostati. Costoro, babbo mio, non potendo vincere la mia costanza nel riferirvi le loro insidie, si sono appigliati a quest'altro estremo, vorrebbero indurmi nelle loro reti col privarmi dei vostri consigli, che voi mi venite suggerendo per mezzo delle vostre lettere, unico mio conforto; ed io a gloria di Dio ed a loro confusione lo sopporterò... - ...Non vi dico poi in che modo mi vanno percotendo quei disgraziati. Certe volte mi sento presso a morire. Sabato mi sembrò che mi volessero proprio finire, non sapevo più a qual santo votarmi; mi rivolgo al mio angelo e dopo d'essersi fatto aspettare per un pezzo eccolo infine aleggiarmi intorno e con la sua angelica voce cantava inni alla divina Maestà. Successe una di quelle solite scenate; lo sgridai aspramente d'essersi fatto così lungamente aspettare, mentre io non avevo mancato di chiamarlo in mio soccorso; per castigo, non volevo guardarlo in viso, volevo allontanarmi, volevo sfuggirlo, ma egli poverino mi raggiunse quasi piangendo, mi acciuffa, finché sollevato lo sguardo, lo fissai in volto e lo trovai tutto dispiaciuto". PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)
Lettera a padre Agostino del 18 novembre 1912
..."il nemico non vuole quasi abbandonarmi più, mi bussa continuamente. Egli cerca di avvelenarmi la vita con le sue infernali insidie. Si dispiace sommamente perché io ve le narro. Mi va suggerendo di tralasciare di narrarvi ciò che passa fra me e lui, e mi insinua di narrarvi piuttosto le buone visite; essendo, dice lui, le sole che possono piacervi ed edificare. - ...l'arciprete, reso consapevole della battaglia di quegl'impuri apostati, intorno a ciò che riguarda le vostre lettere, mi consigliò che alla prima vostra lettera che mi fosse pervenuta, l'andassi ad aprire da lui. Così feci nel ricevere la vostra ultima. Ma aperta che l'ebbimo la trovammo tutta imbrattata d'inchiostro. Sarà stata anche questa una vendetta di Barbablù? Non posso mai credere che così l'abbiate spedita, anche perché vi è nota la mia cecaggine. Le lettere scritte in principio sembrano illeggibili, ma dietro che vi ponemmo sopra il Crocifisso si fece un pò di luce tanto da potersi leggere, sebbene a stento..."
PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)
Lettera a padre Agostino del 13 febbraio 1913
..."oramai sono sonati ventidue giorni continui che Gesù permette a costoro di sfogare la loro ira su di me. Il mio corpo, padre mio, è tutto ammaccato per le tante percosse che ha contato fino al presente per mano dei nostri nemici. Più di una volta sono giunti a togliermi perfino la camicia e percuotermi in tale stato"...
(PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)
Lettera a padre Benedetto del 18 marzo 1913
..."Quei cosacci non cessano di percuotermi e di sbalzarmi alle volta anche dal letto, giungendo fino a togliermi la camicia e percuotermi in tale stato. Ma oramai non mi fanno più timore. Gesù è sempre amoroso verso di me, giungendo fin anche alle volte ad alzarmi da terra ed adagiarmi sul letto..."
 (PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)
Satana oltrepassò tutti i limiti della provocazione presentandosi a Padre Pio sotto la veste di un penitente. Questa la testimonianza diretta di Padre Pio:  "Una mattina, mentre stavo confessando gli uomini, mi si presenta un signore, alto, snello, vestito con una certa raffinatezza e dai modi garbati, gentili. Comincia a confessare i suoi peccati che erano di ogni genere: contro Dio, contro il prossimo, contro la morale. Tutti aberranti! Mi colpì una cosa. Per tutte le accuse, dopo la mia riprensione, fatta adducendo come prova la Parola di Dio, il Magistero della Chiesa, la morale dei Santi, l'enigmatico penitente controbatteva le mie parole giustificando, con estrema