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domenica 19 agosto 2018

Miracolo di San Lodovico : probabile intervento alieno ?















Anno 1306, l'esercito lucchese e fiorentino assediano oramai da quattro mesi il castello di Serravalle Pistoiese. Il popolo invoca in preda alla disperazione l'aiuto di San Lodovico che successivamente apparirà da una nuvola e con una spada fiammeggiante ricaccerà indietro gli assalitori scagliando loro addosso una gran forza. 
Tutti elementi che nel corso della storia ricorrono spesso come, ad esempio, le nuvole "divine". Io sono stato sul posto filmando il video della processione sette anni fa.

Ci sono tre ipotesi in merito :
Razionale - Serravalle ha una particolare ubicazione geografica. In caso di determinati fattori ambientali, può effettivamente essere circondata dalla nebbia.

Religiosa - Fu San Lodovico a fare il miracolo salvando il paese.

Ufologica - Come già descritto anche nella Bibbia (vedere link) anche in quel caso, un UFO protetto dalla solita nuvola, sferrò un attacco contro gli assedianti.

Fatto sta, che si voglia o non si voglia credere alla "grande forza", qualcosa successe per mettere in fuga due eserciti. Purtroppo la verità non la sapremo mai.

MYSTERIUM

Il Miracolo di San Lodovico è un'antica tradizione, che risale ai primi del XIV secolo. Esso narra che un giorno arrivarono al castello di Serravalle Pistoiese un pellegrino accompagnato da un bambino chiedendo ospitalità per rifocillarsi e riposare dalle fatiche del loro lungo viaggio. 

Prontamente e generosamente i Serravallini si prodigarono ad accogliere la loro richiesta ed il bambino promise che si sarebbe ricordato in futuro dell'accoglienza data dagli abitanti di questo castello in modo così nobile e misericordioso ai pellegrini. Questo fanciullo in realtà altri non era che Lodovico d'Angiò, figlio di Carlo d'Angiò, re di Napoli ed erede al trono, corona in seguito lasciata per intraprendere la disciplina ecclesiastica, che lo volle prima Vescovo e poi Santo per le sue opere misericordiose ed i suoi miracoli. 

Egli tenne fede a questa promessa salvando, molti anni dopo, Serravalle da un pesante assedio. Nell'anno 1306 infatti accadde che i Lucchesi, ritornando alla propria città dopo aver partecipato, insieme ai Fiorentini all'occupazione ed al sacco di Pistoia, decidessero di punire anche Serravalle, rea ai loro occhi di essere rimasta leale agli statuti del comune di Pistoia nonostante essa fosse stata precedentemente presa e costretta a giurare fedeltà alla signoria dei Lucchesi. 

Il nemico quindi pose subito assalto al castello che era sulla loro strada, ma questo, tenacemente difeso dai suoi abitanti non cedette e fu così messo sotto duro assedio, un accerchiamento durato circa quattro mesi. Allo stremo delle forze, quando il nemico stava dando la scalata alle sue mura, fu indetta nella chiesa principale del castello una solenne orazione: improvvisamente sulla torre più alta apparve la figura di un uomo avvolto in una nube risplendente. 

Era San Lodovico che armato nella mano destra di una spada fiammeggiante faceva cenno con il pastorale di respingere gli assalitori: all'istante una fitta nebbia coprì la roccaforte e una grande forza si abbatté sul nemico che si sentì come ricacciato dalla fortezza. Incredulità e panico per questo evento soprannaturale si impossessò delle milizie nemiche che si dettero a precipitosa fuga tornando alla loro città. Da quel momento San Lodovico divenne il Patrono dei Castello di Serravalle e si istituì di celebrarne "in perpetuo" solennemente la ricorrenza ogni 19 di agosto.


domenica 30 aprile 2017

Film e mistero : il leggendario Ghostbusters rievocato dai cosplayer

Esibibizione alla manifestazione Cosplay dei Ghostbusters Italia (vedere link ufficiale www.gbitalia.it) in rievocazione del mitico film nel primo video da me realizzato.

Cosplay




Adolescenti aTokyo
si radunano per il cosplay. Nell'immagine tre ragazzi giapponesi interpretano i componenti della band
MALICE MIZER
.

Cosplay (コスプレ kosupure?) è una parola macedonia formata dalla fusione delle parole inglesi "costume" (costume) e "play" (gioco o interpretazione) che indica la pratica di indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile in un determinato ambito e interpretarne il modo di agire.

Storia

Il fenomeno precursore del cosplay nasce in America nel 1939 con il futuristicostume indossato da Forest J. Ackerman e ispirato al film La vita futura di William Cameron Menzies. Solo nel 1984 il reporter giapponese Takahashi Nobuyuki coniò la parola cosplay, per descrivere ciò che aveva visto durante il suo viaggio in America presso le convention statunitensi. Il fenomeno assunse una certa rilevanza a partire dal 1995 quando la stampa giapponese dedicò per la prima volta un articolo a questo fenomeno quando un gruppo di ragazzi nella città di Tokyo indossò i costumi ispirati a personaggi della serie Neon Genesis Evangelion. Da allora il cosplay si è sempre più diffuso anche nel resto del mondo, soprattutto tra le schiere di fan più appassionati.

Caratteristiche del fenomeno


Il termine è una contrazione delle parole inglesi costume e play, che descrivono l'hobby di divertirsi vestendosi come il proprio personaggio preferito. Oltre a travestirsi in occasione di manifestazioni pubbliche come i convegni sugli anime, non è inusuale per gli adolescenti giapponesi radunarsi assieme ad amici con la stessa passione solo per fare del cosplay.

Il cosplay si è legato indissolubilmente alla cultura nipponica, al punto di essere creduto originario del Sol Levante. Difatti il personaggio rappresentato da un cosplayer appartiene spesso al mondo dei manga e degli anime, molto diffusi nel paese asiatico, ma non è raro che il campo di scelta si estenda ai tokusatsu, ai videogiochi, alle band musicali, particolarmente di artisti J-Pop, J-Rock, K-Pop o K-Rock (musica pop e rock giapponese o coreana), ai giochi di ruolo, ai film e telefilm e ai libri di qualunque genere e persino alla pubblicità.
A causa della sua natura eterogenea il cosplay viene praticato in maniera sensibilmente differente nei vari stati in cui si è diffuso, ma il terreno principalmente calcato dai cosplayer è quello delle convention del settore.

Una piccola nicchia in questo campo è costituita dai dollers, il termine che indica un attore dilettante di kigurumi. Questi cosplayer indossano maschere (che li fa definire in giapponese anche animegao, ovvero "faccia da anime") e una calzamaglia completa per trasformarsi completamente nel loro personaggio.
 

