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mercoledì 28 marzo 2012

Le luride scie chimiche





22-5-2008
Che COSA sono le SCIE CHIMICHE?
di Rosario Marcianò

Volentieri pubblico questa lucida e informata versione dei fatti per quanto concerne il fenomeno Scie Chimiche. Prendo distanza nello stesso tempo da un'attitudine troppo marcata a trovare in agenti e cause esterne la colpa e la causa delle nostre miserie e malanni, fossero esse il Parkinson e altro. Amo mantenere un'obbiettività giornalistica e un'attidudine scientifica nei confronti dell'informazione monitorando la tentazione continua a identificarsi con un gruppo "contro" l'altro. Informare mantenendo vivi degli interrogativi, senza necessariamente fornire conclusioni assolute, rimane un punto fondande della linea editoriale di Scienza&Conoscenza. (il webmaster)




Prima di affrontare il tema oggetto di questo articolo, ossia le scie chimiche, bisogna, per maggior chiarezza, premettere una parte sulle scie di condensazione (o contrails)

Facciamo chiarezza: che cos’è una scia? È “una zona di fluido (liquido o gassoso) situata immediatamente dietro un solido in movimento relativo rispetto al fluido stesso, caratterizzata dal fatto che in essa il moto è prevalentemente formato da vortici. Tipici esempi di scie sono i solchi spumeggianti che un natante veloce lascia nell’acqua dietro di sé (acqua ferma e solido in moto)…, le scie di condensa che segnalano il passaggio di un jet (aria ferma e solido in movimento). Queste ultime sono provocate dalla condensazione del vapore acqueo prodotto dalla combustione del carburante causata dalle condizioni di umidità, pressione e temperatura che si riscontrano ad alte quote di volo (umidità uguale e superiore al 70 per cento, temperatura inferiore a 40 gradi sotto zero, altitudine superiore ad almeno 8000 metri).
La composizione ed il comportamento delle scie dipendono principalmente dalla forma del solido, dalla viscosità e dalla densità del fluido, dalla velocità relativa e dall’angolo secondo il quale essi si incontrano.
Nel caso degli aeromobili, per esempio, la scia è animata da moti vorticosi che diventano più marcati in corrispondenza delle variazioni della sagoma dell’aeromobile (per esempio, nell’intersezione tra ala e fusoliera)”.

In che cosa le scie di condensazione si distinguono da normali nuvole?
La nube è un insieme di gocce d’acqua e cristalli di ghiaccio, dovuto alla condensazione di vapore saturo. Le nubi sono create da moti convettivi di origine termica oppure meccanica (sollevamento di aria calda), dal rimescolamento di masse d’aria e dall’incontro di queste con catene montuose, dalla variazione dei valori barometrici e dagli effetti della radiazione solare e terrestre. I moti di ascesa propiziano la formazione di nubi, poiché portano l’aria umida verso zone fredde; i moti di discesa, che le portano verso le zone più calde, ne causano il dissolvimento, in quanto fanno cessare lo stato di saturazione del vapore acqueo e favoriscono l’evaporazione delle gocce. Giacché i moti convettivi sono costanti, soprattutto durante una perturbazione atmosferica, avviene un continuo processo di formazione e di disfacimento dei corpi nuvolosi. Non è possibile quindi accomunare la formazione di una nube, la cui genesi si spiega tenendo conto di una molteplicità di fattori fisici in primis la saturazione, alle scie di condensa, sebbene, come si è visto, in particolari condizioni, le nuvole si dissolvano per poi riformarsi.

La formazione delle scie di condensa è un fenomeno rarissimo.
“Secondo definizione FAA, una contrail si forma sopra gli 8000 metri circa, a temperature minori di -40°C e con umidità relative superiori o uguali al 70%”. Questi parametri possono subire delle lievi variazioni, ma ci si può discostare di poco da tali indici alle nostre latitudini. Pertanto è praticamente impossibile che si formino scie di condensazione a bassa quota, con bassi valori di umidità e con temperatura lontana dai 40 gradi centigradi sotto zero.

