Il creatore del video prosegue l’indagine sul caso di Gabriela Rico Jimenez, la giovane che nel 2009 aveva denunciato pubblicamente presunti abusi e pratiche cannibalistiche da parte dell’élite messicana, per poi sparire nel nulla dopo l’arresto.
Il video presenta una possibile nuova traccia: un articolo del 2017 da Ciudad Juárez che riporta il ritrovamento di una donna in stato confusionale, con lo stesso nome e un’età perfettamente compatibile. Non è una prova definitiva, ma è la prima informazione concreta dopo anni di silenzio.
Parallelamente, il narratore mostra come attorno al caso siano nate biografie false e disinformazione, evidenziando quanto sia difficile distinguere fatti reali da invenzioni diffuse online.
Infine, il video riflette sul contesto culturale delle accuse di Gabriela, collegandole a pattern narrativi ricorrenti (come il “Satanic Panic”) e a casi reali di violenza rituale in Messico, pur sottolineando che nulla prova un legame diretto con le sue dichiarazioni.
Il punto centrale: ci sono pochissime certezze, molte domande aperte e un’indagine che continua grazie al contributo collettivo.
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