Una definizione adottata in certi casi è quella di cross-players, da "cross-dressing" e "cosplayer": si usa talvolta per indicare coloro che abitualmente realizzano cosplay di personaggi del sesso opposto rispetto al loro. Non si tratta comunque di una vera e propria nicchia del cosplay, ma di una definizione a volte usata in modo improprio e non accettata da tutti gli appassionati. Le migliori cosplayers giapponesi si possono trovare ogni domenica ad Harajuku, quartiere di Tokyo, dove decine di ragazze e ragazzi si incontrano per mostrare i propri vestiti ai turisti incuriositi e ai fotografi.

Le esibizioni

Una parte significativa della sottocultura cosplay sono le brevi scenette (o esibizioni) in cui i cosplayer recitano la parte del personaggio di cui indossano il costume, re-interpretando fedelmente determinati passaggi del film, fumetto o serie TV da cui il personaggio è stato tratto, o al contrario fornendone un'interpretazione personale in chiave parodica quando non demenziale.

Va notato che questo elemento ha un'importanza del tutto marginale nelle fiere giapponesi, dove solitamente i vari cosplayers si limitano ad un inchino e ad una breve sfilata dove posano per le fotografie, mentre al contrario ha ottenuto un buon successo in diversi altri paesi in cui si pratica il cosplay. Non è raro vedere alle varie gare di cosplay lunghe interpretazioni spesso complete di colonne sonore, accessori vari e in alcuni casi dei micro-set che si rifanno alle ambientazioni della storia. Ormai è quasi una consuetudine premiare non soltanto gli autori dei costumi più accurati, ma anche le interpretazioni migliori e più fedeli allo spirito della fonte originale, oppure elargire "premi simpatia" ai cosplayers la cui interpretazione è risultata la più divertente e originale.


Riassunto e trama del film Ghostbusters - Acchiappafantasmi

 

 

New York, 1984. Peter Venkman, Raymond Stantz ed Egon Spengler, tre ricercatori universitari in parapsicologia, studiano da tempo, ma con scarsi risultati, i fenomeni paranormali. Contattati dalla Biblioteca Pubblica di New York sulla 5ª strada, si trovano per la prima volta faccia a faccia con un ectoplasma, quello dell'ex bibliotecaria Eleanor Twitty, la "Signora in Grigio". Raccolti dei campioni, iniziano a valutare le potenzialità della scoperta, proprio mentre vengono cacciati dal rettore dell'Università per mancanza di risultati nei rispettivi ambiti di ricerca.
 

Convinto Ray a mettere un'ipoteca sulla sua casa d'infanzia, con i soldi ottenuti i tre intraprendono la loro nuova e avveniristica attività: quella di acchiappafantasmi a pagamento. Con il genio di Egon mettono a punto apparecchiature sofisticate e tecnologie all'avanguardia come lo zaino protonico, in grado di catturare l'energia psicocinetica dei fantasmi tramite flussi di particelle, il rilevatore di energia psicocinetica che serve a rilevarla e le ghost-trap, in grado di intrappolarli. I tre quindi acquistano un palazzo cadente, già sede dei Vigili del Fuoco, come loro quartier generale e una vecchia ambulanza,[1] modificandola secondo le loro esigenze. A questo punto non resta loro che attendere le prime telefonate, che però tardano ad arrivare. L'unica cliente è Dana Barret, una violoncellista che nel frigorifero di casa vede strane apparizioni che dicono il nome "Zuul".
 

Finalmente ricevono una chiamata da un grande albergo di lusso del centro, il Sedgewick Hotel, infestato da un ingordo ectoplasma verde (Slimer) al dodicesimo piano dove i tre possono testare gli zaini protonici: dopo essersi divisi, il primo ad incontrarlo è Ray che tenta di prenderlo mentre si ingozza di dolci, il secondo sarà Venkman che avrà un contatto fisico con lo spettro. I tre lo seguiranno e lo cattureranno nella sala da ballo dove testano anche le trappole, causando però parecchi danni con gli zaini. Da allora le chiamate aumentano sempre più e gli "Acchiappafantasmi" cominciano a ripulire la città dagli spiriti e spiritelli che stanno terrorizzando i cittadini, ottenendo in breve tempo grande successo e popolarità (compaiono infatti in TV, sulle copertine di USA Today, del Time e ne parla Larry King nel suo show assieme ad altri famosi giornalisti). Per far fronte alla sempre maggiore mole di lavoro viene anche assunto un ulteriore membro della squadra, Winston Zeddemore (Ernie Hudson) (Ernie Hudson).
 

Ben presto, però, i quattro devono fare i conti con una minaccia ancora più grande: il funzionario del Dipartimento dell'Ambiente Walter Peck (William Atherton), giudicando il lavoro degli Acchiappafantasmi nocivo e pericoloso, riesce a togliere la corrente al "dispositivo di stoccaggio", in cui erano imprigionati tutti i fantasmi catturati fino ad allora (Slimer, un fantasma azzurro fuoriuscito dalla metro e uno zombi), che finiscono per liberarsi. In città si semina il panico assoluto e i quattro vengono arrestati. Nel frattempo Gozer, una sorta di malefica semidivinità sumera del 6000 a.C., sta per reincarnarsi e tornare sulla Terra e per questo i suoi due adoratori, Zuul il Guardia di Porta e Vinz Clortho il Mastro di Chiavi, iniziano a "possedere" rispettivamente Dana e il suo vicino Louis sotto forma di cani infernali.
 

Rinchiusi in cella, Ray ed Egon hanno il tempo di capire la situazione. Un pazzo e geniale architetto adoratore di Gozer, di nome Ivo Shandor che era un membro principale di una sua setta. Egli aveva costruito il palazzo di Dana -che si scopre infine essere una gigantesca antenna spirituale- in un punto particolare in maniera da far confluire lì l'energia ectoplasmatica, così da richiamare Gozer per porre fine a questa società marcia. L'unica speranza è raggiungere la sommità del palazzo e fermare la divinità.
 

Ottenuto l'appoggio del sindaco, scortati dalle forze dell'ordine fino all'edificio e scalatolo fino alla cima, gli eroi si ritrovano di fronte a Dana e Louis trasformati nei mostruosi quadrupedi che rispondono al richiamo di una creatura simile ad una donna davanti ad un portale che porta ad un'altra dimensione. Ray tenta di comunicare ma i quattro vengono attaccati dai fulmini della semidivinità. Dopo averla "neutralizzata" con gli zaini protonici, Gozer dà la possibilità ai quattro di scegliere la forma fisica della calamità con la quale essere distrutti. Per evitare di rispondere, gli Acchiappafantasmi non pensano a nulla, ma inavvertitamente a Ray viene in mente la simpatica e innocua mascotte dei suoi marshmallow preferiti. 