Appurato che cos’è una scia di condensa e la rarità di tale fenomeno, passiamo ad analizzare le scie chimiche.

In questi ultimi anni, si è intensificata un’attività che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale continua purtroppo ad ignorare. Il fenomeno cominciò a diffondersi tra il 1996 ed il 1997, ma esistono prove e dati che dimostrano come le scie chimiche fossero saltuariamente usate e sperimentate sin dagli anni 50 del XX secolo. Ci si riferisce ai voli di aerei che attraversano i cieli sopra molte regioni del pianeta. L’operazione cominciò negli Stati Uniti nella metà degli anni ’90, per poi estendersi al Canada, ai paesi aderenti alla N.A.T.O. alla Russia ed a molte altre nazioni. Esistono fotografie e documentazioni che attestano la presenza di attività chimiche, sebbene saltuarie e forse sperimentali anche nei decenni precedenti. Questi velivoli lasciano, lungo le rotte seguite, delle strane scie che, generalmente, a differenza di quelle di condensazione, non si dissolvono entro breve tempo, ma persistono nell’atmosfera, sino a trasformarsi in nuvole simili agli strati. Bisogna precisare che molti velivoli generano scie chimiche evanescenti che si dissipano quindi nell'arco di pochi secondi o minuti, ma non sono comunque normali contrails. È un fenomeno evidentissimo, abituale di cui tutti possono rendersi conto, semplicemente alzando lo sguardo al cielo. Su quelle che i ricercatori indipendenti hanno definito “scie chimiche”, esistono parecchi studi di cui riportiamo i risultati salienti.

Vari studiosi, tra cui l’ingegner Clifford E. Carnicom, il meteorologo Scott Stevens, il fisico Neil Finley, il medico statunitense Michael Castle, la tossicologa Hildegarde Staninger, il giornalista indipendente canadese William Thomas, il ricercatore ed attivista Jerry E. Smith, il ricercatore statunitense Tom Montalk, il biologo e senatore statunitense Michael Castle, il biologo Giorgio Pattera, il direttore della rivista Nexus, Tom Bosco, e moltissimi altri hanno investigato gli effetti di queste famigerate scie.

Si possono dunque elencare i principali scopi delle scie chimiche, in forma molto essenziale ed indicando tra parentesi se si tratta, stando all’attuale stato degli studi, di un obiettivo accertato o solo congetturato. Bisogna, infine, ricordare che molti targets sono conseguiti attraverso la sinergia tra
H.A.A.R.P., emissione di campi elettromagnetici e scie chimiche. H.A.A.R.P. è un gigantesco sistema di antenne ubicato in Alaska, creato ufficialmente per lo studio della ionosfera, ma le cui reali funzioni vanno dalla manipolazione climatica all'interferenza nelle telecomunicazioni.

Gli obiettivi principali dell'operazione sono i seguenti.

• Modificazione meteorologica e climatica (scopo assodato, anzi riconosciuto ufficialmente. Si vedano i numerosi brevetti tradotti in tecnologie e le pur ambigue ammissioni ufficiali).

• Accecamento dei radar nemici (dimostrato. Si vedano i brevetti ed i ritrovati tecnologici).

• Creazione nell’atmosfera di un’antenna elettromagnetica oltre l’orizzonte, col fine di ottimizzare la ricetrasmissione dei segnali in ambito strategico-militare (dimostrato).

• Danneggiamento delle colture agricole basate su piante non modificate geneticamente (rilevato in modo empirico).

• Distruzione della coltre di ozono (forse è un effetto collaterale dell’operazione, ma non è escluso che sia un fine scientemente perseguito).

• Mappatura elettronica del territorio (provato. Si veda il Progetto R.F.M.P.).