abilità e ricercatissimo garbo, ogni genere di peccato svuotandolo di qualsiasi malizia e cercando allo stesso tempo di rendere normali, naturali, umanamente comprensibili tutti gli atti peccaminosi. E questo non solo per i peccati che erano raccapriccianti contro Dio, la Madonna, i Santi - che indicava con perifrasi irriverenti senza mai nominarli - ma anche per i peccati che erano moralmente tanto sporchi e rozzi da toccare il fondo della più stomachevole cloaca. Le risposte che dava di volta in volta alle mie argomentazioni con abile sottigliezza ed ovattata malizia mi impressionavano. Tra me e me mi domandai: chi è costui? Da che mondo viene? Chi sarà mai? E cercavo di fissarlo bene in volto per leggere qualcosa tra le piaghe del suo viso. Nello stesso tempo aguzzavo le orecchie ad ogni sua parola in modo che nessuna di esse mi sfuggisse per soppesarle in tutta la loro portata. Ad un certo momento per una luce interiore vivida e fulgida percepii chiaramente chi era colui che mi stava dinanzi. Con tono deciso ed imperioso gli dissi: "di Viva Gesù, Viva Maria!" Appena pronunziati questi soavissimi e potentissimi nomi, Satana sparì all'istante in un guizzo di fuoco lasciando dietro di se un insopportabile irrespirabile fetore".
Allo stesso episodio è probabilmente rapportabile la seguente testimonianza di don Pierino, un sacerdote figlio spirituale di Padre Pio: "Una mattina Padre Pio confessava, era riservato da due tende. Dal centro dove le tendine non combaciavano perfettamente, riuscivo a vedere Padre Pio. Gli uomini, seguendo le prenotazioni, erano disposti da un lato, tutti in fila indiana. Io dal posto dove mi trovavo, recitavo il Breviario e, a tratti, alzavo lo sguardo per vedere il Padre. Sotto lo stipite della porticina, a destra della Chiesetta, sbucò un uomo robusto, bello, dagli occhi piccoli e neri, capelli brizzolati, dalla giacca scura e pantaloni rigati. Volevo non distrarmi e continuare a recitare il breviario ma una voce interiore mi ingiunse: "Fermati e guarda!" Mi fermai ed osservai. Senza attendere il suo turno, dopo qualche passo avanti e indietro, quell'uomo si fermò proprio davanti alla congiuntura delle tendine e, mentre il penitente si alzava dall'inginocchiatoio per uscire dalle tende, si infilò subito fra di esse rimanendo diritto in piedi, davanti a Padre Pio, che, da quel momento, non riuscii più a vedere. Dopo alcuni minuti, vidi ancora quell'uomo scomparire, a gambe divaricate, sotto il pavimento, mentre sulla sedia, dove era seduto il Padre, non vedevo più Padre Pio, ma Gesù, giovane, biondo e bello, tirato un tantino all'indietro sulla spalliera della sedia, intento a guardare fisso quell'uomo che sprofondava giù. Vidi di nuovo il Padre che, venendo dall'alto, tornava a sedersi al suo posto, mentre le sue sembianze si fondevano con quelle di Gesù; Poi vidi solo il Padre seduto. E subito sentii il suo vocione: "Giovanotti, vi volete sbrigare?" Il fatto passò inosservato agli uomini che attendevano, i quali ripresero subito il turno.
Padre Cipriano, è un frate cappuccino che esercita, tra le altre, le sacre funzioni di esorcista. All'epoca di Padre Pio era intento ad effettuare un esorcismo su una ragazza la quale durante gli esorcismi che si ripetevano su di lei, aveva manifestato quattro voci di quattro creature diverse.
Padre Cipriano chiese consiglio a Padre Pio su come esorcizzare una donna posseduta da più demoni ma Padre Pio fece sapere a Padre Cipriano che non si trattava di quattro demoni ma del Diavolo che si manifestava con quattro voci diverse.
Nel corso dell'ultimo esorcismo Padre Cipriano istigò il Diavolo dicendogli: "Ah, volevi farmela brutto fetente...!" ed il Diavolo rispose "...che è la prima volta che senti dire che io sono bugiardo in natura?"