Ed ecco che Gozer si materializza sotto forma del tenero pupazzo Stay Puft Marshmallow Man, gigantesco e minaccioso, e inizia a seminare il panico tra la folla. I quattro fanno fuoco, incendiandolo e il gigante infuriato tenta di arrampicarsi. L'unica soluzione è allora quella di incrociare i flussi delle loro armi, un'azione ad altissimo rischio che era stata tassativamente sconsigliata da Egon, verso il portale da cui Gozer è entrato nel nostro mondo. Ciò causa una potente esplosione che scioglie il Pupazzo Marshmallow, il quale si liquefà divenendo fondente di zucchero che inonda Manhatthan. Dana e Louis vengono liberati dalla corazza carbonizzata e Venkman si riunisce con la sua amata.
Salvata New York, esploso il pupazzo della pubblicità dei marshmallow e liberati Dana e Louis dalle sembianze di Zuul e Vinz Clortho, i quattro vengono accolti dalle ovazioni dell'intera cittadinanza e diventano i nuovi eroi sulla scena. Il film si conclude con i quattro Ghostbusters che tornano alla caserma acclamati dalla folla e Slimer che vola urlando verso lo spettatore.

giovedì 24 dicembre 2015

Buon Natale ai miei lettori

Buon Natale a tutti i miei lettori che mi seguono sempre con assiduità, in Italia ed all'estero. Il successo di questo blog è dovuto anche a voi che vi interessate di questi argomenti. 






MYSTERIUM

AUGURI IN MUSICA CON I SEGUENTI VIDEO DA ME REALIZZATI:

martedì 23 agosto 2011

UFO nella storia : il miracolo di San Lodovico

Anno 1306, l'esercito lucchese e fiorentino assediano oramai da quattro mesi il castello di Serravalle Pistoiese. Il popolo invoca in preda alla disperazione l'aiuto di San Lodovico che successivamente apparirà da una nuvola e con una spada fiammeggiante ricaccerà indietro gli assalitori scagliando loro addosso una gran forza. Tutti elementi che nel corso della storia ricorrono spesso come, ad esempio, le nuvole "divine". Io sono stato sul posto facendo il seguente video e le seguenti foto.

Foto in alto : rievocazione storica dell'assedio al castello. - FOTO MYSTERIUM

Il Miracolo di San Lodovico è un'antica tradizione, che risale ai primi del XIV secolo. Esso narra che un giorno arrivarono al castello di Serravalle Pistoiese un pellegrino accompagnato da un bambino chiedendo ospitalità per rifocillarsi e riposare dalle fatiche del loro lungo viaggio. Prontamente e generosamente i Serravallini si prodigarono ad accogliere la loro richiesta ed il bambino promise che si sarebbe ricordato in futuro dell'accoglienza data dagli abitanti di questo castello in modo così nobile e misericordioso ai pellegrini. Questo fanciullo in realtà altri non era che Lodovico d'Angiò, figlio di Carlo d'Angiò, re di Napoli ed erede al trono, corona in seguito lasciata per intraprendere la disciplina ecclesiastica, che lo volle prima Vescovo e poi Santo per le sue opere misericordiose ed i suoi miracoli. Egli tenne fede a questa promessa salvando, molti anni dopo, Serravalle da un pesante assedio. Nell'anno 1306 infatti accadde che i Lucchesi, ritornando alla propria città dopo aver partecipato, insieme ai Fiorentini all'occupazione ed al sacco di Pistoia, decidessero di punire anche Serravalle, rea ai loro occhi di essere rimasta leale agli statuti del comune di Pistoia nonostante essa fosse stata precedentemente presa e costretta a giurare fedeltà alla signoria dei Lucchesi. Il nemico quindi pose subito assalto al castello che era sulla loro strada, ma questo, tenacemente difeso dai suoi abitanti non cedette e fu così messo sotto duro assedio, un accerchiamento durato circa quattro mesi. Allo stremo delle forze, quando il nemico stava dando la scalata alle sue mura, fu indetta nella chiesa principale del castello una solenne orazione: improvvisamente sulla torre più alta apparve la figura di un uomo avvolto in una nube risplendente. Era San Lodovico che armato nella mano destra di una spada fiammeggiante faceva cenno con il pastorale di respingere gli assalitori: all'istante una fitta nebbia coprì la roccaforte e una grande forza si abbatté sul nemico che si sentì come ricacciato dalla fortezza. Incredulità e panico per questo evento soprannaturale si impossessò delle milizie nemiche che si dettero a precipitosa fuga tornando alla loro città. Da quel momento San Lodovico divenne il Patrono dei Castello di Serravalle e si istituì di celebrarne "in perpetuo" solennemente la ricorrenza ogni 19 di agosto.


" ED EGLI APPARVE DA UNA NUVOLA". Questa citazione appare spesso nella Bibbia. Leggendola in chiave ufologica significherebbe che da sempre gli alieni ci condizionano:



"I Dropa (nome attribuito agli esseri alieni) scesero dalle nubi del loro oggetto volante. I nostri uomini, donne e bambini si nascosero dieci volte nelle caverne prima dell'alba, finché capimmo che i Dropa avevano intenzioni pacifiche...".


UFO CRASH NELLA PREISTORIA

Solo nel 1965, con la pubblicazione di un documento intitolato Navi Spaziali di 12.000 anni fa, iniziò la divulgazione della scoperta: Tsum Um-Nui spiegò che, secondo le sue traduzioni, effettuate dai geroglifici dei vari dischi di pietra rinvenuti, si raccontava di una navicella spaziale, giunta da un altro pianeta, che aveva avuto un grave incidente sulle montagne di Bayan Kara Ula...

Di Alessia Serafin
a.serafin@strangedays.it
19 Maggio 2005

Nel 1938, in una caverna, tra le montagne del Tibet, al confine con la Cina, nella regione di Bayan Kara Ula, furono ritrovati numerosi scheletri di esseri umani di razza sconosciuta, con crani sproporzionati e piccoli corpi, alti circa 130 cm.
Inizialmente furono considerate scimmie, ma nessun animale, per quanto evoluto, avrebbe mai potuto procedere a tali sepolture. Nelle tombe, oltre ai corpi, furono rinvenute ben 716 dischi di pietra, nei quali erano incisi strani ideogrammi, anch'essi sconosciuti. Capo della spedizione, fu l'archeologo cinese Chi P'u Tai, il quale, dopo aver aperto tutte le tombe, portò a Pechino i reperti trovati sul luogo, compresi gli strani dischi, ciascuno di circa 1 metro di diametro, forati al centro: si trattava di reperti di circa 12.000 anni prima.
Per circa vent'anni, i reperti rimasero praticamente dimenticati nei magazzini di Pechino. Nessuno sapeva l'origine né la funzione dei dischi; nessuno capiva come potessero essersi evoluti in quel modo i corpi degli individui ritrovati.
Solo dopo molti anni, uno studioso e archeologo cinese, il Prof. Tsum Um-Nui, insieme ad uno staff di altri cinque scienziati, iniziò a studiare questi reperti.
Le considerazioni che ne scaturirono furono incredibili, tanto che le autorità cinesi ne vietarono la diffusione.