• Inquinamento degli ecosistemi per determinare un incremento esponenziale del costo delle risorse idriche ed agricole residue (dimostrato empiricamente).

• Sfoltimento di alcuni settori della popolazione ritenuti improduttivi o di peso per il sistema, come i pensionati, i malati cronici (registrato empiricamente).

• Sperimentazione di agenti patogeni sulla popolazione inconsapevole nell’ambito di programmi di guerra chimica e batteriologica (acclarato. Si vedano anche i documenti governativi declassificati).

• Diffusione diretta ed indiretta di agenti patogeni e quindi di malattie, alcune delle quali del tutto ignote sino a pochi lustri fa, con gli scopi precipui di favorire le multinazionali farmaceutiche e di indebolire la popolazione (registrato empiricamente. Si considerino i dati epidemiologici).

• Modificazione del D.N.A. umano in modo da impedire un’evoluzione genetica (ipotizzato da numerosi ricercatori, tra cui Tom Montalk).

• Controllo del pensiero e del comportamento, attraverso soprattutto l’irradiazione di onde elettromagnetiche a bassa ed a bassissima frequenza o la diffusione di composti del litio (pressoché dimostrato).

• Diffusione di nanomacchine negli organismi umani col fine di controllare, rintracciare, monitorare, manipolare mentalmente, per mezzo dell’emissione di impulsi elettromagnetici, interi gruppi umani. Forse queste nanomacchine potranno essere attivate quando le persone, in un futuro non lontano, saranno dotate di microprocessori sottocutanei (ipotesi che può sembrare inverosimile, ma, in realtà avvalorata da una serie di brevetti e dalla produzione e diffusione di apparecchiature elettroniche volte al controllo degli individui).

• Creazione di un ambiente atto alla proiezione di immagini olografiche in vista di una falsa invasione aliena (ventilato da qualche studioso e collegato al Progetto Bluebeam).

Le analisi chimiche condotte hanno accertato la presenza delle seguenti sostanze: bario (proprietà igroscopiche, ossia assorbe l’umidità dell’atmosfera); alluminio (proprietà riflettenti: le particelle di alluminio, riverberando la luce solare, sono funzionali all’operazione denominata “copertura”, che consiste in una diminuzione dell’irraggiamento solare col fine di compromettere la fotosintesi clorofilliana, con gravi danni per gli ecosistemi e l’agricoltura). Sono state rintracciati anche altri elementi e composti:, torio e cesio radioattivi, rame, titanio, silicio, litio, cobalto (scie azzurre?), piombo (scie nere?), etilene dibromide o dibromuro (un insetticida molto tossico ufficialmente bandito dall'E.P.A. l'Agenzia per la protezione dell'ambiente negli Stati Uniti) etc. Sono stati pure rintracciati agenti patogeni, come pseudomonas aeruginosa, pseudomonas fluorescens, serratia marcescens, streptomiceti, virus, viron, ossia virus modificati geneticamente etc.

E’ logico purtroppo che le scie chimiche si possono correlare a varie patologie. Come si accennava sopra, è noto che le chemtrails contengono elementi chimici e biologici dannosi. E' quindi possibile collegare il massiccio spargimento di vari veleni nell'ambiente sia all'insorgenza di nuove patologie sia all'incremento di malattie un tempo meno diffuse.

Una sindrome causata dalle scie chimiche è il Morgellons (VEDI VIDEO - NB), un terribile morbo che si manifesta con fibre di materiali sintetici che fuoriescono dalla pelle. Questi filamenti, contenuti nelle scie chimiche, al loro interno ospitano nanostrumenti in grado di replicare il D.N.A. di insetti, virus, parassiti con cui vengono a contatto. Ecco perché la malattia insorge di solito in seguito alla puntura di un insetto.