venerdì 14 agosto 2009

I Miracoli di Padre Pio - Primo Miracolo

Dalla "Vita di Padre Pio": "Era il 1896 ed il piccolo Francesco aveva nove anni. Il padre lo portò ad Altavilla Irpina, alla festa di San Pellegrino. La Chiesa era gremita, come sempre accade nei paesi del Sud il giorno della festa locale. Messa lunghissima, baci e fiori al Santo. All' ite Missa est la folla cominciò a defluire, poco a poco. Anche Orazio Forgione fece per alzarsi, ma il figliolo lo trattenne. Non sapeva spiegare perché, ma sentiva che doveva rimanere ancora. A un certo punto una donna scarmigliata e col viso sconvolto dalla furia si aprì il passo tra la folla. Aveva tra le braccia una creaturina deforme e andava dritta verso l'altare maggiore. Francesco si inginocchiò ed incominciò a pregare. La donna, giunta a pochi passi dall'altare, gettò letteralmente il suo dolente carico sul piano di marmo, urlando al Cielo che se non voleva guarirlo tanto vale che se lo riprendesse. La creaturina piombò di peso sull'altare con un tonfo. Ma non solo non si fece nulla, anzi: distese le membra per la prima volta nella sua breve vita e discese da sola dall' altare, correndo tra le braccia della mamma inebetita.
Naturalmente il clamore fu enorme e le campane cominciarono a suonare a stormo. Ma Francesco sgusciò fuori di Chiesa, tirandosi dietro il padre che adesso, invece, voleva rimanere a guardare".


giovedì 22 maggio 2008

Padre Amorth : l'eterna lotta contro il maligno da Padre Pio a Giovanni Paolo II


Il famoso esorcista padre Amorth in questa intervista narra l'eterna battaglia dell'uomo contro il male. Tecniche, strategie e furbizie che il maligno mette in pratica sottolineando la "battaglia" che ebbe con esso lo stesso padre Pio fino da giovane:

Qual è stato il rapporto tra Padre Pio e il demonio?

Padre AMORTH: è stato un rapporto costante. Dobbiamo partire da lontano. Padre Pio ha sempre dato importanza ad una visione che ebbe da fanciullo. In questa visione si vedeva un grande campo. Da una parte una schiera di Angeli bellissimi vestiti di bianco; dall’altra una grande schiera di visi orribili. Ad un certo punto si avvicina un uomo altissimo, un gigante con la testa che toccava, addirittura, le nuvole. Il fanciullo ha paura, cerca di scansarsi: com’è possibile io così piccolo e lui così grande, un gigante! Gli appare quindi un uomo misterioso che gli dice: «non aver paura: io ti aiuterò e tu lo vincerai». Ci fu quindi una zuffa tremenda tra quel gigante e il piccolo Francesco Forgione, in seguito alla quale il gigante fu sconfitto. E allora mentre la schiera dei demoni se ne andava arrabbiata, la schiera degli Angeli applaudiva al personaggio misterioso al quale, in realtà, era dovuta la vittoria. Padre Pio non ha mai voluto rivelare il nome di quel personaggio: probabilmente si trattava di Gesù stesso. Questo episodio si è ripetuto così spesso che questo personaggio disse a Padre Pio, giovanetto: «guarda che tu continuamente dovrai azzuffarti con questo gigante e sempre io ti assisterò e con il mio aiuto sempre lo vincerai, ma dovrai sempre lottare contro di lui».

Padre Pio ha guarito e liberato dal demonio molte persone: si può parlare di lui come di un esorcista, nel termine propriamente detto?

Padre AMORTH: No. Padre Pio non è mai stato un esorcista. Esorcista è un sacerdote che riceve questa facoltà dal suo vescovo. Padre Pio non ha mai fatto esorcismi veri e propri, ossia sacramentali dell’esorcismo. Tutti possono scacciare satana. Coloro che credono «nel mio nome scacceranno i demoni». Lui ha più volte allontanato i demoni, usando del suo sacerdozio, della sua fede, della sua forza di cristiano. Si può parlare di lui come di una persona che ha cacciato molti demoni, ma non di un esorcista.

C’è qualche episodio particolare che possa riassumere questo «conflitto» che ha visto Padre Pio protagonista nelle lotte con il diavolo sia a Pietrelcina che nei conventi dove ha dimorato e a San Giovanni Rotondo?