Solo nel 1965, con la pubblicazione di un documento intitolato Navi Spaziali di 12.000 anni fa, iniziò la divulgazione della scoperta: Tsum Um-Nui spiegò che, secondo le sue traduzioni, effettuate dai geroglifici dei vari dischi di pietra rinvenuti, si raccontava di una navicella spaziale, giunta da un altro pianeta, che aveva avuto un grave incidente sulle montagne di Bayan Kara Ula.
Gli alieni che si salvarono, entrarono in contatto con le popolazioni primitive del luogo, ma gli umani, solo dopo molto tempo, accetarono la presenza di queste strane creature, che avevano comunque intenzioni pacifiche fin dall'inizio.
In particolare, in uno dei dischi, l'incontro veniva così spiegato: "I Dropa (nome attribuito agli esseri alieni) scesero dalle nubi del loro oggetto volante. I nostri uomini, donne e bambini si nascosero dieci volte nelle caverne prima dell'alba, finché capimmo che i Dropa avevano intenzioni pacifiche...". Probabilmente, dopo il crash, gli alieni non furono più in grado di ricostruire l'astronave, rimasero così "imprigionati" sulla Terra e, quasi certamente, si accoppiarono con gli umani, dando vita ad un'etnia che rimase isolata sulle montagne per migliaia di anni.

Il prof. Tsum Um-Nui parla di 12.000 anni fa, poiché, su alcune incisioni ritrovate nelle pareti delle caverne, è raffigurato il Sole nascente, la Luna, alcune costellazioni e la Terra, il tutto collegato da puntini, quasi a spiegare il percorso eseguito dall'astronave per giungere sul nostro pianeta. La posizione dei pianeti e delle costellazioni ha portato poi il professore alla datazione.
Successivamente, furono raschiate le superfici di alcuni dischi. Dall'analisi che ne seguì, il materiale di cui erano composti risultò contenere un'alta percentuale di cobalto e di altre sostanze metalliche.
I dischi di granito, all'oscilloscopio, reagirono emettendo vibrazioni ad un ritmo stranamente regolare, perché carichi di una notevole quantità di energia elettrica. Quei reperti, vecchi di dodicimila anni, non potevano essere manufatti terrestri.
Il Prof. Tsum Um-Nui morì nel 1965, per un attacco cardiaco.
Furono cercati i suoi appunti sulle scoperte di Bayan Kara Ula, ma tutto era stanamente sparito. L'ultimo ad aver parlato della storia dei dischi rinvenuti fu l'ufologo viennese Peter Krassa che, nel 1975, li vide esposti in una teca del museo Bampo a Xian, in Cina, e li fotografò. Oggi, dei numerosi studi condotti sui reperti e dei dischi rinvenuti, si è persa ogni traccia.





San Lodovico festeggiato ogni 19 Agosto dal paese e portato in processione. Chi apparì in realtà quel giorno su una nube scatenando una forza tale da mettere in fuga un esercito? Video MYSTERIUM.


sabato 30 aprile 2011


Caccia all’UFO tra le nuvole: le immagini delle prime analisi

avvistamento ufo brasile
Il video dal Brasile, riguardante un presunto avvistamento UFO, tiene ancora banco ed è finito nel mirino della verifica di Bibiana Bryson. La popolare ufologa argentina infatti sta cercando, con il suo team di esperti, di fare piena luce su questo nuovo caso. La località è quella di Itaara in Brasile, nella regione di Santa Maria. Il video, secondo le poche descrizioni rese pubbliche da chi lo ha condiviso su YouTube, non sarebbe ben collocabile cronologicamente. Di certo non è il primo contributo video, nel 2011, con queste precise caratteristiche.
La Bryson ed i suoi collaboratori hanno tentato di mettere a fuoco lo strano velivolo (sempre che di velivolo si tratta) con un gioco di filtri e provando a sfruttare le nuove tecnologie per fissare la forma e l’immagine. Il risultato è visibile nella foto posizionata nel riquadro in alto. 
Il problema è che il soggetto delle riprese era praticamente immerso nella foschia e nelle nuvole, era visibile di tanto in tanto solo grazie a delle luci che si accendevano.
Il presunto testimone dell’avvistamento UFO infatti, ha solo fornito l’indicazione che nella stessa zona, in anni diversi, si era già assistito a strane segnalazioni. Il supporto originale su cui era inizialmente caricato il filmato era VHS. Inevitabilmente, ed è una casistica piuttosto comune, nel trasferirlo sul supporto digitale e nel secondo passaggio dell’upload su YouTube, si è finiti per perdere un po’ di qualità delle immagini. Resterà da vedere se le ulteriori analisi di Bibiana Bryson riusciranno, nei prossimi giorni, a fare ulteriore luce su questo giallo UFO. Aggiornamenti e novità saranno inseriti dall’ufologa argentina in una pagina dedicata sul suo sito ufficiale. In ogni caso sono ben evidenti le difficoltà di partenza. Molti ufologi, infatti, lamentano come i video, condivisi sulla rete, perdano quella qualità necessaria per una analisi. Verifiche che potrebbero essere ottimali solo potendo contare sul contributo video originale.

http://olivieromannucci.blogspot.com/2011/04/caccia-allufo-tra-le-nuvole-le-immagini.html

























Un ulteriore prova della benevolenza del santo è tramandata dagli anziani del paese: nella seconda guerra mondiale Serravalle fu occupato dall'esercito tedesco; alla fine della guerra durante la sua ritirata , questi invasori caricarono un treno di esplosivo per farlo detonare nella galleria che passa proprio sotto il centro del paese con l'intenzione di distruggerlo completamente. Quando arrivò l'ordine di procedere e vennero premuti i vari inneschi il treno non saltò e il paese fu salvato per la seconda volta dalla distruzione.








La TORRE DEL BARBAROSSA sulle cui mura, secondo tradizione, apparve la "nuvola" di San Lodovico. FOTO MYSTERIUM.






I 500 arcieri mercenari (ovvero non della rocca ma giunti da fuori) furono determinanti nella difesa del castello. Si narra che combatterono con grande coraggio durante i quattro mesi d'assedio. Si potrebbe paragonarli agli arcieri elfi del film LE DUE TORRI (vedi trama).
Foto MYSTERIUM.

Arrivo degli Elfi in rinforzo agli uomini contro gli orchi al fosso di Helm:



Prima e seconda parte della battaglia:
http://www.youtube.com/watch?v=ht8gZM81Ewg 
http://www.youtube.com/watch?v=2WGXg5EzM1o&NR=1








Nell'omonima chiesa San Lodovico viene venerato. Qualcuno bacia il piede, qualcuno la mano in segno di protezione. In realtà viene forse venerato qualcuno che non era di questo mondo e che usò tecnologia aliena per difendere il paese? Foto MYSTERIUM.