Il Morgellons, caratterizzato da un prurito insopportabile, provoca un grave deperimento dell'organismo. La connessione tra scie chimiche e Morgellons è stata appurata da vari medici tra cui la dottoressa Hildegarde Staninger, il dottor Michael Castle, il dottor Edward Spencer, il dottor Karyo.

Poiché, con le chemtrails, sono sparsi vari metalli (l'alluminio, il bario, il piombo etc.), si diffondono sempre più malattie come il Parkinson e l'Alzheimer. La causa del Parkinson è probabilmente da ricercarsi nell'accumulo di metalli nell'encefalo. Anche il Parkinson, sebbene se ne sospetti un'origine genetica, è legato presumibilmente all'accumulo di metalli nel cervello.

Il bario è un veleno che attacca soprattutto i muscoli, cuore compreso. Può essere all'origine di ictus a loro volta legati alla fibrillazione atriale ed all'infarto miocardico.

Molte forme tumorali (ad esempio i linfomi) sono connesse all'uranio e all'etilene dibromide, quest'ultimo è un insetticida ufficialmente bandito negli Stati Uniti. Se assorbito dall’organismo, può causare danni al sistema nervoso, edemi polmonari e sintomi quali dispnea, ansia, affanno, tosse. È molto irritante per le mucose e le vie respiratorie.

Il dottor Donald Scott ritiene che la fibromialgia, l'Alzheimer, la sclerosi multipla, l'encefalomielite mialgica (o sindrome da affaticamento cronico), insieme con altre affezioni neurosistemiche, siano la conseguenza dell'aggressione del micoplasma, un batterio che è stato geneticamente modificato in vari laboratori canadesi e statunitensi e quindi sperimentato sulle popolazioni inconsapevoli. I micoplasmi sono stati e vengono sparsi - ricorda Scott - soprattutto con gli aerei.

Lo studioso Tom Montalk ha individuato nelle chemtrails vari batteri: lo Pseudomonas aeruginosa, Enterobatteri e la Serratia marcescens.

Lo Pseudomonas aeruginosa è un batterio che è stato modificato geneticamente da aziende come la Pathogenesis. Se inalato, può provocare immunodepressione e danni alle cellule in cui si insedia come ospite.

Gli Enterobatteri sono microorganismi comprendenti l’Enterobatterio coli, la salmonella e la Klebsiella, responsabile della polmonite. La Serratia marcescens è un patogeno molto pericoloso che determina l’insorgenza della polmonite. Questo batterio, come emerge da documenti declassificati, fu sperimentato nel 1950 sulla popolazione, ovviamente inconsapevole, di San Francisco: causò vari decessi.

Altri disturbi ed affezioni meno gravi, ma non per questo da trascurare sono dovuti all'inalazione ed alla ingestione di elementi chimici e biologici di varia natura: depressione, annebbiamento mentale, stipsi, sindromi para-influenzali, stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione, amnesie...

Un altro capitolo è costituito dalle patologie causate dalle intense e costanti emissioni elettromagnetiche inquadrabili in un piano di potenziamento delle trasmissioni a fini militari. Il Professor Levis elenca le principali sintomatologie connesse all'irradiazione di onde elettromagnetiche. Queste si possono riassumere nei seguenti problemi: sintomi cutanei (prurito, eritemi, allergie); del sistema nervoso (disturbi del sonno, ansia, cefalee, emicranie, sindromi depressive...); del sistema muscolare (crampi, dolori muscolari, astenia); del sistema cardiovascolare (aritmie, disturbi della pressione arteriosa, ictus); del sistema ormonale e di quello immunitario (riduzione della sintesi della melatonina, alterazioni delle popolazioni linfocitarie); del sistema riproduttivo (aborti spontanei); del sistema acustico (tinniti), visivo, olfattivo, digestivo. L'esposizione alle radiazioni non ionizzanti è reputata da molti scienziati all'origine di neoplasie, soprattutto leucemie.
 