Padre AMORTH: Ci sono molti episodi che caratterizzano la vita di Padre Pio che ha dovuto tutti i giorni lottare contro il demonio. Più volte il demonio lo ha frustato a sangue. Una volta gli ha battuto la testa contro la terra: hanno dovuto dargli dei punti di sutura nella parte sopraccigliare. Però ha confessato: «l’ho sempre vinto». Ha lottato tutti i giorni contro il demonio, tutti i giorni ha avuto botte dal demonio, ma tutte le volte ne è uscito vincitore. Direi che gli episodi molto significativi, se vogliamo dire, li troviamo nel periodo in cui Padre Pio era a Venafro per studiare Sacra Eloquenza: nella mente dei suoi superiori avrebbe dovuto diventare un frate predicatore. Qui satana si è presentato in tante sembianze diverse. Diciamo innanzitutto che il demonio è puro spirito, non ha corpo, non è rappresentabile. Tante volte mi viene chiesto se io ho visto il demonio. Non l’ho mai visto. Il demonio, per potersi rendere visibile, deve poter prendere un corpo fasullo, falso. E lo prende con forme che variano in base allo scopo che vuole raggiungere. A Venafro il demonio si è presentato il più delle volte sotto forma di un cagnaccio o di un gatto anormale per dimensione, con la volontà evidente di fargli paura. Altre volte si è presentato a lui nelle forme di fanciulle nude e provocanti, quando voleva cercare di sedurlo riguardo alla purezza. Altre volte si è presentato sotto forma di Gesù e di Maria o del Padre Provinciale o spirituale. In questa veste gli dava anche degli ordini che al giovane frate sembravano molto strani. Quando il demonio andava via, egli si recava dai suoi superiori chiedendo spiegazione e gli veniva risposto che tutto quello che gli era stato ordinato di fare era opera del demonio.

Nell’ottica di Dio che senso ha questa battaglia «senza esclusione di colpi», quella tra il frate di Pietrelcina e «il re degli inferi», una lotta per la vita e la morte iniziata quando Padre Pio era solo un fanciullo e chiusa solo dalla sua morte? C’è una spiegazione ascetica in tutto questo?

Padre AMORTH: Noi vediamo la lotta incessante tra Gesù e satana, durata tutta la vita. è una partecipazione a questa lotta tra Cristo e il demonio. La vera lotta è quella di Cristo con il demonio, alla quale noi siamo chiamati a partecipare. La spiegazione, mi pare, dipende proprio da questo: come il demonio cerca di distoglierci dalla retta via e da Cristo, e come noi uniti a Gesù usciamo sempre vittoriosi. Se ci stacchiamo da Dio allora perdiamo, siamo sconfitti. Lo scopo del demonio è proprio questo: distrarci da Dio, renderci infedeli a Dio. Da qui lo sforzo di satana. A lui interessano poco le possessioni diaboliche vere e proprie. A lui interessa portare l’uomo al peccato, all’infedeltà a Dio. Il motivo di questa lotta è quello della lotta contro il male. Da tener presente che Padre Pio lottava contro il demonio per se stesso, ma anche per difendere tutte le persone che si rivolgevano a lui, per difendere da satana coloro che erano schiavi di satana, perché erano peccatori e poi si avvicinavano a Padre Pio per il sacramento della Confessione. Quindi la lotta di Padre Pio non era contro il demonio, ma contro i demoni di tutte le persone che lo avvicinavano.

Mettendo in parallelo il mistico Padre Pio e la mistica santa Faustina Kowalska e i messaggi di Fatima, si può parlare oggi di «inferno vuoto» come dicono tanti?