Le vecchie mura di fronte alla Torre del Barbarossa : altra veduta della zona dove venne avvistata la nuvola-UFO. Foto MYSTERIUM.



È un UFO? No una nuvola...

http://www.scetticamente.it
 Miracolo della neve
Miracolo della neve
Come abbiamo affrontato in un'altro articolo, l'idea che in passato civiltà extraterrestri abbiano visitato il nostro pianeta lasciando in qualche modo una traccia del loro passaggio è una teoria fantascientifica che negli ultimo tempi ha riscosso una grande risonanza sui media di tutto il mondo.
Sin dal momento in cui Von Daniken ha dato il via a quella che viene ormai universalmente riconosciuta come la "teoria dell'antico astronauta" ogni forma di arte, dai più antichi graffiti rupestri, ai più recenti capolavori artistici rinascimentali sembra avere qualche particolare che sembra voler lasciare una traccia del passaggio di civiltà extraterrestri. La clipeologia (dal latino clipëus, disco o scudo rotondo - fonte Wikipedia ) è una "Scienza" che cerca di fornire prove di questi contatti alieni con la nostra civiltà, analizzando le opere d'arte. Ma cosa appare nelle opere d'arte incriminate da spingere i Clipeologi ad affermare che si tratta di prove inoppugnabili della teoria dell'antico astronauta?
Elencare tutte le opere è impossibile, quindi per ora mi limiterò ad analizzare i lavori che maggiormente hanno assunto una connotazione misteriosa stimolando la fantasia degli Ufologi.
Secondo la leggenda, narrata dal frate Bartolomeo da Trento nella prima metà del XIII secolo nel Liber epilogorum in gesta sanctorum , «la mattina del 5 agosto 352 gli abitanti del colle Esquilino ebbero una strana sorpresa: durante la notte era caduta la neve ed un soffice manto ne ricopriva un tratto. Con tale prodigio la Vergine Maria aveva indicato, ad un patrizio di nome Giovanni ed a sua moglie, che in quel luogo desiderava fosse eretto un tempio in suo onore. Da gran tempo i due anziani coniugi, che non avevano avuto figli, desideravano impiegare le loro ricchezze in un’opera che onorasse la Madre di Dio e, a tal fine, la pregavano con fervore affinché mostrasse loro in qual modo potessero esaudire il desiderio. La Vergine, commossa dalla pietà dei due, sarebbe apparsa loro in sogno dicendo che nel luogo ove la mattina seguente avessero trovato la neve caduta miracolosamente durante la notte, dovevano edificare, a loro spese, una chiesa dedicata al nome di Maria. Emozionato dal prodigio, il mattino seguente Giovanni si recò da papa Liberio, a narrargli l’accaduto: il pontefice aveva, durante la notte, sognato la medesima cosa! Liberio, seguito dal patrizio Giovanni e da un grande corteo di popolo e prelati, si recò sull’Esquilino e, sulla neve ancora intatta, segnò il tracciato della nuova chiesa, che fu edificata a spese del patrizio e di sua moglie.» (da: 'I luoghi giubilari a Roma. Storia, spiritualità, arte', a cura di Andrea Lonardo, Ediz. San Paolo, 2000. )
Il quadro riprodotto a lato, "Fondazione della chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma", più conosciuta come "Il Miracolo della Neve", venne dipinta da Tommaso di Cristoforo Fini, detto Masolino da Panicale, su ordine del papa Martino V Colonna per la chiesa di Santa Maria Maggiore di Roma intorno al 1428, secondo alcuni esponenti del movimento Ufologico rappresenterebbe una prova di una vera e propria invasione aliena. Il presidente del C.U.N ( Centro Ufologico Nazionale) R. Pinotti  interpreta l'opera in questo modo:
" ... abbiamo la rappresentazione visuale di uno stranissimo evento implicante Papa Liborio (352-366 A.D.). Secondo tale tradizione storica, in un sogno il Papa ebbe dagli Angeli l'ordine di costruire a Roma una nuova chiesa nel luogo esatto dove una nevicata miracolosa si sarebbe manifestata. Il giorno dopo, una strana sostanza simile a neve cadde dal cielo contro qualsiasi previsione meteorologica, in una calda giornata d'agosto. Il fenomeno fu limitato alla sola zona di Roma in cui venne poi edificata la basilica di S. Maria Maggiore. (...) Quale fu la causa di questa nevicata "impossibile"? Masolino da Panicale, nella sua pittura, rappresenta una scena dettagliata dell'evento, con la neve che cade da una "nuvola" grossa e allungata, grigiastra e a forma di sigaro, sotto la quale sono visibili delle nuvole più piccole. Un'attenta osservazione di queste ultime, peraltro, mostra che non sembrano nubi normali. Esse sono infatti tutte chiaramente delineate nei loro contorni e tutt'altro che vaporose, e sono poi rappresentate a due a due e in maniera identica con illuminata solo la parte superiore, con la maggior parte dei "dischi diurni" muniti di cupola."
Battesimo di Gesu di Aert De Gelder
Battesimo di Gesu di Aert De Gelder

Secondo Pinotti le nuvole hanno una strana somiglianza con quella che è l'iconografia classica dei dischi volanti, una base piatta e una parte superiore a cupola, ignorando completamente tutti i particolari che lascerebbero semplicemente ipotizzare che si tratti di semplici nuvole.
Lui vede delle analogie tra le nuvole evidenziando la mancanza di vaporosità, ma nello stesso tempo non sottolinea che comunque le nuvole sono tutte diverse, segno evidente che non si tratta di navicelle, ma proprio di nuvole illuminate verso l'alto e in ombra verso la parte bassa.
Ma quella delle nuvole che maschererebbero la presenza di navicelle aliene è un particolare ricorrente nella Clipeologia. Altre opere che sembrerebbero dimostrare la presenza di UFO sono molte e in tutte si cerca di capire il perché gli artisti abbiano incluso delle strane forme raggiate nei cieli che non hanno nulla  ache vedere con l'idea di religione.
Effettivamente ,se si ragiona con le convinzioni iconografiche cattoliche odierne , le nuvole luminose appaiono come fossero un qualcosa fuori dal contesto, ma proprio questo particolare fa capire la poca conoscenza delle scritture e dell'arte da parte di chi sostiene la Clipeologia. Analizzando le scritture bibliche e i vangeli apocrifi, testi a cui spesso si sono ispirati gli artisti dell'epoca, non è raro imbattersi in nuvole parlanti, luci dal cielo o elementi che poi sono andati perduti nell'immaginario artistico religioso e sostituiti con spiriti corporali ovvero gli  Angeli. Diciamo che l'arte medievale e del primo rinascimento era più fedele ai canoni scritturali di quanto lo era l'arte più moderna o contemporanea.
Quindi non c'è da stupirsi se opere inerenti l'Annuncazione a Maria ritraggano una nuvola luminosa che invia un raggio verso la vergine inginocchiata (Annunciazione di Carlo Crivelli ), oppure che a illuminare la scena della natività non sia una stella cometa , come evviene nell'arte nel dopo Giotto, ma una nuvola luminosa che invia un raggio verso la capanna ( Battesimo di Cristo di  Aert De Gelder ).
Particolare
Particolare
Presunto UFO
Presunto UFO










Particolare dell'Annunciazione di Carlo Crivelli
Particolare dell'Annunciazione di Carlo Crivelli
Annunciazione di Carlo Crivelli
Annunciazione di Carlo Crivelli

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Per vedere tutte le foto della rievocazione storica dell'assedio da me scattate :
http://www.facebook.com/media

giovedì 13 agosto 2009

Monteriggioni : festa medievale. Video da me girati.