L’operazione si basa su una serie di brevetti (da Teller a Cordani) acquisiti dalla NASA, dalle forze militari statunitensi, russe, cinesi, brevetti che si sono tradotti in tecnologie belliche e di geoingegneria.




Fonti:

T. Bosco, Scie chimiche, 2005
Bojs (pseudonimo), Scie chimiche: la popolazione della Terra è il bersaglio, 2007
D. Colognesi, Chemitrails, 2005
V. Gambino, D. Benvenuti, Scie chimiche DVD con libretto, 2005
H. Heath, Scie chimiche: un rapporto ufficiale ammette l'irrorazione, 2006
R. S. Hawa, La Terra come arma nel XXI secolo, 2006
A. e R. Marcianò, Scie chimiche: la verità nascosta, 2007
F. Mele, Scie chimiche e sementi geneticamente modificate, 2008
J. E. Smith, Weather warfare, 2006
M. Tenan, La scienza del nostro pianeta, 2005
W. Thomas, Chemtrails confirmed, 2007
Id., Le scie chimiche compromettono la vita sulla Terra, 2006
A. Worthington, Irrorazione ed armi elettromagnetiche nell'era della guerra nucleare, 2006
Id., La prova: le scie chimiche contengono composti dannosi, 2007

 http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/che-cosa-sono-le-scie-chimiche.php


Caricato da in data 14/mar/2008
Giulietto chiesa in un convegno tenuto l' 11-gennaio-2008(circa, non ricordo con esattezza). Questo è un pezzo dove parla delle schie chimiche e del progetto haarp. Tutto il filmato lo troverete nella mia sezione dedicata su arcoiris:


sabato 24 marzo 2012

Film e mistero - BATTLESHIP


Una razza di alieni, i Regents, giunge sulla Terra per sfruttare una fonte energetica nascosta sotto l'oceano. Dovranno affrontare una flotta di navi terrestri, in una battaglia epica raccontata da entrambi i punti di vista.
Gli UFO sottomarini sono denominati USO e stati avvistati più volte nei mari.


Gli uso, gli ufo sottomarini

 

Il termine U.S.O sigla che in inglese significa Unidentified Submerged Object o Unidentified Submarine Object, in italiano O.S.N.I oggetto sottomarino o sommerso, non identificato indica un'altra tipologia di UFO.
Gli U.S.O sono descritti come velivoli composti di materiale metallico a forma discoidale, sigariforme o sferica o semplicemente sono descritti come luci, avvistati in mare aperto nelle vicinanze di imbarcazioni dai piloti di aerei o elicotteri, da bagnanti.
Testimoni affermano di aver visto veicoli sconosciuti uscire (splash-up) o entrare nell'acqua(splashdown) e sparire nel cielo, altri testimoni affermano di aver visto sotto il pelo dell'acqua un U.S.O., altri testimoni invece affermano di aver assistito alla formazione di colonne d'acqua alte fino a 300 metri in presenza di mare calmo.
Le dimensioni degli Uso sono svariate e talvolta sono descritti come oggetti di dimensioni notevoli che effettuano manovre a ziz_zag, o comunque impossibili da realizzare da parte dei mezzi conosciuti, non emettono alcun suono e non provocanoonde nell'acqua al loro passaggio talvolta a velocità elevate.
Gli avvistamenti di Uso sono meno frequenti di quelle di Ufo ma non per questo di minore importanza nel campo dell'ufologia che si occupa anche di questi fenomeni con un altro nome: Usologia.
Il 24 novembre 1972 vi è il primo avvistamento di un oggetto sottomarino non identificato identificato da una flotta norvegese nel fiordo di Sogne che fu denominato U.S.O. termine che è giunto fino ai giorni nostri.
Talvolta gli Uso sono stati avvistati anche in laghi e fiumi.
Nel 1978 In Italia nel mare Adriatico vi furono numerosi avvistamenti di Uso.

Cosa possono essere gli Uso?