Padre AMORTH: Purtroppo, oggi sono tanti che parlano di inferno vuoto, anche un teologo famosissimo ed un cardinale, eppure non c’è niente di più chiaro nel Vangelo che la certezza dell’inferno, delle persone che ci vanno e dell’eternità dell’inferno. Per cui parlare di inferno vuoto è tradire la Bibbia, è tradire il popolo di Dio. Togliere la paura dell’inferno è togliere un incentivo a resistere contro le tentazioni e quindi è un vero inganno ed una vera bugia. L’inferno, purtroppo, c’è, in esso cadono tante anime come hanno visto in visioni private, per esempio, i fanciulli di Fatima, e come hanno visto tanti Santi. Chi ci va, ci resta per tutta l’eternità. C’è un episodio, se vuole, che può essere interessante da ricordare. Un episodio avvenuto a una delle ragazze a cui è apparsa la Madonna di Medjugorje. Chiese una volta la fanciulla (lasciamo stare il caso Medjugorje, se si può credere o no, a me interessa l’episodio in sé): «Mamma cara, non potrebbe un dannato pentirsi delle sue colpe e non potrebbe Dio toglierlo dall’inferno e portarlo in Paradiso?». La Madonna, sorridendo, disse: «Dio potrebbe, Dio potrebbe, ma sono loro che non vogliono». Quando uno s’incancrenisce nel peccato, nella via contro Dio, non ne vuol sapere di tornare indietro. Tutte le volte che io ho detto al demonio: «tu sei il più grande stupido che esiste al mondo. Con tutta la tua intelligenza prima eri in Paradiso e adesso sei all’inferno. Dimmi: se potessi tornare indietro, cosa faresti?». «Farei la stessa scelta», è stata la risposta che mi ha sempre dato. L’eternità dell’inferno dipende proprio da come uomini e demoni siano incancreniti, cocciutamente attaccati all’odio contro Dio e ad uno stato di opposizione a Lui. Ecco perché l’inferno è eterno.

Ci sono stati dei Santi «posseduti» dal diavolo?

Padre AMORTH: Ce ne sono stati vari, e questo ci dà l’occasione di ricordare che la possessione diabolica può avvenire per motivi colpevoli (per esempio, se uno si dà a pratiche di occultismo), ma può avvenire anche per motivi non colpevoli. Questa è una forma di penitenza, di sofferenza, estremamente meritoria. Ci dà l’occasione di ricordare che, se uno ha una forma di possessione diabolica, non vuol dire che sia un’anima in peccato o che abbia commesso dei peccati. Mi piace ricordare una persona dei nostri tempi: suor Maria di Gesù Crocifisso, carmelitana, chiamata anche la «piccola araba», nata a pochi chilometri da Nazareth. Ha avuto due volte nella vita la possessione diabolica con la necessità di ricevere esorcismi. Quindi il demonio può anche colpire persone sane, e i sacrifici, le sofferenze, le percosse, le umiliazioni, tutto quello che il demonio provoca in queste persone è altamente meritorio per la loro santificazione e per il loro apostolato verso le anime bisognose di Dio.

Cosa vuol dire oggi essere «esorcista»?

Padre AMORTH: Fare l’esorcista, oggi, è un compito duro e, da un punto di vista di popolarità, è un lavoro estremamente ingrato. D’altra parte, se noi leggiamo il Vangelo, Gesù è molto chiaro: dà agli Apostoli e a tutti i loro successori tre compiti precisi, e cioè predicare, scacciare i demoni e guarire i malati. Se non si compiono tutte e tre questi compiti, non si corrisponde pienamente al volere di Dio. Da notare che molte volte sacerdoti santi hanno scacciato demoni, hanno liberato anime senza nemmeno che se ne accorgessero. Io vedo, esercitando questo compito, il completamento del mio sacerdozio. Quindi, essere esorcista oggi significa essere uomini di grande fatica, sforzarsi di essere persone di grande preghiera e di grande fede - perché senza fede non si combina nulla, è la fede che guarisce e libera - e significa essere esposti alle critiche o ai risolini di presa in giro da parte degli altri sacerdoti.

Si è parlato, in alcuni casi, anche di Giovanni Paolo II come esorcista...