La Festa

Monteriggioni di Torri si Corona 2009
3, 4 e 5 – 10, 11 e 12 luglio 2009

L’edizione 2009 delle Feste Medievali di Monteriggioni, realizzate dalla “Monteriggioni A.D. 1213” sotto la direzione artistica di Massimo Andreoli e Massimiliano Righini del CERS, avrà come tema principale la vita del Castello “tra storia e leggenda”, attraverso la riproposizione di alcuni tra i più significativi avvenimenti storici che coinvolsero la cittadina senese tra medioevo e rinascimento.

Il primo week end sarà infatti dedicato alle celebrazioni per la vittoria ottenuta alla Battaglia di Montaperti del 1260, scontro di grande importanza tra Siena e Firenze per il controllo della via Francigena.

Quello successivo ricorderà invece l’occupazione dei Noveschi: nel 1482 alcuni fuoriusciti senesi della famiglia dei Noveschi, sostenuti da Firenze, occuparono il castello di Monteriggioni. La repubblica senese mosse subito ad assediare il castello. La vicenda si concluse con la resa degli assediati che sotto scorta senese furono esiliati in territorio fiorentino.

Le Feste saranno contraddistinte dalla convivenza tra l’aspetto più prettamente ricostruttivo - sia militare (evoluzione delle tattiche militari, delle armi, dei sistemi difensivi) che civile (la vita quotidiana di un borgo assediato, la sua alimentazione, i suoi mestieri, ecc…) – e quello spettacolare (saltimbanchi, musici, giocolieri), che quest’anno intende proporsi come vero e proprio festival nazionale dello spettacolo storico sotto la direzione Artistica di Gabriele Bonvicini di Musica Officinalis. Tra gli artisti presenti il Giullar Cortese Gianluca Foresi, Metenio Atrippa e la sua creatura fantastica, Alessandro Martello di Hocus Pocus Circo Teatro, i Giullari del Diavolo, l’ensemble musicale degli Errabundi Musici, il Mago Paolo della compagnia dei Ligrittieri, il Teatro Agricolo, la Schola Tamburi Storici di Conegliano, la Compagnia de “La Giostra”, Petricinus Arcanus e Zorba Officine Creative che presenterà in anteprima una produzione dedicata al mondo mitologico, con fauni che si materializzeranno all’improvviso tra i visitatori.

Due le novità di quest’edizione:

* l’allestimento, nel campo dei tornei, di due Giostre Cavalleresche dedicate, rispettivamente una nel primo e l’altra nel secondo fine settimana, alla tradizione del XIII e del XV secolo. Tale suggestivo spettacolo è realizzato dai Cavalieri Cenedesi con il Coordinamento artistico di Mauro Guidolin;
* la presenza al Castello, dal 10 al 12 luglio di gruppi storici provenienti non più solo dall’Italia, ma anche dall’estero. Grazie così alla Compagnie de la Rose (Svizzera), all’Hansevolk zu Lübeck (Germania) e ai terribili Lanzichenecchi di Bretten (Germania), le Feste Medievali di Monteriggioni entreranno a far parte a tutti gli effetti del circuito internazionale delle feste storiche del CERS-Consorzio Europeo


VIDEO MA ME GIRATI E PUBBLICATI SUL MIO CANALE YOU TUBE (VEDI LINK). PRESENTAZIONE DEI NOBILI E DELL'AVVENIMENTO STORICO :





GIULLARE E MUSICI ALLIETANO LA FOLLA AL CASTELLO :





SFILATA CON I DRAPPELLI DEI CAVALIERI PRIMA DELLA GIOSTRA CAVALLERESCA :





GIOSTRA CAVALLERESCA :






CARICAMENTO CANNONE MEDIEVALE AD AVANCARICA.SPIEGAZIONE E DIMOSTRAZIONE :





PRESENTAZIONE E SALUTO DEL GRUPPO STORICO DI SCHERMA :





DUELLO : IL GIUDIZIO DI DIO.







ALLA FINE DELLA FESTA, I MUSICI ALLIETANO IL POPOLO. FINISCE UNA INDIMENTICABILE MANIFESTAZIONE. CANTI E BALLI :

giovedì 6 agosto 2009

Il giudizio di DIO




Il duello di Dio, detto anche duello giudiziario, duello ordalico o combattimento giudiziario, era una forma di duello diffusa durante il Medioevo in Europa, in particolare presso i popoli di ceppo germanico. Si trattava di una forma di ordalia, istituto tipico del diritto germanico, nella quale una contesa giudiziaria veniva risolta attraverso il combattimento tra i due contendenti o i loro campioni: si riteneva che l'esito del duello, condotto secondo precisi rituali, non dipendesse tanto dal valore dei combattenti, quando dal giudizio di Dio, che non poteva che premiare colui che era nel giusto. Si distingue quindi dalla faida, poiché questa era una mera forma di regolamentazione dei conflitti privati tra due individui o due gruppi, senza implicazioni né sovrannaturali né di validità giuridica.
La progressiva affermazione dei poteri statuali e la crescente opposizione della Chiesa portarono al declino del duello di Dio, che scomparve definitivamente tra XII e XIII secolo.
Come ogni ordalia, il duello di Dio era considerato, all'interno degli ordinamenti giudiziari germanici, una forma di giudizio divino ("iudicium Dei") che veniva concessa dal giudice alle parti contendenti, sia in ambito civile sia in ambito criminale[1]. La concezione che stava alla base di tale istituto era quella, "barbarica", che vedeva i campi del diritto, della morale e della religione come un tutt'uno inscindibile[2]; inoltre, al culto di Dio si accompagnavano quelli, altrettanto caratteristici, della forza fisica e delle armi[3].
Le ricostruzioni più complete dei duelli giudiziari riguardano quelli combattuti durante il Basso Medioevo, sia presso le corti feudali sia presso i comuni. Castelli e città erano stabilmente attrezzati con appositi campi chiusi dalle caratteristiche e dalla forme definite, all'interno dei quali si schieravano i due campioni. Le armi erano determinate dai giudici e lo scontro poteva protrarsi per più giorni; la morte non era l'esito necessario, e anzi ricorreva piuttosto raramente: di norma, la sconfitta era sancita dal toccar terra con il capo, dalla fuoriuscita dal campo di battaglia o dalla resa di uno dei due campioni.
I primi riferimenti al duello come strumento di risoluzione delle contese tra i Germani risalgono agli storici romani che, da Velleio Patercolo a Tacito, sottolineano l'incompatibilità di tale prassi con la concezione romano dello Stato ("res publica")[3]. Il combattimento giudiziario era presente presso numerosi popoli germanici e nelle leggi dei relativi regni romano-barbarici (Goti, Dani, Anglosassoni, Sueoni, Longobardi, Franchi, Sassoni, ecc.), per essere infine ancora attestato nei comuni medievali.