Gli Uso potrebbero essere veicoli o prototipi di origine militare oppure potrebbero essere di origine aliena, extraterrestre.


Gli Uso potrebbero essere semplicemente dei Sottomarini scambiati da persone insesperte per qualcosa di anomalo?

 

Approfondimenti:

Nell'oceano un fenomeno di formazione di bolle d'aria o di gas che risalgono in superficie è un fenomeno abbastanza comune e potrebbe essere la causa di alcuni avvistamenti definiti di Uso.

Una bolla di metano può affondare una nave

Le sue dimensioni devono essere confrontabili con quelle dello scafo
29.10.2003 fonte scienze.it

Una singola bolla di gas è in grado di provocare l'affondamento di una nave?
Secondo un'analisi teorica e sperimentale effettuata da ricercatori della Monash University in Australia, la risposta è affermativa.
Il fondo dell'oceano contiene grandi quantità di idrati di gas metano, cristalli di metano "ghiacciato" circondati da gabbie di molecole d'acqua. Se disturbati, questi idrati possono risalire in superficie sotto forma di bolle di gas, alcune delle quali possono raggiungere dimensioni considerevoli.
Nel Mare del Nord, fra la Gran Bretagna e l'Europa continentale, esistono abbondanti quantità di idrati di metano. In un sito eruttivo di grandi dimensioni noto come Witches Hole (il Buco delle Streghe), al largo della costa di Aberdeen, un'indagine con il sonar ha recentemente scoperto la presenza di un vascello affondato. La causa del naufragio, fino a ora, non era stata determinata. In passato, tuttavia, esperimenti molto semplici avevano mostrato che molte bolle piccole che salgono in superficie sono in grado di affondare un cilindro d'acqua (e probabilmente una nave) provocando un calo di spinta idrostatica.
Ora David May e Joseph Monaghan hanno dimostrato che lo stesso effetto può essere causato anche da una sola bolla molto grande. I ricercatori hanno studiato il problema con un semplice modello bidimensionale. Dopo aver intrappolato acqua fra due pannelli di vetro verticali e aver immesso singole bolle di gas dal fondo, gli scienziati hanno usato una videocamera per osservare l'effetto di una bolla molto grande su un piccolo pezzo di acrilico a forma di carena. Come prevedevano diverse simulazioni teoriche, l'esperimento ha mostrato che la bolla è in grado di affondare la nave se il suo raggio è confrontabile o maggiore delle dimensioni dello scafo. L'affondamento è dovuto al rapido movimento dell'acqua e ai vortici causati dalla bolla. L'analisi è stata presentata in un articolo pubblicato sul numero di settembre 2003 della rivista "American Journal of Physics".





Gli UFO ora si tuffano nel mare di Genova
Pubblicato da Angelus - Scritto da Angelus   
   28/11/2011