Padre AMORTH: Sì. Ci sono almeno due episodi, che io conosco, in cui Giovanni Paolo II ha compiuto esorcismi. Uno, il più famoso, descritto da un cardinale e raccontato in un libro. è l’episodio di quando il Papa ha esorcizzato una ragazza che gli era stata portata dall’allora vescovo di Spoleto, mons. Alberti. Ha compiuto un esorcismo vero e proprio nei confronti di una ragazza che si rotolava per terra nel suo appartamento. Una cosa nuova per i pochi presenti che dicevano che queste cose si erano solo lette nel Vangelo. Erano increduli senza sapere che, per noi esorcisti, è pressoché pane quotidiano. E il Papa verso la fine dell’esorcismo, ha detto una frase: «domani celebrerò per te la Santa Messa». A questa frase la ragazza si è alzata, sorridente, provvisoriamente liberata. Dico «provvisoriamente» perché bisogna tener presente che la liberazione dal demonio è un atto e un intervento straordinario di Dio. è un vero e proprio miracolo. Per cui avviene, in genere, dopo lungo tempo. Ci sono persone che io sto esorcizzando da oltre quindici anni: questo vuol dire che ho compiuto su di loro centinaia di esorcismi. Alla fine di ogni esorcismo danno l’impressione di essere libere, di essere guarite. Invece dura poco questo stato di liberazione. Il demonio le attacca di nuovo. Per aver la liberazione definitiva ci vuole tempo. Io sono al corrente di un altro esorcismo di Giovanni Paolo II, che aveva fatto in precedenza: me ne aveva parlato padre Candido (un altro famoso esorcista di Roma, n.d.r.). E ancora, due anni fa, in piazza San Pietro si era vista una ragazza che camminava tutta storta, gobba. L’avevano messa in prima fila tra i malati. Appena scese il Papa, questa ragazza si mise ad urlare come una forsennata. Allora l’hanno allontanata. Il Papa ha detto: «lasciatela da parte, dopo voglio benedirla». Dopo l’udienza, in una stanzetta vicino all’arco delle campane, alla presenza dei genitori e di mons. Danzi, un vescovo molto noto in Vaticano, il Papa per oltre una mezz’ora ha pregato su di lei. Anche qui non si può parlare di una liberazione totale, ma che abbia fatto un buon passo verso la liberazione, questo sì. Non sono a conoscenza di altri episodi, ma certamente posso dire che Karol Wojtyla ci crede e che molto spesso ha parlato del demonio.

In casi di esorcismo si è parlato anche di episodi molto particolari: gente che ha «sputato» fuori vari oggetti. Intorno a questo c’è molto scetticismo: si parla di un ritorno al Medioevo...

Padre AMORTH: è vero. Questa accusa viene fatta, purtroppo, e dico sempre a queste persone che sono dei grandi ignoranti. Io sono un ammiratore del Medioevo, un’epoca stupenda. Quando questa osservazione mi è stata fatta in Francia, ho risposto: iniziate a buttare giù le più belle chiese e basiliche che avete, perché sono tutte di quel periodo. Io non vi faccio tornare al Medioevo e neppure al periodo di Cristo, ma ad Adamo ed Eva. è cominciato lì l’intervento del demonio sull’uomo e la lotta contro il maligno. Il demonio c’è sempre stato, ha sempre agito. Il suo trucco, la sua vittoria principale è nota: far credere che non esiste. Il demonio ci tiene a lavorare di nascosto per intervenire indisturbato e per portare l’uomo al male. Il demonio ha anche un altro compito straordinario, raro: quello di dare dei mali particolari che possono portare anche alla possessione diabolica e a cui il demonio tiene meno. Il demonio è più concentrato verso la sua attività ordinaria, che è quella di cercare di tentare l’uomo, portarlo al male e farlo cadere nel peccato. Per questo è molto importante per il demonio che non si creda alla sua esistenza, così da poter agire indisturbato.

In una società secolarizzata, in cui gli esorcismi sono spesso considerati degli atti di stregoneria, quale messaggio potremmo lanciare?