Il duello di Dio presso i Goti :
Il combattimento giudiziario era regolarmente praticato presso i diversi rami della grande famiglia gotica, salvo poi declinare in seguito alla stabilizzazione dei regni romano-barbarici dominati da Goti. Così, una volta insediato il suo Regno ostrogoto tra Italia e Illiria, Teodorico invitò i Goti rimasti in Pannonia ad abbandonare il ricorso al duello per dirimere le loro contese, suggerendo loro di prediligere invece le normali vie giudiziarie.


Il duello di Dio presso i Longobardi :
La prima testimonianza di un duello giudiziario in Italia è quella riportata dallo storico franco Fredegario[5]: nel 624 Pittone, campione della regina Gundeperga, uccise Adalulfo, che aveva accusato la sovrana di adulterio e di aver ordito una congiura insieme al duca Tasone, in un duello di Dio voluto dai legati franchi intervenuti a favore di Gundeperga, che a causa dell'accusa era stata rinchiusa nel castello di Lomello dal marito Arioaldo. L'esito del duello comportò la completa riabilitazione della regina, che poté tornare a fianco del re.
Il duello di Dio fu in seguito dettagliatamente normato dall'Editto di Rotari, fin dai primi articoli. Rotari riconosceva il duello, condotto in prima persona o attraverso un campione, quale prova giudiziaria definitiva di istanza superiore al giuramento (art. 9). L'art. 198 precisa la possibilità di ricorrere al combattimento, sempre come seconda e definitiva istanza rispetto al giuramento, nel caso specifico della calunnia nei confronti di una ragazza soggetta a mundio, qualora questa fosse accusata di essere prostituta o strega. Altri articoli indicano il campo di applicazione del duello di Dio nei casi di una moglie accusata di tramare per la morte del proprio marito (art. 202) o di adulterio (art. 213), mentre l'art. 368 prescrive il divieto per i duellanti di portare su di sé erbe malefiche.
Il ricorso a tale pratica fu in seguito fortemente limitato; in particolare, fu la legislazione di Liutprando a tentare di limitare i duelli, esplicitamente appellandosi alla fallacia del preteso "giudizio di Dio: «incerti sumus de iudicio dei»[6]. Il fatto che lo stesso sovrano abbia potuto soltanto sconsigliare anziché vietare il duello di Dio attesta tuttavia quanto la pratica fosse radicata presso i Longobardi.


Il declino del duello di Dio in Italia :
Con l'evolversi del Regno longobardo il duello di Dio era stato dunque progressivamente limitato a favore delle prove testimoniali e documentali; la caduta del regno (774), tuttavia, e la sostituzione della classe dominante longobarda con quella franca, ancora più ancorata alle tradizioni germaniche, ridiede ampia diffusione alla pratica. I Carolingi prima (VIII-IX secolo) e gli Ottoni poi (in particolare Ottone I, X secolo) sostennero apertamente il combattimento giudiziario[8], cui si fece quindi ampiamente ricorso fino alla crisi definitiva dell'isituto dell'ordalia, nel XIII secolo[9].
Il Liber Augustalis di Federico II circoscrisse drasticamente l'applicazione del duello di Dio, limitandolo ai casi in cui si dibattesse, in assenza di altre prove, di omicidi commessi con veleno o tradimento e di lesà maestà. Analoghi provvedimenti furono adottati da Luigi IX di Francia e da Alfonso X di Castiglia, anche se parallelamente l'istituto conobbe ampia diffusione presso i primi liberi comuni[9]. Sempre a partire dal XII secolo era andata anche crescendo l'opposizione della Chiesa cattolica, con i decreti di Niccolò I, Gregorio IX e Alessandro III: il duello, azniché "di Dio", iniziò a essere considerato empio, giacché supponeva la pretesa di imporre a Dio di manifestarsi attraverso un miracolo dietro richiesta umana.


Il duello di Dio presso i popoli germanici settentrionali :
Saxo Grammaticus, nella sua Gesta Danorum, testimonia l'ampia diffusione del duello di Dio presso i Dani: secondo re Frotone III qualsiasi controversia doveva essere decisa attraverso il combattimento, del quale prescrisse minuziosamente le regole. Le antiche cronache anglosassoni e vichinghe rimarcano non solo la diffusione del combattimento giudiziario, ma anche la particolare enfasi sull'abilità come duellanti dei sovrani delle varie stirpi germaniche settentrionali.


Video da me girato a Monteriggioni durante la bellissima festa medievale:
IL GIUDIZIO DI DIO





venerdì 12 giugno 2009

Il Giullare : figura medievale criticata dalla Chiesa al pari degli indovini ed incantatori

I giullari venivano paragonati alla stregua di indovini e di incantatori dalla Chiesa del tempo, quasi come se fossero eretici e facessero uso di chissà quali magie.




Dal sito http://www.medioevo.com

Nell’alto Medioevo le manifestazioni teatrali, o meglio scenografiche, sono in ogni caso sempre collegate ad eventi para-bellici, il posto d’onore in questo senso appartiene ai Tornei cavallereschi, già amati da Longobardi e Franchi, all’interno dei quali trovano spazio le prime mini performance dei Giullari, che intervengono tra uno scontro e l’altro a mo’ di intermezzo comico, affiancando gli Araldi, nel momento della presentazione dei corridori.

Dei Giullari abbiamo notizia indiretta anche presso la corte carolingia, in particolare lo storico Muratori ci riferisce infatti questa testimonianza: “…avvenne che uno joculator longobardo arrivò da Carlo e, ballando di fronte ai suoi, cantò una canzone da lui stesso composta sul medesimo argomento…”

Sempre allo stesso periodo è riferibile la condanna di Alcuino, il quale nel 791 attacca chiunque ospiti a casa propria “..histriones, mimos et saltatores…”, avvalorando ancora una volta l’ostilità dell’Intellighenzia verso tutti i giullari, accomunati indistintamente gli uni agli altri, senza curarsi delle specificità di ognuno, bensì condannando in blocco l’intera categoria.