Ufoitalia riceve due testimonianze relative a un avvistamento nel cielo di Genova. Il signor E.D. scrive: «Spettabile Ufoitalia. È il 10 novembre 2005. Mezzanotte è passata da 10 minuti. Guardando una bellissima luna da Genova, direzione Savona, ho osservato in cielo, molto in alto, una sorta di mongolfiera. L’oggetto volante era immobile in aria e sembrava emanare fuoco. A un certo punto è sceso fino a scomparire verso il mare. Il fenomeno è durato circa 10 minuti».
Lo stesso fenomeno aereo è segnalato dai coniugi M. e N. G.: «Gentili studiosi, poco dopo la mezzanotte mia moglie e io abbiamo assistito a un evento veramente strano. Stavamo ammirando riflessi di luce nel mare, quando abbiamo visto un presunto Ufo in alto nel cielo. L’oggetto volante non identificato aveva la forma di un’ellissi: era un ‘sigaro volante’, come quelli che appaiono in tantissimi siti dedicati al fenomeno Ufo. Mia moglie N. è corsa a citofonare a dei nostri amici da cui avevamo cenato e si è fatta dare un binocolo. Osservato nei particolari, l’oggetto era ancora più sorprendente. Sul fianco che si vedeva aveva quattro oblò ed emetteva uno sbuffo di fumo da un’estremità, che però non era carburante perché continuava a rimanere fermo. Sembrava fatto di luce solida e si vedeva un’ombra nera tutt’intorno al suo scafo, come se l’oggetto fosse in realtà ancora più grande, ma luminoso solo nella parte centrale oppure come se fosse circondato da un anello scuro. Mia moglie l’ha osservato dopo di me e ha avuto la stessa impressione. Ha detto che non riusciva a capire se si trattasse di un ‘sigaro’ all’interno di un disco scuro o di un oggetto luminoso con un anello tutt’intorno. Improvvisamente l’Ufo si è messo a vibrare e il disco scuro ha cominciato a mandare lampi rossi. Poi l’oggetto ha cominciato a scendere verso il mare. Nell’acqua non si vedeva il suo riflesso, ma forse solo per la posizione da cui lo osservavamo. Prima di raggiungere la superficie del mare, si è spento e l’ho perso di vista. Ho scrutato dappertutto con il binocolo, ma niente: era proprio sparito nel nulla».
Fonte: Libero Magazine





Scoperto UFO in fondo al mare?

 UFO sonar mare
Ai giornali piace spesso pubblicare titoli che possano attirare l'attenzione di noi curiosi, e un titolo come "UFO scoperto sul fondo del mare?" leggibile su LiveScience svolge bene il suo compito. A separare la leggenda metropolitana dalla realtà non è soltanto il "buon nome" del sito che riporta la notizia, ma anche Peter Lindberg, famoso per i suoi recuperi di relitti dal fondo marino.

Lindberg e il suo team hanno scoperto sul fondale del Golfo di Bothnia (tra Finlandia e Svezia) un oggetto circolare del diametro di circa 20 metri, posizionato a quasi 100 metri di profondità, descritto così dal suo scopritore: "Un grande disco, di circa 60 piedi di diametro. Si vedono un mucchio di cose strane facendo questo lavoro, ma durante i miei 18 anni di professione non ho mai visto nulla di simile. La forma è completamente rotonda".

E' difficile, come capita ogni volta, farsi una chiara opinione su quanto pubblicato dai tabloid svedesi e dalle centinaia di siti a tema ufologico, ma ad aggiungersi al mistero sulla natura di questo oggetto ci sono altri due elementi: il primo è la scansione sonar del "disco", visibile nel video reso pubblico da Lindberg, una scansione che effettivamente mostra qualcosa di circolare, ma non contribuisce affatto a chiarirne l'origine.
Il secondo, invece, è rappresentato da una serie di segni nell'ambiente marino attorno all'oggetto che suggerirebbero che l'oggetto si sia spostato sul fondale per raggiungere la posizione in cui il team l'ha ritrovato.

Le ipotesi che sono nate sono le solite: formazione rocciosa di origine naturale, oggetto realizzato dall'uomo caduto per qualche motivo in mare e ora non più riconoscibile dalle sole immagini sonar, e ovviamente Oggetto Volante non Identificato, la spiegazione forse più affascinante ma anche la meno dimostrabile.

Iniziamo con il chiarire che la risoluzione del sonar utilizzato da Lindberg non ha una risoluzione tale da poter dire con certezza che l'oggetto del mistero abbia una forma perfettamente circolare. Secondo Lindberg, potrebbe trattarsi di una nuova Stonehenge, ma ora come ora non c'è alcun elemento che possa indirizzarci in una o l'altra direzione.

Non si può escludere affatto, quindi, che si tratti di una bizzarra formazione rocciosa che ha tratto in inganno il sonar di Lindberg. In assenza di prove, prenderei questa ipotesi come la più probabile, anche se non abbiamo ancora alcun dato in grado di sostenere o smentire questo scenario.

Il problema è che Lindberg non pare interessato ad approfondire la questione per ovvie ragioni economiche. "Non è nella nostra sfera d'interesse raggiungere questo oggetto, dato che potrebbe trattarsi di nulla per il quale varrebbe la pena di spendere soldi per dare un'occhiata, neppure se si trattasse di una nuova Stonehenge" spiega Lindberg.

Il recupero di relitti è un affare decisamente costoso, e che richiede mesi e mesi di attività: se l'oggetto dovesse essere realmente un pezzo di ingegneria aliena, credo che chiunque si assumerebbe il rischio di recuperarlo; ma se si trattasse di una formazione rocciosa, lo spreco di tempo e di denaro potrebbe essere sufficiente a far chiudere baracca e burattini a chiunque.




 


 Numerosi avvistamenti UFO in MARE
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Inserito il 5 luglio 2005 da Roswell in Avvistamenti

PORTO SAN GIORGIO – Luci anomale in mare, strani globi luminosi che appaiono improvvisamente: sono solo alcune delle tante segnalazioni arrivate al Centro Ufologico Nazionale. Quello che sorprende di più è però che gran parte di questi avvistamenti arrivano proprio dalla costa di Porto San Giorgio. A fare il punto della situazione è Fabiana Fiatti, coordinatrice per la regione Marche dell’importante centro italiano di studi sugli UFO. “Ricevo tantissime segnalazioni. In merito alla zona specifica sangiorgese stanno arrivando tantissime telefonate di avvistamenti in mare”. Si tratta soprattutto di bagliori e dei più conosciuti globi luminosi.

Strane luci che vengono scoperte da pescatori o comuni cittadini spesso al crepuscolo o nella notte. “Il nostro compito è quello di verificare la veridicità di queste telefonate. Molti di questi ‘lampi’ misteriosi sono stati avvistati nello specchio d’acqua sangiorgese.

Essendo lo sfondo dell’acqua scuro e trattandosi di fatti avvenuti spesso di notte è difficile che possa trattarsi di qualche riflesso. A poco distanza da qui, a San Benedetto, dei pescatori hanno visto schizzare fuori dal mare uno stranissimo oggetto che poi è volato via”. In molti casi si può trovare dietro a questi fenomeni una spiegazione scientifica. Potrebbe trattarsi ad esempio di fuoriuscita di gas dal terreno che si incendiano e danno origine a luci, o addirittura di forze elettriche che si accumulano nell’atmosfera. Solo in una piccola percentuale di casi, quelli cioè presi in considerazione del ente di studio degli UFO, le comuni teorie non reggono, lasciando un enorme punto interrogativo. Quello che la Fiatti vuole far capire è che lo studio degli Ufo è un mestiere difficile da prendere seriamente. “Molte volte questo tema rischia di essere spettacolarizzato. Per questo garantiamo il massimo riserbo alla gente che ci contatta. In molti restano in silenzio per la paura di essere considerati matti”. Tornando ai casi sangiorgesi gli ultimi avvistamenti risalgono a poche settimane fa fa e di sicuro non saranno gli ultimi. Il fermano è tra le zone delle Marche, insieme al pescarese, con il maggior numero di avvistamenti di UFO o di oggetti non identificati. “Nei comuni dell’interno sono a conoscenza – rivela la responsabile regionale – anche di alcuni casi di rapimento da parte di alieni, ma non posso dire di più”. Tra l’elenco delle città con un maggior numero di segnalazioni c’è proprio Porto San Giorgio. Oggetti volanti non identificati che saranno al centro di un convegno domani, nella sala municipale di Falerone. Relatore sarà il presidente del Centro Ufologico Nazionale Roberto Pinotti che presenterà il suo libro all’interno del quale vengono elencati tutti gli avvistamenti


Modificato da THOR63 - 24/8/2011, 17:55