Padre AMORTH: Se c’è una società in cui il demonio trionfa è la nostra. Basta guardarci intorno e vedere come i peccati vengono considerati delle esperienze. Un esempio: non c’è mai stata una guerra che abbia ucciso tanti bambini ogni giorno così come avviene con l’aborto. L’aborto è un vero e proprio omicidio approvato ufficialmente dagli Stati. Questo è un trionfo di satana, un trionfo meraviglioso. Altro esempio, il divorzio. Questo è il trionfo di satana perché Dio è Dio dell’amore, della pace, dell’unione, della concordia. Le guerre sono diventate sempre più difficili da combattere, perché sono in mezzo alle popolazioni. Viviamo in una società in cui il satanismo è generalizzato e, notate, qui parlo solo di azioni di satana nella sua esplosione e nei suoi effetti. Pensiamo anche al satanismo vero e proprio, a come si sono divulgate nel mondo le sette sataniche: quante persone che si consacrano a satana! Ho bruciato tante consacrazioni a satana, scritte con il sangue per chiedere denaro, successo e piacere, le tre grandi passioni umane che fanno vendere l’anima al diavolo. Dio non voglia che avvenga una punizione di quelle robuste da rimettere giudizio alla gente. Credo che ci stiamo avviando verso una terza guerra mondiale: lo vedo da tanti segni esteriori che, chi ha occhi per guardare, non può non vedere. Su questo ci sono tante profezie, come quella di Teresa Musco, una veggente di Caserta, morta in concetto di santità e per la quale è avviata la causa di beatificazione. Aveva predetto la guerra dei sei giorni in Israele, aveva predetto la seconda guerra e poi ha predetto anche (tutte predizioni che lei mette in bocca alla Madonna) «cercheranno sempre palestinesi ed israeliti di mettersi d’accordo, ma non ci riusciranno mai, perché da lì nascerà la terza guerra mondiale». Ora che da lì nascerà la terza guerra mondiale non l’abbiamo ancora visto, ma che in tutti questi anni i due popoli hanno tentato di mettersi d’accordo senza successo lo vediamo con chiarezza tutti. Io vedo l’azione di satana estremamente in auge, trionfante, e grazie al cielo sappiamo che non sarà vincente, perché le porte dell’inferno non prevarranno contro la Chiesa. Un carismatico morto di recente diceva: «troviamo molta gente che ogni giorno trova il tempo per leggere il giornale, ma non trovano il tempo, durante tutta la vita, di leggere la Bibbia». E questo è un fatto molto, ma molto diffuso.

Qual è il modo per difendersi dal maligno?

Padre AMORTH: Ritornare ai dieci Comandamenti, alle leggi di Dio. Vedere che le leggi di Dio non sono proibitive, ma leggi di salvezza. Ritornare ad amarci, ritornare alla concordia, ritornare all’onestà. Oggi la società è basata proprio sull’ingiustizia: bisogna ritornare a Dio.

Padre Pio le ha mai predetto la sua attività di esorcista?

Padre AMORTH: No. Quando frequentavo Padre Pio non ero ancora sacerdote esorcista e non pensavo minimamente di diventarlo. Avevo dei figli spirituali e gli ho parlato di loro chiedendogli di poterli affidare a lui, e Padre Pio ha accettato. Gli dissi: «così i miei figli spirituali la chiameranno nonno Pio». Si è messo a ridere. Quindi un mio figlio spirituale è anche figlio spirituale di Padre Pio.













padre Amorth

giovedì 20 marzo 2008

Fine del mondo

Dopo l'attentato terroristico in data 11/09/2001 negli Stati Uniti, incominciai ad interessarmi di profeti e profezie. Non solo Nostradamus ma anche Malachia, la monaca di Dresda, il Ragno Nero ecc. Ero curioso di capire se le varie previsioni catastrofiche avevano un loro fondamento e se coincidevano in qualche modo.
Dopo essermi informato sono arrivato alla conclusione che non solo i singoli profeti ma anche antiche civiltà che non si conoscevano tra loro come i Maya e le loro previsioni sul 2012, gli Egizi tramite la piramide di Cheope e le sue profezie ed altre giungevano tutte alla stessa conclusione: grandi cataclismi naturali, cambiamento dell'asse terrestre e scomparsa di un continente come successe ad Atlantide.
Quando scrissi queste cose su un forum pubblico molti mi deridevano prendendo il tutto per farneticazioni (in particolare un certo Lapo famoso per le sue mancate occasioni a stare zitto - NB).
Guardate questi video adesso e vedremo se qualcuno riderà ancora:







Messaggi di Gesù a Padre Pio





Messaggio di Fatima






Rebus - Profezie Maya e 2012: il mistero svelato (Atlantide)