La cattiva fama dei Giullari percorre tutto il Medioevo, insieme all’indefinitezza del loro ruolo, tanto che la proliferazione terminologica che accompagna la loro presenza e le loro varie attività pubbliche è una costante nei secoli. Nel XII secolo Giovanni da Salisbury stende un primo elenco di nomi nella sua opera più celebre, il Policratus: “…mimi, sali vel saliares, balatrones, aemiliani, gignadi, praestigiatores…” e l’elenco va ad allungarsi col passare del tempo.

Così, ad esempio, in uno dei documenti più interessanti a riguardo, la Summa Arte Prosandi del XIII secolo, assistiamo ad un florilegio di termini e definizioni, che vedono i Giullari affiancati agli indovini ed agli incantatori, in una sorta di lista di proscrizione sociale, tutte figure accomunate dall’essere outsider, veri e propri reietti umani agli occhi della Chiesa e dei cristiani.

In questo documento il Giullare viene accostato ai “…pauperes, debiles (sic!)ceci, claudi, manci, corpore deformati, saltatores, tubicines, hystriones, gesticulatores..” in una sorta di circo dell’orrido che oggi definiremmo “freak”.


VIDEO DA ME GIRATO RIGUARDO UN GIULLARE..." ALL'OPERA"! :-)

martedì 26 maggio 2009

L'inquisizione ed i processi alle streghe

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La CACCIA
alle STREGHE

ovvero:

UN MILIONE DI DONNE
TORTURATE E UCCISE
dalla CHIESA CATTOLICA
nell'arco di 5 secoli

Fra il 1227 ed il 1235 fu instaurata l'Inquisizione contro le "streghe" e contro gli "eretici" con una serie di decreti papali

Nel 1252 Papa Innocenzo IV autorizzò l'uso della tortura per estorcere "confessioni" di stregoneria da parte delle donne sospettate. Questo papa criminale alla sua morte fu sepolto nel Duomo di Napoli con una iscrizione che inizia con queste parole: Hic superis dignus, requiescit Papa benignus......

Successivamente, Alessandro IV diede all'Inquisizione ogni potere di torturare ed uccidere, in caso di stregoneria coinvolgente l'eresia.

5 Dicembre 1484: Papa Innocenzo VIII emette la bolla “Summis desiderantes affectibus” sulle streghe, che ordinava di inquisire sistematicamente, per scoprire torturare e giustiziare le streghe in tutta Europa.

Frontespizio della bolla Summis desiderantes affectibus

Nel "Malleus Maleficorum" (il maglio delle streghe) una sorta di "Manuale del perfetto inquisitore", gli "esperti" della Chiesa Cattolica (ovvero i frati domenicani Heinrich Kramer Institor e Jacob Sprenger) elencavano dettagliatamente quello che combinavano le streghe: «uccidono il bambino nel ventre della madre, così come i feti delle mandrie e dei greggi, tolgono la fertilità ai campi, mandano a male l’uva delle vigne e la frutta degli alberi; stregano gli uomini, donne, animali da tiro, mandrie, greggi ed altri animali domestici; fanno soffrire, soffocare e morire le vigne, piantagioni di frutta, prati, pascoli, biada, grano e altri cereali; inoltre perseguitano e torturano uomini e donne attraverso spaventose e terribili sofferenze e dolorose malattie interne ed esterne; e impediscono a quegli uomini di procreare, e alle donne di concepire…».

Dal 1257 al 1816 l'Inquisizione torturò e bruciò sul rogo milioni di persone innocenti. Erano accusate di stregoneria e di eresia contro i dogmi religiosi e giudicate senza processo, in segreto, col terrore della tortura.

Se “confessavano" erano dichiarate colpevoli di stregoneria, se invece "non confessavano" erano considerate eretiche, e poi arse sul rogo. Non sfuggiva nessuno.

Alcune erano sottoposte alla prova della pietra al collo, la presunta colpevole veniva cioè gettata in acqua legata a una pietra. Se annegava era innocente, se invece restava a galla era una strega ... in ogni caso moriva!

In tre secoli alcuni storici hanno stimato che furono sterminati nove milioni di streghe, all'80% donne e bambine. Le donne venivano violentate oltre che torturate; i loro beni erano confiscati fin dal momento dell’accusa, prima del giudizio, poiché nessuno era mai assolto.

La famiglia intera veniva spossessata di ogni bene; si dissotterravano persino i morti per bruciarne le ossa.

Il Malleus Maleficorum stabiliva che la strega accusata doveva essere "spesso e frequentemente esposta alle torture". Le cacce alle streghe erano campagne ben organizzate, intraprese, finanziate ed eseguite dalla Chiesa e dallo Stato.

Questo regime di terrore durò cinque secoli, sotto la benedizione di almeno 70 papi, tutti in qualche modo compromessi con questi orrendi crimini.


1676: Un frate, con il crocifisso in mano, annuncia ai condannati
il giudizio della Chiesa che li condanna ad essere bruciati vivi.


A cosa serviva il terrore?

A dominare e sfruttare le popolazioni, sottomettere i ribelli, imporre una religione non voluta dal popolo e arricchire i dignitari (le autorità religiose) e i loro complici (gli inquisitori). Questi ultimi godevano di privilegi particolari ed erano al di sopra della legge.

Perché le donne costituivano il bersaglio preferito? Perché si voleva eliminare il principio femminile. Il ruolo naturale di guide da esse esercitato nella comunità minacciava il potere delle autorità (principio maschile). Le donne si occupavano della salute (gli uomini imparavano da loro) e trasmettevano le tradizioni; le più anziane arbitravano con saggezza le contese. Avevano un potere e una forza naturali, incarnavano la sovranità del principio femminile con i suoi valori di conservazione, protezione, aiuto reciproco, condivisione... trasmettevano forza alla popolazione.


1549: Le donne bruciano... i frati assistono con atteggiamento rilassato,
impugnando i crocifissi. Un soldato, addirittura, si scalda le mani.


Alcune personalità famose caddero vittime dell’Inquisizione. La più nota è senza dubbio Giovanna d'Arco, la pastorella che assunse il comando dell'esercito, salvò la Francia dall'invasione nemica e rimise in trono il legittimo sovrano. Fu però accusata di stregoneria ed eresia perché indossava i pantaloni e cavalcava come un uomo e fu quindi bruciata viva. Ora però è canonizzata.

Uomo o donna, chiunque usasse la testa costituiva una minaccia alla ricchezza e al potere di una minoranza di privilegiati e andava quindi eliminato.

Una donna simile veniva giudicata una strega e bruciata, dopo di che ci si impadroniva dei suoi beni. Qualunque donna non sposata dotata di un'abilità insolita o caratterizzata da un tratto particolare (per esempio i capelli rossi) rischiava l'accusa di stregoneria e quindi la morte.





VIDEO DA ME GIRATO RIGUARDO AD UNA RIEVOCAZIONE STORICA DI UN PROCESSO AD UNA STREGA: